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Fusione fredda: il punto della situazione

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Di fusione fredda e LENR si parla incessantemente dal lontano 1989 e, con qualche punta d’orgoglio sciovinistico, l’Italia ha sempre fatto di tutto per far parte del novero dei paesi più all’avanguardia in termini di ricerca su questa tecnologia. Noi abbiamo più volte affrontato l’argomento soprattutto perchè la dimostrazione da parte di Rossi e Focardi presso l’Università di Bologna dell’E-Cat (un catalizzatore di energia che sarebbe in grado di fondere nuclei di idrogeno ed atomi di nichel), aveva fatto sperare in un 2012 pieno di novità riguardo la realizzazione pratica di quello che invece sta sempre più diventando un mito cui anche la maggior parte della comunità scientifica ha smesso di credere.

Si perchè, a parte gli indubbi vantaggi della fusione fredda, le vicende che l’hanno accompagnata non ne hanno certo favorito gli sviluppi pratici. Prima il divorzio dell’ingegner Rossi dalla ditta greca che avrebbe dovuto produrre l’E-Cat, la Defkalion, poi a gennaio 2012 la rescissione da parte dell’Università di Bologna del contratto di sperimentazione del congegno per il non pagamento di 500 mila Euro dovuti dalla società di Andrea Rossi all’istituzione bolognese; infine la notoria indisponibilità a sottoporre l’E-Cat al vaglio della comunità scientifica perché ne possa certificare le funzionalità finora solo dichiarate.

Cosa è successo da allora? L’ingegner Rossi va avanti sulla sua strada e, meno di una mese fa, nel corso di un’intervista ad Oilprice.com, ha affermato che sta lavorando insieme a Siemens per trasformare il calore generato dall’E-Cat in elettricità e che i modelli da 1MW sono in fase di sviluppo e saranno presto pronti per gli USA.

Nel frattempo, dalle ultime notizie emerge che la concorrenza sembra farsi sempre più agguerrita e, nel corso del Workshop Internazionale dell’ International Society for Condensed Matter Nuclear Science, tenutosi a Siena nei giorni scorsi, l’ingegner Francesco Piantelli (ex collega di Rossi e Focardi) ha annunciato la nascita di un reattore a fusione fredda. Il reattore sarebbe in grado di produrre 91 Watt dai 20 necessari (71 Watt di guadagno netto) per sostenere la reazione tra il nichel e l’idrogeno (la stessa utilizzata da Rossi), anche se il ricercatore senese afferma con sicurezza di poterne incrementare la produttività energetica e di poter progettare un reattore auto-sostenibile.

Come lungo tutta la storia della fusione fredda, non fanno altro che alternarsi periodi di incombente silenzio e proclami altisonanti. La speranza è sempre che presto si possa arrivare alla commercializzazione di una tecnologia domestica, ma i continui rinvii e la mancanza di conferme scientifiche non fanno altro che innalzare il livello dello scetticismo intorno al “mito”.

Fonte: YesLife.it – di Luigi Gaudio

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4 risposte a “Fusione fredda: il punto della situazione

  1. Andrea aprile 22, 2012 alle 11:09 pm

    Che qualcosa andava male era chiaro. energia pulita per tutti a costi limitati……un sogno(forse) ma….. ce da sperare in quanto questo proggeto non e’ unico al mondo anzi in vietnam sono forse piu’ avanti…. e questo generatore dovrebbe costare all’incica anche su i 1500 eur.
    qui la fonte della notizia
    http://www.silverbearcafe.com/private/01.12/waterrun.html

  2. Andrea aprile 22, 2012 alle 11:38 pm

    E dato che ci siamo volevo mandarvi il link di un pdf che spiega il funzionamento e la costruzione di un motore ad acqua, unico piccolo incoveniente….. e’ in tedesco(anche l’inventore)
    ma esistono i traduttori no?…:-)

    http://www.politaia.org/wp-content/uploads/2012/02/wilerk-wassermotor_flyer.pdf

  3. Andrea aprile 22, 2012 alle 11:53 pm

    scusate il link sbagliato era solo un deplian…..ecco il link
    http://www.scribd.com/doc/75959648/WilERK-Motor-2010

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