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Archive for Luglio 22, 2008

1886, attaccate da strane luci, nove persone finiscono in ospedale. Radiazioni?

ESCLUSIVA NAZIONALE

Quello che vi mostriamo sotto, in esclusiva nazionale, è un articolo apparso sulla prestigiosa rivista “Scientific American” del mese di Dicembre 1886. Vi è riportata, tra le altre cose, una lettera firmata da Warner Cowgill, del Consolato Statunitense a Maracaibo (Venezuela). Vi racconta che il 24 Ottobre del 1886, una famiglia di nove (9) persone è stata attaccata da strane luci all’interno della propria abitazione, a pochi chilometri da Maracaibo. Una volta attaccati, le nove persone, terrorizzate, si misero a pregare pensando alla “fine del mondo”. Ma non ottennero effetti positivi, anzi. Furono colpiti da conati di vomito, bruciori sulla lingua e sul viso. Il giorno dopo la loro pelle era piena di bubboni e il loro viso orrendemente sfigurato. Furono ricoverati in ospedale in critiche condizioni, tanto che il responsabile del consolato, una volta che li visitò vide che avevano uno aspetto terrificante. Se fosse stato un fulmine globulare, esso è capace di fare ciò? Sembrano per davvero effetti da radiazioni, terrificanti. Causati da cosa? Non si sa, come non si sa se queste persone siano sopravvissute o perite, resta il fatto che è stato pubblicato, senza remore, sul prestigioso “Scientifc American”. E scusate se è poco.

Sopra articolo del “Scientific American” del 1886 (cliccare sopra per ingrandire)

Categories: DALLA STAMPA DI IERI

Mistero: la Stella Polare riprende vigore, ignote le cause

Il respiro della Stella Polare, in declino da un secolo, sta aumentando di intensità. Anche un simbolo di immobilità come l’astro che è stato il principale punto di riferimento per generazioni di navigatori può riservare delle sorprese. Un team internazionale di astronomi ha scoperto che le cicliche variazioni nella sua luminosità, da tempo sempre più lievi, si sono accentuate. Un cambiamento per il quale, al momento, non ci sono spiegazioni certe.

La stella del Nord, distante dalla Terra più di 430 anni luce, è una variabile Cefeide. Per una serie di fenomeni che avvengono al suo interno, cioè, i gas che compongono l’atmosfera stellare si espandono e si comprimono, modificando così la sua luminosità. Nel suo caso questa variazione periodica avviene nel giro di pochi giorni. L’oscillazione nella lucentezza si era però ridotta dal 10% di 100 anni fa al 2% della fine degli anni ‘90, lasciando supporre che il corpo celeste stesse uscendo dall’instabilità e che, a breve, questo fenomeno si sarebbe interrotto.

Contrariamente a quanto era stato ipotizzato, invece, questa tendenza si è invertita. La Stella Polare sta aumentando nuovamente la propria attività, tanto che la differenza tra i punti di maggiore e minore luminosità è risalita al 4%. Ad accorgersene è stato un gruppo di ricercatori australiani, scozzesi e statunitensi, che presentano in anteprima i risultati delle proprie osservazioni al meeting internazionale “Cool Stars 15″ a St. Andrews, in Scozia.

In realtà gli astronomi, utilizzando due piccoli telescopi spaziali e un telescopio posto in Arizona, stavano cercando esattamente il contrario: speravano cioè di cogliere l’ultima pulsazione della Stella Polare. “Il suo ciclo dura quattro giorni, come se stesse respirando – dice Dennis Stello dell’Università di Sydney ad Abc Science – Si pensava che si sarebbe interrotto intorno al 2000 o poco dopo. I nostri dati mostrano chiaramente che la variazione sta tornando ad avere un’ampiezza maggiore. Non ce lo aspettavamo assolutamente”.

A questo punto, il problema è spiegare questa inversione di rotta e soprattutto la rapidità di questi fenomeni. “Ogni stella attraversa varie fasi evolutive, quindi cambiamenti nella variabilità sono normali – afferma il direttore dell’osservatorio astronomico Inaf di Collurania (Teramo), Oscar Straniero – Si tratta però di cambiamenti che avvengono in molti milioni di anni. Se i dati dello studio sono questi e le rilevazioni effettuate un secolo fa sono affidabili, si tratta sicuramente di un’anomalia che va studiata, magari facendo osservazioni in diverse bande dello spettro elettromagnetico”.

I curatori della ricerca, che sarà anche pubblicata nel prossimo numero di The Astrophysical Journal, per ora fanno solamente delle ipotesi. La stella, ad esempio potrebbe essere all’inizio di una nuova fase di instabilità. In alternativa, potrebbe essere soggetta a due diverse oscillazioni dal ciclo simile ma non perfettamente identico, il che spiegherebbe cambiamenti che si sviluppano nel corso di diversi anni.

L’unico modo per chiarire il comportamento della Stella Polare sarà probabilmente andare avanti con le osservazioni. “La terremo sotto controllo per altri 100 anni per vedere come si comporterà – dichiara a The Scotsman Alan Penny dell’Università di St. Andrews, un altro degli astronomi coinvolti nella ricerca – Abbiamo trovato qualcosa che dobbiamo capire. Questo significa che possiamo fare dei progressi. E’ molto emozionante scoprire che ci si stava sbagliando”.

Fonte: http://www.repubblica.it

Categories: ASTRONOMIA