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Archive for Novembre 8, 2008

Il bipedismo sorse da un’anomalia genetica, accaduta 21 milioni di anni fa

1191946769_extras_ladillos_1_g_0Le origini di uno dei tratti che caratterizzano l’essere umano, il bipedismo, potrebbe esser sorto 21 milioni di anni fa, 15 milioni di anni prima rispetto a quello che si è ipotizzato finora, in base ad uno studio esaustivo sulla spina dorsale di circa 200 fossili di mammiferi, nell’arco di tempo di 250 milioni di anni. Lo studioso statuniense Aaron G. Filler, che lavora presso il Museo di Zoologia Comparata di Harvard e del Cedars Sinai Medical Center, ha scoperto che un’antica scimmia, il “‘Morotopithecus bishopi”, rinvenuto in Uganda negli anni ‘60 del secolo scorso, fu il primo a raddrizzare la colonna vertebrale, per camminare eretto, a causa di una mutazione genetica. Filler designa questi bipedi come “hominiformes” e lo considera come l’antenato comune di scimmie e uomo. Per giungere a questa conclusione, pubblicata sulla rivista “PLoS ONE”, l’autore ha approfittato dei progressi della genetica “homeotica”, una mutazione di geni in embrioni, per la quale si producono trasformazioni nelle vertebre. Una di queste mutazioni avrebbe permesso di mettere il corpo in posizione verticale, in un individuo dell’antenato umano. Quell’individuo fu il primo essere bipede della storia di una famiglia di quadrupedi. Il migliore esempio di questo tipo di organismo sarebbe il “Morotophitecus”, ora estinto, però ce ne sono altri. Tra questi, ricorda Filler, ci sono l’”Oreopithecus”, il “Pieralopithecus catalaunicos” (trovato a Barcellona), l’”Orrorin” e il “Sahelanthropus”.”In aggiunta, il bipedismo è comune in tutte le scimmie, ma il metodo di locomozione a terra, in posizione dominate è presente tra i Gibboni, per esempio. E’ inoltre noto che anche gli Oranghi la praticano. Oggi non è più possibile dire che la mia teoria è impossibile. La denominazione del modello Umano, rispetto a quello del troglodita, è quello di un antenato che camminava con le nocche”, difende il ricercatore nelle sue dichiarazioni a elmundo.es. “Credo che l’origine del bipedismo è nato in una sola generazione, da una mutazione genetica nel Miocene”, ha aggiunto Filler. Lo scienziato, che ha dedicato la sua tesi per l’evoluzione della colonna vertebrale nei mammiferi, ha dichiarato: “accettiamo che l’”Australophitecus” è umano ma il suo cervello è come quello di una scimmia e diciamo che gli umani si sono separati dagli scimpanzè sei milioni di anni fa. Però se un comune antenato era bipede, allora quella creatura non dovrebbe essere chiamata nè scimmia, nè uomo. Tante scimmie moderne dovrebbero essere qualificate come umane”, conclude. Ma la teoria della mutazione di Filler è controversa e molti paleontologi non sono convinti. Tra questi José María Bermúdez de Castro, direttore del Centro Nazionale per le Investigazioni dell’Evoluzione Umana: “se questa scimmia di 21 milioni di anni fa, era un’antenato umano, gli scimpanzè sono stati anch’essi bipedi”, spiega il paleontologo.

Articolo completo (in spagnolo) su http://www.elmundo.es/elmundo/2007/10/09/ciencia/1191946769.html

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Sconosciute e misteriose “strutture” stanno tirando l’Universo

081105-dark-flow_bigUno studio controverso apparso sul “National Geographic” (online) afferma che una ignota e sconosciuta “struttura” starebbe tirando l’Universo conosciuto, come dei “magneti cosmici”.”La presenza di materia extra-universale suggerisce che il nostro Universo è parte di qualcosa di più grande, un Multiverso e quello che esiste là fuori è molto diverso dall’Universo che conosciamo”, lo afferma Alexander Kashlinsky, astrofisico della NASA’s Goddard Space Flight Center, nel Maryland. La teoria potrebbe riscrivere le leggi della Fisica. Modelli attuali confermano che il conosciuto, o visibile, Universo che si estende per quanto concerne la luce, potrebbe aver viaggiato in quanto il Big Bang è essenzialmente lo stesso, come è lo stesso lo spazio tempo (le tre dimensioni dello spazio più il tempo). In un tentativo di spiegare semplicemente su che cosa consiste, Kashlinski dice “immaginiamo che voi galleggiate al centro di un vasto oceano. Per quanto riguarda l’occhio voi vedrete un oceano liscio, uguale in ogni direzione. Questo è quello che ipotizza la stragrande maggioranza degli astronomi. Si potrebbe pensare che oltre l’orizzonte non ci sia nulla. Ma poi si scopre un debole flusso coerente, all’interno del vostro oceano. Si potrebbe quindi dedurre che un debole flusso coerente esista all’interno dello stesso oceano. Quindi l’intero cosmo non è esattamente come quello che si può vedere all’interno del vostro orizzonte”. Ci deve essere un qualcosa oltre la vista di un fiume di montagna, oltre la spinta in un burrone, oltre la caduta dell’acqua. O nel caso cosmologico, come ipotizza Kashlinsky, ” una causa che è addebitabile a misteriose e ignote “strutture”, ben oltre l’orizzonte cosmologico, che è più di 14 miliardi luce di distanza”.

Articolo completo (in inglese) su http://news.nationalgeographic.com/news/2008/11/081105-dark-flow.html

Categories: ASTRONOMIA