CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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UFO, Guglielmo Marconi e “Raggio della Morte”: il “Cover Up” degli anni ’30

Un lettore affezionato del nostro sito, di nome Francesco (omettiamo il cognome per la privacy) ci segnala un articolo interessante e divulgativo, sul caso UFO del 1933, quel famoso disco volante che sarebbe caduto nei pressi di Milano e di cui Mussolini (e non solo) erano a conoscenza. Il famoso “Gabinetto RS-33″ e la censura dei servizi segreti dell’epoca sulla possibile scoperta di Gugliemo Marconi del “Raggio della Morte”. Ecco l’articolo in questione. Ringraziamo il nostro affezionato lettore per la segnalazione:

Se pensiamo alle origini dell’ufologia moderna, ci viene spontaneo pensare agli Stati Uniti ed ai primi episodi degli anni ‘50. In realtà ben prima di tutto questo, in Italia, inizia il fenomeno dello studio da parte del Governo, degli oggetti volanti non identificati.Tutto iniziò il 13 luglio 1933, quando un “aereomobile sconosciuto” precipita a pochi chilometri da Milano.

Il caso venne seguito dall’OVRA (il servizio segreto fascista) che, con ordine personale del Duce, impone “assoluto silenzio” sull’episodio. Il velivolo viene immediatamente trasportato negli stabilimenti SIAI-Marchetti di Vergiate.

Si dispone l’immediato fermo di tutti i testimoni, si coordina ogni eventuale nuovo episodio con l’ufficio metereologico, si predispone l’immediata rifusione dei piombi dei quotidiani che ne hanno riportata la notizia e si da pieni poteri sull’argomento ad una sezione speciale, chiamata “Gabinetto RS/33″.

Questa sezione, composta da scienziati illustri, vedeva tra i suoi massimi dirigenti Guglielmo Marconi. Il Gabinetto RS/33, dopo un periodo di studio del velivolo raccolto, incominciò a realizzare progetti di alta tecnologia.

Nel 1936 si incominciò a parlare, con il linguaggio del tempo, di un “raggio della morte” che avrebbe progettato e sperimentato proprio Marconi.

Rachele Mussolini, nel libro “Mussolini privato” racconta che  nel giugno 1936 il marito le consigliò di andare sulla Roma-Ostia, aggiungendo: “Tra le tre e le tre e mezza vedrai qualcosa che ti sorprenderà…”. Donna Rachele seguì il consiglio e poco dopo le 15 di quel giorno il motore della sua auto si bloccò di colpo. La stessa cosa accadde ad altre auto e motociclette, in entrambi i sensi di marcia. In breve una trentina di veicoli si trovò bloccata. Ma dopo 20 minuti i motori ripresero a funzionare.

 

Lo stesso Duce lo confermerà il 20 Marzo 1945 ad un giornalista, che lo intervistò: “È vero, sulla strada di Ostia, ad Acilia, Marconi ha fermato i motori delle automobili, delle motociclette, dei camion. L’esperimento fu ripetuto sulla strada di Anzio. Ad Orbetello, apparecchi radiocomandati furono incendiati ad oltre duemila metri d’altezza.

Marconi aveva scoperto il raggio della morte. Sennonché egli, che negli ultimi tempi era diventato religiosissimo, ebbe uno scrupolo di carattere umanitario e chiese consiglio al Papa, e il Papa lo sconsigliò di rivelare una scoperta così micidiale. Turbatissimo, venne a riferirmi sul suo caso di coscienza. Io rimasi esterrefatto. Gli dissi che la scoperta poteva essere fatta da altri ed utilizzata contro di noi, contro il suo popolo quindi, e che io non gli avrei usato nessuna violenza morale, preferendo che risolvesse da solo il proprio caso di coscienza, sicuro che i suoi sentimenti d’italiano avrebbero avuto il sopravvento.

Pochi giorni dopo Marconi ritornò e sul suo volto erano evidenti i segni della tremenda lotta interiore tra i due sentimenti, il religioso e il patriottico. Per rasserenarlo, lo assicurai che il raggio della morte non sarebbe stato usato se non come estrema soluzione. Avevo ancora fiducia di poterlo convincere dell’assurdità dei suoi dubbi. Infatti lo scienziato non è responsabile del cattivo uso che si può fare della sua invenzione. Invece Marconi moriva improvvisamente, forse di crepacuore. Da quel momento temetti che la mia stella cominciasse a spegnersi…”.

Dal punto di vista dell’areonautica, i risultati degli studi del Gabinetto RS/33 sono evidenti:

Nel 1932 venne progettato questo velivolo prodotto dall’Italia nel 1934 (Fiat Cr/32):

Da confrontare con il modello progettato nel 1937 e prodotto nel 1939, il Campini-Caproni:

Questo il progetto del 1940 della “ala volante”, molto simile ai moderni velivoli USA:

Nel 1941 tutti i dati di ricerca del Gabinetto RS/33 vennero ceduti alla Germania, ad una sezione speciale della Gestapo, che nel 1942 progetto l’Horten, di seguito:

Gli ingegneri Habermhol, Miethe e Schriever e Belluzzo furono incaricati dalla Gestapo di studiare i datio relativi al velivolo sconosciuto caduto nel 1933. Dai loro studi venne il progetto per la realizzazione di un velivolo dalla forma oggi particolarmente nota: lo chimarono V-7. Il giornale d’Italia, il 24 marzo 1950 ne pubblicava i progetti, titolando “I dischi volanti furono ideati in Italia e Germania nel 1941″.

Non vennero mai realizzati, ma venne progettato il Haunebu II, collaudato nel marzo 1945

Il 17 marzo 1943 ci fu un incendio presso gli stabilimenti SIAI-Marchetti, per il quale fu internato in manicomio un dipendente dell’azienda, Moretti.

Fonte: http://www.francescoamato.com/blog/2008/10/31/ufo-ufologia-marconi-e-il-raggio-della-morte-negli-anni-30-gia-i-servizi-segreti-coprivano-tutto/#more-692

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10 risposte a “UFO, Guglielmo Marconi e “Raggio della Morte”: il “Cover Up” degli anni ’30

  1. giac novembre 3, 2008 alle 1:22 pm

    ottimo articolo

  2. ettoreint. novembre 3, 2008 alle 2:21 pm

    COMMENTO:
    Concordo con Giac,
    veramente un ottimo articolo!
    Ettore-Messina.

  3. zomas novembre 3, 2008 alle 3:56 pm

    vi vorrei segnalare che queste informazioni sono venute alla luce mediante materiale inviato, se non sbaglio, a pinotti e lissoni del cun che ne fecero anche un libro.
    forse l’amico che ha scritto l’articolo non lo sa….

  4. gianni novembre 3, 2008 alle 4:50 pm

    mamma mia che articolo!

    ricordo che il buon Catone scrisse:
    “…Altra cosa è asserire… che i governi cospirino e collaborino con gli ET per tenere tutto nascosto. Queste sono bubbole.
    Catone”

    diciamo Catone che le cose non stanno proprio come
    asserisci e pensi.
    diciamo che qualcosina (ma proprio qualcosina…)
    quel governo ce l’abbia nascosto.
    non oso pensare a quello che col tempo, e con l’evoluzione tecnologica, si possa associare a tale
    fenomeno/consuetudine governativa di cover-up.
    o stiamo qui a parlare sempre e solo di
    bubbole, caro Catone?

    spalanchiamo occhi e mente, per favore.
    per favore.

  5. franzblog dicembre 12, 2008 alle 11:44 pm

    In effetti l’autore dell’articolo pubblicato sul mio blog non era al corrente di quanto su edicolaweb, e del libro citato più sopra. Credo che le fonti siano comuni, sono alquanto sicuro della buona fede dello scrivente, Giano, che da me contattato in merito è rimasto esterrefatto, soprattutto dopo aver visto quanto citato. A sua difesa devo aggiungere che il suo articolo differisce nella conclusione, quando mette in relazione i fatti (peraltro poco conosciuti) con la realizzazione degli aeromobili la cui progettazione “staccò” nettamente rispetto alla produzione precedente. Segnalo inoltre che Giano ha pubblicato ancora un paio di articoli sull’argomento, nonchè sul Tesoro di Dongo e lo strano nesso con la famiglia Rockfeller. Qualora interessasse questi sono i link:
    http://www.francescoamato.com/blog/2008/11/20/ufo-gabinetto-rs33-il-tesoro-di-dongo-e-rockfeller-che-strano-legame/
    http://www.francescoamato.com/blog/2008/11/10/ufo-ufologia-marconi-e-il-raggio-della-morte-il-tesoro-di-dongo/

  6. Vorchio dicembre 18, 2008 alle 10:57 am

    Ottimo davvero. Anzi ottimi tutti e tre.

  7. Giovanni ottobre 19, 2009 alle 10:55 pm

    interessantissimo…
    e penare che se ci sono così tanti fatti e retroscena solo per gli anni quaranta…non voglio pensare a quali cose stanno cospirando a nostra insaputa…
    magari tra sessant’anni verrano fuori che già negli anni ottanta sapevano come viaggiare nel tempo,non solo nei film…

  8. alberto carino giugno 29, 2011 alle 4:24 pm

    il cosidetto “raggio della morte” non fu inventato da marconi, come non fu inventata da lui la raddio.. Ma bensì da un purtroppo e volutamente dalla scenza, sconosciuto; Nikola Tesla, documentatevi anche con info incrociate, e vedrete per esempio i brevetti u.s.a riconosciuti a Tesla relativi ad es. alla trasmissione elettromagnetica di segnali portanti dati voce e successivamente altro; oltre che i progetti ed esperimenti di presa e trasporto di energia da trasformare poi in corrente alternata pronta all’utilizza, e cosa più importante non nociva alla salute e non pericolosa…. ciao

  9. lavocedelgardal novembre 19, 2012 alle 7:36 pm

    Marconi è stato assistente di Tesla, perciò utilizzò le conoscenze e le idee dell’inventore serbo, non solo inerenti la radio, ma anche il raggio della morte…

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