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GJ1214b: il Pianeta Liquido

Gli astronomi hanno confermato l’esistenza di una nuova classe di pianeti: mondi composti d’acqua, con una spessa atmosfera di vapore. Il pianeta GJ1214b è una così detta “superTerra”, ovvero un pianeta più grande del nostro ma meno grande di un gigante gassoso come Giove. Le osservazioni con il telescopio spaziale Hubble sembrano confermare che la maggior parte della massa del pianeta è composta d’acqua. Le alte temperature suggeriscono la presenza di materiali esotici. “GJ1214b non è come gli altri pianeti che conosciamo” ha dichiarato Zachory Berta, autore della scoperta. La pianeta fu scoperto nel 2009 da telescopi posizionati sul terreno, è grande 2.7 volte la Terra e pesa 7 volte tanto. Ruota attorno alla sua Nana Rossa a meno di 2 milioni di chilometri, il che vuol dire che le temperature saranno alte più di 200°C. Nel 2010 gli astronomi hanno rilasciato dei dati sulla sua atmosfera, dichiarando che era con molta probabilità composta da acqua, ma c’era un’altra possibilità, che sul pianeta vi fosse in realtà una velatura di ghiaccio come su Titano, la luna di Saturno. Il Dr. Berta ed il suo team hanno usato l’ Hubble Space wide-field camera per studiare il pianeta durante il transito davanti la stella d’appartenenza. Durante il transito, la luce della stella viene filtrata dall’atmosfera del pianeta, dando indizi sulla presenza di gas presenti nella stessa. I ricercatori hanno detto che i loro rilevamenti risultano più coerenti con una densa atmosfera di vapore acqueo. I calcoli suggeriscono inoltre che GJ1214b avrebbe più acqua della Terra, e sarebbe quindi strutturalmente diverso dal nostro. “Le alte temperature tenderebbero a formare materiali esotici come “ghiaccio bollente” ed “acqua superfluida”, sostanze estranee al nostro quotidiano“, ha affermato il Dr. Berta. Il pianeta è uno dei migliori candidati, vista la vicinanza, allo studio attraverso il telescopio spaziale James Webb Space, che verrà presumibilmente lanciato entro la fine del decennio. Lo studio è stato accettato dalla rivista Astrophysical Journal.

Fonte: LinkTraduzione a cura del CUT.

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