CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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The Innovation Week e Maker Faire Rome 2014

MF14_Banner_Red_finali_330x164Il CUT è felice di poter partecipare alla condivisione dell’evento The Innovation Week 2014 e del concomitante Maker Faire Rome 2014. Credendo che questo possa far bene a tutti i settori dello sviluppo italiano, riceviamo e pubblichiamo direttamente dall’ufficio stampa promotore degli eventi il comunicato che troverete qui in basso. Vi invitiamo pertanto a seguire le dirette streaming fornite gratuitamente dagli organizzatori.

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Roma, 24 settembre 2014 – Robot, droni, stampanti 3D, bitcoin, guru e startupper. Dal 27 settembre al 5 ottobre, Roma diventa capitale dell’innovazione. In scena al Parco della Musica il futuro possibile con i protagonisti della rivoluzione digitale. Una settimana intera dedicata all’innovazione che partirà il 27 settembre con The lnnovation Week per culminare dal 3 al 5 ottobre nella seconda edizione della Maker Faire Rome, la più grande fiera europea dedicata agli inventori, creativi e artigiani digitali. Più di 70 mila metri quadrati di esposizione, 600 invenzioni da tutto il mondo, oltre 100 speaker, 74 talk, 42 workshop da 33 nazioni e un’area Kids di 2000 mq con 120 workshop didattici, show scientifici, tour esperienziali e tantissimi laboratori e attività interattive. L’innovazione che nasce dalla voglia di sperimentare e di condividere sarà anche in diretta web lunedì 29 e martedì 30 settembre, giovedì 2 e venerdì 3 ottobre su Makerfairerome.eu, sui grandi network editoriali e su decine di media digitali, blog, web tv e community online. #MFR14 l’hashtag per interagire. Chi vorrà potrà trasmettere il live streaming dell’evento anche sul proprio sito richiedendo il semplice codice gratuito da inserire per visualizzare lo schermo della diretta a info@fattorec.it. Primo appuntamento in diretta lunedì 29 settembre dalle 9.30 alle 13 e dalle 17.30 alle 19 con il Personal Democracy Forum, conferenza organizzata ogni anno a New York da Personal Democracy Media per esplorare l’impatto della tecnologia sulla politica e la società. Per la prima volta in Italia, il Personal Democracy Forum indagherà sulla “società dei dati”. Tra gli speaker: Luciano Floridi (Università di Oxford, tra i membri del Google Advisory Council per il diritto all’oblio), Tom Steinberg (fondatore di MySocie, che ha rivoluzionato il civic tech), MEP Marietje Schaake (European Parliament, europarlamentare impegnata per i diritti digitali), Dmytro Gnap (coordinatore di Yanukovych Leaks, che ha fatto luce sulla corruzione in Ucraina), Julia Keseru (Sunlight Foundation, la principale fondazione americana a occuparsi di trasparenza), Samuel Lee (World Bank), Ernesto Belisario (Osservatorio Italiano sull’Open Government), Marko Rakar (fondatore di Windmill, “rivoluzionario della trasparenza” in Croazia). L’elenco completo è disponibile a questo link. Secondo appuntamento martedì 30 settembre dalle 9.30 alle 19 con l’Open Hardware Summit 2014, organizzato dall’Open Source Hardware Association e incentrato sul movimento e l’economia Open Source Hardware. Il Summit si terrà per la prima volta in cinque anni fuori dagli Stati Uniti e porterà in Italia speaker come: Adrian Bowyer (il papà di RepRap, la più famosa famiglia di stampanti 3d open source), Tomas Diez (Direttore del Fab Lab Barcelona), Yasmin Elayat (GOOD fellow), Becky Stern (Direttore della parte Wearable Electronics, di Adafruit Industries), Eric Pan (Fondatore di Seeed Studio, e uno dei 30 under 30 per Forbes Cina), David Lang (fondatore di OpenROV, e autore di From Zero to Maker) e Gawin Dapper (CTO, Phonebloks, il progetto che sta cercando di rivoluzionare l’elettronica di consumo in chiave sostenibile). L’elenco completo è disponibile a questo link. Giovedì 2 ottobre dalle ore 9 alle 17.30 spazio ai maker con la Opening Conference della Maker Faire Rome “Let’s Make! (A Better World)”. Condurrà Riccardo Luna, Digital Champion del governo italiano. Tra gli speaker di fama internazionale, oltre a Massimo Banzi, co-fondatore del progetto Arduino, e Dale Dougherty, guru e fondatore del movimento dei maker: lo scrittore e attivista Cory Doctorow, l’astronauta Samantha Cristoforetti che pochi giorni dopo partirà per una lunga missione spaziale portando con sé molti strumenti da maker, l’economista Mariana Mazzucato, che spiegherà perché anche questa “rivoluzione senza permesso” ha bisogno di uno Stato innovatore, Glenn Green, il chirurgo toracico che ha impiantato una trachea stampata in 3D ad un paziente di sole sei settimane di vita, e l’artista cyborg Neil Harbisson. A questo link l’elenco completo dei relatori. In una settimana che metterà in scena l’innovazione che sta costruendo il futuro, un ruolo centrale lo avranno i giovani. Venerdì 3 ottobre, in diretta web dalle 11.30 alle 12.30 con “20 under 20” tutti, sul palco e in platea, saranno rigorosamente under 20. Durante l’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, alcuni fra i più brillanti adolescenti di cinque continenti racconteranno ai loro coetanei in che modo stanno cambiando il mondo con una app o una invenzione. Sul palco: Joey Hudy, il ragazzo che ha mostrato a Barack Obama il suo “cannone spara marshmallow” e che ora, a nemmeno 18 anni, sviluppa invenzioni per il colosso della tecnologia Intel. Il quindicenne di Boston Nathan Han, che ha vinto il premio ISEF promosso da Intel grazie al suo software di apprendimento automatico per studiare le mutazioni del gene BRCA1 legato al tumore al seno: il tasso di precisione del suo strumento va oltre l’80%. E ancora dalla Germania, Lennart Kleinwort che a 15 anni ha realizzato un’app per dispositivi mobile che semplifica le operazioni di disegno a mano e traduce in equazioni il rendering del disegno per una eventuale e più facile successiva rielaborazione. Da Singapore Shannon Xinjing Lee, che a 17 anni ha inventato la batteria del futuro a partire da una melanzana carbonizzata, più efficiente ed ecosostenibile di quelle attualmente in commercio. Dall’Italia Giuseppe Dall’Agnese, che si è distinto con un progetto sul funzionamento della chinasi p38, sviluppato al quinto anno del Liceo Scientifico Biologico “Elisabetta Vendramini” di Pordenone, vincendo l’Exceptional Science Award dell’American Physiological Society. Il suo studio potrebbe aiutare a capire come regolare l’attivazione di questo particolare enzima e permettere così la messa a punto di nuove e più efficaci terapie per gravi malattie come il rabdomiosarcoma e la distrofia muscolare. Quattro appuntamenti in diretta per comprendere l’innovazione che sta costruendo il mondo di domani. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito Makerfairerome.eu.

The Innovation Week e Maker Faire Rome sono promossi da Asset Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma in collaborazione con Il Ministero dell’Istruzione, l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, la Regione Lazio e Roma Capitale. Main sponsor dell’evento INTEL che porterà al debutto a Roma alcune anteprime assolute per il grande pubblico. Gold Sponsor: Eni; Unidata e Vodafone. Silver Sponsor: Atmel, Autodesk e Microsoft.​

Acqua Extraterrestre: dal 30% al 50% è “Acqua Primordiale”

Forse non sapevate che l’acqua che beviamo è l’ ‘acqua primordiale’. A darne notizia uno nuovo studio pubblicato sulla rivista Science, secondo cui le molecole della nostra acqua furono create più di 4,5 bilioni di anni fa, ben prima della Terra, del sistema solare e dello stesso Sole. Gli scienziati sostengono che la struttura chimica dell’acqua si sia formata solo prima della nascita dei pianeti, lune, comete e asteroidi.

“È straordinario che un’altissima percentuale di acqua che troviamo sulla Terra abbia preceduto il Sole e il sistema solare”, commenta Ilse Cleeves, una degli astronomi dell’Università del Michigan, che ha condotto la ricerca. Si parla di dati molto alti: dal 30 al 50 % dell’acqua presente sulla Terra sarebbe acqua primordiale. “Questa scoperta suggerisce che l’acque, l’ingrediente primario della vita, è probabilmente comune a tutti i più giovani sistemi planetari”, commenta l’equipe di scienziati.

Quello che resta da capire è come l’acqua sia giunta fino a noi, ma qualcuno crede che questa provenga dal ghiaccio contenuto in comete e asteroidi, formato in un ambiente più fresco e più tardi, entrato in collisione con il nostro pianeta. Ma questa teoria fa avanzare altre domande: da dove arriva l’acqua conservata in comete e asteroidi? Per rispondere, gli scienziati si sono rivolti alla chimica. Qui sulla Terra, infatti, circa una ogni 3.000 molecole di acqua è composta da un atomo di deuterio, con un protone e un elettrone all’ interno, anziché di idrogeno, dove invece risiede un protone soltanto. Le molecole realizzate con il deuterio, non a caso, producono l’ “acqua pesante”.

Tuttavia l’acqua ad alto contenuto di deuterio si può formare solo in determinate condizioni: l’ambiente o deve essere molto freddo, oppure deve esserci un’energia tale, da innescare la reazione che lega idrogeno, ossigeno e deuterio. Qualcuno ipotizza che questa provenga dalla immensa nube di gas, che ha dato alla luce il nostro sole e il nostro sistema solare. Qualcun altro invece ha ricercato nel momento della nascita di una stella e nell’energia che si scatena, un ideale ‘microclima’ per le molecole a base di deuterio.

Dibattito ancora aperto, in cui non si è ancora giunti ad un punto. Ma dopo aver atteso bilioni di anni per sapere che la nostra acqua è uno dei composti più ‘anziani’ al mondo, possiamo concederci di aspettare ancora un po’ per conoscere la sua provenienza.

Fonte: Journal.Today

Alieni dalla Preistoria: il Dendogramma

Sono stati scoperti negli anni Ottanta, nelle profondità del mare al largo dell’Australia, ma per studiarli ci sono voluti quasi trent’anni. E ancora adesso questi misteriosi organismi a forma di fungo sfuggono a una classificazione precisa, tanto da non rientrare in nessun gruppo animale conosciuto, sebbene somiglino ad alcuni animali preistorici. Tanto che a una delle due specie gli scienziati hanno dato un nome significativo: Dendrogramma enigmatica (l’altra è D. discoides).

Leonid Moroz, neurobiologo del Whitney Laboratory for Marine Bioscience della University of Florida, sostiene che se dovesse essere acclarato che le nuove specie sono dirette discendenti di alcuni dei primi animali, la scoperta “potrebbe costringerci a ridisegnare l’intero albero della vita, e forse rivoluzionare le nostre conoscenze sull’evoluzione degli animali, dei sistemi nervosi, dei vari tessuti. Potremmo dover riscrivere interi manuali di zoologia”.

Descritti per la prima volta questa settimana sulla rivista scientifica PLOS ONE, i minuscoli animali sono trasparenti, lunghi meno di due centimetri e vagamente simili a funghi (in particolare finferli). Ma le somiglianze finiscono qui. Alla base di quello che sembra il gambo c’è una bocca, apertura di un canale digestivo molto elaborato, che si ramifica una volta raggiunto il disco, ossia l’apparente “cappello” del fungo.

Anche il modo di vivere di questi animali è avvolto nel mistero. Apparentemente conducono un’esistenza individuale, visto che su nessuno dei campioni raccolti appaiono segni che possano far pensare che siano stati staccati da una superficie o formino colonie di diversi individui. Ma allo stesso tempo sembrano incapaci di nuotare: il disco è rigido, e sul corpo non c’è nulla che somigli a un mezzo di propulsione. Poiché la bocca è piccola e semplice, i ricercatori ipotizzano che gli animali si nutrano intrappolando microbi nel muco secreto dai lobi che circondano la bocca.

Bizzarrie Evolutive:

È stato Jean Just, all’epoca specializzato in crostacei, a scoprire i bizzarri animali nel 1986, mentre esaminava campioni del fondo marino australiano. Da allora non ne ha mai trovate altre. Ha consultato molti esperti, ma nessuno aveva raccolto esemplari di creature anche vagamente simili, né ricordava di averne viste.

“È stupefacente che mai nessuno si sia fatto avanti e abbia detto: ‘Sì, ho visto qualcosa di simile’, anche senza pubblicarne la descrizione”, commenta Just, che è appena andato in pensione dal suo lavoro al Museo di Storia naturale della Danimarca.

L’analisi genetica degli animali è difficile se non del tutto impossibile, perché i campioni raccolti sul fondo dell’oceano furono preservati in formaldeide e poi in etanolo. Just e i suoi colleghi sperano di poter trovare altri esemplari da analizzare, ma un’altra spedizione nella stessa zona non ha dato risultati.

Senza informazioni sul loro patrimonio genetico, è difficile scoprire le relazioni tra le nuove specie e gli altri organismi animali. Basandosi sulla loro struttura fisica, Just sostiene che potrebbero costituire uno dei primissimi rami dell’albero genealogico degli animali.

Secondo la teoria più consolidata dal tempo, gli animali più antichi – o meglio, il primo gruppo animale a differenziarsi dalla base dell’albero – siano state le spugne, organismi formati da cellule non differenziate e prive di sistema nervoso. Un’ipotesi più recente attribuisce invece questo ruolo ai gelatinosi organismi marini detti Ctenofori. La struttura fisica di Dendrogramma presenta qualche generica somiglianza con quelle degli ctenofori e degli cnidari o celenterati, un altro phylum che comprende meduse, coralli e anemoni di mare. Come questi animali, anche le nuove specie sembrano avere un tratto digestivo dotato di un’unica apertura, da cui entra il cibo ed escono i rifiuti. Ma molte sono anche le differenze: Dendrogramma, ad esempio, non possiede le cellule urticanti degli cnidari.

Una possibilità è che i Dendrogramma siano ctenofori o cnidari molto modificati dall’evoluzione (esiste almeno uno cnidario parassita che all’apparenza somiglia a un verme), ma finora non ci sono abbastanza elementi per confermare l’ipotesi. Per Moroz potrebbe trattarsi di frammenti o di larve di animali più grande, ma lo studioso si dice comunque “davvero emozionato” dalla scoperta.

Antichissimi resti?

Ma se Dendrogramma non sembra imparentato con nessun animale vivente, esistono almeno tre specie fossili che gli somigliano molto: anche Albumares, Anfesta e Rugoconites possedevano un disco percorso da canali che si biforcavano e si irradiavano.

Si tratta di misteriosi organismi dalle forme bizzarre (vortici, foglie, arbusti), tanto che i biologi dibattono su come andrebbero classificati: animali o no? Si ritiene che queste forme di vita siano scomparse più di 540 milioni di anni fa, alla fine del periodo Ediacariano, subito prima della cosiddetta esplosione del Cambriano, un’epoca in cui l’evoluzione animali subì una forte accelerazione.

È possibile però anche che Dendrogramma abbia sviluppato strutture simili a quella delle tre specie estinte in maniera indipendente, per rispondere a condizioni ambientali simili: un fenomeno molto comune, detto convergenza evolutiva.

“Dendrogramma presenta queste somiglianze molto interessante con certe forme di vita ediacariane”, commenta Simon Conway Morris, esperto di evoluzione dei primi animali dell’Università di Cambridge, “ma penso che si tratti, appunto, solo di somiglianze. Sono interessanti ma non convincenti”.

Altri però ritengono che ci sia almeno una possibilità che i Dendrogramma discendano direttamente da specie ediacariane: sarebbe il primo caso di animali del genere giunti fino a noi in forma riconoscibile. “Se è vero”, dice Reinhardt Kristensen, zoologo degli invertebrati e coautore della ricerca, “vuol dire che abbiamo scoperto animali che pensavamo fossero estinti da almeno 500 milioni di anni”.

Fonte: Fonte || NationalGeographic.it

La Chiesa, il MIT e gli Alieni

“Se domani venisse una spedizione di marziani verdi, con il naso lungo e le orecchie grandi come vengono dipinti dai bambini. Ma se uno di loro dicesse «io voglio il battesimo» cosa accadrebbe?” si era espresso così papa Francesco lo scorso 12 maggio nel corso dell’omelia quotidiana a Santa Marta commentando una pagina degli Atti (11, 1-18).

E c’è un altro gesuita che parla volentieri di vita extraterrestre, come al recente simposio della NASA (18-19 settembre) dedicato all’astrobiologia presso la Biblioteca del Congresso a Washington o nel suo ultimo testo “Would You Baptize an Extraterrestrial?” (Vuoi battezzare un ET?): è fratel Guy Consolmagno, 62 anni, nativo di Detroit e dal 1993 astronomo della Specola vaticana.

Un tema ricorrente nei suoi interventi degli ultimi anni a convegni scientifici, articoli o talk show, come la settimana scorsa, alla vigilia del convegno (cui erano invitati a parlare anche filosofi e teologi), nello studio di Raymond Arroyo su EWTN. Come dire: per un gesuita che è anche astrofisico (ha studiato e insegnato al MIT di Boston) l’idea di una qualche forma di vita extraterrestre è tutt’altro che lontana o perlomeno non crea alcun problema. “Ogni essere vivente, non importa quanti tentacoli abbia, può avere un’anima”, aveva detto a Londra due anni fa.

Nel testo che sarà in libreria ad ottobre – scritto insieme ad un altro astronomo della Specola, padre Paul Müller – scrive che la notizia di forme di vita altrove prima o poi arriverà e “non sarà una grande scoperta” perché gli scienziati l’aspettano da anni. “Non possiamo pensare che Dio sia così limitato da aver creato esseri intelligenti solo sulla Terra”.

La scienza ha individuato almeno 1400 esopianeti potenzialmente abitabili. Che su qualcuno di essi esistano organismi non è affatto da escludere: di qui il Convegno NASA sulla sfida alle nostre concezioni stesse della vita e del nostro posto nell’universo.

Ma i due gesuiti, in una sorta di dialogo, vanno oltre e allargano il discorso al rapporto scienza e fede. “Non è come crede la gente: non esiste alcun conflitto fra scienza e fede”. Sul mio tavolo ho due libri – ha risposto al giornalista Arroyo – la Bibbia e un testo di meccanica quantistica. Apro entrambi con la stessa serenità”.

Vorrebbe che la gente comprendesse che si può essere al contempo uno scienziato e un consacrato o semplicemente un cattolico laico. “E’ una cosa estremamente appassionante, ma Dio si conosce proprio sperimentando la gioia”. “Sono felice quando giungo ad una nuova comprensione di come funziona l’universo nel mio ristretto campo scientifico, sono felice e appagato quando sosto in preghiera in una chiesa, sono felice quando presto aiuto ai poveri, quando lavoro con gli studenti, con gli anziani …”.

Il libro affronta questioni sulla teoria del Big Bang e l’origine dell’universo in rapporto al testo biblico, il cielo all’epoca della stella di Betlemme, le ipotesi sul destino dell’universo, l’Inquisizione e Galileo Galilei.

Nel 2000 ha avuto l’onore di vedersi intitolare un asteroide (il 4597 Consolmagno), lo scorso mese di luglio è stato annunciato vincitore del Premio “Carl Sagan” dell’American Astronomical Society con la motivazione di occupare “una posizione unica e originale come portavoce credibile di onestà scientifica in un contesto di fede” (il premio gli verrà conferito ufficialmente il prossimo novembre).

Non è un caso che la NASA l’abbia invitato ad un Simposio sull’astrobiologia. “Qualsiasi forma di vita così avanzata da attraversare il cosmo per farci visita potrebbe insegnarci anche il modo per superare i nostri drammi quali le malattie o le catastrofi naturali”.

Prima di entrare nei gesuiti, a 36 anni, aveva preso un sabbatico per andare in Africa nell’US Peace Corp: “Il cielo appartiene a tutti. La fame di cibo è disumana anche perché toglie la fame della bellezza, della gioia, della ricerca, la fame di Dio”.

Sant’ Ignazio di Loyola nella “Contemplazione per raggiungere l’amore” scriveva: “Osservo come Dio è presente nelle creature: negli elementi dando l’esistenza, nelle piante dando la vita, negli animali dando la sensibilità, negli esseri umani dando l’intelligenza”.

Fonte: LaStampa.it

Avvistamento del 31/08/2014

foto giulio
Ci giunge dal nostro amico, già componente storico del nostro gruppo, Giulio Musio la notizia di un avvistamento fatto nella tarda serata del 31 agosto con relativa foto qui sopra riportata. Ecco il suo resoconto.Ciao Enzo e ciao a tutta la sezione vi invio questa mia riguardante quello che e’ successo ieri notte a partire dalle ore 22.12 dove sul cielo della litoranea salentina dall Gabbiano al Le Canne nel cielo si e’ visto di tutto e di piu’ non parliamo delle nuove lanterne cinesi ma di qualcosa di molto importane che una marea di testimoni automobilisti gente che si era soffermata sulla spiaggia anche per godere delle ultime serate estive
triangoli luminosi sfere verdi-arancioni tutto e durato quasi un’ora e’ la cosa che ha stupiti a tutti non e’ soltanto il fenomeno se per se ma che
tutto cio’ veniva a pochi metri d’altezza e che le nostre forze aeree che hanno il compito di sorvegliare e controllare i nostri spazi aerei nulla e stato fatto non si e ‘ visto ne un caccia ne’ un’elicottero di qualunque forza armata a fare un giro di controllo a tuuti noi c e’ parso di assaporare un tacito assenso ovvero un conventio ad excludendum da parte superriore , ma forse sara’ un caso chissa’ a Voi le risposte ed indagini di rito. Ciao buon lavoro.

Avvistamento del 15/08/2014

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L’amico Andrea di Lama-Taranto ci ha inviato la seguente comunicazione di un avvistamento fatto nella notte tra il 14 ed il 15 agosto corredata dalle foto qui pubblicate:Salve volevo segnalarvi e comunque chiedere se qualcun altro ha potuto osservare qualcosa la sera tra il 14 e 15/2014 in localita’ lama, ore 0.13 del 15 agosto,premetto che ho la vista cielo. lato sud per 180 gradi.
ero sul balcone con mia moglie, quando improvvisamente alla mia destra(ovest sud/ovest) compaiono due luci rosso/arancioni(premetto che sono molto addentro ai velivoli di qualsiasi genere) le stesse distanziate tra loro e con tempi leggermente diversi, iniziano a traslare verso la mia sinistra(est) per cui ho potuto vederli di fronte di lato a da dietro.
Rendendomi conto che non erano velivoli,lanterne cinesi,elicotteri fuochi ecc. ho cercato di fotografarli col cellulare, dal il mio punto di osservazione (5° piano) li vedevo con un alzo di circa 15° ed hanno coperto il campo visivo circa 160° da sud/ovest a sud/est in circa 40 secondi uno dei due e’ scomparso improvvisamente verso i 120°( a destra) l’altro si e’ allontanato scomparendo, gli stessi oggetti(o altri due uguali) sono ricomparsi nello stesso punto iniziale (sud/ovest) dopo circa 5 minuti scomparendo piu’ velocemente verso sud(in questo caso non ho potuto fare foto in quanto e’ stato tutto molto veloce) .
Alla vista i due oggetti avevano la stessa colorazione ma quando ho visto le foto uno compare come lo vedevo l’altro compare come tre sfere di colore bianco, al transito di queste luci non emettevano alcun rumore ma i cani della zona hanno fatto un gran chiasso.
Spero di aver nel mio piccolo contributo al vostro serio impegno,

Le foto sono state scattate con i-phone4 e sono a disposizione

Avvistamento del 02/08/2014

unnamed (4) Ci è pervenuta la segnalazione di un avvistamento fatto dall’amico Paolo Moi di Quartu S.Elena(Ca) sabato 02/08/2014 nei cieli del Parco Sette Fratelli al Monte Cresia di un oggetto sferico dai colori cangianti accompagnato da sfere più piccole i cui video potete vederli nei seguenti link:https://https://www.youtube.com/watch?v=6zuahuabJts , e anche :https://www.youtube.com/watch?v=-Col6xbZjbk Da una prima analisi, escludendo a priori le classiche “lanterne cinesi” date le modalità dell’avvistamento descritte dai protagonisti, sembrano avere delle similitudini con il fenomeno delle “luci di Hessdalen”. Si tratta comunque di immagini molto interessanti meritevoli di indagini più approfondite.

Avviso ai nostri cari lettori.

In occasione della pausa estiva il Centro Ufologico Taranto coglie l’occasione per augurare ai suoi amici lettori delle serene vacanze. Per eventuali comunicazioni è possibile comunque inviarci e-mail
in qualsiasi momento. Il C.U.T. tornera pienamente operativo dal 28/08/2014.
Grazie a tutti e a risentirci.logo-png

Avvistamento nel Lazio del 31/07/2014

Riceviamo dal nostro amico Massimo Viscarelli una serie di foto relative a degli strani fenomeni atmosferici molto interessanti, corredate da dati esaurienti, effettuate nel tardo pomeriggioi del 31/07/2014 in un’area compresa tra i centri di Monteromano, Tarquinia e Civitavecchia, zona di addestramento voli militari, dove si ipotizza la dislocazione di una base segreta U.S.A. (?)unamned1unnamedunnamed2unnamed3unnamed4unnamed5unnamed6356.898 km359.182 km
Data & Ora
————–
31/07/2014
19:09

Locazione
————–
Strada Provinciale 3a
00051 Allumiere RM
Latitudine: 42,153936° (42°9’14,16996″N)
Longitudine: 11,906208° (11°54’22,3488″E)
Altitudine: 0 m
Declinazione Magnetica: 2,5°
Fuso Orario (Locale): (UTC+2 DST) Ora legale dell’Europa centrale

– Azimut relativo al Nord MAGNETICO -

— Sommario Sole & Luna —-
Sole
————–
Azimut: 279,7°
Altezza: 13,7°
Rapporto Ombra: 4,1 : 1
Durata Giornata: 14h 28m 26s

Eventi
————–
Blue Hour: 05:06
Fine Blue Hour: 05:51
Alba: 06:04 (@ 61,6°)
Fine Golden Hour: 07:06
Mezzogiorno Solare: 13:18 (@ 177,2°, 66,1°)
Golden Hour: 19:30
Tramonto: 20:32 (@ 293,1°)
Blue Hour: 20:45
Fine Blue Hour: 21:30

Crepuscolo (Alba / Crepuscolo)
————–
Civile: 05:32 / 21:04
Nautico: 04:52 / 21:44
Astronomico: 04:08 / 22:27

Luna
————–
Azimut: 226,4°
Altezza: 33,7°
Illuminazione: 19,36%
Fase: Luna Crescente
Alba lunare: 10:21 (@ 88,2°, 16,66%+)
Tramonto lunare: 22:30 (@ 264,1°, 20,44%+)

età: 4,77 giorni
Distanza: 401.495 km
perigeo: 10/08/2014 @ 19:44 356.898 km
apogeo: 24/08/2014 @ 08:10 406.524 km

Primo Quarto: 04/08/2014 @ 02:50 386.755 km
Luna Piena: 10/08/2014 @ 20:10 >356.898 km359.182 km<
Luna Nuova: 24/09/2014 @ 08:14 400.743 km
Luna Piena: 08/10/2014 @ 12:51 365.659 km
Luna Nuova: 23/10/2014 @ 23:57 391.542 km

Tutti i valori ed i calcoli sono approsimativi.https://www.youtube.com/watch?v=-Col6xbZjbk

Avvistamento a Cagliari del 31/07/2014

Il nostro amico Ivan Scarpa di Cagliari ci ha mandato la segnalazione di un avvistamento, corredata dalla seguente foto, effettuata nella mattinata del 31/07/2014, più precisamente da Via Tola.
Da una prima e superficiale analisi sembrerebbe un classico “drone”.
Ringraziamo il nostro amico per la pronta segnalazione.fc

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