CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Chase Brandon, ex CIA: a Roswell Recuperati Astronave e Corpi

Nel settore più nevralgico della storia ufologica, quello degli incidenti UFO, ovvero casi riguardanti scafi alieni precipitati al suolo e recuperati ovunque nel mondo, ma soprattutto negli Stati Uniti, le poche conferme che parrebbero degne di considerazione provengono da fonti militari e di intelligence. Ammesso non sia abile disinformazione, quella giunta il 23 Giugno da Chase Brandon, veterano con 35 di servizio dei quali 25 anni trascorsi nelle unità speciali dei Servizi Segreti della CIA, sembra di grande rilevanza.

Brandon ha dichiarato: “Non ho alcun dubbio… so con certezza che un’astronave extraterrestre si schiantò a Roswell e che l’esercito ne raccolse i resti. Non solo i rottami, ma anche i cadaveri e che tutto questo fu momentaneamente reso pubblico. Questo per me è assodato al cento per cento. Lo affermo con tutto me stesso: a Roswell cadde un’astronave e i corpi furono recuperati. La categorica ammissione è arrivata durante il popolare programma radiofonico ‘Coast to Coast’ a cui Brandon ha preso parte per parlare del suo libro The Cryptos Conundrum’, un romanzo basato sull’affascinante aneddotica degli UFO e degli Extraterrestri e, in particolare, sull’incidente di Roswell avvenuto in New Mexico nel 1947. Un romanzo, pura e semplice fiction, dunque. Non proprio, perché la formula del mettere su carta informazioni in chiave non strettamente saggistica da diverso tempo è usata per superare certi limiti imposti dall’alto coefficiente di segretezza riguardante tutta la storia del fenomeno UFO.

Un esempio eclatante fu il best seller ’Out There’ di Howard Blum (Pocket Books, 1990), giornalista del New York Times che in una spy story basata su fatti reali coinvolgenti 17 membri dell’intelligence statunitense, portò alla luce l’esistenza di strutture militari alle prese con il top secret sugli UFO. 

Naturalmente, si tratta di contenuti da soppesare, come tutto ciò che arriva da un mondo dal quale, una volta ci si sia entrati, non si esce più, neppure da cadaveri. È la regola,nell’intelligence.

Ciò vale nel caso di Brandon, 007 super esperto di Hollywood, degli ambienti altolocati della comunicazione e di tutto ciò che fa spettacolo. È stato consulente tecnico per il cinema in pellicole quali ’The Bourne Identity’, ’Mission Impossible’, ’Bad Company’, ’Nemico Pubblico’ e ’La Regola del Sospetto’ e per varie serie televisive, come ’Alias’ e ’24’. È stato intervistato in programmi documentaristici trasmessi da Discovery, Learning Channel,History Channel, PBS, A & E, e dai tabloid televisivi E-Entertainment, Access Hollywood edEntertainment Tonight. Tutto questa sua attività si è dipanata alla luce del sole. Monitorareun impero placcato d’oro su un’anima di cartapesta per Brandon è stato agevole, un gioco da ragazzi e ufficiale per molti anni. Un VIP, insomma.

Di lui però ben poco si sa in termini di missioni “undercover” come agente infiltrato. Su alcune aleggiano sospetti di operazioni mirate a eliminare individui scomodi. Poca fiction in allegria, stile ’Hollywood Party’ di Blake Edwards con un mirabolante Peter Sellers e molta materia oscura, come nella serie ’Bourne’ con Matt Damon, che Brandon ha peraltro definito “spazzatura”. Una stroncatura, la sua, che a avviso di chi scrive appare pilotata, considerando che i tre episodi della trasposizione cinematografica ispirata da Robert Ludlumpossono essere interpretati casomai come sin troppo vicini alla realtà.

D’altra parte il sospetto di legami ancora attivi di Brandon con l’Agenzia è legittimo. Sarebbe il suo quindi un altro “outing” orchestrato e ben oliato. Come lui stesso ha ammesso in un’intervista al sito di entertainment UGO.com: “Sono stato un funzionario dell’Agenzia per 30 anni, 25 vissuti sotto copertura… Non è un lavoro o una carriera. È uno stile di vita, una vita basata sull’inganno. Il tuo compito è procurare informazioni e trovare persone che siano disposte a lavorare per te. Non sei un agente, ma un dirigente che reperisce agenti in grado di fornire informazioni.” Una mente pensante dietro una rete di spie. Per questo le sue dichiarazioni suscitano un mix di perplessità e consigliano prudenza nel valutarle.

Per corroborarle, Brandon si è riferito a una sua visita agli immensi archivi della HistoricalIntelligence Collection della CIA (HIC) a Langley, Virginia, un sancta sanctorum che custodisce oltre 23.000 volumi di storia mondiale dei servizi segreti, al quale Brandondichiara di aver avuto momentaneo accesso. Raggiunta una stanza laterale dove erano archiviate molte scatole piene di fascicoli, mosso presumibilmente non da semplice curiosità e potendo disporre di pochissimi minuti, Brandon riuscì a scovarne una che recava la dicitura ’Roswell’ e la aprì. Al suo interno “c’era diverso materiale, documenti e altri elementi” ha dichiarato Brandon a Coast To Coast, senza specificare la natura di ciò che aveva visto. Ovvio. Dire e non approfondire, lasciando sgomenti gli inquirenti UFO, è lo sport preferito dei servizi segreti.

Possiamo immaginare un Chase Brandon che allude a fotografie di corpi alieni e di un disco volante semi conficcato nel suolo desertico di Roswell e finanche a rapporti autoptici destinati all’attenzione di vertici militari dell’epoca. Ciò che ogni ufologo o appassionato della materia vorrebbe vedere con i propri occhi.

Però prove vere su Roswell, Brandon non le ha date. Impossibile, in definitiva, conferire credibilità alle sue asserzioni.

Di quest’uomo, dal bel volto da attore hollywoodiano, è noto il curriculum professionale, che include missioni in nazioni straniere tese alla lotta al terrorismo internazionale, operazioni contro-insurrezionali, lotta al traffico globale di stupefacenti e al contrabbando di armi. È stato analista CIA e consulente nello staff presidenziale per gli affari di politica estera, ha operato con servizi segreti di forze militari e della sicurezza straniere, istruttore di tattiche paramilitari e di spionaggio nei campi di addestramento segreti dell’Intelligence

Incredibilmente, il signor Chase Brandon ha anche un profilo Facebook. Mi è sembrato logico e opportuno il tentativo espresso in questo messaggio inoltrato due giorni fa: “Buon Giorno, Signore. Mi chiamo Maurizio Baiata. Sono un giornalista investigativo Italiano. Ho lavorato negli Stati Uniti per molti anni, sempre nel settore dell’Ufologia. Ho avuto l’onore di conoscere personalmente il colonnello Philip J. Corso, il colonnello Wendelle Stevens e il Sergente Maggiore Robert Dean. In Italia ho pubblicato il libro di Corso ‘The Day AfterRoswell’ e il suo diario (mai divulgato negli USA) ‘Dawn of of New Age’. So abbastanza suRoswell per essere convinto della sua realtà. Ciò nonostante, le sue dichiarazioni durante il programma Coast to Coast del 23 Giugno mi hanno molto colpito. Per questo vorreiesprimerle la mia gratitudine e sincera ammirazione. Sto scrivendo un articolo su di lei per il quotidiano Italiano online L’Indro e gradirei ricevere una sua conferma a proposito dei contenuti dell’intervista da lei rilasciata a C2C. L’articolo sarà pubblicato giovedì prossimo. Ringraziandola nuovamente per l’attenzione che vorrà prestarmi, Signore. Maurizio Baiata”.

Si sa, i giornalisti investigativi spesso sono degli idealisti e peccano di ingenuità. Tentar non nuoce, ma pretendere una risposta sollecita in questo caso sembra effettivamente fuor di luogo…

Link: L’Indro – di Maurizio Baiata

About these ads

2 risposte a “Chase Brandon, ex CIA: a Roswell Recuperati Astronave e Corpi

  1. Animalibera luglio 10, 2012 alle 12:15 am

    ah ecco, deve pubblicare un libro, ora si spiega tutto!!!
    Possibile che sti militari tengono nascosta sta storia, però nel loro archivio c’è un faldone in bella mostra con scritto Roswell!!!… potevano aggiungere… prego accomodatevi!!!
    E comunque sia non sarà il suo bel libro che scoperchierà il vaso di pandora, del resto come è sempre stato per altre ammissioni, e altri libri sul tema!

  2. Daniele luglio 15, 2012 alle 6:26 pm

    le parole restano solo parole, le scritture restano solo scritture, i libbri restano solo libbri, e anche i video restano solo video…
    solo i fatti contano!!!
    tutto il resto se non comprovabile a questo mondo non vale quasi niente!!!
    E dai trovate un alieno catturatelo e portatelo in diretta ai media!!!
    peccato che a chi capitano queste fortune poi fugge via, è sempre la paura dell’ingnoto impedisce a tutti noi di proseguire….
    altrimenti sarà necessaria una apparizione pubblica visibile da tutti noi di questi alieni.
    non esistono altri modi per conludere il discorso alieni!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 143 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: