CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

La Terra Dei Due Mondi

Articolo di Antonello Vozza – Componente CUT

« Eccoci. E’ casa. Siamo noi. Su di essa, ogni persona che ami, tutto quelli che conosci, tutte le persone di cui hai sentito parlare, ogni essere umano che è stato, che ha vissuto la sua vita. L’aggregato delle nostre gioie e delle nostre sofferenze, migliaia di confessioni religiose, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e preda, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni moralista, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “leader supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della specie è vissuta qui – su un granello di polvere sospeso in un raggio di sole. » Ho voluto aprire con queste parole fantastiche di Carl Sagan, famoso astronomo, divulgatore scientifico e scrittore di fantascienza (o narrativa di anticipazione, come amano definirla i nostri Franco Pavone ed Eugenio Palese), perchè niente potrebbe introdurre meglio la Terra, un pianeta relativamente giovane, che ha visto svilupparsi la vita immediatamente -in termini cosmici- subito dopo la sua formazione. L’età stimata del nostro corpo celeste è di circa 4 miliardi e mezzo di anni, e la vita, in un modo che gli scenziati non comprendono, ha iniziato a svilupparsi intorno ai 4 miliardi di anni, un tempo nonostante tutto molto breve, considerando la relazione nascita della terra/nascita della vita: l’evoluzione ci insegna che un essere monocellulare per passare a pluricellulare impiega circa un miliardo di anni, e sulla Terra è successo in metà del tempo, oltre a trovarsi tra condizioni davvero poco da “fascia abitabile”. Senza sindacare su come sia comparsa la vita, non avendone le competenze e le capacità, elencherò i due modi in cui si pensa possa essersi venuto a creare questo incredibile ciclo che tutt’oggi continua, ma come vedremo c’è qualcosa di strano in tutto questo, e come al solito, nella storia dell’ uomo (ma anche dell’ intera Terra), troviamo dei buchi incolmabili se non, purtroppo solo attraverso teorie, con l’immissione di interventi esterni che dell’ intelletto dell’ uomo ne fanno un baffo. Primo di questi metodi è la normale evoluzione: se si riesce ad immaginare secondo una legge ancora non compresa e scoperta, che una proteina fine a se stessa possa riprodursi in maniera autonoma fino a generare un essere senziente, allora avete compreso l’evoluzione. Ma secondo chi, come me, questo metodo è ancora buio ed impensabile, allora possiamo provare ad immaginare l’evento secondo altri criteri: ultimo sostenitore di una lunga lista che pone le sue origini nel lontano 450 Avanti Cristo con Anassagora, filosofo greco, l’ astronomo Fred Hoyle: egli sostiene come i suoi predecessori che la vita sulla Terra sia stata inseminata. E qui la teoria della Panspermia Cosmica: una meteora, con a bordo vita organica pluricellulare già avviata, ha impattato sulla Terra, dando così origine all’evoluzione ma da un livello già più avanzato. Dunque saremmo esogeni al nostro pianeta. Siamo quindi noi gli Alieni? Se poi si pensa che Leslie Orgel, che assieme a Francis Crick lavorarono allo studio e alla scoperta dei segreti del DNA, per cui valse a Crick e a James Watson il premio nobel per la medicina, sono stati sostenitori della teoria della Panspermia Guidata secondo la quale la vita è stata inseminata sulla Terra da civiltà superiori in grado di viaggiare nello spazio, allora è possibile affermare che sì, siamo noi gli Alieni. Ma torniamo sul sentiero principale, e quindi affermiamo che in una maniera o in un altra la vita si è sviluppata sulla Terra -senza nemmeno considerare l’interpretazione biblico/religiosa, dato che in una contraddizione continua di eventi questa perde tutto il proprio valore, rendendo così forzato un paragone ufologico tanto da poter apparire anche scontato- e bypassiamo alcuni eventi, come l’apparizione quasi mariana dei microorganismi, e la trasformazione di essi in esseri più evoluti in periodi durante il quale l’ossigeno sulla terra era assente, e dove parecchi di essi morirono alla comparsa del nostro “alimento” principale in quanto non abituati a questa nuova sostanza circolante nell’aria: questi primi esseri, ancora senza una ragione ed una spiegazione apparente, monocellulari, invasero il pianeta, diventando presto pluricellulari; e così, ci dice l’evoluzione, inizieranno a legarsi tra loro varie cellule che lentamente inizieranno a formare i primi tessuti. Presto, le linee dell’evoluzione si separeranno, andando a formare gli antenati di quelli che diventeranno i vertebrati da una parte e gli invertebrati dall’altra. Nel Cambriano, 542 milioni di anni fa circa, iniziano a formarsi le varie famiglie derivate dai precursori dei vertebrati, parliamo quindi di trilobiti et similia, che andranno a comporre gli artropodi. Spostandoci a 400 milioni di anni fa invece, nel periodo Devoniano, riusciamo ad intravedere le prime classi di “sotto-animali” che andranno a formare poi tutta la componente vertebrata terrestre; qui invece parliamo di sottoclassi di pesci ossei. Intanto, sulla terraferma iniziano a dominare le prime specie di antropodi e la vegetazione prende il sopravvento. Naturalmente, prima di completare il loro percorso terrestre, questi pesci ossei devono affrontare un percorso evolutivo che li vedrà prima anfibi, quindi rettili. Questo escursus storico vuole arrivare proprio qui, ai rettili che in larga parte hanno dominato il pianeta per tutta la preistoria conosciuta (termine improprio forse), per circa 160 milioni di anni. Stiamo parlando di uno sviluppo impressionante. La comparsa di questi esseri possiamo notarla già 150 milioni di anni dopo il Devoniano -nel Triassico-, dove prime forme abbozzate di rettiloidi iniziano a farsi strada nell’ enorme processo evolutivo che gli ha visti crescere e prendere forma. Nonostante le gravi estinzioni di massa che hanno visto protagonisti flora e fauna della Terra, colpevole lo spostamento delle grandi zolle tettoniche, ovvero della progressiva frammentazione della Pangea, questi esseri continuarono il loro processo evolutivo sino a quando, dopo -come abbiamo detto- 160 milioni di anni fa, una estinzione di massa li distrusse completamente, e dopo un periodo di “vuoto” si svilupparono i mammiferi, di cui i primi miracolosamente scampati all’estinzione che a quanto pare dei dinosauri si è fatta beffe. Così, da 10 milioni di anni a questa parte, prima le scimmie con pollice opponibile, poi abbastanza velocemente scimmie sempre più antropomorfe, sino ad arrivare all’ homo sapiens come lo conosciamo oggi, con tutti i “sapiens” che volete. Probabilmente noterete come me qualcosa di strano nei grandi numeri che ho sopra elencato. Centosessanta Milioni di anni contro i Dieci che ha visto sorgere l’uomo? Suona un po’ strano, sopratutto per quanto riguarda oltre al periodo di dominazione delle specie, il loro numero, in netta maggioranza i dinosauri. Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo e torniamo ai dinosauri. In questo periodo si sono sviluppati dinosauri di varia statura. Qual’è il motivo di questa differenza? Stiamo parlando di differenze abissali, come ad esempio quelle tra il Compsognathus (grande quanto uno dei nostri polli) ed il Brachiosauro (lungo in media 24 metri e pesante tra le 35 e le 45 tollennate). Verrebbe da pensare che questi esseri si siano sviluppati in posizioni geografiche differenti. Le teorie del professor Coon e relativo team (dal libro UFO ed ExtraTerrestri di Yves Naud) riferiscono di un astro di massa maggiore della Luna in tempi immemori attorno alla Terra che avrebbe aiutato questi esseri a svilupparsi in altezza e grandezza, visto che queste condizioni avrebbero semplificato la circolazione sanguignia, la longevità e alleviato la stanchezza, senza considerare che in quest’epoca, la Luna era molto più vicina alla Terra di quanto non lo sia oggi, dato che si allontana di mezzo centimetro ogni anno .. un rapido calcolo e capiremo di come il satellite fosse molto più romantico all’epoca di quanto non lo sia oggi. Se prendiamo quindi dieci a caso dei milioni di anni nei 160 che hanno visto il dominio dei dinosauri, nulla vieta di poter pensare che proprio in questa era si siano sviluppate le prime civiltà. Del resto, a volte i nostri cari ma bisfrattati oopart ci raccontano di impronte di esseri che camminando in posizione eretta hanno lasciato tracce sul terreno risalenti a parecchi, parecchi milioni di anni prima della datazione dell’uomo. Potrebbe essere questo il periodo dei giganti? Questi esseri dovrebbero essersi sviluppati dunque, stando ad un ragionamento molto teorico, nel periodo che ha visto dominare i dinosauri. Potrebbero questi giganti essere quasi dei dinosauri? Potrebbero eccome! Persino nella Bibbia (il verso seguente è preso dal Deuteronomio) vengono citati esseri simili agli uomini ma con peculiarità non indifferenti: « Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo vista, è gente di alta statura; e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anac, della razza dei giganti. Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro. » Di conseguenza possiamo dedurre che questi esseri tanto umani non erano (o sono?). Ma chi vive nei deserti, anche al giorno d’oggi? Vivono per la maggior parte rettili, adattatisi perfettamente a quel clima. Ecco perchè in questa sede voglio ipotizzare una razza, siano essi giganti o meno, della stessa “composizione” morfologica dei dinosauri, e perchè no, probabilmente anfibi. Questo ragionamento ai limiti del possibile ma non dell’improbabile ci porta inevitabilmente a parlare del Troodon: un dinosauro che, con tre artigli per mano con uno opponibile rispetto agli altri due, due occhi molto grandi ed una scatola cranica superiore alla media, si inserì di prepotenza in cima alla classifica degli animali più intelligenti della preistoria. Ma, per la legge dei grandi numeri e stabilendo le giuste proporzioni, possiamo stabilire che in dieci milioni di anni questo essere si sia potuto evolvere esattamente come le nostre (o le loro?) scimmie hanno fatto per poi portarci a noi: sebbene lo Stenonychosaurus sia solo una mera teorizzazione, negli anni ottanta fece scalpore il paleontologo canadese Dale Russell, che ipotizzò proprio la stessa cosa, un’evoluzione di questi dinosauri pre-intelligenti tanto da formare una razza simil umana ma con la pelle rettiloide, che si sarebbe estesa per tutta la Terra, come l’odierna razza umana. Ma ovviamente da bravo appassionato di mitologia, questo mi riconduce dritto dritto al mito di Atlantide e degli Oannes. Questi esseri possono essersi rifugiati, come abbiamo detto, in un punto impervio per i normali esseri viventi? E’ questa la teoria che vuole terre passate alla storia come miti e speculazioni, esistenti ed abitate: continenti sepolti e sommersi come appunto Atlantide, o Lemuria, o Mu, perfettamente funzionanti e pullulanti di questi esseri, leggermente diversi da noi, seppur così simili, ma con una tecnologia molto più avanzata della nostra, che quei 160 milioni di anni hanno permesso di sviluppare. Eppure, i Genovesi del 1608 non sarebbero d’accordo con i negazionisti: si racconta negli annali che alcuni esseri, nell’agosto di quell’ anno, vennero visti uscire dal mare del porto di Genova, e “gli uni erano con figura umana, ma con le braccia che sembravano coperte di squame e che tenevano in ciascuna mano degli orribili serpenti volanti che si attorcigliavano attorno alle braccia; apparivano solo dall’ombelico in su fuori dal mare, lanciando dei gridi orribili che era cosa del tutto spaventevole; certe volte si tuffavano e ne riuscivano poi in altri punti, sempre gettando dei gridi così spaventevoli che molta gente ne rimase ammalata di paura. Certi sembravano avere figura di donna, altri con forma umana ma con il corpo tutto coperto di squame e con la testa che sembrava quella di un drago.” Sembrerà anche a voi la descrizione di un .. uomo evolutosi in altra maniera, un uomo anfibio insomma, adattatosi alla vita sottomarina ma capace di respirare anche fuori dal suo habitat naturale .. eppure i Genovesi non credevano di poversi trovare di fronte ad uno dei sette saggi della mitologia Babilonese: Oannes. Costui era il Dio che portò la scienza, le arti e la civiltà prima del diluvio universale. E’ sicuramente il più famoso del gruppo degli Apkallus, che la mitologia accadica ci tramanda come un gruppo di esseri simili al primo, che istruirono gli uomini visitandoli spesso e rincasando al tramonto. Ci troviamo quindi di fronte ad esseri ancestrali, sviluppatisi ben prima del mondo all’epoca conosciuto, che avevano mani e piedi palmati, cui habitat era l’acqua ma che potevano vivere anche sulla terraferma. I Maya a loro volta credevano nel Dio Creatore Itzamna, che era un Dio che risiedeva in cielo, ma aveva sembianze rettiloidi. Gli Aztechi, nel corrispondente Dio creatore dalla pelle di serpente Tonacatecuhtli. Per non parlare ovviamente di Quetzalcoatl, Serpente Piumato della mesoamerica, conosciuto nelle diverse civiltà con nomi differenti. Gli egizi invece credevano nel Dio Serpente Aphopis, il demiurgo che cercava di impedire a Ra di giungere a destinazione, e nell’ancestrale Mehen, che aiutava il Sole a sconfiggere la controparte oscura. Nella mitologia scandinava il serpente è raffigurato nel Miðgarðsormr, il serpente che cingendo il mondo arriva a mordersi la coda, e che tornerà a galla dalle acque alla fine del mondo, durante il Ragnarock. Per gli indiani d’america il Serpente è il creatore della vita. E per finire, ovviamente, la mitologia Cristiana, dove il serpente è nientemeno che il portatore della saggezza, rappresentata dalla famosissima mela dell’ Eden, che dona la conoscenza ad Adamo ed Eva, contro un Dio con uno smisurato senso d’onnipotenza, che egoisticamente vuole tenere la conoscenza per se. Con questo, ho semplicemente voluto farvi notare come in ogni cultura troviamo un riferimento al serpente (che è anche rappresentato nel simbolo della medicina, il caduceo, nell’immagine in apertura) come portatore di sapienza e conoscenza, e come avete visto, sperando d’averlo descritto in maniera chiara e coincisa, molte volte non ci viene spiegato tutto come dovrebbe esser fatto. Da sempre la storia e l’uomo non si basano che su teorie e statistiche, che ci hanno propinato per dictat, dicendoci sempre ciò che è successo senza un condizionale, cercando di farci sapere ciò che vogliono farci sapere. E chissà, queste alternative, teorie miste a fatti, non sono solo mere speculazioni, e disegnano un’altra Terra, un nuovo Mondo … D’altronde ogni leggenda ha un fondo di verità, vero? Grazie della lettura.

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Una risposta a “La Terra Dei Due Mondi

  1. Francy dicembre 1, 2011 alle 9:43 pm

    personalmente, non mi sento di escludere questa teoria, dove, in un mondo cosi piccolo, ma in un universo cosi vasto, tutto può accadere, e tutto è possibile. Basta pensare al famoso Nikola Tesla, e cercare di capire come faceva ad accendere le lampadine, solo piantandole per terra. Tutto questo ha dell’ incredibile, ma…tutto questo è successo.

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