CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

UFO: un problema globale

Relazione di Colman S. Vonkeviczky pioniere dell’Ufologia (in memoria). Conferenza al Quartier Generale della Nazioni Unite

Per circa cinquant’anni la strategia del cover-up governativo, in materia di UFO, ha influenzato le decisioni dei governi e delle Forze Armate, impegnate in una guerra di trincea contro gli extraterrestri. Le centinaia di rapporti ufficiali sugli avvistamenti di oggetti volanti dotati di una tecnologia straordinariamente evoluta hanno destato non poca preoccupazione negli ambienti governativi, impotenti di fronte alla temuta “minaccia aliena”. Ma, secondo alcuni pionieri della moderna ufologia, la situazione si sarebbe potuta risolvere in modo differente, ossia con la ricerca del contatto pacifico con queste civiltà. Ed è in questo contesto che si inserisce la figura del colonnello Colman S. VonKeviczky uno dei nomi più conosciuti nel campo della ricerca ufologica internazionale. Nato in Ungheria il 21 agosto del 1909 VonKeviczky si laureò in scienze militari ed ingegneria all’università militare “Maria Ludovica” di Budapest e, al termine della seconda guerra mondiale, prestò servizio presso il quartier generale dei servizi speciali della polizia statunitense in Germania. Dal febbraio del 1953 lavorò presso la segreteria dell’ONU, negli Stati Uniti e divenne in seguito fondatore dell’ICUFON, l’Inter-Continental UFO Network, un organismo impegnato in una serie di iniziative volte al coinvolgimento dell’ONU nell’analisi del fenomeno UFO e nella divulgazione dei dati raccolti, ai mezzi di comunicazione di massa. La sua battaglia contro il cover-up governativo è durata fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta il 27 luglio del 1998 a New York City, la città nella quale viveva da quasi cinquant’anni. “Colman era un pacifista”, ha dichiarato il ricercatore tedesco Michael Hesemann, suo intimo amico “e, di fronte alle catastrofiche conseguenze della corsa agli armamenti necessari a combattere una guerra interstellare, avvertiva l’umanità della necessità di un contatto pacifico con le entità aliene”.

“UFO, la visita extraterrestre” riporta qui di seguito quella che potremmo considerare la più importante conferenza del colonnello VonKevicky svoltasi, il 21 aprile del 1987, nell’auditorium della biblioteca del quartier generale dell’ONU, in quel luogo dove, come lui stesso sperava, un giorno si sarebbe potuto risolvere il problema degli UFO. Le fotografie che corredano l’articolo sono parte del suo archivio personale del quale la nostra redazione ha i diritti esclusivi per l’Italia. (Nota redazione Centro Ufologico Taranto, la rivista “UFO la visita extraterrestre” ha cessato le pubblicazioni nell’anno 2000)

Del Colonnello Colman S. VonKeviczky, MMSE (1909-1998)

Da tre decenni gli scienziati, gli ufologi e l’opinione pubblica cercano in tutto il mondo prove e discutono invano su una teoria: Esistono gli UFO o no? Da dove vengono? Quali sono le loro intenzioni?

E’ strano il fatto che, negli ultimi 40 anni, i nostri scienziati e i ricercatori privati abbiano evitato di basare le loro ricerche sulle solide fondamenta della documentazione militare, che già dal 1953 spiega, pubblicamente, l’indubitabile origine extraterrestre degli UFO.

UFO: I FATTI

Il 26 gennaio del 1953 il Ministero della Difesa statunitense si pronunciò nel seguente modo: “L’Aeronautica Militare e il suo Ufficio di Ricerca prendono atto, sulla base delle conclusioni tratte dal Maggiore Keyhoes, che i ‘dischi volanti’ provengono da altri pianeti. L’Aeronautica Militare non ha mai negato che questo sia possibile… se le manovre compiute da questi oggetti e delle quali parlano molti competenti osservatori, sono vere, allora l’unica spiegazione plausibile è quella della loro provenienza interplanetaria“.

E’ logico che ogni ricerca che ignori tali fatti e che li sostituisca con teorie e ipotesi inventate non si trova sulla pista giusta. Già nel 1966 il Ministero dell’Aeronautica statunitense informò il Campidoglio circa l’alto livello delle analisi condotte dallo Stato Maggiore in merito all’attività degli UFO in tutto il mondo e alla pianificazione di una strategia di difesa intercontinentale, elaborata dagli USA e volta a combatterli: “Nell’analisi degli avvistamenti di UFO l’Aeronautica Militare si avvale di scienziati, ingegneri, tecnici e consiglieri accuratamente scelti e altamente qualificati. Questi hanno a disposizione i migliori laboratori dell’Aeronautica, centri di sperimentazione, strumentazione scientifica e strumenti tecnici”.

Ma, nonostante l’alto livello degli studi condotti dallo Stato Maggiore statunitense le organizzazioni private veneravano il “confessionale ufologico” istituito dal Pentagono : il progetto dell’Aeronautica denominato BLUE BOOK. E’ comica l’idea che l’opinione pubblica mondiale avesse eletto a salvatori dell’umanità un unico maggiore, un sottotenente, un maresciallo maggiore e due segretarie – il team del Blue Book – e comunicasse a loro le esperienze relative agli UFO credendo che questi rappresentassero l’unico gruppo, istituito dall’Aeronautica statunitense, ad occuparsi del fenomeno.

Il mondo scientifico, di contro, speculava sull’universo invisibile “ai confini della realtà”, invece di lanciare uno sguardo ai casi e alle realtà ben documentate dalle Forze Militari.
Così si espresse il Comandante del Centro di ricerca dell’Aeronautica Militare AMC (Air Material Command) il 23 settembre del 1947 in un rapporto inviato allo Stato Maggiore : “Il fenomeno UFO è reale e non identificabile con visioni o fiction. Si tratta di oggetti a forma di disco, delle dimensioni di un aereo. Sono piatti nella parte inferiore e dotati di cupole in quella superiore. La loro superficie è metallica e riflette la luce. La velocità di volo supera i 300 nodi. Si spostano a volte in formazioni composte da tre fino a nove oggetti“.
Queste citazioni non sono state partorite dalla fantasia dei produttori di Hollywood, ma sono parte di un rapporto ufficiale inviato allo Stato Maggiore, basato sui rapporti di osservatori militari addestrati. Come apprendiamo da un Memorandum della CIA, risalente all’11 settembre 1952, gli USA erano allarmati per questa situazione di portata planetaria. In quel periodo, “l’ufficio scientifico” dei Servizi Segreti dichiarò in un Memorandum classificato SEGRETO :

E’ stato istituito un sistema di comunicazione internazionale e le più importanti basi dell’Aeronautica Militare hanno ricevuto l’ordine di intercettare gli oggetti volanti non identificati“. Questo però significa che già nel 1952 il Pentagono impartì l’ordine di sparare agli UFO che si rifiutavano di obbedire alla richiesta di atterrare !

LA “GUERRA DELLE STELLE” COMINCIA

in piedi Edward J. Ruppelt

Nel 1952 il Capt. Edward J. Ruppelt, direttore del progetto di ricerca ufologica dell’Aeronautica Militare statunitense denominato “Blue Book”, riportò nel primo capitolo del suo libro “Rapporto sugli oggetti volanti non identificati” quest’ordine di attacco: “Nell’estate del 1952 un caccia intercettatore F-86, dell’Aeronautica Militare statunitense, sparò contro i dischi volanti. Questo fatto non fu reso noto, come molti altri che rappresentano la vera storia degli UFO“.

Un anno dopo, nel 1953, il generale Benjamin Chidlaw, comandante della difesa antiaerea continentale con sede nella base dell’Aeronautica Militare Ent, in Colorado, spiegò all’autore scientifico Robert R. Gardner : “Siamo in possesso di montagne di rapporti sui dischi volanti e li consideriamo molto seriamente poiché abbiamo perso parecchi uomini e aerei che cercavano di intercettarli“.

Era il 1953 - immaginiamoci per favore quante notizie sono state fino ad oggi nascoste e occultate all’opinione pubblica. Quindi lasciatemi chiedere: ci troviamo forse nel mezzo di una “guerra misteriosa” combattuta contro forze galattiche che conducono operazioni interstellari orientate verso la terra?

Nel 1952 l’Aeronautica Militare statunitense comunicò l’ordine JANAP 146 con appendice A-E, che distribuiva incarichi fondamentali per questa “guerra misteriosa contro invasori non autorizzati” i quali, secondo le norme militari, violavano la sovranità aerea delle nazioni.
Per questo motivo, da allora, fu costruito un sistema di difesa laser atomico a terra che, nell’ambito del progetto SDI, in un prossimo futuro dovrebbe stazionare anche nell’orbita terrestre, a bordo di piattaforme e navette spaziali dotate di armi costruite con l’impiego della scienza più moderna. Diamo quindi un’occhiata ai dati storici che hanno portato a formulare queste pazze idee, pericolose per l’incolumità della stessa umanità:

15 febbraio 1942: 15 – 20 oggetti volanti sconosciuti, che furono inizialmente confusi con aerei giapponesi, si trovavano in volo di ricognizione strategica sulla costa occidentale degli Stati Uniti, quando 1530 ronde di munizioni furono sparate contro di loro dai cannoni antiaerei sopra Los Angeles. L’operazione non ebbe successo! La prova: il rapporto del Capo di Stato Maggiore, il generale George C. Marshall al presidente F.D. Roosevelt: “Nessuna bomba fu lanciata… nessun aereo abbattuto… nessun aereo statunitense era in missione.”
14 luglio 1957: Unione Sovietica – libro di testo dell’Accademia dell’Aeronautica Militare: “Introduzione alla scienza universale”. Secondo quanto riportato a pagina 262 “la batteria della difesa antiaerea dell’URSS aprì il fuoco contro alcuni UFO sopra le isole Kurilen – senza abbatterne nessuno“.

1966, Estremo Oriente: l’Aeronautica Militare indonesiana “fu costretta ad aprire il fuoco contro alcuni UFO“, come spiegò il maresciallo dell’aviazione Roeshin Nurjadin, comandante capo dell’Aeronautica Militare indonesiana.

GLI UFO SI DIFENDONO

L’8 gennaio del 1965 il sottotenente – oggi professore universitario – dott. Robert Jacobs filmò un UFO nell’atto di distruggere il razzo ATLAS F sopra la base dell’Aeronautica Militare di Vandenberg. Come ci scrisse il professore: “Gli UFO sono reali. L’Aeronautica Militare e il governo statunitense sanno che loro sono reali. E’ ormai giunto il tempo che anche l’opinione pubblica americana lo sappia“.

Nel marzo del 1967 un MIG 21 cubano, costruito in Unione Sovietica, fu distrutto da un “bogey” (il termine con cui i piloti indicano gli oggetti sconosciuti) quando il Comando per la difesa aerea diede l’ordine di aprire il fuoco contro l’oggetto.

IL “WATERGATE COSMICO” DI NIXON

Richard Nixon

Il 19 dicembre del 1969 il presidente Richard M. Nixon ordinò l’archiviazione del progetto Blue Book sulla base delle direttive imposte dall’ufficio studi ufologici dell’Università del Colorado, finanziato dall’Aeronautica Militare statunitense e con il sostegno dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Il mondo intero fu tranquillizzato con la spiegazione che “non esistono prove che possano dimostrare che gli oggetti volanti definiti ‘non identificati’ siano velivoli extraterrestri o possano rappresentare un qualche pericolo per la sicurezza nazionale“.

Può essere vero questo? Il 23 giugno del 1967, secondo un documento del Centro di Controllo Voli Spaziali della NASA “John F. Kennedy”, il personale della NASA e gli astronauti ricevettero l’ordine, in caso di avvistamento di UFO, di redigere un rapporto “nel più breve tempo possibile” e di inviarlo al comando della base dell’Aeronautica Militare Patrick, che avrebbe preso provvedimenti a livello militare.

“Nessun pericolo per la nostra sicurezza nazionale?” Il 17 ottobre del 1973 un elicottero dell’esercito con un equipaggio di quattro uomini e sotto il comando del Capt. Lawrance E. Coyne, incontrò, sopra la base dell’Aeronautica Militare di Mansfield, in Ohio, un oggetto volante a forma di sigaro della lunghezza di 60 metri. Quando tentò di volare via, l’elicottero fu sollevato da una forza sconosciuta che, da un’altitudine di volo di 500 metri, portò il mezzo ad un’altitudine di 1300 metri. E’ vergognoso che l’assemblea generale dell’ONU, di fronte al sottotenente colonnello Coyne affermò, nel 1977, di ignorare completamente il suo rapporto.

Primavera 1974, Binn, Corea del Sud. Verso le 10.00 un razzo Hawk fu colpito da un grande UFO. Come spiegò il nostro informatore: “Il missile fu colpito e distrutto da un raggio di luce. Allo stesso modo la rampa di lancio – entrambi fusi come giocattoli di stagno!”
19 settembre 1976: un rapporto dell’ambasciatore statunitense in Iran informò la Casa Bianca, il Pentagono ecc. che a 60 Km a nord di Teheran “il pilota di un F-4 dell’Aeronautica Militare imperiale cercò di sparare un missile AIM-9 contro l’oggetto (UFO) e che contemporaneamente il sistema di controllo delle armi si inceppò e la radiocomunicazione (UHF e Interphono) si interruppe“.

3 giugno 1980: lo Stato Maggiore statunitense informò l’Aeronautica Militare: “Un UFO è stato osservato in due occasioni nei pressi della base dell’Aeronautica Militare peruviana, a sud del paese. L’Aeronautica Militare ha tentato di intercettare e distruggere l’UFO – ma senza successo“.

27 e 29/30 dicembre 1980, mezzanotte: atterraggi di due UFO nei pressi della base dell’Aeronautica Militare della NATO in Inghilterra. Ufficiali statunitensi di alto rango e personale della sicurezza ebbero un “incontro ravvicinato” con esseri della specie “Homo Cosmicus” nella foresta di Rendelsham, tra le basi statunitensi e RAF Woodbridge e Bentwaters, a Suffolk. Il caso fu confermato dal rapporto ufficiale del vicecomandante dell’Aeronautica Militare statunitense, il colonnello Halt.

Io penso che gli infiniti dibattiti e le teorie degli ufologi e degli scienziati sull’esistenza o sulla non esistenza degli UFO si allontanino dalla realtà che è così chiaramente documentata dai rapporti militari, dagli attacchi e dalle misure di difesa del Pentagono.
LA SOPRAVVIVENZA DELL’UMANITA’

Dal 1942 il Pentagono ha chiarito che i suoi sistemi di difesa di fronte alle possibilità delle astronavi extraterrestri sono completamente insufficienti. Per mettere in chiara luce il problema degli UFO (che dura da lungo tempo), il presidente Lyndon B. Johnson pretese, nel 1968, che i servizi di sicurezza nazionale inviassero un rapporto al consiglio di sicurezza nazionale. Il rapporto era intitolato : “L’ipotesi UFO e il problema della sopravvivenza“.
Questo rapporto storico svelava per la prima volta tutta la spaventosa verità – e avvertiva la direzione degli Stati Uniti di prepararsi alla possibilità di uno scontro con le forze galattiche. Nel rapporto, infatti, “importanti scienziati degli Stati Uniti” spiegavano non solo che gli UFO sono effettivamente delle astronavi extraterrestri ma anche che “il problema della nostra sopravvivenza non può essere trascurato“. Così era riportato nel paragrafo 6 del rapporto: “Sarebbe sensato sviluppare, nel più breve tempo possibile, adeguate misure di difesa. E’ come se nel trattare questo problema si dovesse pensare di più al problema della sopravvivenza“. E sembra proprio che il vero scopo dell’ “iniziativa di difesa strategica” SDI, istituita dal presidente Reagan agli inizi degli anni ’80, sia proprio l’osservanza di questa direttiva basata sul rapporto Top – Secret NSA del 1968.

1968 – è un caso che la corsa agli armamenti strategica di USA e URSS iniziò proprio nel 1969? In riferimento ai colloqui del SALT I e II avvenuti tra il 1970 e il 1987 a Ginevra, possiamo solo chiederci perché anche dopo la sottoscrizione dell’accordo sulla limitazione del riarmo è cresciuta la drammatica corsa agli armamenti in direzione del cosmo? E perché l’opinione pubblica fu tratta in inganno dalla presunta “limitazione delle armi strategiche” ?

Il 6 ottobre 1982 quando furono aperti a Ginevra i colloqui START II il comandante supremo del reparto “difesa spaziale” del Pentagono, il tenente generale Richard C. Henry spiegò orgoglioso: “Il cosmo non è una missione, è un teatro, un teatro di guerra“. (New York Times, 17.10.1982, sotto il titolo a caratteri cubitali “Gli Stati Uniti progettano l’incremento delle spese per le operazioni militari nel cosmo“). Perdonate la mia ignoranza, ma per quale motivo si dovevano intensificare le operazioni militari nella pace eterna dell’universo? E contro chi? Durante i colloqui – SALT gli USA e l’URSS assicurarono, di fronte al mondo intero, che le armi strategiche non erano state costruite per combattere una guerra tra le due superpotenze. Se questo è vero chi era allora il nemico per combattere il quale bisognava andare nel cosmo ? Il prof. Vladimir G. Azhazha, il capo del reparto dell’Accademia sovietica delle Scienze, aveva ragione quando nel corso di una conferenza, il 24 novembre del 1977, spiegò che gli astronauti Aldrin e Armstrong, nel 1969, dopo lo storico allunaggio dovettero rimanere per ore nel modulo d’atterraggio perché alcuni UFO li stavano aspettando a lato di un cratere?

LA SINDROME DELLA MINACCIA POTENZIALE

 

In questa allarmante questione il diplomatico dott. Michael Mishoud, direttore della divisione per la sicurezza internazionale del ministero degli esteri statunitense spiegò nel giugno del 1978, nel corso di una conferenza: “Extraterrestri provenienti da altri sistemi solari sono un potenziale pericolo per noi e noi siamo un potenziale pericolo per loro“. Nella stessa conferenza il dott. Irvin Picus dell’ “ufficio per le questioni spaziali” esortò il governo a prendere misure di prevenzione: “Noi dobbiamo essere pronti a rispondere ad una potenziale minaccia… Il contatto con esseri di altri mondi, se non siamo preparati a tale eventualità, potrebbe portare a gravi conseguenze“.

La NASA, nel gennaio del 1978, dichiarò: “I rapporti sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati che penetrano nello spazio aereo degli Stati Uniti interessano solo i militari che svolgono il regolare servizio di sorveglianza dello spazio aereo“. Partì poi il progetto SETI della NASA (ricerca di intelligenze extraterrestri). Come previsto da questo programma sulle sonde statunitensi Voyager I e II vi era una piccola targa con i saluti dalle Nazioni Unite che intendevano indicare a civiltà cosmiche la strada per la Terra. Un’ironia politica del Pentagono visto che ciò che li aspettava qui non era “un caloroso benvenuto” ma il solito “prima sparare, le domande le rimandiamo a dopo“.

UN APPELLO ALL’ONU

Insomma nelle prove documentali provenienti dagli archivi delle forze militari, nascoste da quattro decenni all’opinione pubblica, si parla del problema della sopravvivenza dell’umanità. Quindi gli UFO sono un problema del quale è meglio non parlare, è come se qualcuno stesse cercando di fare qualcosa prima che sia troppo tardi…

Quindi chi dovrebbe agire se loro sono un problema per la sicurezza planetaria? Le superpotenze o l’organo internazionale costituzionalmente autorizzato delle Nazioni Unite?
Nel febbraio 1966, in qualità di capo della divisione informazioni del segretariato delle Nazioni Unite e di scienziato militare professionista (all’epoca erano già tredici anni che analizzavo le operazioni degli UFO), parlai al segretario generale dell’ONU U-Thant delle informazioni in mio possesso. Sulla base del mio memorandum mi pregò di progettare il primo ONU UFO PROJECT. Questo progetto presentato alla segretaria generale e al Comitato per Utilizzo Pacifico del Cosmo, prevedeva:

1. Il controllo internazionale delle operazioni degli UFO attraverso una collaborazione coordinata con le forze armate nazionali, gli scienziati e le organizzazioni di ricerca ufologica ;

2. Il “Divieto di aprire il fuoco” e di dare inizio ad un confronto armato con le potenze del cosmo, che potrebbe portare ad una guerra spaziale fatale per l’intero genere umano;

3. La presa di contatto con le intelligenze che pilotano gli UFO e attraverso queste con i capi delle potenze galattiche;

4. Studi scientifici e addestramenti internazionali ad opera dell’UNESCO;

5. Diffusione dei dati analizzati ai governi e all’opinione pubblica.

Il 6 novembre del 1967, nel corso del 7° congresso internazionale di ufologia, tenutosi a Magonza, sotto la presidenza del “Padre dell’astronautica”, il prof. e dott. Hermann Oberth, e dei rappresentanti di 24 nazioni fu sottoscritta la “Magonza UFO Resolution”. Questa stabiliva i criteri di massima per la soluzione del problema della sicurezza nazionale, chiamata in causa dagli UFO: “Gli oggetti volanti non identificati sono mezzi volanti identificati che provengono dallo spazio e rappresentano un problema di importanza vitale per il mondo intero. Tutte le nazioni devono analizzare e risolvere insieme il problema attraverso le investigazioni e le ricerche scientifiche. Questo per il bene comune e il progresso delle nostre relazioni pacifiche con il cosmo”. Tale risoluzione fu naturalmente censurata dai mezzi di comunicazione di massa mentre il comitato dell’ONU per l’Utilizzo pacifico del Cosmo la accolse con piacere. I successivi 20 anni confermarono che la MAGONZA UFO RESOLUTION innescò un processo che portò al rilascio di documenti sugli UFO da parte di numerosi governi e quindi alla dimostrazione che gli UFO SONO REALI!
Da decenni l’ICUFON, LA RETE DI RICERCA UFOLOGICA INTERCONTINENTALE si adopera, spesso con successo, in una serie di attività pro ONU volte a coinvolgere i governi degli Stati membri delle Nazioni Unite. Il culmine di tali iniziative fu raggiunto nel 1977 quando il problema degli UFO fu proposto nel corso della 32esima sessione dell’assemblea generale dell’ONU al “punto 123″ dell’ordine del giorno. La nostra rete presentò allo stato membro di Grenada una documentazione composta da 250 sezioni che sottolineava le necessità di istituire un UFFICIO dell’ONU che si occupasse di UFO, come noi chiedevamo dal 1966. Secondo le prime 14 pagine del verbale dell’assemblea del Comitato Politico Speciale, tenutasi il 28 novembre, l’ambasciatore dott. Wellington Friday, presentò le richieste dell’ICUFON alle Nazioni Unite. Ma l’ufficio stampa dell’ONU non rese noto il testo della proposta ai mezzi di comunicazione di massa internazionali e gli USA, avvalendosi del controllo governativo, non permisero agli ufologi privati l’accesso al segretariato generale dell’ONU e indebolirono completamente la risoluzione. Sotto la pressione degli Stati Uniti ogni richiesta di controllo internazionale delle operazioni sugli UFO fu abbandonata e Grenada costretta a rivedere completamente la sua risoluzione.
Ma il pericoloso aumento della corsa agli armamenti costrinse l’ICUFON a cercare nuove strade. Il 29 gennaio del 1980, il Comitato ufologico della Camera Alta britannica, nelle persone di Lord Clancarty e Lord Kimberley, mi invitò ad una riunione nel corso della quale presentai prove militari volte a dimostrare la grande responsabilità dei governi nel problema della sicurezza nazionale legata agli UFO. In quell’occasione proposi : “Aprite il sipario sul segreto militare legato agli UFO e, in un colpo solo, si aprirebbe una grande prospettiva e apparirebbe chiara la via della soluzione del problema“. La nostra dichiarazione a mezzo stampa, il nostro “Memorandum Blu” e la richiesta di “un ufficio internazionale per lo studio degli affari cosmici” (WASA) fu censurata”.

Durante la mia campagna ufologica europea ( 1981-83) entrai in contatto con numerosi militari e delegati governativi. Questi dichiararono all’unisono che era necessario che le superpotenze facessero il primo passo per risolvere il problema degli UFO. Per questo motivo, il 21 settembre del 1981, inviai al presidente Ronald Reagan e al consiglio di sicurezza nazionale, due Memorandum e alcuni documenti militari chiedendo che le nazioni parlassero degli UFO nel corso di una conferenza sulla sicurezza internazionale e che chiarissero una volta per tutte il comportamento che l’umanità dovrebbe adottare nei confronti del fenomeno. Espressi inoltre la necessità di stabilire un contatto invece di spiegare le nostre forze militari. Il 21 novembre del 1981 il generale maggiore Robert L. Schweitzer, della sicurezza nazionale, ci fece pervenire una risposta preoccupante: “Il presidente conosce perfettamente il pericolo che Lei ha così chiaramente documentato e fa tutto quanto è nelle sue possibilità per ristabilire il più presto possibile la sicurezza della difesa nazionale“.

Memorandum simili furono inviati dal maggiore dell’aeronautica Hans C. Petersen, della Danimarca, al governo degli stati scandinavi, da Michael Hesemann al governo federale tedesco, da Helmut Hajek al governo federale austriaco e dal sottotenente Arthur Bray al governo del Canada. Il 17 ottobre del 1983, nel corso di una seduta di un’ora e mezza con il presidente della repubblica federale austriaca, il dott. Rudolph Kirchschläger, a Vienna, tirammo le somme: “Noi crediamo che sia giunto il tempo che le superpotenze si adoperino per portare alla luce il problema degli UFO fino ad oggi occultato“.
Nel 1984, in forza della legge sulla libertà di informazione, pretesi dalla Cia la documentazione completa sulle mie attività e su quelle dell’ICUFON. Secondo la decisione del ministero di giustizia statunitense, del 5 agosto 1985, questo non era possibile perché “tutto il materiale su di Lei è segreto e… non è possibile accedervi… nell’interesse della sicurezza nazionale e della politica estera“. Un altro esempio del comportamento adottato dagli Stati Uniti nei confronti del problema degli UFO.

Nell’interesse della difesa nazionale” : Il 4 dicembre del 1985 il presidente Ronald Reagan, nel corso del suo discorso a Fallston, nel Maryland, parlò di un suo colloquio personale con il segretario generale Mikhail Gorbaciov (in occasione del vertice di Ginevra dal 18 al 20 novembre del 1985): “se improvvisamente il nostro mondo fosse messo in pericolo da esseri provenienti da altri pianeti dell’universo, non dimenticheremmo le piccole differenze che esistono tra i diversi paesi e scopriremmo, una volta per tutte, di essere tutti esseri umani che vivono insieme sulla Terra? Ora, io non penso che dovremmo aspettare l’arrivo degli extraterrestri che ci minacciano. Penso che potremmo essere già adesso coscienti della loro esistenza“. Qualsiasi commento sarebbe superfluo!
Nell’interesse della politica estera degli Stati Uniti“: questa dichiarazione è la prova schiacciante che è vero quanto la politica estera degli Stati Uniti da più di quattro decenni sostiene: esiste una “guerra misteriosa” contro di loro. Per risolvere questa situazione, l’ONU dovrebbe cercare una soluzione definitiva al problema degli UFO. Noi dobbiamo impedire, ad ogni costo, una collisione tra potenze terrestri e galattiche. Per questo abbiamo bisogno di un ufficio internazionale per gli affari spaziali, controllato dalle Nazioni Unite, con il compito di cercare un contatto con gli extraterrestri, nell’interesse della pace mondiale e dello sviluppo di una società migliore, di una cosiddetta “età dell’oro“, caratterizzata dal contatto con il cosmo.  Il problema degli UFO deve essere risolto – prima che sia troppo tardi…

CITTA’ DEL MESSICO 28 AGOSTO 1995

Nel corso di una lunga intervista concessa alla nostra redazione durante il congresso svoltosi a Citta’ del Messico nel 1995, il Colonnello Colman VonKeviczcky ci diede personale conferma di quanto riportato nel presente articolo. “Io ho avuto stretti rapporti di collaborazione“, ci spiegò, “con una signora di mezza età che rappresentava la stampa del Commonwealth britannico alle Nazioni Unite. Al terzo e al quarto piano di questo palazzo vi è il dipartimento stampa, nel quale lavorano tutti i rappresentanti delle più importanti testate giornalistiche del mondo. Lei era interessata alla mia ricerca e anche se non ne conoscevo il motivo avevo l’impressione che fosse profondamente coinvolta in questo problema… Un giorno mi disse che avrei dovuto parlare al segretario generale U-Thant del mio memorandum e grazie a lei, ciò avvenne. Nel febbraio del 1966 ebbi l’opportunità di incontrare personalmente questo segretario generale e di presentargli le nostre analisi militari e la documentazione in nostro possesso. Fu uno dei giorni più belli della mia vita. Non mi dimenticherò mai il momento in cui sono entrato in quell’ufficio… Il segretario generale mi disse: ‘Lei è veramente un esperto in campo militare. Le chiedo di essere così gentile da organizzare un ufficio che si occupi di raccogliere e analizzare tutte le informazioni, che riguardano gli UFO, provenienti da ogni parte del mondo e di distribuirle a tutti i governi’… Gli risposi che il lavoro da svolgere era immenso e che il primo passo da fare era quello di smettere di sparare agli UFO perché tale atteggiamento avrebbe portato all’instaurarsi di una guerra interstellare. Gli dissi inoltre che sarebbe stupido intraprendere una guerra contro una civiltà tecnologicamente superiore alla nostra e che sembra controllare l’intero pianeta, i movimenti di ogni nazione e soprattutto le nostre armi nucleari… Un giorno Silvia Migel, un membro del NICAP, mi chiamò e mi disse di avere un messaggio importante per me… quando raggiunsi il suo ufficio mi disse: ‘Mi spiace informarti che ti stanno buttando fuori perché il Pentagono non ha approvato quanto tu hai fatto e nemmeno ciò che ha fatto il segretario generale‘. Questo nonostante U-Thant stesse agendo nell’interesse della pubblica sicurezza adempiendo soltanto al suo dovere”.

Chi ha avuto la fortuna di conoscere il colonnello Colman S. VonKeviczky non può che serbare, nel cuore, il ricordo di un uomo forte, coraggioso e sempre sorridente. Nonostante gli attacchi subiti dai servizi segreti, non abbandonò mai la lotta a favore della divulgazione della realtà extraterrestre, per la quale rinunciò agli onori e alla carriera. Di lui apprezziamo soprattutto la battaglia volta alla cessazione della corsa agli armamenti e alla ricerca di un contatto pacifico con le entità aliene. “Solo così”, ci disse, “possiamo sperare in un futuro caratterizzato da un contatto con il cosmo”. Grazie Colman.

 

SALUTO A UN AMICO

“Non è facile per me scrivere quanto segue. Conoscevo “Colman bacsi” (lo zio Colman), come lo chiamavano affettuosamente gli ungheresi, da circa vent’anni e il nostro rapporto di amicizia era molto stretto”. Così Antonio Huneeus, giornalista e ufologo cileno, nella rivista tedesca MAGAZIN 2000, ricorda il colonnello Colman S. VonKevizcky, “ancora oggi uno degli ufologi più riconosciuti a livello internazionale… e un autentico idealista. Nel suo piccolo ufficio di New York, sempre pieno di ‘tesori ufologici’, ho incontrato ricercatori di tutto il mondo tra i quali Michael Hesemann, dalla Germania, Bruce Cathie, dalla Nuova Zelanda, Johsen Takano del Cosmo Isle UFO-Museum e molti altri. L’appartamento di Colman era una sorta di Mecca per qualsiasi ufologo si recasse a New York…”. Secondo quanto riportato da Huneeus la vita di VonKeviczky si divide in due grandi periodi: la sua carriera militare e il suo impegno nella ricerca ufologica. Nel 1952 emigrò negli Stati Uniti e, in quell’anno, il territorio americano era interessato da una grande ondata di avvistamenti. Da ciò nacque l’interesse del colonnello nei confronti del fenomeno. Fino agli ultimi giorni della sua vita non smise mai di lottare affinché la verità sugli UFO fosse di dominio pubblico. “Aveva più energia e passione di qualsiasi altro ufologo io abbia mai conosciuto”, continua Huneeus, “anche quando fu ricoverato in ospedale per un tumore alla prostata non smise di scrivere per un giornale ungherese… Sentiremo la sua mancanza anche se la sua opera continua a vivere negli archivi dell’ICUFON, nei suoi Memorandum e nell’operato di tutti gli ufologi che da lui hanno imparato”. Tra questi ricordiamo Michael Hesemann che, come Antonio Huneeus, era profondamente legato alla figura di VonKeviczy che considera il “Padre dell’ufologia internazionale”. “Un’intera generazione di ricercatori”, ha affermato, “è cresciuta con le sue cure amorevoli, in Giappone, in Sudamerica, nell’Europa dell’est ed anche in Germania. Io stesso mi sento orgoglioso di poter affermare che Colman VonKevickzy, per ciò che concerne la ricerca ufologica, fu il mio maestro”.

Fonte: http://www.alienproject.it/sezufo/ufo%20un%20problema%20globale.htm

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19 risposte a “UFO: un problema globale

  1. franco29337 aprile 7, 2010 alle 11:00 am

    Finalmente un bell’articolo, esaustivo per gli increduli,ciò che non è riuscito a divulgare da vivo(alle masse intendo)lo fà da morto.E’ ora chiara a tutti la ragione dell’insabbiamento generale di tutta la questione, nell’articolo è ben illustata. Saluti a tutti F.

  2. Kla aprile 7, 2010 alle 12:38 pm

    Io mi domando, come si fa ancora oggi dopo tutti questi anni pieni di casi clamorosi essere ancora scettici su la loro esistenza? Cmq faccio i miei complimenti al CUT x l’articolo

  3. XRay aprile 7, 2010 alle 1:35 pm

    Infatti credo che ormai, anche a detta di molti scienziati, la domanda non è più “esistono o no?!” ma più che altro è “quando cacchio lo verremo a sapere in via ufficiale??!”

  4. Near aprile 7, 2010 alle 3:36 pm

    Complimenti allo staff del CUT. Ottimo lavoro, davvero un bell’articolo.

  5. massimo aprile 7, 2010 alle 6:22 pm

    Ma questi rapporti militari sugli ufo esistono realmente?Dove sono?I militari ome potevano anche solo pensare di abbattere un ufo?

  6. franco29337 aprile 7, 2010 alle 9:20 pm

    @Massimo… Ma gli scettici non si convincono mai?

  7. Macchè aprile 8, 2010 alle 3:53 am

    No, almeno finchè non ne vedranno uno. Ma il bello è proprio questo: stranamente chi è scettico non vede mai niente. Buona Vita.

  8. scettico aprile 8, 2010 alle 10:17 am

    scusate ma queste sono solo chiacchiere dell’ennesimo fanatico sugli alieni, come al solito i fatti verificabili stanno a zero.
    Come al solito si prendono per buone storie da riviste e libri di ufologia, come se qualcuno nno di parte le avesse verificate…
    Poi è mai possibile che si continua a scambiare UFO per “astronave extraterrestre”?
    Questo è scandaloso, sopratutto se a parlare è un militare, perché per i militari la parola UFO significa aereo che non si riesce ad identificare per mancanza di informazioni.
    Alla fine sembra ovvio che esiste come una setta di invasati che credono nella presenza degli alieni e cercano di vederli dove non ci sono, oltre a prendere per buone tutte le storielle che leggono e che sembrano confermare le proprie credenze…..oramai religiose!
    Scusate lo sfogo ma sono 70 anni che si parla di UFO ed i fatti stanno a zero, e questo non è proprio ammissibile, sopratutto nell’era di internet.

  9. Kla aprile 8, 2010 alle 12:32 pm

    X scettico
    Scusate lo sfogo ma sono 70 anni che si parla di UFO ed i fatti stanno a zero, e questo non è proprio ammissibile, sopratutto nell’era di internet.

    Ma non riuscite a capire che e’ grazie all’era del Internet che noi siamo venuti a sapere tante cose dove prima non era possibile x via della censura??Lo so che su Internet girano tanti falsi (che io personalmente più che falsi li ritengo disinformazione da parte di chi non vuole che si sappia la verità e da parte di chi lo fa x gioco… che a parer mio fa solo male alla vera ufologia) ma non ci va un scienziato a distinguere il vero dal falso. Questo alticolo e’ spiegato alla perfezione nei minimi dettagli…non può essere una balla. A volte ho l’impressione che qualcuno vi paghi x dire ste cagate.

  10. franco29337 aprile 8, 2010 alle 3:32 pm

    Mi sembra che proprio gli scettici abbiano fatto dello”scetticismo” la loro religione.Noi(plurale maestatis)ci consideriamo solo possibilisti non fanatici.Si deve comunque constatare che la strategia della negazione attuata dalle elites militari, se da un lato è servita a nascondere l’evidenza dei fatti ai più, daltro canto ha suscitato una grande curiosità in altro ambito della popolazione mondiale.Non per nulla negli USA anni fà, fù varata la legge del “disclosure project, ma si comprende ugualmente ciò che intendo e tuttora nonostante tale legge non tutto è rivelato, perciò penso che la verità ostentatamente negata maliziosamente, si evidenzi da sola. Saluti F.

  11. massimo aprile 8, 2010 alle 3:49 pm

    Ma se è possibile pubblicare questi rapporti ufo sul web,allora dov’è il cover up di cui si parla tanto?

  12. franco29337 aprile 8, 2010 alle 4:34 pm

    @Massimo Il cover-up è una cosa molto capillare e sottile che non sempre è palesamente evidente, prova a visitare il sito “Lunar explorer italia” detto sito tratta di fotografie Nasa alla ricerca di interpretazioni e di tarocchi e vedrai fin dove si spinge il famoso cover-up.E’ impertativo tenere gli occhi della mente sempre ben aperti. Saluti F.

  13. Arthur McPaul aprile 8, 2010 alle 8:27 pm

    Si parla di UFO, in piena guerra fredda. In molti di questi rapporti, per UFO si intende appunto “oggetti non identificati”. Lo stesso Ronald Regan è stato preso ad idolatria da parte degli ufologi, come colui che stava creando lo SDI per difenderci dagli alieni, pur sapendo che lo scopo dei satelittiti intercettori era la difesa dalle testate nucleari russe a lunghissima gittata. Lo stesso Regan, per cgi ha avuto modo di vevere la sua epoca, ben saprà, che era un personaggio molto sarcastico, scherzono, ironico e ex attore quasi star di Hollywood con all’attivo ben 50 film. Egli spesso parlava degli extraterrestri, me era un modo ironico per dire: ci devono attaccare proprio loro per capire che se andiamo di questo passo, come umanità, entro breve ci disintegreremo in un conflitto nucleare? In quegli anni i cieli di USA e ex-URSS erano sorvolati da satelliti, aerei ad altissima quota, utilizzati per lo spionaggio militare, che hanno alimentato numerose pagine di dossier per la loro identificazione. Infatti si parla di UFO e non di E.T.

  14. franco29337 aprile 9, 2010 alle 9:33 am

    Tutto vero, in regime di guerra fredda tutto si giustificava con “sicurezza nazionale”.I vari U2 aerei spia americani e non volavano ai limiti della troposfera e rilevabili solo strumentalmente,non visibili e non fotografabili da terra ed essenzialmenta volavano in linea retta. Attualmente,pur sussistendo la questione della sicurezza nazionale,la situazione si è molto evoluta, gli oggetti non identificati,da quanto si legge,a volte hanno volo stazionario oppure evedenziano velocita e capacità di manovra non comuni ai mezzi aerei noti.Da ciò si evince,con un pò di fantasia è vero,che la spiegazione vada cercata altrove,se l’altrove sono gli ET è necessario che noi,umani tutti,lo si sappia di CERTO.Potremmo trovare tra i circa 6miliardi di persone,quanti siamo, la capacita di collaborare o di combattere se necessario.Saluti F.

  15. Arthur McPaul aprile 9, 2010 alle 9:37 pm

    Questo dibattito andrebbe approfondito. Per risalire ai fatti e non alle castronerie, occorrerebbe verificare la fonte di ognuno di questi rapporti. Nell’articolo in realta, si parla di UFO, nei documenti ufficiali, pubblicati da diverse nazioni, si parla di UFO e di avvistamenti di oggetti non identificati. Prima di chiamare in causa gente come Kennedy, Carter, Regan e compagnia bella, occorrerebbe vedere in quale clima e in quale stato di agitazione sono stati prodotti questi documenti. Ragazzi, in quel quarantennio, dietro l’angolo c’era sempre una guerra atomica che minacciava di esplodere…

  16. franco29337 aprile 9, 2010 alle 10:26 pm

    Evidenremente non tutti usiamo lo stesso calendario.Quaranta anni fà la guerra atomica fortuitamente non è esplosa, stante la crisi di Cuba ed altre facezie.Eppure anche allora qualcosa svolazzava nei nostri cieli,pure con meno insitenza di oggi, perciò ET oppure no è nostro diritto sapere Saluti F.

  17. gianpiero carucci aprile 10, 2010 alle 1:58 pm

    Per me ” ABBATTONO” le sonde extraterrestri, con a bordo le E.B.E, per capire la loro tecnologia. Poi possiamo parlare fino all’infinito se e’ vero o no se esistono o no, sono solo teorie. Una cosa e’ certa, sempre per me, come esiste la vita in questo pianeta, ci saranno altre vite su altri sistemi solari. Se solo presumiamo che in ogni galassia c’e’ una forma di civilta’ simile alla nostra, allora nell’ UNIVERSO ci saranno miliardi e miliardi di civilta’ piu’ o meno evolute della nostra. Questo e’ solo se presumiamo ma per me nel nostro universo esistono una infinita’ di vite che noi nn possiamo ancora immarginarcelo.

  18. rick aprile 11, 2010 alle 9:38 pm

    http://esamultimedia.esa.int/docs/gsp/Experimental_Detection.pdf
    Experimental Detection of the Gravitomagnetic London Moment – ESA

  19. franco29337 aprile 12, 2010 alle 11:29 am

    @ Rick Il mio inglese poverissimo non mi permette di apprezzare appieno l’articolo,non ne esiste una versione in italiano? Da quanto ho capito, si stànno indagando gli effetti dei campi magnetici rotanti per generare un forza che contrasti la gravita su piccola scala, per poi passare a congegni più grandi, si invitano altri ricercatori a ripetere le sperimentazioni?Saluti F.

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