Archivio

Archive for Maggio 27, 2008

FOTO LUNARE DEL 1985 MOSTRA UN “UFO” IN ORBITA?

Ecco il racconto apparso sul sito di “coasttocoastam” da parte di un certo “Eduardo E”: “Questa foto con un UFO è stata scattata nel novembre 1985 dal mio cortile, a ovest di Miami, Florida attraverso una macchina fotografica 35 millimetri attaccata a un telescopio rifrattore. Secondo le ricerche effettuate su questa fotografia, l’UFO stava passando tra l’orbita tra la Terra e la Luna  (più vicino all’orbita lunare) e la velocità è stata approssimativamente di 18000 mph. Il film è stato preso con un ASA 1000 con una velocità elevata di esposizione di apertura. Il rullino è stata di 12 esposizioni; l’oggetto era continuamente a tiro e lo si dimostra solo negli ultimi frame. Il fatto che la Mezzaluna si mostra dietro l’UFO rende questa immagine unica e autentica.

La fotografia è stata esaminata dal Dipartimento di Fisica presso l’Università di Miami. Ho anche incontrato due agenti del governo che, apparentemente, sono stati contattati da una “sconosciuta” persona presso l’Università di Miami e che ha esaminato le foto e condividere le informazioni con me su questo “tipo” di UFO. Mi ha mostrato una tabella in stampa blu con un analogo UFO in volo sotto un aereo di sorveglianza Air Force  in Guanacaste, Costa Rica nel 1975. Hanno affermato che l’UFO in volo sotto l’aereo era lo stesso o molto simile a quello che ho catturato nella mia foto. La foto è stata mostrata alla CBS-WFOR notizie in un segmento di 10-15 minuti in una relazione speciale di di notizia da parte di Ana Azcuy. Nel segmento CBS hanno mostrato la fotografia a vari individui per i commenti, tra i quali, piloti della Eastern Airlines, al Direttore del Miami Space Transit Planetarium , tra gli altri Jack Horkheimer . La foto è stata anche nel Miami Herald e in altri mezzi di informazione locali.

Categories: UFO

TROVATA SILICE SU MARTE: FORTI INDIZI DI VITA FOSSILIZZATA

I risultati della missione Mars Exploration Rover Spirit della NASA su Marte e già annunciati nel 2007 sono ora stati pubblicati su “Science” e confermano la presenza di silice quasi pura in depositi situati nel Catere di Gusev.

Tali depositi, secondo le analisi dei dati raccolti grazie al Miniature Thermal Emission Spectrometer (Mini-TES), sviluppato presso l’Arizona State University si troverebbero intorno a bocche idrotermali simili a quelle presenti nel parco di Yellowstone. La loro origine sarebbe dovuta all’acqua, in forma di vapore prodotto da un antico vulcano o liquida ad alta temperatura, percolata attraverso il terreno.

La presenza della silice è ritenuta importante soprattutto perché potrebbe conservare tracce di antiche forme di vita.

“Sulla Terra i depositi idrotermali tipicamente abbondano di resti fossili di microbi”, ha commentato Jack Farmer, professore di astrobiologia della School of Earth and Space Exploration dell’ASU e coautore dell’articolo. “Ovviamente per ora non sappiamo se vi sia questa correlazione anche per Marte, dal momento che i rover non sono dotati di strumenti in grado di rivelare la vita microscopica; tutto ciò che possiamo dire è che con tutta probabilità è che questo anticamente era, con tutta probabilità, un ambiente abitabile dove l’acqua e l’energia necessarie alla vita erano presenti.

Nel gennaio del 2004, la NASA fece atterrare sul Pianeta Rosso due rover, Spirit e Opportunity, su facce opposte della sua superficie alla ricerca di tracce della presenza di acqua. La silice fu scoperta dopo che Spirit emerse dall’ibernazione dopo il suo secondo inverno marziano, quand il rover trascorse alcuni mesi in una zona ampia quanto un campo da calcio denominata Home Plate. Tale zona si trova sulle Columbia Hills, un’insieme di colline nel mezzo del Cratere Gusev, che si estende per circa 170 chilometri.

“Siamo tornati in un’area di suolo esposto denominata sito Tyrone ma non abbiamo avuto modo di condurre esperimenti prima che cominciasse l’inverno”, ha concluso Steven Ruff, ricercatore del Mars Space Flight Facility dell’ASU. Tale sito si caratterizza per l’abbondanza nel suolo di minerali di zolfo, un fenomeno osservato da Spirit anche in altre zone delle Columbia Hills, che il rover sta esplorando fin dalla fine del 2004. I solfati possono formarsi in molti modi, nella maggior parter dei quali è coinvolta l’acqua.

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/

Categories: ESOBIOLOGIA