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Russia: «La nostra sonda per Marte colpita da un’arma antisatellite»

La sonda russa Phobos-Grunt che doveva raggiungere Marte è stata paralizzata intorno alla Terra da qualche arma antisatellite. A sostenerlo è Vladimir Popovkin, presidente dell’agenzia spaziale russa Roskosmos in un’intervista al quotidiano Izvestia aggiungendo ambiguamente che non ha idea di chi possa essere interessato a interferire con la missione russa.

Ora dal momento che non possono essere i cinesi perché a bordo di Phobos-Grunt c’è una mini-sonda cinese che doveva essere lasciata in orbita marziana, e che non possono essere gli europei che hanno tentato con le loro antenne di recuperare il veicolo, non restano che gli americani.

Intanto l’agenzia Roskosmos ha aggiornato il possibile momento del rientro nell’atmosfera, anticipando di un giorno, a sabato alle 14, ora di Mosca (le 12 in Italia). La sonda pesa 13,5 tonnellate. Quasi interamente costruita in materiali leggeri come l’alluminio, si fonderà facilmente nell’impatto con gli strati atmosferici. I propellenti (8 tonnellate) contenuti nei serbatoi anch’essi d’alluminio finiranno bruciati e l’unica probabilità che qualcosa possa arrivare fino al suolo riguarda la capsula che doveva riportare i campioni di suolo della luna Phobos sulla Terra. La ragione è che era stata costruita per resistere proprio all’impatto con l’atmosfera ed è dotata di uno scudo antitermico: ma anch’essa dovrebbe mantenere un certo angolo di caduta.

Comunque, per mantenersi prudenti gli ingegneri russi ipotizzano che forse alcuni pezzi per complessivi 200 chilogrammi potrebbero superare indenni la disintegrazione. Però, siccome la Terra è per il 70 per cento ricoperta dagli oceani e solo l’1 per cento delle terre emerse è abitato, la probabilità che una persona sia colpita è di una su 300 mila. Detto in altre cifre la probabilità è dello 0,000003 per cento. Mai nessuno è stato ferito da pezzi di satelliti che periodicamente cadono sulla Terra senza far notizia.

Tornando a Phobos-Grunt, restano gravi le affermazioni di Popovkin che seguono quelle del generale Nikolay Rodoniov pronunciate subito dopo l’apparizione del guaio. Rodoniov, ora in pensione, prima comandava il sistema di allerta russo nella rete di difesa dagli attacchi dei missili balistici, affermò che la sonda era stata vittima delle emissioni in radiofrequenza lanciate dalla stazione americana di Gakona in Alaska dove si conducono esperimenti sulla ionosfera (progetto Haarp). Popovkin non menziona esplicitamente gli Stati Uniti, ma le sue affermazioni sembrano in perfetta linea con i non buoni rapporti in questo momento tra Mosca e Washington. Inoltre anche i rapporti di collaborazione spaziale tra Stati Uniti, Europa e Russia, pur continuando, non godono di grandissime intese. E Popovkin aggiunge: «I frequenti danni ai satelliti avvengono sempre quando questi si trovano nell’orbita non visibile dalle nostre antenne. In quelle fasi non possiamo ricevere alcun dato e quindi non sappiamo che cosa accada».

Dietro a queste parole c’è una scomposta autodifesa del direttore di Roskosmos che cerca di evitare quanto è accaduto al suo predecessore Anatoly Perminov solo pochi mesi fa: licenziato da Putin per i ricorrenti disastri spaziali di cui la Russia è vittima. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ben sei lanci sono falliti e alcuni erano satelliti per telecomunicazioni. Questo è grave perché, oltre a creare danni economici e ad alzare i prezzi delle assicurazioni, abbassa la fiducia nei lanciatori russi a vantaggio della concorrenza cinese, europea e americana. Ma come giustamente rileva un avvocato americano specializzato in materia spaziale, Michael Listne,r in un’intervista a Usa Today, la causa più verosimile del guaio accaduto a Phobos-Grunt sta nei pochi finanziamenti a disposizione del bilancio spaziale russo. La sonda è costata 163 milioni di dollari; certo non una grande somma anche se il costo del lavoro in Russia non è come quello negli Usa. E l’esperto ricorda che la Nasa perdette la sonda Mars Polar Lander nel 1999 proprio perché volle costruirla risparmiando sulle verifiche e su alcuni apparati. L’esperienza insegna: lo spazio ha bisogno di margini di sicurezza nella tecnologia senza i quali il rischio porta quasi sempre al disastro.

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Una risposta a “Russia: «La nostra sonda per Marte colpita da un’arma antisatellite»

  1. incense cone luglio 30, 2013 alle 12:35 pm

    It is really a great and useful piece of information. I’m glad that you just shared this helpful information with us. Please stay us up to date like this. Thank you for sharing.

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