Lo chiamano “Pianeta Theia” e la coppia delle sonde Stereo della Nasa sta puntando i suoi obiettivi per cercarlo. «E’ solo un’ipotesi – precisano Edward Belbruno e Richard Gott, teorici dell’Università americana di Princeton – ma da verificare». E’ un’interessante idea, infatti, e se fosse vera, e presto lo sapremo, completerebbe l’intrigante questione del come si è formata la Luna. Ora la spiegazione più accreditata è che sia nata come conseguenza dello scontro di un corpo della taglia di Marte schiantatosi sulla superficie terrestre sollevando un’imponente nuvola di materia poi coagulatasi formando la Luna che vediamo. Le indagini sulla sua natura, infatti, dimostrerebbero il miscuglio di materia dei due corpi. Ma da dove è arrivato l’imponente bolide cosmico che ci è caduto addosso?
L’ORIGINE DELLA CORSA CONTRO LA TERRA – L’ipotesi di Belbruno e Gott è che provenga da qualcuno dei cinque punti di Lagrange nello spazio circostante la Terra, la Luna e il Sole, dove le forze di gravità creano delle zone neutre nelle quali un veicolo spaziale o un pianetino possono sostare indisturbati. Gli scienziati pensano che i piccoli corpi presenti in almeno due di questi punti (L4-L5) si siano fusi creando un pianeta più consistente analogo appunto a Marte. E poi per interferenze cosmiche avrebbe iniziato la sua corsa scontrandosi con il nostro pianeta. Ora la coppia delle sonde Stereo guarderà appunto in L4 e L5 cercando quelli che sono stati battezzati “Theiasteroid”. Se li troveranno l’ipotesi dei due studiosi sarà rafforzata. Se non sarà così dovranno inventarsi un’altra soluzione.
Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_aprile_10/caccia_asteroidi_giovanni_caprara_ffe8f05a-25f8-11de-bdf0-00144f02aabc.shtml
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