CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Archivi Mensili: dicembre 2010

Una storia inedita della Seconda Guerra Mondiale , tra misteri , segreti , nuove rivelazioni e conferme . 4° parte .

Articolo di Franco Pavone – Componente CUT

Prima ParteSeconda ParteTerza Parte

Continua la nostra ricerca sugli enigmi della Seconda Guerra Mondiale .
Proseguiamo con :

Capitolo 12 – Philadelphia Experiment, proseguono gli studi sull’ invisibilità

Townsend Brown

Townsend Brown

Come è noto sul Philadelphia Experiment è stato detto tutto e il contrario di tutto, spesso anche a sproposito dai negatori di turno, sia in tv che su articoli di riviste del settore di confine e non . Facendo un rapido excursus storico , la storia di questo progetto parte dagli studi preliminari di Nikola Tesla e Albert Einstein sul campo unificato , per terminare alla posa in opera dell’esperimento da parte del fisico americano Thomas Townsend Brown , che insieme ad Alfred Biefeld scoprì l’effetto appunto chiamato Biefeld-Brown , in cui in un tubo fu riprodotto grazie ad una sorgente ad alto voltaggio , il vuoto atmosferico . Nel 1939 Townsend Brown collaborò con la Marina americana , la US Navy , dove effettuò ricerche sull’elettromagnetismo , proseguendo gli studi di William H. Byler , scopritore della luce di Wood o luce nera , una sorgente luminosa che emette radiazioni elettromagnetiche nella gamma degli ultravioletti ( come quelli che ci giungono dal Sole e da cui ci proteggono le fasce di Van Allen ) e che potrebbe essere utile per rivelare la presenza di UFO o entità aliene non visibili nella nostra gamma di luce , perché in effetti questa nuova fonte legge altri spettri luminosi . Townsend Brown lavorò in seguito per l’Office of Scientific Research and Development ( ufficio scientifico per la ricerca e lo sviluppo ) gestito dai militari e diretto all’epoca dal Dr. Vannevar Bush , futuro componente del Majestic 12 , ufficio di cui fu responsabile anni dopo come sappiamo un certo colonnello Philip J. Corso . Townsend Brown diresse quindi nel 1943 il Project Rainbow , nome in codice del Philadelphia Experiment , per rendere le navi alleate in una sorta di mimetizzazione elettronica antiradar , invisibili ai radar nemici , in special modo agli U-boot della marina tedesca, la Kriegsmarine , una terribile minaccia per i convogli di rifornimento alleati nell’Atlantico . All’epoca gli americani stavano cercando nuove strategie per battere il Terzo Reich di Hitler e i loro alleati, con studi avanzati sull’atomo , che portò allo sviluppo della prima bomba termonucleare a Los Alamos e al Project Manatthan , e inoltre studi sui campi unificati , l’antigravità e il teletrasporto , almeno a livello teorico , appurato che Townsend Brown aveva fatto grandi progressi negli studi sull’antigravità e nella propulsione elettrogravitica , e fu ovviamente demandato alla responsabilità dell’Esperimento Filadelfia . Ma qualcosa non raggiunse i risultati sperati e forse per la troppa energia impiegata nelP esperimento , la nave usata come supporto , la DE 173 USS. Eldridge , un cacciatorpediniere della US Navy , divenne realmente invisibile ad occhio nudo , forse visibile però con apparati ad hoc in altri spettri luminosi . L’esito tragico dell’esperimento , deleterio per il suo equipaggio , portò all’abbandono del progetto stesso , secondo le fonti ufficiali , ma non ne saremmo così sicuri, e questo per gli scettici volle significare la non veridicità della storia . Stranamente nel 1956 il Dr. Townsend Brown diventò consulente del Nicap ( National Investigation Commitee on Aerial Phenomena , Comitato di investigazione nazionale sui fenomeni aerei , uno dei più prestigiosi centri ufologici privati mondiali. Certo è che se il Philadelphia Experiment è frutto delle fantasie di qualcuno, è perlomeno strano che prima con il Project Mountauk e recentemente in Cina , si è cercato di replicare questi esperimenti sull’invisibilità . Come riportato dall’inserto settimanale Tuttoscienze de La Stampa di Torino del 20 Gennaio 2010 , che ha dedicato una intera pagina al Philadelphia Experiment, pare che la prestigiosa rivista New Scientist racconta che alcuni fisici cinesi hanno ottenuto buoni risultati nel campo della stessa invisibilità , usando dei campi magnetici che hanno posizionato in modo ottimale delle particelle nanometriche galleggianti in acqua . Evidentemente allora gli studi preliminari di Tesla e Einstein non erano fantascienza e probabilmente i militari americani nel 1943 e i cinesi attualmente , devono aver ritenuto che questo campo di studi possono aprire scenari sconfinati , e siccome i militari non sono ingenui , anche i cinesi devono aver concluso l’identica cosa . Quelli della Cina attuale sono esperimenti simili agli studi americani ? Solo il tempo e nuove testimonianze lo potranno confermare . Rimaniamo in attesa di nuove rivelazioni.

Capitolo 13 – Operazione Borodino

Nel 2002 è andato alle stampe un libro dello storico inglese Antony Beevor , dal titolo : Berlino 1945 , la caduta . Si descrive secondo lo storico inglese , quali sono stati i veri motivi per cui Stalin volle arrivare per primo con il suo esercito nella capitale tedesca , sede del quartier generale di Adolph Hitler , anticipando le forze americane e britanniche che avevano bombardato incessantemente la città con le squadriglie aeree per ben due anni . Questi ” motivi ” portarono alla morte oltre 70.000 soldati russi, perché il 15 Aprile 1945 le forze sovietiche lanciarono contro la capitale del Terzo Reich un gigantesco bombardamento di artiglieria , il più potente della storia della Seconda Guerra Mondiale . Oltre un milione di proiettili di artiglieria furono lanciati contro le postazioni tedesche ad ovest dell’Oder . Ci vollero tre giorni per spezzarne la resistenza da parte delle truppe comandate dal Maresciallo Zukhov . Secondo lo storico inglese , le vere ragioni per cui Stalin volle raggiungere Berlino per primo con le sue truppe , non fu solo per affermare il prestigio sovietico sull’Occidente , anche perché durante le sue ricerche lo storico ha scoperto un documento inedito che ne ha in parte confutato i veri motivi . Il documento in questione svela che in effetti Stalin era ansioso di mettere le mani sul Centro di ricerca nucleare tedesco , perché saputo del programma atomico americano di Los Alamos , voleva evidentemente costruire per primo un ordigno nucleare , visto che il programma sovietico denominato Operazione Borodino , era indietro con i tempi e i suoi scienziati volevano sapere a che punto era arrivato quello tedesco e metter mano ai documenti riservati . Siccome i sovietici erano anche a corto di ossido di uranio , quando le loro truppe entrarono a Berlino sequestrarono dall’Istituto della Scienza tedesco , tre tonnellate di tale ossido e dettero finalmente il via all’Operazione Borodino , atto ad assemblare la loro prima arma nucleare , anche se gli americani ci arrivarono ugualmente per primi . La scoperta dello storico inglese Antony Beevor , getta una nuova luce sulla caduta di Berlino e sul programma nucleare sovietico , che alla fine del conflitto diede inizio al lungo periodo della guerra fredda tra gli Stati Uniti d’America , la Nato e il Patto di Varsavia , che più volte ha portato il nostro mondo sull’orlo della catastrofe atomica .

Capitolo 14 – Un eroe della Regia Marina italiana , Teseo Tesei.

Teseo Tesei

Alcune volte i libri di storia della Seconda Guerra Mondiale , sono fonte di notizie su eroi conosciuti, ma tante volte sconosciuti ai più . Uno di questi è il Maggiore Teseo Tesei del Genio Navale della Regia Marina , che durante la guerra prestò servizio come incursore e fu onorato dopo la sua eroica morte , con la Medaglia d’Oro al Valor Militare . Nato a Marina di Campo nell’isola d’Elba il 3 Gennaio 1909 , nel 1925 entrò all’Accademia Navale di Livorno e dal 1931 studiò alla scuola di Ingegneria Navale di Napoli , dove prese la laurea col massimo dei voti . Oltre che come incursore , fu famoso negli ambienti della Marina come ingegnere navale , per avere progettato il siluro a lenta corsa o SLC , meglio noto come ” maiale ” . Fra le altre sue idee teoriche , studiò il problema dello attraversare la calotta polare sott’acqua , anticipando la missione reale del sottomarino nucleare americano Nautilus che avvenne 30 anni più tardi, con studi preliminari di impatto sul ghiaccio perenne del polo Artico . Molti storici sono convinti che se Tesei avesse potuto sviluppare i suoi studi teorici con sperimentazioni istantanee , avrebbe potuto sovvertire le sorti della guerra nel Mediterraneo . Tra l’altro sviluppò anche studi sull’ autorespiratore subacqueo da usare in caso di missioni con la cosiddetta “mignatta” , già usata nella Prima Guerra Mondiale . Il 26 Luglio del 1941 , in una missione congiunta di due SLC e sei barche esplosive , tentò di abbattere le difese della base inglese di La Valletta a Malta . Per portare a termine a tutti i costi la missione , e per ovviare a problemi tecnici occorsi ad altre due imbarcazioni, decise di lanciarsi contro l’obiettivo , rinunciando ad allontanarsi dall’esplosione prima che si verifìcasse , lasciando la propria vita insieme al suo fedele secondo in grado Alcide Pedretti. Questo suo gesto eroico fece dire al Vice Governatore di Malta , sir Edward Jackson , la seguente frase : « nel Luglio scorso gli italiani hanno condotto un attacco con grande decisione per penetrare nel porto , impiegando MAS e ” siluri umani ” armati da ” squadre suicide ” . Questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale » . Come abbiamo detto poc’anzi , per questo atto eroico gli fu dedicata una Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria , sulla cui dedica fra l’altro era scritto : « Ufficiale Superiore del Genio Navale , in lunghi anni di tenace , intelligente , appassionato lavoro, riusciva superando difficoltà di ogni genere , a realizzare in cooperazione con altri pochi valorosi tecnici , e successivamente a perfezionare il mezzo d’assalto subacqueo della Regia Marina esempio di elette virtù militari e di sublime dedizione alla Patria , oltre il dovere » Acque di Malta , alba del 26 Luglio 1941 .A questo eroe della Seconda Guerra Mondiale sono stati intitolati in suo onore l’aeroporto di Marina di Campo nell’isola d’Elba e il Comsubin, Raggruppamento Subacquei ed Incursori ” Teseo Tesei “. E’ il minimo che si potesse fare per questa persona che come tanti durante la guerra hanno sacrificato la propria vita per quella nazione che oggi chiamiamo Italia , a dispetto di tanti che oggigiorno vorrebbero dividerla .

Capitolo 15 – La cruna dell’Ago , l’operazione Fortitude e lo sbarco in Normandia .

Il 6 Giugno 1944 , come sappiamo, è stata scritta una delle pagine fondamentali della Seconda Guerra Mondiale , lo sbarco alleato in Normandia , denominato Operazione Overlord o D-Day . Come è noto solo nelle prime ore di battaglia , oltre tremila soldati lasciarono la propria vita su quelle spiagge , ed è anche grazie agli atti eroici di questi ragazzi se oggi non ci troviamo sotto una dittatura globale nazi-fascista . Lo scopo di questa strategia di attacco alle forze d’invasione naziste , era quello di avanzare dalla Francia ad ovest ( neanche a farlo apposta quando siamo andati a Strasburgo per il congresso , siamo transitati in auto sulla Rue Ledere , dedicata all’omonimo Generale Ledere che ha liberato la città dagli invasori nazisti ) per liberare l’Europa occupata , con l’aiuto ad est dell’Armata Rossa sovietica e contribuire alla distruzione del Terzo Reich . Il Comandante operativo di tale storico sbarco fu il Generale Montgomery , con la forza d’attacco composta da 6000 navi , tra cui 4000 mezzi da sbarco , 130 navi da guerra per il bombardamento , 12.000 aerei che appoggiavano gli sbarchi , compresi 1000 aerei da trasporto per i paracadutisti e 5000 tonnellate di bombe che sarebbero state sganciate sulle postazioni tedesche . Molti films hanno reso celebre questo avvenimento e ne cito due ugualmente famosi come esempio : The longest day ( II giorno più lungo ) del 1962 , girato da ben quattro registi del calibro di Ken Annakin , Andrew Marton , Bernhard Wicki e Darryl F. Zanuck , e con attori famosi come : John Wayne , Robert Mitchum , Henry Fonda ecc. e poi : Saving Private Ryan ( Salvate il soldato Ryan ) del 1998 , diretto da Steven Spielberg , con Tom Hanks e Matt Damon . Ma un altro film forse meno noto , tratto da un romanzo di Ken Follett , ha dato un alone di mistero allo sbarco in Normandia e cioè : The eye of the needle ( La cruna dell’Ago ) del 1981 , diretto da Richard Marquand , dove si narra che la migliore spia nazista dell’ Abwerh , l’intelligence di Hitler , denominata Die Nadel ( Ago ) , si infiltra a Londra per cercare di capire dove avverrà lo sbarco alleato e impedire l’invasione nel nord Europa . Addentratosi nella campagna inglese e avvicinatosi ad una zona recintata, scopre che la forza da sbarco che si presume attaccherà al Pas de Calais , in realtà è una finta armata composta da aerei di compensato e alloggi per le truppe , dove è stata costruita solo l’impalcatura , e quindi intuisce che lo sbarco non avverrà come pensato dagli strateghi nazisti al Pas de Calais , ma bensì in Normandia , e quindi la spia Ago con le prove fotografiche in suo possesso , deve comunicarlo agli strateghi dell’intelligence di Hitler , che tra l’altro era il solo ad aver intuito tale verità, anche se stranamente lo sbarco proprio in Normandia era stato anche previsto dai suoi astrologi personali che consultava assiduamente . Fortunatamente la spia nazista non fa in tempo a comunicarlo ai suoi superiori, venendo ucciso dalla donna scozzese con cui aveva intrecciato una relazione e che aveva scoperto la sua vera identità , quindi la verità viene occultata ai nazisti . Pochi sanno che in effetti è esistito realmente un piano segreto chiamato Operazione Fortitude , dove venne creato un falso 1° Gruppo di Armate Usa con finti edifici ed equipaggiamenti, che tra l’altro inviavano falsi messaggi radio . Per rendere credibile tale piano fu messo a capo del progetto stesso il Generale Patton . I tedeschi, che volevano scoprire il vero luogo dello sbarco , sguinzagliarono agenti in tutta l’Inghilterra meridionale , ma i servizi segreti Alleati avevano preso in giro questi agenti con messaggi che indicavano nel Pas de Calais il punto sicuro dell’invasione in Francia . Queste finte indicazioni portarono alla conclusione i tedeschi che bastavano solo 169 aerei della Luftwaffe per difendere quelle zone della Normandia , che alla fine dovettero vedersela invece contro 12.000 aerei Alleati. Quindi i servizi segreti inglesi avevano lavorato bene e i nazisti quando videro all’orizzonte della Normandia stagliarsi sul mare le sagome di 6.000 navi , rimasero sconvolti . L’Operazione Overlord quindi , grazie all’apporto strategico delle intelligence Alleate , è stata una delle pagine più importanti della storia della Seconda Guerra Mondiale , che ha contribuito in maniera decisiva al crollo del Terzo Reich . 4 – continua

Post scriptum – Chi non ha letto le prime tre parti di questo dossier e vuole visionarle, le può trovare nella sezione articoli del blog del Centro Ufologico Taranto .

FONTI BIBLIOGRAFICHE:
Tutto scienze – La Stampa – mercoledì 20 Gennaio 2010
Franco Pavone – Gli enigmi e gli interrogativi del Philadelphia Experiment (articolo)
World Wars – BBC – La battaglia di Berlino
Antony Beevor – Berlino 1945 , la caduta
Teseo Tesei – Wikipedia
Gianni Bianchi – Teseo Tesei e gli Assaltatori della Regia marina
Sbarco in Normandia – Wikipedia
La cruna dell’Ago – Wikipedia
Salvate il soldato Ryan – Wikipedia
II giorno più lungo – Wikipedia

Avvistato UFO A Manduria (TA)

« Gentili amici mi chiamo -cut- e scrivo da Manduria, giovedi 2 dicembre ho scattato una serie di foto dal terrazzo della mia abitazione in direzione Gallipoli. Erano circa le 16:30 ed ho notato in direzione Gallipoli una forte luce, ma quando ho visionato le foto al pc non sono riuscito a capire che cosa ho fotografato. Cedo a voi queste foto per un’analisi più approfondita, vi ringrazio con anticipo x la cortese risposta che vorrete darmi. NB: l’oggetto interessato è posizionato al centro della foto.

Cordiali saluti. »

La foto originale (clicca per ingrandire):

Ingrandimento dell’ oggetto (clicca per ingrandire):

X-File in Israele, abbattuto un Ufo

Un oggetto volante misterioso, apparentemente un pallone sonda senza pilota, è stato abbattuto oggi dall’aviazione israeliana nei cieli del deserto del Neghev, in prossimità del sito nucleare top secret di Dimona. L’episodio ha proiettato un lampo di allarme attorno a uno dei luoghi più sensibili e sorvegliati d’Israele. Secondo le scarne informazioni diffuse da fonti militari, l’azione è stata decisa a scopo precauzionale, nell’ambito delle rigide procedure di sicurezza che circondano la zona.

L’oggetto, sospinto a quanto pare da un congegno automatico, é stato individuato mentre “sorvolava esattamente la centrale di Dimona”, ha dichiarato un portavoce, sottolineando che a intercettarlo e ad abbatterlo – a sud del Mar Morto – è stato un F-16, levatosi immediatamente in volo. Durante l’operazione l’area circostante è stata chiusa al traffico aereo civile. “Al momento stiamo ancora cercando di determinare di cosa si trattasse, in ogni modo la questione è di competenza militare”, ha proseguito il portavoce, limitandosi a definire il bersaglio “un oggetto sospetto, probabilmente un pallone”.

La radio militare non ha comunque escluso che l’oggetto non identificato fosse un “velivolo ostile”. Un’altra ipotesi è che possa rivelarsi invece un pallone usato per rilevazioni meteorologiche, o scopi simili, finito accidentalmente fuori rotta.

Fonte: Link

Ci sarà un inverno nucleare come quello del Monte Toba?

Come cambia la storia dell’umanità, vista dalla parte delle vongole. Questi molluschi hanno unamemoria di ferro o, meglio, il loro guscio di carbonato di calcio è un impeccabile archivio climatico che svela molte informazioni sui trionfi e sulle cadute della civiltà: l’ha scoperto William Patterson, geologo dell’università canadese di Saskatchewan, studiando i depositi in un’isola, la Melville Island, dove si dice certo di poter andare indietro nel tempo fino alle nostre origini e più ancora, a 370 milioni di anni fa, prima che qualunque umano calpestasse la Terra. La sua tecnica – battezzata «micromilling» – analizza gli isotopi dell’ossigeno intrappolati neimicrostrati delle valve e riesce a strappare, generazione dopo generazione, un report pressoché quotidiano delle variazioni di temperatura. Non c’è dubbio che, quando si parla di caldo e di freddo, nessuno sia più pignolo di una vongola. E così aspettiamoci tante sorprese. L’ultima deduzione di Patterson incrina il mito dei vichinghi esploratori. E’ vero che si sono spinti in Groelandia e poi a Terranova, sfidando l’Atlantico almeno 4 secoli prima di Colombo, ma hanno subito più di una disavventura: pochi decenni dopo lo sbarco in Islanda, le loro colonie rischiarono di essere spazzate via, quando un periodo di gelo li colpì d’improvviso intorno al 970. Le temperature estive calarono di almeno 5 gradi centigradi, mandando ko i raccolti e condannando navigatori e contadini a una fame nera. Questo è un caso – direbbe il celebre archeologo e paleoclimatologo americano Brian Fagan – che dimostra due aspetti: il clima e le sue oscillazioni (molto più frequenti nei secoli e nei millenni di quanto si pensi) sono uno degli aspetti più importanti eppure trascurati della Storia e, secondo, quei periodici sconvolgimenti hanno modellato tanto gli eventi macroscopici
quanto le invisibili mutazioni del Dna. Se oggi il clima ci ossessiona (e infatti a ogni summit internazionale scatta il riflesso condizionato della speranza e della delusione), sono proprio le turbolenze del passato – sottolineano molti studiosi – che potrebbero contenere lezioni preziose per il futuro: chi crede che il «global warming» sia la prima emergenza globale che l’umanità deve affrontare si sbaglia di grosso. Brendan Buckley, dendroclimatologo della Columbia University, sostiene per esempio che la caduta della civiltà di Angkor sia legata a una successione ravvicinata – tra XIV e XV secolo – di periodi di gravissima siccità. Dalle invasioni barbariche in Europa allo sbriciolarsi dei regni Maya, si moltiplicano le contro-storie che vanno a caccia di indizi negli anelli degli alberi o nelle carote dei ghiacci, in un «grande gioco» di caldo e freddo, di secco e umido, ma l’episodio che eccita di più gli animi data 74 mila anni fa, nel Paleolitico medio, quando sul pianeta c’erano 3 specie in competizione: oltre a noi Sapiens, impegnati nell’epica migrazione fuori dall’Africa, i «giganti» europei, vale a dire i Neanderthal, e gli «hobbit», vale a dire gli appartenenti al tipo Floresiensis, che popolavano l’Indonesia. Gli scavi condotti in una cava indiana dell’Andhra Pradesh hanno scatenato la discussione: la più spaventosa eruzione degli ultimi 2 milioni di anni – quella del Monte Toba nell’isola di Sumatra – ha davvero portato uomini e ominidi sull’orlo dell’estinzione? Di sicuro (o quasi) c’è che l’esplosione del super-vulcano fu 5 mila volte più violenta di quella record, 30 anni fa, del Sant’Elena negli Usa, facendo esondare oltre 2500 km cubici di magma, il che significa due volte la massa dell’Everest. Quanto alle emissioni – gas e ceneri – si trattò di un volume immane, 100 volte superiore a quello generato un ventennio fa dal Pinatubo nelle Filippine: saturando l’atmosfera – ipotizzano alcune simulazioni – la Terra sarebbe piombata in un inverno nucleare. Come definirlo altrimenti, se le temperature crollarono di 10˚? I catastrofisti come Alan Robock della Rutgers University sostengono che il cataclisma scatenò un paio di decenni di freddo e oscurità. Per i nostri antenati e i loro concorrenti dev’essere stata un’esperienza sconvolgente, tanto da alterare il corso dell’evoluzione: il «genetic bottleneck» – l’uniformità genetica dell’umanità – sarebbe la prova che i sopravvissuti furono pochissimi, appena poche migliaia. Sono loro gli Adamo ed Eva da cui discendiamo tutti. Gli ottimisti ribaltano lo scenario. Mike Petraglia della University of Oxford è convinto che l’eruzione sparse il caos solo tra la prima ondata di immigranti in Asia, favorendo invece quella successiva: lo rivelerebbe anche l’analisi di amigdale e punte di freccia. In fatto di capacità di adattamento l’intelligenza degli antenati risulta superiore alle aspettative. Apocalisse o no? Il mistero, almomento, resta. E così restano senza risposta gli interrogativi sulle possibili super-eruzioni del futuro e sulle loro conseguenze: tra i luoghi più probabili ci sono Yellowstone nel Wyoming, il Lake Taupo in Nuova Zelanda e i Campi Flegrei in Italia. Come reagirebbe ilmondo iper-tecnologico?

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Lo strano caso dell’ammasso JKCS401

Il suo redshift estremo è stato rivisto al rialzo: il contenuto di galassie rosse metterebbe così in crisi l’attuale modello di formazione di questi oggetti cosmici.

Potrebbe portare a riscrivere la storia dell’origine delle galassie un nuovo studio di Stefano Andreon, dell’INAF-Osservatorio astronomico di Brera, e colleghi di un’ampia collaborazione di ricerca, che ha avuto come oggetto l’osservazione di JKCS401 un ammasso di galassie che detiene attualmente il record di distanza per questo tipo di oggetti (10,6 miliardi di anni luce da noi).

A costituire un vero rompicapo scientifico è il redshift dell’ammasso, che una ricerca dello scorso anno dello stesso Andreon aveva stimato in circa Z=2 utilizzando i dati ottenuti con lo United Kingdom Infrared Telescope e il telescopio spaziale Chandra della NASA. Si tratta di un valore estremamente elevato, che corrisponde a osservare l’universo com’era circa 10 miliardi di anni fa.

Alla ricerca di una conferma di un simile dato, che non ha mancato di sollevare qualche dubbio nella comunità dei cosmologi, Andreon si è avvalso della collaborazione del collega Marc Huertas-Company dell’Osservatorio astronomico di Parigi-Meudon, per analizzare i dati del Canada-France-Hawaii Telescope Legacy Survey (CFHTLS) e del WIRCAM Deep Infrared Cluster Survey (WIRDS).

Secondo quanto riportato ora in un articolo pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics, il dato andrebbe effettivamente rivisto, però al rialzo: Z = 2,2 è la nuova stima basata sulla misurazione del colore delle galassie che appartengono all’ammasso (più sono rosse, più sono distanti).

«Grazie al confronto con IRC0218A, un altro ammasso di cui sono noti la distanza per via indipendente e il redshift di 1,62, risulta evidente che JKCS041 è molto più distante.
“Il problema – ha aggiunto Andreon – è che stando alle attuali conoscenze, queste galassie rosse non dovrebbero nemmeno esistere, perché dovrebbero formarsi quando l’universo è ben più vecchio. La sequenza di galassie rosse è costituita da galassie il cui ultimo episodio di formazione stellare è avvenuto nel loro lontano passato».

In definitiva, questo dato non è in accordo col fatto che JKCS041 era già formato quando l’universo aveva solo 3 miliardi di anni.

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Avvistato UFO a Bari

Sono -cut- e volevo avvisarvi che nella giornata di lunedì (13 dicembre, ndr) intorno alle ore 14:45 / 15:00 o intravisto sulla statale 100 nei pressi del centro commerciale AUCHAN a Casamassima ( bari ) un oggetto non identificato di forma tonda con una protuberanza sul lato e un buco centrale forma tipo ciambella di colore alluminio o acciaio che ruotava in senso antiorario su se stesso e camminava in senso contrario alla statale per poi allontanarsi a velocità costante verso gioia del colle. Ho fatto un pò di ricerche ma a quanto pare nessuno ne parla, posso avere la conferma che nei cieli c’era questo oggetto? Purtroppo andando a velocità di crociera non siamo stati capaci oltre ad essere sbalorditi di tirare fuori un cellulare per fare una foto o un video, siamo in 4 ad averlo visto.

Fino a qui la testimonianza dell’ utente. In foto un oggetto simile al caso in questione, relativo ad un avvistamento avvenuto in Inghilterra il 24 Giugno 2010.

UFO Crash sulle alpi Austriache

Un velivolo alieno potrebbe essersi schiantato sulle alpi Austriache, il 7 Dicembre 2010.

Il German Central Research Centre for Celestial Phenomena (CENAP) ha sostenuto che un uomo ha visto una “palla di fuoco ardente” circolare per il cielo intorno alle 20.30 sulle Alpi Tirolesi.

Il CENAP ha detto che l’uomo può aver visto un UFO che cercava un luogo ove atterrare sulla Terra.

Il centro cita ciò che l’uomo avrebbe detto:. “Ho visto una palla di fuoco estremamente luminosa viaggiare nel cielo da est a ovest. Era molto più brillante di Giove. Molto tempo trascorse prima che essa scomparisse. Penso d’aver sentito anche un sibilo alla fine.”

Il CENAP, che ha sede nella città di Mannheim, ha invitato gli altri testimoni oculari del presunto avvistamento a farsi avanti. Il gruppo di appassionati non ha detto se il testimone abbia immortalato l’evento con la sua fotocamera.

Questo avviene sulla scia della notizia che un gruppo ucraino di ricercatori UFO progettato di costruire un monumento in memoria degli alieni che sono morti nel tentativo di stabilire un contatto con gli umani.

Oleksandr Nalysman, un portavoce del gruppo Berdychiv-based, ha detto ai media locali che l’aver avuto contatti con civiltà aliene è ormai un “fatto indiscutibile”. Ha detto: “Non prestano sufficiente attenzione alle sorti di visitatori provenienti da altri pianeti che sono morti sulla Terra”.

Fonte: Link

Traduzione ed adattamento a cura del CUT

Wikileaks prossima al rilascio dei documenti UFO ?

A quanto pare Wikileaks dovrebbe rilasciare in tempi brevi dei documenti riguardanti degli avvistamenti UFO. Ad oggi, sembra essere fuoriuscito dal Cremlino un documento in particolare che dovrebbe affermare il coinvolgimento degli USA in una sorta di guerra con dei velivoli di origine sconosciuta innalzatisi dall’ oceano del sud, nei pressi del continente Antartico.

Il 10 Giugno del 2004 gli Stati Uniti innalzarono il loro più alto livello di guardia per fronteggiare la minaccia, spintasi fino a 1000 Km dal confine nazionale, arrivata a Guadalajara, in Messico. Nonostante tutto, gli oggetti tornarono lentamente alla loro “base” nell’ oceano senza dare altri segnali.

Il livello di sicurezza riguardo questi oggetti venne intensificato nel 11/7/1991, quando a seguito di una eclissi solare vi fu un avvistamento di massa in tutto il Messico, capitale compresa. E mentre le TV messicane trasmettevano l’evento, negli USA nessuno ne faceva parola.

Dal 2004, continua il rapporto, la situazione non si è affatto affievolita, anzi, molte altre volte sono stati avvistati questi oggetti, compreso venerdì 12 Dicembre 2010, in cui sono stati visti sorvolare il Chile.

Questi oggetti sarebbero davvero pericolosi: qualche settimana fa una nave da crociera, la Clelia II, è stata quasi ribaltata dalle onde generate da questi oggetti in uscita dalla base, e qualche giorno fa un peschereccio, l’ Insung, è stato inghiottito dal mare, e del suo equipaggio composto da 42 persone, solo 20 sono riusciti a tornare a casa.

Vedremo, dopo l’arresto di Assange, se questi documenti verranno rilasciati o meno.

Fonte: Link

Traduzione ed adattamento a cura del CUT.

Una Luna per gli anelli di Saturno

Le simulazioni effettuate presso Southwest Research Institute possono finalmente spiegare come i maestosi anelli di ghiaccio e le lune interne di Saturno si sono formati. La causa sarebbe la collisione di un grande satellite, dalle dimensioni paragonabili a Titano (l’unico grande satellite di Saturno), con il pianeta, secondo un articolo pubblicato sulla rivista Nature del 12 dicembre.

Gli anelli di Saturno sono attualmente composti dal 90-95 per cento di ghiaccio d’acqua. Poiché nel corso del tempo polvere e detriti rocciosi di meteoriti hanno probabilmente inquinato gli anelli, si ritiene che essi in origine fossero costituiti da ghiaccio puro, al tempo della loro formazione. Questa composizione è inusuale rispetto a quella prevista nei corpi del sistema solare esterno, che dovrebbero essere composti circa a metà di ghiaccio e di un misto di materiali rocciosi. Questo almeno è quello che ci si aspetta secondo i modelli e secondo le osservazioni finora effettuate sui corpi celesti che orbitano nel sistema solare esterno. Analogamente, la bassa densità delle lune interne di Saturno dimostra che anch’esse sono, come gruppo, insolitamente ricche di ghiaccio.

La precedente teoria dominante sull’origine degli anelli di Saturno suggeriva che gli anelli si formarono quando un piccolo satellite venne colpito da una cometa. “Questo scenario avrebbe probabilmente portato ad anelli che erano un misto di roccia e ghiaccio, piuttosto che gli anelli ricchi di ghiaccio che vediamo oggi,” dice l’autore dello studio Robin M. Canup, vice presidente associato della direzione del Planetary Science SwRI di Boulder (USA).

La nuova teoria collega la formazione degli anelli con la formazione dei satelliti di Saturno. Mentre Giove ha quattro satelliti di grandi dimensioni, Saturno ne ha uno solo, Titano, che costituisce il 90% di tutta la massa che orbita attorno a Saturno, compresi gli anelli. Studi precedenti suggeriscono che più satelliti di grandi dimensioni si sarebbero formati attorno a Saturno, ma che quelli che orbitano più internamente rispetto a Titano sarebbero caduti in un moto a spirale nel pianeta.

Secondo questa teoria, quando l’ultimo satellite si andava avvicinando a Saturno, il riscaldamento causato dalla vicinanza di questa antica luna con l’atmosfera di Saturno avrebbe causato lo scioglimento degli strati acquosi, mentre il materiale roccioso affondava verso il centro del satellite. Canup ha utilizzato simulazioni numeriche per dimostrare che in una situazione simile, il satellite avrebbe attraversato la regione dell’attuale anello B (il più interno), e a questo punto le forze gravitazionali avrebbero strappato gli strati di chiaccio esterno, lasciando intatto il suo nucleo roccioso, che infine sarebbe precipitato sul pianeta. Questo fenomeno spiegherebbe abbastanza bene come mai gli anelli iniziali sono formati da ghiaccio, e prevederebbe anche un altro fenomeno. Gli anelli di Saturno dovevano essere molto più grandi di come appaiono oggi.

Nel corso del tempo, le collisioni di asteroidi e altri oggetti con gli anelli avrebbero causato la diffusione radiale di materiale e la riduzione della massa. L’espansione del materiale all’interno degli anelli sarebbe andata perduta, mentre il materiale diffuso sul bordo esterno dell’anello si sarebbe accumulato formando lune ghiacciate con una stima delle masse coerente con le lune interne osservate oggi.

“Il nuovo modello propone che gli anelli primordiali si siano formati durante gli stessi eventi che hanno lasciato Titano come unico grande satellite di Saturno”, dice Canup. “L’implicazione è che gli anelli e le lune di Saturno interne a Tethys (incluso) abbiano un’origine unica, e sono gli ultimi resti di un satellite compagno di Titano andato perduto.”

Durante la sua missione, la sonda Cassini misurerà la massa attuale degli anelli e indirettamente il tasso di “inquinamento” degli anelli da materiali diversi dall’acqua. Questo dovrebbe fornire una stima migliore dell’età degli anelli e un test del nuovo modello di origine degli anelli.

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Caso Zanfretta: gli UFO ritornano a Torriglia

Torriglia/Uscio – Ricordate il caso di Piero Zanfretta? Era il metronotte di Genova che alla fine degli anni 70, e fino al 1981, dichiarò (e ancora lo conferma) di aver vissuto undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo con esseri alieni.

Molti testimoni dell’epoca, tra cui diversi colleghi di Zanfretta, nonché numerosi residenti del Comune di Torriglia, teatro di alcuni degli eventi, dichiararono di aver assistito ad avvistamenti di «oggetti volanti molto grossi e luminosi» correlati a presunti rapimenti ad opera degli alieni. (abduction).

Zanfretta lo andava ripetendo da oltre un anno: “Torneranno – diceva – vedrete che tra poco si faranno rivedere. Ne sono sicuro”. Ebbene, nella cittadina sulle alture genovesi che ha fatto da teatro alle misteriose avventure notturne dell’ex metronotte gli Ufo hanno fatto la loro ricomparsa, nella notte tra il 23 eil 24 novembre scorso: strane e sfavillanti luci sono apparse nel cielo di Torriglia. Stazionavano, si muovevano a zig zag, volavano velocissime e silenziosissime, sotto gli occhi attoniti degli abitanti. Le hanno viste in molti, ma nessuno pare voglia parlarne. E si citano anche noti personaggi della zona. Personaggi, però, che non intendono finire nel tritacarne della cronaca, additati come “quelli che vedono gli Ufo”. Omertà assoluta. La storia di Zanfretta docet (che risulta a tutt’oggi non verificabile).

I misteriosi oggetti volanti sono stati segnalati anche nel vicino Comune di Uscio, a pochi chilomentri da Torriglia. Un testimone, Andrea Dadone, è riuscito nell’impresa di fotografarne uno proprio nella località citata, dove abita, dichiarando: “L’oggetto dalle luci sfavillanti è rimasto a mezz’aria per un quarto d’ora, fermo. Aveva più luci di una stella, due azzurre ai lati ed una rossa al centro. Era statico e pulsante con colori che variavano dall’azzurro al rosso, all’arancione”.

L’apparizione è durata circa dieci minuti, dopodiché l’UFO, così come era apparso, è scomparso velocemente alla vista dei testimoni. Tra questi c’era anche il padre di Dadone, che per diversi anni ha lavorato nell’aeroporto “Cristoforo Colombo” di Genova. In un primo tempo, l’uomo ha cercato di giustificare il tutto citando il volo di “aerei”. Ma, dopo aver assistito personalmente alla strane acrobazie dell’oggetto che volteggiava sopra casa sua, ha dovuto ammettere che “quella luce non apparteneva ad alcun aereo, ma a qualcos’altro”. E, su questo, padre e figlio non hanno dubbi.
Come spesso succede, la notizia è stata regolarmente snobbata dai quotidiani liguri. L’unico giornale a riportarla è stato il settimanale “Il Nuovo Levante”.

Dadone ha consegnato agli esperti, il giorno successivo all’avvistamento, il materiale fotografico, «seppur non di eccellente qualità – ammette – poichè non sono un fotografo professionista». L’nteresse degli ufologi è confermato: sia il Centro Ufologico di Genova quanto quello di Benevento studiano gli avvistamenti degli oggetti volanti che hanno solcato il cielo del Levante.

Considerata la data degli avvistamenti, siamo certi che la profezia del 24 novembre 2010 vada completamente bollata come bufala?

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