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La NASA ed i viaggi interplanetari

Sembra che la NASA stia valutando seriamente la prospettiva del trasporto planetario. Meglio ancora, potrebbe essere in esame anche la costruzione di navi spaziali in grado di portarci su mondi lontani. E non si parla di progetti da sviluppare nel prossimo secolo: pare che l’Agenzia, entro pochi anni, rivelerà un prototipo di nave spaziale per il viaggio interplanetario, e forse interstellare.

L’annuncio viene da Pete Worden, direttore del Ames Research Center della NASA, durante il suo discorso alla conferenza della Long Now Foundation. Il progetto si chiama “Hundred Year Starship”, e prevede una collaborazione tra la NASA e la DARPA per lo sviluppo di nuovi sistemi di propulsione. “Chiunque abbia mai visto L‘Enterprise di Star Trek, sa che non si vedono lunghe scie di fiamme” dice Worden. “Nel giro di pochi anni vedremo il primo, vero prototipo di nave spaziale per il viaggio interplanetario”. E aggiunge: “Ora puntiamo davvero a insediarci su altri mondi. Venti anni fa si doveva sussurrarlo in locali bui e si veniva licenziati”. Il progetto per la nave spaziale ha ricevuto un finanziamento di 1 milione di dollari dalla DARPA, e 100.000 dollari dalla NASA. Decisamente poco per un progetto così ambizioso, e per questo Worden spera in finanziamenti privati da parte di miliardari. Ma come funzionerà la nave spaziale? Sappiamo tutti che ci sono limiti fisici (per ora) invalicabili, e che il “warp drive”, la propulsione a curvatura di Star Trek, potrebbe essere mai realizzabile.

Il motore di Hunder Years Starship si basa su un fascio di microonde in grado di riscaldare dell’ idrogeno, che verrebbe utilizzato come propellente. “Non si deve trasportare tutto il carburante. Si usa l’energia di un laser o delle microonde per riscaldare il propellente. Credo sia un metodo per lasciare il nostro pianeta”. Worden conclude dicendo: “Credo che andremo sulle lune di Marte circa nel 2030″. Fino ad ora, la prospettiva di esplorare altri mondi era nemmeno lontanamente presa in considerazione, spesso bollando la sola idea come irrealizzabile. Sebbene la colonizzazione planetaria non sia per nulla prevista dal budget messo a disposizione alla NASA, Worden ha affermato di aver discusso le possibilità di realizzare il progetto con Larry Page, co-fondatore di Google. Dalla loro conversazione sarebbe emersa la necessità di stanziare circa 10 miliardi di dollari per una missione di sola andata su Marte, ma l’obiettivo è ben più ambizioso: raggiungere mondi appartenenti ad altri sistemi planetari. Diversi miliardari sembrano interessati al progetto, sempre che il contributo possa rimanere limitato a un massimo di un paio di miliardi di dollari.

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9 risposte a “La NASA ed i viaggi interplanetari

  1. MilloRN novembre 2, 2010 alle 3:58 pm

    HAHAHAAHHAHAHA 1 milione e 100 mila dollari??? azz con quella cifra ci compri una mezza villetta e poi tocca pure andare a lavorare ahahaha che ci vogliono fare?? progettare la tappezzeria?

    propulsione a curvatura? cioè arrivare da una parte all’altra di un foglio semplicemente piegandolo??? prima di queste cose a mio avviso c’è ancora molto da lavorare…

  2. Vinterer novembre 2, 2010 alle 8:04 pm

    Beh saranno anche pochi quei fondi ma è già un inizio. Come sta scritto su, aspetteranno che qualche miliardario aderisca all’iniziativa. Comunque credo che passerà fin troppo tempo prima di poter vedere la razza umana vivere su un altro pianeta.

  3. rick novembre 3, 2010 alle 2:24 pm

    si, sarebbe bello intanto sistemare e ottimizzare la vita sul nostro

  4. MilloRN novembre 3, 2010 alle 11:38 pm

    @Rick
    Volevo esattamente scrivere quello hai detto tu ma non ho trovato le parole giuste…
    ti quoto in pieno, che li spendano per sistemare il nostro di piena, altro che marte…

  5. Cavaliere novembre 4, 2010 alle 12:15 am

    Fino l’altro giorno non sapevano neanche che tipo di energia usare per far volare i razzi e ora parlano di viaggi interstellari? Da dove la tirano fuori sta tecnologia?

  6. franco29337 novembre 4, 2010 alle 3:51 pm

    @ cavaliere dalla materia grigia dei “grigi” he he battutina facile facile. ciao

  7. Jojope novembre 8, 2010 alle 1:29 am

    Questo sistema di propulsione somiglia molto a quello usato dalla sonda Deep Space,la prima ad usare un motore elettrico.Sicuramente questo proggetto e’ piu’ moderno.Fossi in loro consulterei Rubbia che aveva teorizzato propio su un motore simile ma piu’ efficiente.
    Saluti

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