CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Archivi Mensili: ottobre 2008

Nuova ondata di avvistamenti UFO a Stephenville (Texas)

Residenti del North Central Texas hanno riportato una nuova ondata di avvistamenti UFO, sulla scia di quello che avvenne con gi avvistamenti UFO del mese di Gennaio scorso, con ampia copertura dei titoli di giornali nazionali. Il “Stephenville Empire Tribune” ha riferito che decine di residenti e nel vicino Erath County sono stati testimoni di strane luci nel cielo, il 23 Ottobre scorso, e nella stessa notte i militari statunitensi hanno confermato il volo di F-16 nella zona, a la Fort Worth (Texas), come ha riferito giovedi lo “Star Telegram”. “Credo che un maggior numero di persone è disposta a farsi avanti, ora che sono più persone a parlare di questo”, ha dichiarato Whitney White-Ashley, un reporter dell’Empire Tribune. Alejandro Rojas del Mutual UFO Network (MUFON), un organizzazione nazionale dedicata a studiare scientificamente gli avvistamenti UFO, ha riferito che la maggior parte dei rapporti parlano di luci di forma ovale. Ha affermato, inoltre, che il gruppo ha richiesto i dati radar degli F-16 e ha intervistato testimoni. “Queste sono le descrizioni che sono state inviate al nostro sito web la notte dell’avvistamento, in modo che non avrebbe potuto essere qualcosa di appena copiato dalla copertura mediatica”, ha detto Rojas. Questi ultimi avvistamenti vengono dopo una raffica di rapporti del giorno 8 Gennaio 2008, quando centinaia di testimoni videro un oggetto sopra le città texane di Dublin e Stephenville, che non si comportava come un aereo convenzionale.

Fonte: http://www.upi.com/Odd_News/2008/10/30/UFO_sightings_reported_in_Texas/UPI-49891225401444/

Mistero: la mummia del “Similaun” ha un DNA estinto

Oetzi ha un Dna estinto. La scoperta è stata fatta dal gruppo dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, che ha sequenziato il patrimonio genetico mitocondriale dell’uomo di Similaun, la mummia rinvenuta nel 1991 in Alto Adige. Da questa analisi e’ risultato evidente come Oetzi facesse parte di un ceppo genetico oggi non piu’ esistente a livello mondiale. Il lavoro viene pubblicato sulla rivista “Current Biology”.

Il Dna mitocondriale: la storia genetica dell’individuo
“Si è deciso di iniziare la ricerca dal DNA mitocondriale” ha spiegato Gianluca De Bellis, capo dei ricercatori, “che a differenza del normale DNA cromosomico, contenuto nel nucleo che il figlio eredita metà dalla madre e metà dal padre, si trasmette unicamente per via materna: è una sorta di archivio molecolare della storia e delle migrazioni delle donne che lo hanno trasmesso alle generazioni successive. Dal punto di vista evolutivo, inoltre, il DNA mitocondriale risulta essere più soggetto alle variazioni molecolari dovute alle influenze dell’ambiente esterno, rispetto al Dna cromosomico che, racchiuso all’interno del nucleo della cellula, è più protetto. Questo rende il Dna mitocondriale un ‘orologio’ biologico dell’evoluzione molto più puntuale rispetto al Dna cromosomico, tali da fornire il tracciato dei cambiamenti evolutivi anche quando il lasso di tempo è di ‘soli’ 5.000 anni, un periodo relativamente breve dal punto di vista evoluzionistico”.

Il ritrovamento di Oetzi
La mummia e’ stata rinvenuta per caso nel 1991 in un ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige, a oltre 3.000 metri di quota. La datazione al radiocarbonio ha collocato il reperto a circa 5.000 anni fa, come le mummie dell’antico Egitto, preservate nei millenni dal clima arido che pero’ ne ha irrimediabilmente compromesso la struttura del Dna. Oetzi invece possiede ancora un corredo cromosomico parzialmente integro, adatto a essere l’oggetto di studi molecolari, grazie alle bassissime temperature dei ghiacciai nei quali e’ rimasta per millenni.

Fonte: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=87733

Mercurio e il mistero della materia blu

Sulla superficie di Mercurio c’è una sostanza misteriosa la cui natura gli scienziati non riescono ancora a decifrare. Lo hanno rivelato le immagini raccolte dalla sonda Messenger della Nasa durante il suo passaggio ravvicinato al primo pianeta del sistema solare il 6 ottobre scorso. La sostanza è di colore bluastro e Mark Robinson dell’Arizona State University l’ha battezzata «mysterious dark blue material». Si ipotizza che sia stata eiettata dal cuore del pianeta durante le eruzioni vulcaniche le quali erano numerose in un’età tra i 3,8 e 4 miliardi di anni fa distribuendo lava in grande quantità.

LE FOTO – Le foto trasmesse sono affascinanti con le loro velature blù e studiandole i geologi planetari cercano di dare risposta all’enigma rappresentato dalle estese superfici piatte, molto più piatte di quanto si potesse ritenere data la storia del corpo celeste più vicino al Sole. La sonda è transitata ad appena duecento chilometri dal suolo mostrando dettagli notevoli. Questo è il secondo transito ravvicinato. Ne seguirà un terzo prima che Messenger entri in orbita attorno al pianeta nel 2011. La ricognizione ha scandagliato il 30% della superficie finora mai osservata e così con due passaggi già si è arrivati a costruire una mappa del 95% per cento dell’intero pianeta. «Ipotizziamo che questa sostanza blù contenga ferro e titanio, forse silicio, ma probabilmente la colorazione è data dalla loro insolita combinazione. Per il momento non ne sappiamo molto di più» ha precisato Robinson aggiungendo che l’enigma sarà risolto quando lo studio potrà essere approfondito dall’orbita nei prossimi anni.

LA PRIMA SPEDIZIONE – La prima e unica spedizione spaziale effettuata per studiare Mercurio da vicino era avvenuta nel 1973 da parte della Nasa ed era Mariner-10. Ad essa aveva contribuito il professor Giuseppe Colombo dell’Università di Padova (ora scomparso) suggerendo un’orbita più opportuna agli specialisti del JPL . Così la sonda riuscì a compiere tre passaggi invece di uno come previsto e Colombo finì sulla prima pagina del New York Times con tutti gli onori per i vantaggi offerti. Colombo era un grande scienziato ed aveva scoperto anche gli esatti movimenti di Mercurio intorno al Sole. Per questa ragione l’ESA europea ha battezzato con il nome BepiColombo la sonda che sta costruendo e che andrà ad esplorare il pianeta nel 2013.

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_30/mercurio_vulcano_sostanza_blu_ec26836e-a6b1-11dd-9cb7-00144f02aabc.shtml

Di lato foto del pianeta Mercurio con la misteriosa “materia di colore blu”

Basi extraterrestri sull’Himalaya e le isole Salomone?

Una base sotterranea extraterrestre nell’Himalaya? I governi cinesi e indiani sarebbero informati? Kongka La, un passo dell’Himalaya, è situato nel Ladakn, nella regione di confine che si contendono l’India e la Cina. E’ una delle regione meno frequentate al mondo e, di comune accordo, la Cina e l’India si astengono di controllare questa parte della frontiera. Gli abitanti della regione, sia del lato cinese che del lato indiano, hanno riferito di aver visto degli UFO, uscire fuori dal terreno, in questa zona. Secondo queste testimonianze, esisterebbero della basi sotterranee extraterrestri nella regione e i governi cinesi e indiani sarebbero informati. Recentemente, un gruppo di pellegrini indù in rotta verso il Monte Kailash, in arrivo da ovest, videro strane luci in cielo. Guide locali, sul territorio cinese, hanno riferito che si trattava di un fenomeno usuale in quella zona. Degli oggetti accecanti, silenziosi, di forma triangolare, lasciano il terreno e si alzano, in verticale, verso il cielo. Alcuni pellegrini vollero visitare il sito. Ma a loro venne negato l’ingresso sul lato cinese e anche quando si sono avvicinati sul lato indiano, guardie di frontiere hanno negato che si avvicinassero, nonostante avessero regolari permessi di viaggi, firmati dai due paesi. Secondo i pellegrini, i membri del personale di sicurezza dichiararono che avevano l’ordine di negare, a qualunque persona, l’approccio nella zona in questione, ed è vero che strani oggetti sbucano al di fuori del terreno, con brillanti luci lampeggianti. Secondo la popolazione locale, la presenza di extraterrestri sotterranei è ben nota. Secondo loro, nè il governo cinese, nè tantomeno quello indiano vogliono rivelare la loro esistenza. Secondo una testimone, quando si è fatta una domanda sulla questione, a funzionari del governo, è stata minacciata di stare zitta. Recentemente, in una scuola locale, dei giovani bambini fecere dei disegni. Più della metà dei disegni mostravano strani oggetti volanti nel cielo o che lasciavano le montagne.

UFO NEI TROPICI

Marius Boirayon, un militare in pensione della RAAF, le Forze Aeree Australiane, ex pilota d’elicottero, si è stabilito per passione a Guadalcanal (isole Salomone). Ha incontrato popoli indigeni (un miscuglio tra Melanesiani e Polinesiani, Indonesiani e Cinesi) e si è trovato in confronto ad un mondo molto, molto strano. Infatti, queste isole abbondano di storie fantastiche che raccontano sia di UFO che di “abduction” e che un popolo di Giganti vive in una sorta di città sotteranea. Il minimo che si può dire è che le tribù locali non hanno alcuna familiarità con il cospirazionismo che parla di rapimenti alieni e dischi volanti. Così come hanno pochi contatti con le storie occidentali, che parlano di civiltà scomparse e Giganti. Eppure, nel corso di numerosi incontri tra le numerose tribù delle isole Salomone e testimonanze coerenti senza contraddizioni tra loro, Marius Boirayon è riuscito ad isolare due fenomeni distiti, apparentemente non collegati tra di loro: il mondo dei Giganti e il mondo delle basi segrete, gli UFO e le “abduction” che hanno colpito molte famiglie in queste isole. Per quanto riguarda l’aspetto “abduction”, il più sorprendente è quello che i testimoni e le vittime, descrivono le azioni di questi UFO, che i nativi chiamano “Dragon Snake” (Serpente Dragone), molto aggressive e gli inquirenti descrivono lo stesso tipo di extraterrestri, come quelli messi in luce dai rapiti in Arizona, California e la periferia di New York.

I FAMOSI PICCOLI “GRIGI”

Boirayon non solo ha fatto degli schizzi delle descrizioni fatte dagli indigeni Melinesiani, ma ha anche visitato il Museo e il centro culturale locale, il “Solomon Island Cultural Museum”, per scoprire con suo grande stupore un libro che contiene i disegni di questi piccolo “Grigi”. Si rese conto allora che questi esseri erano presenti nelle isole Salomone da secoli.

Fonte: http://www.karmapolis.be/intro/accueil.htm

UFO filmato a Buenos Aires (Argentina)?

Un UFO (Unidentified Flying Object) sarebbe stato filmato a Buenos Aires, in piena luce del giorno. L’UFO si è spostato nella zona nord della capitale argentina. L’altitudine, in cui si muoveva l’oggetto, era approssimativamente tra i 2000 e i 3000 metri. Nel video in questione (che si può vedere a questo link http://es.youtube.com/watch?v=NedkXYluwUY ) la dimensione di questo UFO lenticolare può variare attorno ai 3, massimo 5 metri (e non di più). Quando si è visto col binocolo l’oggetto sembrava avere una superficie sferica metallica.

Fonte: www.glaucoart.com.ar 

Ecco le foto del possibile UFO

Scoperto attorno alla stella Epsilon Eridani un sistema solare simile al nostro

Una magnifica sorpresa ricca di intriganti implicazioni. E’ la scoperta di un sistema solare, il più vicino finora osservato, attorno alla stella Epsilon Eridani, un astro cinque volte più giovane del nostro Sole (ha infatti solo 800 milioni di anni), situato a 10,5 anni luce e dotato di due fasce di asteroidi. Epsilon Eridani proprio per essere nel nostro circondario e così simile al nostro Sole, ha già acceso la fantasia in molti modi e non a caso è citata nella serie di Star Trek ma è stata anche protagonista di alcuni racconti di Isaac Asimov. Ora il suo fascino aumenta grazie al risultato ottenuto dal telescopio spaziale Spitzer della Nasa.

DUE PIANETI - In passato erano già stati avvistati due possibili pianeti intorno alla stella-madre, più un anello esterno di corpi ghiacciati analoghi ai nostri oggetti trasnettuniati presenti oltre l’orbita di Nettuno (tra i quali è stato inserito lo stesso Plutone) e racchiusi nella fascia di Kuiper. Ma ora affinando le osservazioni, Spitzer, che scruta nella lunghezza d’onda dell’infrarosso, ha rilevato due zone più interne popolate da pianetini, “materiale in costruzione” di possibili pianeti o frutto di collisioni. «Questo sistema solare assomiglia al nostro all’epoca in cui la vita metteva radici sulla Terra» commenta Dana Backman, astronomo del Seti Institute a Mountain View, in California e autore dell’articolo che apparirà nel prossimo numero di gennaio di Astrophysical Journal in cui racconta il lavoro compiuto.

UN PIANETA SOLIDO COME LA TERRA? - La presenza di questi corpi rocciosi o metallici – si fa notare – intorno ad altre stelle è un possibile indice della presenza di pianeti solidi come la Terra in orbita nelle aree vicine all’astro e di massicci pianeti gassosi nelle vicinanze della fascia come accade per il nostro Giove subito oltre gli asteroidi. Le fasce scoperte da Spitzer ruotano ad una distanza di tre e venti unità astronomiche (una unità è la distanza Terra-Sole): la prima si colloca quindi nella stessa posizione in cui si trova l’unica fascia di asteroidi che il nostro sistema solare possieda tra Marte e Giove. E analogamente uno dei due pianeti scoperti in passato, nel 2000, è sistemato proprio a 3,4 unità astronomiche; quindi come Giove. E’ la prima volta che si riscontra una somiglianza di questo tipo. L’altro possibile pianeta esistente era individuato nel 1998 e dovrebbe essere posizionato in vicinanza del bordo interno dell’anello più esterno tra 35 e 90 unità astronomiche. Ma la scoperta di una seconda fascia di asteroidi interna fa supporre agli astronomi l’esistenza di un terzo pianeta e quindi tutti ne sono alla caccia in una zona a circa 20 unità astronomiche. Potrebbe essere proprio lui il responsabile dell’esistenza della stessa fascia. Alla ricerca ha collaborato anche Massimo Marengo dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge (Usa).

RICERCA DI UNA CIVILTA’ ALIENA – Dalla fantasia alla scienza (o dalla scienza alla fantasia?), per Epsilon Eridani il passo sembra sempre più breve. Forse avevano ragione gli astronomi nel 1960 quando la stella era una dei pochi soggetti considerati e indagati per cercare di individuare segni di una possibile civiltà aliena?

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_29/sistema_solare_eridani_7837b222-a5dd-11dd-8fd0-00144f02aabc.shtml

Strani “oggetti volanti” fotografati nello Utah

La sequenza fotografica che vi mostriamo sotto è stata mandata al sito di http://www.ufosnw.com , da parte di un testimone, il quale dichiara di averle scattate il giorno 24 Luglio 2008. La zona in questione è quella del Bryce Canyon (Utah, Stati Uniti). Il testimone era in viaggio nel sud ovest degli Stati Uniti (Nevada, Utah, Arizone e California) e ne ha approfittato per scattare le foto di questa meraviglie della Natura. Una volta analizzate sono saltati fuori alcuni particolari “anomali”. Possibile oggetti volanti non identificati, evidentissimo nella seconda foto dove si nota un classico “disco volante”. Naturalmente servono foto più ingrandite per cercare di capire se le foto sono genuine o meno. Il testimone dichiara che non sono false. La fotocamera usata per le foto è una Canon G9 a 12 megapixel.

Ecco sotto la sequenza in questione

Quali misteri racchiude il Monte Bugarach (Francia)?

Abbiamo ricevuto una email di un nostro amico lettore, il quale ci ha mandato uno strano resoconto di cosa succederebbe (il condizionale è d’obbligo) nei pressi del monte Bugarach, a sud della Francia. Tra misteri, esoterismo e UFO. Ma facciamo parlare il nostro affezionato lettore (omettendo il cognome per la privacy):

buongiorno, sono Osvaldo, seguo il vostro sito e sono appassionato di archeologia e ”misteri” collegati,sono molto amico con Giorgio Baietti,scrittore e studioso della storia e della zona intorno a Rennes le Chateau, nel sud della Francia.Ci siamo chiesti molte volte e di recente ancora qualche giorno fa in viaggio in quella zona ,cosa ci sia di strano e particolare sul monte Bugarach in  Francia.Questa montagna considerata sacra gia’ dai Catari, prima che venissero sterminati dalla Chiesa, e’ sempre stata oggetto di studio da molti ricercatori, addirittura Hitler con i suoi Nazisti fece studi e scavi su questa montagna . Anche la NASA alcuni anni fa condusse studi e rilevazioni, nonche’ scavi e pare questa zona sia controllata dai militari e servizi segreti.In un video reperibile su you tube c’e’ addirittura un filmatao di un ricercatore della zona di nome Jac de Rignies che e’ stato mandato in onda su una trasmissione francese che si occupava di studi su quella zona, e afferma che oltre ad aver registrato su nastro ( e si sente ) rumori provenienti da alcune gallerie sotterranee della montagna che ne e’ piena, ci sia una disco o cupola mettallica del quale ne da’ anche le dimensioni a circa 30 metri di profondita’.Ci stiamo chiedendo in molti : cosa nasconde quella montagna ?  tra l’altro da anche delle ”sensazioni” strane tipo vibrazioni o fruscii captabili dall’uomo normale ed e’ capitato a molti frequentatori di quella zona. Gradirei sapere se avete o potete avere notizie al riguardo, i miei migliori auguri.

Scienziati brasiliani dichiarano di aver creato il motore ad “Energia Vacuum”

Scienziati brasiliani hanno annunciato di aver creato un nuovo motore che sarà utile, sia sulle automobili che sulle attrezzature industriali. Proprio come i pannelli solari che catturano l’energia che arriva dal Sole, il motore Keppe cattura essenziali o scalari energie da quella che viene definita “Vacuum Energy” o energia del “vuoto”, il cui spazio si è scoperto che non è poi tutto vuoto. Il realtà tutti i motori captano questa energia ma la teoria scientifica prevalente non lo riconosce. La tecnologia di oggi è ancora bloccata, in cerca di energia obsoleta e questo processo blocca l’acquisizione della libera energia presente nello Spazio. Come risultato che oggi i motori non sono molto efficienti come dovrebbero essere. Come le fonti energetiche non rinnovabili diminuiscono velocemente , massicci danni ambientali, il riscaldamento globale continueranno incontrollabilmente e le bollette elettriche e il prezzo del petrolio saliranno a razzo, il rivoluzionario e completamente verde “Keppe Motor” inaugurerà una nuova era dello sviluppo sostenibile e pulite e poco costose tecnologie.

Fonte: http://www.keppemotor.com/index.php

Scoperte due fasce di asteroidi intorno a Epsilon Eridani

Si trova nella costellazione di Eridano e somiglia molto al sistema solare: la particolarità evidenziata da recenti osservazioni, è che il sistema Epsilon Eridani ha ben due fasce di asteroidi e una di corpi ghiacciati.

La fascia più interna è virtualmente una gemella di quella presente nel sistema solare, mentre quella più esterna ospita una quantità di materiali 20 volte superiore. Inoltre, la presenza di questi tre anelli di materiale implica che i pianeti che non sono visibili confinano con esse e ne modificano la struttura.

Situata a circa 10,5 anni luce dalla Terra, la stella è leggermente più piccola e più fredda del Sole, e rappresenta la nona stella più vicina a noi. Visibile anche a occhio nudo, ha un’età stimata di 850 milioni di anni.

Proprio in virtù d questa notevole differenza di età, Epsilon Eridani e il suo sistema planetario possono costituire un valido modello del sistema solare quando aveva un’età simile.

“Studiare Epsilon Eridani è come avere una macchina del tempo per studiare il sistema solare quando era giovane”, ha spiegato Massimo Marengo, astronomo dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e coautore dell’articolo in via di pubblicazione della rivista “The Astrophysical Journal”.

Il sistema solare, come noto, ha infatti una fascia di asteroidi di roccia nella regione compresa tra le orbite di Marte e Giove, a circa tre unità astronomiche (u.a.) dal Sole. In totale, essa contiene all’incirca un ventesimo della massa della Luna. La prima fascia di Epsilon Eridani – scoperta come le altre grazie al Telescopio spaziale Spitzer, della NASA – orbita a una distanza simile dalla Stella. La seconda si trova invece a circa 20 u.a., all’incirca la stessa distanza di Urano dal Sole, e contiene all’incirca la stessa massa della Luna.

Il terzo anello, già osservato in passato, si estende invece tra 35 e 100 u.a. da Epsilon Eridani. Una simile riserva di ghiaccio nel nostro sistema planetario è costituita dalla fascia di Kuiper, che tuttavia conserva solo un centesimo del materiale del suo analogo extrasolare.

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Due_fasce_di_asteroidi_intorno_a_Epsilon_Eridani/1333709

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