Archivio

Archive for Marzo 2009

Richiesta la declassificazione dei “files UFO” in Perù

ovnischulucanasDopo l’avvistamento di un oggetto luminoso di forma irregolare sul cielo di La Molina il 26 aprile 2001, la Fuerza Aérea Peruana (FAP) ha creato un dipartimento speciale per l’esame di presunti avvistamenti di oggetti volanti non identificati (UFO). Secondo il quotidiano “El Comercio”, i militari hanno istituito la “Oficina de Investigación de Fenómenos Aéreos Anómalos (OIFAA)” , su direttiva della Dirección Nacional de Intereses Aeroespaciales (DINAE), mediante la Risoluzione 55. Inizialmente, l’ufficio è stato sotto la guida del comandante  Julio Chamorro ed è stata poi integrata da Abraham Ramirez Lituma (esperto in direttive spaziali), Hernan Machuca Rivas (ingegnere aeronautico), Patricia Mezet (bibliotecario), Fernando Fuenzalida (antropologo) e Anthony Choy (avvocato e ricercatore di questi fenomeni). Attualmente la DIFAA è composta da un funzionario e due consiglieri. Il FAP non ha fornito ulteriori informazioni. Da quando è stato fondato, il OIFAA ha cominciato a ricevere circa quattro o cinque testimonianze alla settimana di presunti avvistamenti. I testimoni sono stati sottoposti a un questionario esaustivo, di 17 pagine, elaborato dal gruppo di ricerca. “Questo documento è stato elaborato per fornire al FAP il maggior numero di informazioni sul fenomeno non identificato, di cui si è avuto testimonianza. Le informazioni sono riservate e verranno utilizzate per scopi di ricerca. L’identità dei testimoni rimarrà riservata“, spiega il documento che i testimoni hanno dovuto firmare. Il comandante in pensione Julio Chamorro ha ricordato che nel corso dei due anni, circa, che è rimasto al comando, ha ricevuto, in media, tre casi al giorno. Tutti sono stati memorizzati digitalmente. Stranamente, nel 2004 i computer di queste installazioni sono stati rubati e, per questo motivo, buona parte dei documenti classificati sono andati perduti, racconta Chamorro. Tra i casi è stato esaminato in dettaglio l’incidente che è stato registrato il 13 aprile 2001 a Chulucanas (Lima), quando più di un centinaio di persone hanno partecipato alla processione del Signore della Cautivo Ayabaca. Alcune luci rosse e arancioni, che si muovevano in maniera continua ed organizzata, furono registrati da Ivan Iza, un dilettante che partecipava al pellegrinaggio. La relazione finale è stata scritta da Anthony Choy e presentato al comando della FAP il 19 novembre 2002, presso il quartier generale di questa istituzione. La relazione fu visionata dal generale del FAP Cortez Cesar Mansilla e da altri 10 altri ufficiali. Il documento presenta l’analisi delle tre registrazioni effettuate sul sito: 13 ottobre, 25 ottobre e 15 novembre 2001. Il modello dello OIFAA è stato ispirato dal Comité de Estudios y Fenómenos Aéreos Anómalos Cileno, l’ufficio creato nel 1997 sotto l’egida della  Dirección de Aeronáutica Civil in questo paese. Sono questi ad eseguire e catalogare rapporti di strani o di fenomeni aerei non identificati, in collaborazione con specialisti in materia di aviazione. Secondo il capitano dell’esercito cileno Rodrigo Bravo, fino ad oggi questa commissione ha prodotto nove relazioni su tali fenomeni. Il Dottor Anthony Choy. lunedi 9 marzo ha presentato una lettera al ministro della Difesa Antero Flores Araoz, per  richiedere la declassificazione degli archivi su questo argomento. “Consideriamo che esistono molte informazioni su questo argomento che non sono state ancora divulgate, ed è importante che i cittadini sappiano, perché esistono casi importanti che coinvolgono la sicurezza nazionale, il transito nazionale e le conoscenze scientifiche e tecnologiche“, si legge nella missiva.

Fonte (dallo spagnolo): http://www.log.pe/Nacional/52981.html

Sotto la lettera del Dottor Choy inviata al Ministro della Difesa peruviano

carta-1

carta-2

In apertura articolo una foto di un UFO in Perù

Categories: DOCUMENTI, UFO

Scienziati giapponesi trovano indizi di un nono pianeta nel nostro Sistema Solare

080591131Scienziati di una università giapponese hanno dichiarato giovedì scorso che sono convinti che un nono pianeta, ancora sconosciuto, graviti ai confini del nostro sistema solare e che un giorno sarà scoperto, nel caso gli astronomi tengano i mezzi necessari. Ricercatori dell’Università di Kobe, nel Giappone occidentale, basano le loro affermazioni su simulazioni effettuate al computer. “Esiste una elevata possibilità che un pianeta, del quale ignoriamo l’esistenza, con una massa (equivalente) tra il 30% e il 70% quella della Terra, si trovi ai confini del nostro sistema solare“, hanno spiegato gli scienziati in un comunicato. “Se fossero realizzate indagini su larga scala, questo misterioso pianeta sarà, senza dubbio, il Pianeta X, il quale sarà scoperto al massimo tra una decina di anni“, dicono. “A causa della temperatura molto bassa, la sua superficie potrebbe essere coperta con ghiaccio, ammoniaca congelata e metano“, ha spiegato il professor Tadashi Mukai. La ricerca della squadra di studiosi dell’Università di Kobe, coordinati dallo scienziato brasiliano Patryk Sofia Lykawka e dal professor Mukai, sarà pubblicata nel mese di Aprile da “Astronomical Journal”. L’ipotesi dell’esistenza del cosiddetto “Pianeta X” si è ampliata nel 2006, quando la cominità scientifica decise di escludere Plutone dalla lista dei pianeti nel nostro sistema solare. Plutone, corpo celeste scoperto nel 1930 dall’astronomo americano Clyde Tombaugh (ndr Centro Ufologico Taranto, Tombaugh fu anche testimone di un clamoroso avvistamento UFO nell’anno 1949), è stato declassato alla categoria di “pianeta nano”, poichè non corrisponde alla nuove definizioni, più restrittive, che nel 2006 furono adottate dalla UAI (Unione Astronomica Internazionale). Dopo tale decisione, gli otto pianeti riconosciuti dalla comunità scientifica sono: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Il team di Kobe ha dichiarato che circa 1.100 corpi celesti sono stati rilevati nella cintura di Kuiper, dalla metà degli anni 90 del secolo scorso. “Ma sarebbe la prima volta che si scopre un corpo celeste che ha dimensioni maggiori di Plutone“, conclude Mukai.

In foto una ricostruzione artistica dell’aspetto del cosiddetto “Pianeta X”

Fonte (in portoghese): http://www1.folha.uol.com.br/folha/ciencia/ult306u376934.shtml

(Nota redazione CUT Centro Ufologico Taranto): la notizia risale agli inizi del 2008, ma “stranamente” è stata dimenticata. Cosa ne è stata di questa ipotesi scientifica molto importante?

Una formazione di UFO nel cielo di Londra “scoperti” tramite Google Maps?

20090330_ufoGli Ufo su Google. Sembra il titolo di un film fantascientifico, in realtà è l’ennesimo “scoop” che proviene dal servizio Street View di Google Maps, che permette di cercare gli indirizzi delle maggiori città guardando direttamente le foto delle strade anziché la semplice cartina stradale. In una di queste foto, appaiono nove sfere d’argento, che sembrano dei dischi volanti, proprio nel cielo sopra una libreria di Londra. Un lettore del “Sun”, il 18enne Faye Sharpe, ha scoperto la stranezza e ha riferito subito al suo tabloid preferito. “Credevo fossero aeroplani, ma guardandoli bene erano diversi. Forse sono degli Ufo”, ha detto Faye, con un notevole tocco di fantasia. L’ufologo Nick Pope, dal canto suo, ha definito l’immagine “veramente affascinante”, aggiungendo che “sembrano nove oggetti volanti allineati perfettamente. A quanto ne so, gli unici mezzi che volano così allineati sono le Frecce Rosse (l’equivalente britannico delle nostre Frecce Tricolori, ndr) e non sono loro. Ho fatto qualche ricerca, ma non sono riuscito a scoprire cosa possano essere”.

Fonte: http://www.leggonline.it/articolo.php?id=17059

Sotto la foto ingrandita

snn3027aa-280_768536j

Categories: UFO

In uscita in tutte le edicole (a partire dal 3 Aprile 2009) il nuovo numero di “Area di Confine”

E’ uscita il nuovo numero di “Area di Confine”, con un approfondimento sugli UFO nazisti. Tanti articoli interessanti. L’unica cosa da capire (e non ci è stato ancora comunicato) come mai il CUT (Centro Ufologico Taranto) non figura ormai, da qualche numero a questa parte, tra i collaboratori ufficiali. Eppure fino a qualche numero fa era inserito (e scritto) nel sommario. Vedremo se ci sarà una risposta. Noi facciamo la nostra parte ma anche altri dovrebbero farla. Senza polemica ma solo per chiarezza. Buona lettura.

aprile09cover

Sotto editoriale di Ennio Piccaluga

http://www.elleepi.com/mars/aprile09/aprile09editoriale.pdf

Sotto il sommario degli articoli

http://www.elleepi.com/mars/aprile09/aprile09sommario.pdf

Categories: USCITE IN EDICOLA

I misteri della vita primordiale

Articolo scritto da Antonio De Comite (Centro Ufologico Taranto)

astrobio-originsQuando si parla genericamente di “preistoria” e più specificamente di Paleontologia, il pensiero per molti va subito ai grandi rettili terrestri (dinosauri), rettili marini e volanti, i quali sono stati, assieme ad altre specie, dominatori incontrastati per circa 200 milioni di anni del pianeta Terra. Come se i mastodontici rettili (ma anche quelli minuscoli) fossero per davvero il simbolo dell’evoluzione estrema della vita animale. Di questi bellissimi esseri si è comunque troppo spettacolarizzato e c’è chi insinua, a sproposito, che dinosauri ed esseri umani abbiano convissuto assieme. Chi afferma ciò pecca di ignoranza basilare dal punto di vista paleontologico. Al momento, nonostante le numerose analisi scientifiche e i numerosi studi accademici, non esiste prova che gli esseri umani abbiano convissuto all’epoca dei dinosauri, o viceversa. Questa “certezza” è solo appannaggio dei cosiddetti creazionisti o di coloro che, pur di vendere qualche libercolo e arricchirsi economicamente, sfrutta la credulità popolare per simili storie. Anche se il passato biologico terrestre è colmo di innumerevoli misteri, è comunque pressocchè assodato (fino a quando non esca qualche prova schiacciante) che l’homo sapiens non abbia mai incontrato nessun Tirannosaurus Rex. Questa premessa iniziale è stata dovuta visto che qui non parleremo di dinosauri, ma di un periodo ancora più sconosciuto, ignoto che risale agli albori del nostro pianeta, un periodo che ha portato alla nascita prima di forme di vita semplici (unicellulari) e che poi ha aperto la strada a quella complessità e specializzazione pluricellulare, le quali sin dalla loro comparsa, nel giro di circa 1 miliardo di anni, hanno inserito forme di vita sempre più differenziate, che hanno portato a quella invenzione della natura, che ha intrapreso la strada più degli scempi che quella dei benefici, ossia Homo Sapiens Sapiens. Dicevamo periodo degli albori della vita nebuloso, che ha portato però, circa 600 milioni di anni fa, all’apparizione “improvvisa” di forme di vita multicellulari, che sembrano fuoriscite da un romanzo di Lovercraft o da un mondo extraterrestre. Ora usando un briciolo di fantasia ci rechiamo alla nostra “macchina del tempo”, entriamo dentro ed azioniamo il nostro cronografo temporale. Ed eccoci in viaggio a ritroso nel tempo, in un tempo molto antico, in un periodo dove la Terra era ai primi vagiti di vita (o quasi). Ci rechiamo indietro nel tempo di circa 4 miliardi di anni.

I primi segni di vita biologica

Tre miliardi e 900 milioni di anni fa per la precisione, periodo determinante della comparsa di qualcosa di biologico. Eppure come era messa la Terra delle origini, nessuno avrebbe scommesso che la vita prendesse piede. Era un pianeta da “girone Dantesco”, colmo di sconvolgimenti tettonici, eruzioni vulcaniche, fulmini e impatti asteroidali e cometari. Ma anche la temperatura degli “albori” non era l’ideale, la media era di circa 70° e 80° centigradi e l’aria era irrespirabile (per i nostri canoni attuali). Infatti l’atmosfera era colma di ammoniaca, idrogeno, metano e vapore acqueo.i11-40-smiller Per di più mancava lo strato d’ozono, che protegge attualmente dai raggi ultravioletti provenienti dal Sole, ma soprattutto mancava l’ossigeno. Eppure, nonostante tutte le avversità, apparvero le prime molecole di vita. Si formarono i primi legami chimici tra atomi, che diedero l’input alla comparsa di aminoacidi, nucleotidi e zuccheri. In altre parole erano comparsi l’RNA e il DNA, le impalcature di ogni essere vivente. Ma come ci arrivarono? Le ipotesi sono varie e passano da quella conservatrice a quella esogena, ossia che la vita ha origini non terrestri.

Ipotesi sull’origine della vita sulla Terra

Uno dei primi scienziati che si pose la domanda su come si sia creata la vita sul nostro pianeta fu il biochimico sovietico Alexander Ivanovich Oparin. Nel sul libro “Origine della vita sulla Terra”, pubblicato nel 1936, elaborò la teoria della comparsa dei cosiddetti “coacervati”, aggregati molecolari, che nacquero nel cosiddetto “brodo primordiale”. Ipotesi quest’ultima che causò molto polemiche accademiche. Oparin ipotizzò che la comparsa dei coacervati fu il prodotto dell’atmosfera primordiale riducente, che entrando in soluzione con gli oceani primitivi, avrebbe portato alla formazione di “macromolecole”, in grado di aggregarsi grazie all’energia luminosa e a presenza di catalizzatori inorganici, come fanghi e argille. Diciassette anni dopo, un giovane biochimico americano che portava il nome di Stanley Lloyd Miller, asserì di aver confermato la teoria di Oparin, attraverso il suo famoso esperimento di laboratorio, che aveva ricreato le condizioni primordiali del nostro pianeta. Miller e il suo docente, professor Harold Urey (premio Nobel per la chimica nel 1934 per la scoperta del deuterio), basandosi sulle idee di Oparin, crearono un apparato formato da un tubo di vetro. Questo largo tubo fu posizionato in maniera arrotolata, una posizione che ricordava un rettangolo. Dopo aver fatto ciò Miller fece scendere nel tubo dell’acqua e una miscela di gas, che si riteneva fossero gli elementi predominati della “zuppa y1pmwdwkwhu_wo-tqisbsdogq3toa6jpmdefpqkf0slwj8etdubltw_6-yeyuew6op63wfxn8-0hfsprimordiale”. Furono così immessi ammoniaca, idrogeno e metano. Fatto ciò Miller collegò degli elettrodi, in modo da creare all’interno del tubo delle scintille. Lasciò tutto così per una settimana. Una volta rientrato in laboratorio, l’esterefatto Miller, notò che si era creata una sorta di “patina”. Analisi dimostrarono che quella patina era composta, tra l’altro, di due semplici aminoacidi, l’analina e la glicina. Miller non solo aveva confermato l’ipotesi di Oparin, ma aveva (a quanto pare) risolto il mistero dell’origine della vita. Ma non fu cosi, Miller fu criticato per non aver portato nessuna evidenza scientifica su come gli aminoacidi formati si sarebbero dovuti replicare. Senza un’auto replica, la vita non sarebbe potuto esistere. Fu quindi una scarica elettrica che avrebbe creato la vita? Può darsi, e portando ciò in grandi scale, i fulmini dell’atmosfera primordiale avrebbero potuto creare i primi aminoacidi? Ipotesi scientifica plausibile, ma oggi, come nel 1953, ridimensionata. E fu così che con il passare degli anni le ipotesi divennero più intriganti, dall’RNA replicatore di Orgel alle “microsfere” di Fox, per poi arrivare, negli anni ‘80 del secolo scorso, alla teoria di Graham Cairns Smith. Il ricercatore scozzese ipotizzò che i primi organismi viventi terrestri fossero composti, anzichè di una struttura ad atomi di carbonio, di atomi al silicio, o meglio una specie di essere composto da cristalli di biossido di silicio. Ma non mancarono le ipotesi più estreme, ossia che la vita sulla Terra è di origini extraterrestri. Nel XX° secolo il primo ricercatore ad aver ipotizzato una strada del genere fu Svante August Arrhenius. Il chimico e fisico svedese, premio Nobel per la chimica nel 1903 per la teorie sul trasferimento di ioni, visti come responsabili del passaggio di elettricità. Ma anche il primo precursore credibile della cosiddetta “panspermia”. Arrhenius ipotizzò che la vita sulla Terra fosse arrivata attraverso delle spore, che avrebbero inseminato l’universo attraverso la pressione della radiazione stellare. Poi ci furono Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe chei ipotizzarono che il codice della vita (DNA) fu portato sulla Terra e su altri corpi celesti tramite comete ed asteroidi. E infine Francis Crick (premio Nobel per la scoperta dell’elica del DNA) e Leslie Orgel ipotizzarono la cosiddetta ipotesi della “panspermia teleguidata”, ossia pensarono che una distante civiltà, sviluppatasi all’esterno del nostro sistema solare, in via d’estinzione mandò forme di vita primitive in ogni direzione dell’universo, nella speranza che esse raggiungessero altri pianeti adatti alla vita. Qualunque cosa sia successo nei primordi della Terra, resta il fatto che la vita un bel giorno arrivò. Portando, col passare dei milioni di anni, a vita sempre più complessa, come quella che apparve circa 600 milioni di anni fa.

Gli animali “extraterrestri” dei primordi

In questo periodo temporale denominato Cambriano (primo periodo dell’era Paleozoica) avvenne una misteriosa “esplosione” di vita animale complessa. Nessuno riesce ancora a spiegare questa improvvisa apparizione, ma avvenne. Questa “esplosione” segnò l’avvento diev_cam_31 tutti i gruppi principali (i cosiddetti “Phyla”) di animali moderni in un tempo geologicamente minimo, non ancora compreso. Sembrerebbe una sorta di “miracolo”, ma qui si parla di avvento certo e non “metafisico”. La stragrande maggioranza di queste prove si trovano nei cosiddetti “Argilloscisti di Burgess”. Questo luogo, che si trova sopra il Mount Burgess, è denominato in questo modo a causa di un enorme giacimento di argillite scura, che costituisce un giacimento fossilifero sulle cime delle Montagne Rocciose del Canada (Columbia Britannica). La cosiddetta “Argillite di Burgess” fu scoperta per la prima volta da Charles Dolittle Walkott nel 1909. Furono ritrovati fossili unici nel loro genere, fossili anche di “sole” parti molli, senza esoscheletri o corazze varie. Questo rende unico il sito. Ma la scoperta iniziale non fu capita, ma fu compresa molti decenni dopo, quando negli anni 80 del secolo scorso una reinvestigazione fatta da scienziati dell’Università di Cambridge concluse che gli animali era cosi complessi e differenziati e che molti di questi non si sono più ripetuti. E questi ultimi erano degli esseri che, visti con gli occhi di oggi, sembrano animali arrivati da altri pianeti. Tra i più strani ne cito due, Opabinia ed Hallucigenia. Il primo era composto da 5 occhi che ricordano la forma di piccoli funghi. Il suo copro era segmentato e terminava con due timoni verticali. Ma l’aspetto più sconvolgente di questo essere era quello che fu in possesso di un lungo tentacolo, che partendo dalla testa terminava con una bocca irta di zanne, simile ad una tagliola. Un animale che neanche i più fervidi romanzieri di fantascienza avrebberero mai immaginato. L’altro animale era ancora più strano. Quando fu trovato per la prima volta il suo resto fossile, fu coniato il nome di Hallucigenia per il suo aspetto da “allucinazione”. Un essere così strano non si era mai visto. Era composto da quattordici trampoli (a mò di stecchino) e delle piccole proboscidi, disposte a fila. Il corpo ricordava una specie di salsicciotto. Ancora oggi esiste una diatriba su come questo essere potesse camminare. E ora spostiamoci, con la fantasia, oltre la Terra. Queste specie viventi, cosi strane, possono teoricamente vivere in altri corpi celesti? Tutto è possibile. Se qui non si sono più ripetuti, non è detto che su altri pianeti la sorte sia stata identica. Ricordiamoci il caso, di qualche anni fa, della presunta scoperta di un ipotetico fossile, trovato su Marte e che ricordava un “crinoide”. Notizia che fu approfondiata anche in Italia dalla rivista “Newton”, grazie al prezioso supporto dell’esobiologa Sabrina Munoz. Quindi se un bel giorno trovassimo prove incontrovertibili di vita vivente e passata su altri corpi celesti, oltre ad essere la scoperta più importante di tutta l’umanità, sarebbe anche la prova che l’evoluzione biologica è un dato di fatto scientifico, che con innumerevoli differenziazioni fisiche è riuscita ad adattarsi a quel tipo di ambiente. E se sulla Terra, Opabinia ed Hallucigenia (ma anche altri) non ce l’hanno fatta, non è detto che in un ambiente più favorevole non sia potuto accadere. Per concludere, se un bel giorno trovassimo su un pianeta un fossile del genere, non gridiamo subito all’extraterrestre davvero tale. Basta pensare che quell’essere, 600 milioni di anni fa circa, era qui da noi. Allora sorge l’annosa domanda: gli alieni sono tra già noi? Misteri ancora nebulosi, come quelli affascinanti della vita primordiale delle origini.

Bibliografia : http://www.anisn.it/ , http://www.minerva.unito.it/ , http://ivirgil.it/ , Piero e Alberto Angela “La Straordinaria Storia della Vita sulla Terra (Miti Mondadori 1999)

Immagini illustrative articolo

Prima immagine: raffigurazione ipotetica che illustra l’origine della vita nel cosmo

Seconda immagine: lo scienziato Stanley Miller

Terza immagine: ricostruzione del mostruoso Opabinia

Quarta immagine: fossile e ricostruzione dell’enigmatico Hallucigenia

Categories: ARTICOLI

Un UFO segnalato sui radar dell’aeroporto di Calcutta

radarUn UFO (Unidentified Flying Object) è stato rilevato sui radar della città di Calcutta, nelle prime ore di giovedi 19 Marzo 2009. Il segnale proveniente dal radar è durato 15 minuti ed è stato registrato nel Golfo di Bengala dagli ufficiali della Forza Aerea Indiana. Mentre alcuni sospettano che l’oggetto potrebbe essere un aereo fuori rotta che ha attraversato lo spazio aereo indiano, altri pensano che si sia trattato di un UFO. Il direttore generale dell’Aviazione Civile ha sollecitato una investigazione del caso. L’UFO è stato rilevato sui radar dell’aeroporto alle ore 03:45 di notte, di giovedì 19 Marzo 2009. Fonti aeroportuali dichiarano “…che in volo vi era solo un Chatay Pacific durante il periodo in cui è stato avvistato l’UFO sullo schermo radar“, ha affermato un controllore di volo e che “questo aeremobile è stato rilevato separatamente“. Ci sono stati problemi di comunicazione tra la torre di controllo e il pilota del Chatay Pacific, nel periodo di tempo in cui il misterioso segnale è apparso sui radar. La Forza Aerea Indiana ha affermato che non è stata programmata nessuna esercitazione militare in quel momento e che nessuno dei loro aerei era in volo nella regione. Pertanto, il segnale captato dai radar può essere stato dovuto all’usura o invecchiamento degli strumenti (il radar è in uso da 11 anni) oppure ad un “riflesso lunare”, ma quello che preoccupa le agenzie di sicurezza è la possibilità che un aeromobile sconosciuto, sia potuto entrare, senza autorizzazione,  nella regione di Calcutta. Il giorno 17 Dicembre 1995, un aereo Antonov AN-26 entrò nello spazio aereo Indiano, senza essere scoperto. Poi atterrò a Purulia, nel Bengala Est. “Se un velivolo sconosciuto si avventura nello spazio aereo dell’India, è compito della Forza Aerea Indiana volare ed intercettarlo“, ha riferito un funzionario della IAA.

Sintesi dal sito (in inglese) http://timesofindia.indiatimes.com/articleshow/4295155.cms

Categories: UFO e Aerei

newspaperTramite una email arrivataci oggi, alle ore 18:46 dal signor Ettore Interdonato, il quale ci fa espressamente richiesta (non si sa bene il motivo) di rimuovere il suo sito dal nostro, comunichiamo, per correttezza nei confronti di chi ci legge, che è stato accontentato. Quindi il sito del signor Interdonato non fa più parte dei “link amici”. Auguriamo a lui e al suo gruppo le migliori fortune nella ricerca ufologica.

Comitato di Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto)

Categories: COMUNICAZIONI

Le esperienze “extraterrestri” del nipotino di Puletto. Stavolta ne parla a De Comite

scrivere-stilografica2Chi vi parla è stato testimone diretto, assieme ad altri sei, di una storia incredibile raccontata dal nipotino di Vincenzo Puletto, quel Fabiano che ha tanto fatto discutere in questo “blog”. Naturalmente non ho prove scientifiche da dimostrare, ma solo una prova testimoniale di quello che ha detto, un discorso che, però,  non è pensabile che provenga dalla bocca di un bambino di soli 8 anni. Tutto inizia il giorno 21 Marzo 2009. Eravamo a San Marino e nell’occasione è venuta anche la famiglia di Puletto. Non conoscevo bene Fabiano. Lo avevo conosciuto, per 10 minuti, qualche mese fa quando venne a Taranto a casa del nostro coordinatore Puletto. Andiamo a pranzo, assieme alla famiglia, e incominciamo a parlare, del più e del meno, in attesa delle prime portate culinarie. Improvvisamente Fabiano incomincia a parlare di Dinosauri e mi rivolge direttamente la parola. Fabiano non immaginava che anche io fossi appassionato di ciò. Il discorso scivola, in maniera appassionata, sulle diverse specie di dinosauri, sull’estinzione, sulle varie ere geologiche terrestri. Tutto ciò per una buona mezz’oretta. Fabiano era molto ferrato in materia, visto che aveva studiato ciò a scuola, ma (è mia opinione) sembrava che questo discorso preliminare servisse a prendere una certa confidenza amichevole con me. Una volta accaduto ciò, dice al nonno (Vincenzo Puletto) che andava in bagno, da solo. Una volta tornato, cambia improvvisamente tematica e incomincia a parlare di extraterrestri. La prima cosa che mi dice è che ci sono varie tipologie di razze aliene. Incomincia a parlare di “grigi”, con la testa a forma di “pera rovesciata”, con gli occhi neri, grandi, di tipologia orientale, con quattro dita per mano e per piedi. Io, e le altre persone al tavolo, incominciamo a rimanere di sasso, visto che a nessuno aveva mai parlato di ciò e nessuno ne ha mai parlato a Fabiano. Siccome ero a lui “simpatico” incomincia ad aprirsi di più. Afferma che ci sono altri esseri nel cosmo e che essi sono nostri “nemici”. Afferma che questa tipologia di esseri è di natura energetica, anzi per dirla alla Fabiano “erano esseri plasmatici”. Sono indistruttibili, perchè l’uomo al momento non ha armi per distruggerli definitivamente, ma un giorno potremmo farlo. Servirebbe una specie di “cannone”, che emette dei “freesbe infuocati”. Lo scopo primario di questi esseri è distruggere tutti i pianeti della nostra galassia. Una volta finito il “lavoro”, attraverseranno un buco nero e si trasferiranno in un altro universo, per “continuare il ciclo”. Credetemi sembrava un racconto perfetto di fantascienza, ma che proveniva dalla “mente” di un bambino di soli 8 anni. Ma non finisce qui, afferma che, nel nostro sistema stellare, questi esseri hanno basi sulla Luna, su Marte e, soprattutto, sugli “anelli” di Saturno. Molti corpi rocciosi che compongono questi “anelli”, vengono ogni tanto distrutti dai “plasmatici” perchè c’è la presenza di un’altra razza aliena, quella che Fabiano definisce “razza buona”. Viene descritta come di colore “verde”, con pelle “vecchia” (a detta del piccolo Fabiano) e con “un solo occhio”. Ma quest’ultimi esseri non sono un problema per i “plasmatici”. Sentendo il racconto mi vengono ancora i brividi. E’ davvero tutta fantasia del bambino? E poi a detta dei familiari non si è mai esposto con nessuno, nemmeno con Vincenzo Puletto, ingiustamente messo alla berlina da persone che vogliono (magari) l’UFO nel proprio giardino. Ripeto io ci vado prudente, ma sono rimasto scioccato. E non solo io. Ma non finisce qui, racconta che i “plasmatici” sono “comandati” da un essere enorme, di “pura energia”, che ha definito la “Grande Mamma”. Dopo di ciò il piccolo Fabiano finisce il suo discorso, dicendomi che mi vuole rivedere, perchè ha desiderio di raccontarmi altre cose. Chi mi conosce sa che ci vado coi piedi di piombo su queste cose, ma sono stato anchio testimone e non posso negare ciò. Ripeto a molti può sembrare un racconto di fantasia, ma influenzato da chi? I familiari affermano che con loro non ne parla e, aspetto importante, nessuno a mai parlato a lui di queste cose. E poi, aspetto significativo, come fa a conoscere l’aggettivo “plasmatico”? Oppure come fa a sapere che i “buchi neri” servono a viaggiare in altri universi? A scuola non ne hanno parlato. Ripeto rimango cauto, ma son rimasto letteralmente impietrito. Questa è ciò che Fabiano mi ha detto e che vi riferisco.

Testimonianza di Antonio De Comite

(Componente Coordinamento CUT Centro Ufologico Taranto)

Categories: PENSIERI E PAROLE

Un “disco volante” fotografato in provincia di Piacenza?

Ci giunge notizia da un nostro affezionato lettore, di un avvistamento UFO (o OVNI) avvenuto in provincia di Piacenza, sopra i cieli di Tuna. L’avvistamento è stato riportato dal quotidiano la “Libertà” di Piacenza, del giorno 22 Marzo 2009. Ecco di seguito la copia dell’articolo, con  la foto di uno degli oggetti avvistati, dalla chiara forma di “disco volante”. Analisi approfondite serviranno per confermare o meno questo caso. Ringraziamo comunque il lettore Massimo Paraboschi per la segnalazione.

Sotto il ritaglio stampa della “Libertà” di Piacenza del giorno 22 Marzo 2009

ufo

Categories: I LETTORI CI SCRIVONO, UFO

Atterraggio UFO nello stato dell’Indiana?

indianacircle3Queste notizia è apparsa sul sito di “UFO Casebook”. Vi è una segnalazione di un avvistamento, comprovato da foto, di quello che sembrerebbe un atterraggio di un qualcosa di “anomalo”, ma potrebbe essere anche altro. Il testimone, che ha contattato suddetto sito, ha dichiarato che mentre era alla ricerca di palline da golf  in un campo da gioco prospicente la sua abitazione, il giorno 21 Marzo 2009, alle ore 4:30/4:35 pomeridiane circa, nota (dopo aver trovato quattro palline da golf) a circa 110 metri, più in basso dal campo di gioco,  una traccia apparentemente circolare, dal diametro di circa 12 metri. Torna così a casa, prende la sua videocamera Sony e filma il cerchio. Successivamente ha mostrato le immagini a sua madre, la quale ha dichiarato di aver visto, la notte prima, un qualcosa di strano a nord-ovest della casa. Ma il testimone non ha potuto confermalo con prove. Resta il fatto che il testimone principale ha chiamato un suo amico ed assieme si sono recati (a partire dalle ore 7:30 circa pomeridinae) sul luogo del cerchio. Hanno misurato la zona e preso campioni del suolo, sia all’interno che all’esterno del cerchio. Da quello che hanno potuto notare in maniera preliminare è che l’interno della traccia circolare era asciutto, mentre l’esterno era bagnato o umido. Il cerchio interno sembrava, secondo il testimone, come essicato da un asciugacapelli. All’interno del cerchio i semi e gli steli di mais erano morti e sembravano rivelare una sorta di modello di turbolenza (non ben definita, ma lieve) all’esterno del cerchio stesso. E come se ci fosse stato una sorta di vortice che ha spostato la materia in questa zona. I testimoni son tornati il giorno dopo con un metal detector, una bussola e un rilevatore elettronico, ma non è stato rivelato nulla di anomalo.

Categories: MISTERI, UFO