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Der Spiegel: Italia presto spaccata

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Secondo l’analisi geologica del quotidiano tedesco Der Spiegel, il destino dell’Italia è segnato: i terremoti spaccheranno e lacereranno il Paese portandolo alla frantumazione. Il terremoto dell’Emilia ha messo in moto nuovamente sismologi e geologi (e anche qualche complottista), che hanno cercato di dare una spiegazione al sisma, di collegarlo entro il quadro di un’analisi geologica, per poter stabilire eventuali sviluppi del fenomeno e conseguenze. Qualcuno ha estremizzato ipotizzando che il terremoto dell’Emilia si potesse mettere in relazione con le eclissi, o addirittura che fosse stato creato artificialmente. Alle voci che si stanno levando in questi giorni, alcune autorevoli, altre soltanto “bufale”, si aggiunge quella del quotidiano tedesco “Der Spiegel”. Il giornale si è occupato del terremoto nel Nord Italia ed è giunto alla conclusione che il futuro geologico del nostro Paese dipende proprio dai terremoti. I movimenti tettonici porteranno alla lacerazione e alla frantumazione del Paese.
L’Italia è situata proprio nella zona di collisione tra due grandi placche tettoniche note con il nome di zolla Euro-Asiatica e zolla Africana, che la stringono come in una tenaglia. Inoltre, a est c’è la placca adriatica e ad ovest c’è la Corsica, che si trova sulla placca tettonica europea e che si sposta ogni anno di tre millimetri verso l’Italia. Il Belpaese risulta, in questo modo, come intrappolato. In questo mosaico geologico ogni placca pesa milioni di tonnellate e si spinge in profondità per chilimotetri: il movimento di una placca contro l’altra genere tensione, che si accumula tra le parti e che viene poi scaricata violentemente nei terremoti. Questi ultimi interessano gran parte del Paese e diventano più forti nella zona centrale e nella zona della pianura padana vicina a Bologna. I rilevatori GPS, che i geologi hanno messo su tutto il territorio, evidenziano come singoli pezzi del Paese vadano alla deriva in direzioni differenti. Il Sud si sposta verso la direzione dei Balcani, parti del Nord sobbalzano verso il Sudovest, Roma si sposta verso Nord, il centro Italia verso Est. L’ipotesi del quotidiano tedesco prevede, in un futuro lontano, zone dell’Italia legate alle Alpi, altre con i Balcani, e alcune regioni che diventeranno isole in mezzo al Mediterraneo.

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6 risposte a “Der Spiegel: Italia presto spaccata

  1. marco giugno 5, 2012 alle 11:17 pm

    e dove sarebbe la novità? lo sa anche mio nipote di 6 anni che a causa del movimento delle placche terrestri l’italia è destinata a sparire!! naturalmente non si dice che ci vorranno milioni di anni cosi si crea un po di allarmismo GRAZIE Der Spiegel

  2. Mauro giugno 6, 2012 alle 11:52 am

    “”L’ipotesi del quotidiano tedesco prevede, in un futuro lontano, zone dell’Italia legate alle Alpi, altre con i Balcani, e alcune regioni che diventeranno isole in mezzo al Mediterraneo.””
    Non c’hanno proprio niente da fare in Germania….
    Queste sono ipotesi geologiche che si potrebbero avverare tra qualche milione di anni perchè preoccuparsene ora?
    Mi sembra più terrorismo mediatico fare intendere che sto futuro lontano, senza specificarne l’enorme lasso di tempo, possa comunque essere dietro l’angolo. Anche la California si sta spaccando in due ma non stuzzica i giornalisti teutonici sempre pronti a puntare il ditino sulla nostra penisola.

  3. Stefano giugno 7, 2012 alle 9:59 pm

    Scusate, all’interno dell’articolo dove sta scritto presto?

  4. Alfred Zarb giugno 16, 2012 alle 3:19 pm

    Povera Malta.

  5. SIMONETTA giugno 16, 2012 alle 3:23 pm

    Ragazzi, si sa che la Terra, essendo viva, e’ in continuo movimento. Nell’arco di centinaia di anni cambia tutto, per fortuna anche la coscenza delle persone. Questo articolo non vuole allarmare nessuno. Forse solo a prepararci all’idea che i terremoti non finiranno piu’.
    E con questo sono terremotate anche le nostre certezze……

  6. CESARE giugno 16, 2012 alle 4:45 pm

    IO SPERO CHE ANCHE LA GERMANIA SPROFONDI COSI SI TOLGONO DI MEZZO VISTO CHE IN PASSATO E PRESENTE CI LEGA SEMPRE A STO PAESE CHE LA FA’ TROPPO DA PADRONA IN EUROPA

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