CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Comunicazioni da Umberto Telarico

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umberto-telarico-2008Umberto Telarico è un ufologo napoletano che si occupa della materia dal 1967, dopo essere stato protagonista di un avvistamento diurno. Da allora si è occupato di numerosi casi e si è guadagnato la fama che merita anche a livello internazionale anche grazie a numerosi libri scritti sull’argomento. Purtroppo ultimamente è stato protagonista sulle pagine di X Times (rivista di stampo ufologico) di una diatriba con i giornalisti L. Petrilli e V. Sinapi, autori del libro “UFO: I Dossier Italiani”. Il libro in questione è un trattato sugli avvistamenti declassificati dall’aeronautica dal 1972 al 2013; il problema nasce nel momento in cui nel libro vengono trattati casi investigati anche da Telarico, ma trattati con sufficienza o completamente ribaltati. A seguire il file con la comunicazione di Telarico, che teniamo in formato PDF. Cliccateci per scaricarla.

Comunicazione Umberto Telarico

Ringraziamo prima di tutto Umberto Telarico per l’amicizia ed il rispetto dimostrato, sentimenti sinceramente reciproci. Purtroppo, come da lui ampiamente dimostrato e documentato, negli anni abbiamo assistito ad opere di debunking da parte degli organi di informazione di vario genere, opere di disinformazione a cui assistiamo anche oggi attraverso la rete (anche se siamo molto bravi a farlo tra noi). Ovviamente non vogliamo pensare che anche questi giornalisti siano stati vittime, consapevoli o meno, di questo infame ingranaggio. Così come però siamo convinti che i casi trattati direttamente dall’aeronautica abbiano diversi gradi di segretezza e che non verranno divulgati con la stessa facilità del libro in questione, così come siamo sicuri della professionalità dell’amico Umberto Telarico.

UFO a Taranto il 29 Settembre 2014

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Ci arriva una segnalazione da parte di un utente Tarantino, scattata all’alba del 29 Settembre 2014 sulla litoranea della nostra Taranto. Vi riportiamo le parole di Giuseppe:

“Vi invio qualche foto eseguite da me il giorno 29 Settembre 2014 al sorgere del sole alle ore 06.38 circa . Dalle foto si evince- in una – un pallino bianco (che secondo me non era la luna xchè piccolo) – nella seconda immagine lo stesso pallino bianco circondato da alone molto colorato di rosso – li allego nella speranza che possa essere d’aiuto ai vostri studi.

P.S. nel vostro sito ho letto un post datato 31 Agosto 2014 dove era allegata una foto fatta la sera verso le ore 22.30 – e nella foto si evince la stessa cosa simile per non dire uguale a quella scattata da me. Spero farvi cosa gradita un saluto e buon lavoro.”

29 Settembre 2014 - Ore 06.38 - Taranto - Foto 1

29 Settembre 2014 - Ore 06.38 - Taranto - Foto 2

Anche in questo caso l’utente si è accorto dell’oggetto nel momento in cui ha trasportato le foto sul pc. Nel tentativo di includere qualsiasi spiegazione razionale nell’analisi della foto, incluso anche l’aver impressionato un corpo celeste (vista l’ora avevamo pensato a Venere, la “stella del mattino”, apparso così per via di particolari condizioni di rifrazione della luca nell’atmosfera), abbiamo chiesto aiuto (anche in un tentativo di rendere l’ufologia una materia ramificata a 360°) all’ Osservatorio Galilei (che potete contattare a questo indirizzo info@osservatoriogalilei.it); vi riportiamo la loro risposta: “Venere non può essere se è stata fatta in questo periodo, visto che è in congiunzione superiore. Aspettiamo che siano gli alieni a mettersi in contatto con noi, se ci tengono tanto.”

Ringraziamo l’ Osservatorio Galilei per la loro disponibilità. Anche in questo caso, visto che di corpo celeste non si tratta, ci troviamo di fronte ad un oggetto sferico in movimento di colore bianco che, al momento, resta un oggetto non identificato, in atmosfera, diurno.

UFO a Scanzano Jonico il 3 Ottobre 2014

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Riceviamo e pubblichiamo un avvistamento avvenuto a Scanzano Jonico, provincia di Matera, Basilicata, in data 3 Ottobre 2014, alle ore 16.44. Piero ci dice che l’oggetto è stato immortalato per caso, in quanto si è accorto dell’ UFO dopo che la foto è stata riportata sul pc, che si presenta in movimento, apparentemente oblungo e di un colore dorato. L’ utente si dimostra molto ragionevole ed il primo ad aver effettuato una analisi razionale della sua stessa foto. Di nostro non possiamo che aggiungere che si tratta, per ora, di UFO nel senso più letterale del termine.

3 Ottobre 2014 - Ore 16.44 - Scanzano Jonico - Originale

3 Ottobre 2014 - Ore 16.44 - Scanzano Jonico - Ingrandimento

L’utente ci informa anche di un evento accaduto ad un sua amica nell’ormai lontano 1984: i due, sono stati vittima di un avvistamento del secondo tipo “particolare”. Purtroppo la distanza nel tempo rende impossibile compiere analisi di ogni tipo, compresa la discrezione dei testimoni oppressi dagli organismi ufologici dell’epoca (a detta del nostro testimone): i giovani, in viaggio verso una riunione di partito a Molfetta, vedono scendere un oggetto a forma di cupola lungo la statale 16, e i due vanno nel panico. La strada è trafficata ma improvvisamente tutto sembra ovattato e grigio, e perdono conoscenza, risvegliandosi 15 minuti dopo, tempo segnato dagli orologi. Arrivati a destinazione, chi ancora era rimasto li vede visibilmente bianchi in volto e sconvolti, e con un ritardo di viaggio di almeno due ore, contro i 15 minuti che segnavano gli orologi. Come detto, purtroppo l’evento è troppo lontano nel tempo per essere investigato a dovere, e non vogliamo stressare nuovamente i testimoni oltre quanto già, a loro dire, fatto all’epoca.

Vita dopo la Morte

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“C’è la prova della vita dopo la morte”, titola in terza pagina oggi il Daily Telegraph , che riporta uno studio dell’Università di Southampton che in quattro anni ha studiato i casi di oltre 2mila infartuati gravi fra Regno Unito, Stati Uniti e Austria. Di questi, 330 sono sopravvissuti e 140 hanno parlato, una volta tornati alla normalità funzionale, di esperienze assai “singolari”.

Così, secondo gli accademici, il 40% di chi risulta clinicamente morto per pochi minuti e poi viene “riportato in vita” ha raccontato di aver avuto consapevolezza di sé in quegli istanti in cui il cuore aveva smesso di battere.

Una sorta di “coscienza aumentata”, dicono ora gli studiosi dell’Università britannica, che riportano in particolare il caso di un’infermiera 57enne del sud dell’Inghilterra che ha raccontato esattamente che cosa fosse successo nella stanza nei minuti successivi al blocco del suo apparato circolatorio. I risultati sono stati pubblicati anche sul giornale Resuscitation ed è una delle prime volte che un’università pubblica effettua uno studio di questo tipo.

Fonte: TuttoScienze – LaStampa.it

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NDR: Riportiamo di seguito l’articolo del Corriere sul neurochirurgo Eben Alexander, che dopo un coma di 7 giorni ha riportato una incredibile testimonianza di NDE.
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Il professor Eben Alexander era sempre stato scettico a proposito di vita ultraterrena e dei racconti di esperienze extracorporee che gli venivano fatti dai suoi pazienti. Ma da quando nel 2008 rimase in coma sette giorni a causa di una rara forma di meningite la sua opinione è parecchio cambiata. La sua storia è finita sulla copertina di Newsweek, ma anche in un libro intitolato significativamente “Proof of Heaven” (“La prova del paradiso”, che uscirà il 23 ottobre), e racconta di un’esperienza durante la quale il medico cinquantottenne ha visitato quello che lui stesso definisce un luogo «incommensurabilmente più in alto delle nuvole, popolato di esseri trasparenti e scintillanti».

Una mattina dell’autunno del 2008 Alexander si svegliò con un feroce mal di testa e di lì a poco venne ricoverato d’urgenza in uno degli ospedali dove aveva lavorato, il Lynchburg General Hospital in Virginia. Qui gli venne diagnosticata una meningite batterica da Escherichia Coli, una patologia tipica dei neonati, che in poche ore lo condusse al coma. Per sette giorni il neurochirurgo statunitense rimase tra la vita e la morte e le frequenti TAC cerebrali e le accurate visite neurologiche dimostrarono una totale inattività della sua neocorteccia (nell’uomo rappresenta circa il 90 per cento della superficie cerebrale e viene considerata la sede delle funzioni di apprendimento, linguaggio e memoria).

Ma mentre Eben Alexander giaceva immobile e privo di conoscenza, sperimentava anche un vivido e incredibile viaggio destinato a cambiare la sua esistenza. Tutto ha avuto inizio «in un mondo di nuvole bianche e rosa stagliate contro un cielo blu scuro come la notte e stormi di esseri luminosi che lasciavano dietro di sé una scia altrettanto lucente». Secondo Alexander catalogarli come uccelli o addirittura angeli non renderebbe giustizia a questi esseri che definisce forme di vita superiore. In questa dimensione, arricchita da un canto glorioso, l’udito e la vista sono diventate un tutt’uno. Come ha raccontato a Newsweek il medico americano: «potevo ascoltare la bellezza di questi esseri straordinari e contemporaneamente vedere la gioia e la perfezione di ciò che stavano cantando».

Per buona parte del suo viaggio Alexander è stato accompagnato da una misteriosa ragazza bionda dagli occhi blu, che l’uomo racconta di avere incontrato per la prima volta camminando su un tappeto costituito da milioni di farfalle dai colori sgargianti. Nella memoria del neurochirurgo la giovane aveva uno sguardo che esprimeva amore assoluto, ben al di sopra di quello sperimentabile nella vita reale, e parlava con lui senza usare le parole, inviando messaggi «che gli entravano dentro come un dolce vento». Eben Alexander ne ricorda tre in particolare. Il primo era «tu sei amato e accudito», poi «non c’è niente di cui avere paura» e infine «non c’è niente che tu possa sbagliare». Ma l’accompagnatrice del medico aggiungeva anche: «Ti faremo vedere molte cose qui. Ma alla fine tornerai indietro».

Proseguendo il cammino l’autore di Proof of Heaven è infine giunto in un vuoto immenso, completamente buio, infinitamente esteso e confortevole, illuminato solo da una sfera brillante, «una sorta di interprete tra me e l’enorme presenza che mi circondava. È stato come nascere in un mondo più grande e come se l’universo stesso fosse un gigantesco utero cosmico. La sfera mi guidava attraverso questo spazio sterminato». Non si tratta certamente del primo caso di quello che gli anglosassoni chiamano Near Death Experience (esperienze ai confini della morte), ma di certo turba il fatto che a raccontarla sia un affermato docente di neurochirurgia, da sempre dichiaratosi scettico al proposito. «Mi rendo conto di quanto il mio racconto suoni straordinario, e francamente incredibile – ha dichiarato Eben Alexander -; se qualcuno, persino un medico, avesse raccontato questa storia al vecchio me stesso, sarei stato sicuro che fosse preda di illusioni. Ma quanto mi è capitato è reale quanto e più dei fatti più importanti della mia vita, come il mio matrimonio o la nascita dei miei due figli».

Fonte || Corriere.it

Due Lune per la Terra

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La Luna è la fedele compagna della Terra da ormai 4 miliardi di anni. Ma potrebbe non essere la sola: è stato infatti osservato un nuovo corpo celeste, OL339, che sembra comportarsi come una sorta di “seconda luna”.

OL339 è un asteroide di circa 150 metri, impiega circa un anno a orbitare intorno al Sole, e si avvicina abbastanza alla Terra da sembrare un suo satellite. Questa peculiare “nuova luna” è stata scoperta per caso il 29 luglio dall’astronomo Farid Char della Chilean University of Antofagasta. 2014 OL339 orbita attorno al nostro pianeta da almeno 775 anni e continuerà a farlo per almeno altri 165 anni. Ha un’orbita ellittica ed impiega precisamente 364,92 giorni per completare un’orbita attorno al Sole, il che significa che l’asteroide e la Terra sono in rapporto di risonanza orbitale, cioè esercitano un’influenza gravitazionale l’uno sull’altro (ad esempio Plutone e Nettuno sono in rapporto di risonanza orbitale 2:3, quindi nel tempo che impiega Plutone ad orbitare due volte attorno al Sole, Nettuno vi orbita attorno tre volte).

Fonte || MeteoWeb.it

La NASA: “Prepariamoci Agli Alieni”

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nasa_logo1Ci sono nella Storia (quella con la S maiuscola) dei momenti di passaggio fondamentali, delle fasi che segnano la svolta, delle epoche che cambiano il futuro dell’Umanità. Talvolta chi li vive si rende conto di essere all’inizio di una nuova era. Probabilmente è quello che sta accadendo alla nostra generazione, sul punto di scoprire- al di là di ogni ragionevole dubbio- l’esistenza di altre forme di vita nella galassia attorno a noi.

Sembra davvero questione di tempo ormai e la scienza non vuole arrivare impreparata al grande giorno. Ecco perché la Nasa e la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti hanno riunito astronomi, storici, filosofi, fisici e teologi di tutto il mondo per un simposio dal tema significativo: ”Prepararsi alla scoperta”. Ovviamente, degli altri esseri viventi del cosmo. Tra i punti del dibattito: valutare come dovremmo predisporci in vista dell’inevitabile individuazione di vita extraterrestre, sia essa in forma batterica oppure intelligente.

“Stiamo considerando ogni possibile scenario in merito. Se si scoprono dei microorganismi, è un conto. Ma se si trovano creature intelligenti, è un altro. E se comunicano, è un altro ancora e in base a quello che ci dicono, se ne profila uno diverso!”, ha detto all’Huffington Post l’astrobiologo Steven J. Dick, ex della Nasa ed organizzatore di questa due-giorni di Washington.

“L’idea non è stare ad aspettare fino al giorno in cui arriveremo ad una scoperta, ma tentare di preparare il pubblico a tutte le potenziali implicazioni in vista della scoperta.” Insomma, il punto non è se, ma quando ciò si verificherà. E anche l’ente spaziale americano ne è ben consapevole e vuole giocare d’anticipo. “Credo che a spingere la Nasa in questa direzione siano tutti i nuovi esopianeti individuati e i progressi dell’astrobiologia in generale. La gente considera molto probabile che troveremo qualcosa ed è un’opinione sostenuta anche dalla scienza: ad un certo momento, nel futuro, scopriremo la vita”, ha spiegato Dick.

Tra gli esperti chiamati a confrontarsi su queste tematiche c’era anche l’ astronomo del Papa, Padre Guy Consolmagno, neopresidente del Vatican Observatory Foundation, noto per le sue affermazioni in merito alla possibilità di catechizzare anche gli Alieni. La sua frase “qualsiasi entità- non importa quanti tentacoli possa avere- possiede un’anima” lo ha portato alla ribalta internazionale, insieme alla sua dichiarata disponibilità a somministrare il battesimo ad E.T.- ma solo su richiesta…

Al Simposio, il gesuita ha ribadito il concetto mentre al quotidiano online ha spiegato il suo approccio all’argomento. “Credo che la vita aliena esista, ma non ne ho le prove. Ne sarei davvero entusiasta e renderebbe la comprensione della mia religione più profonda e ricca, in modo che ancora non so neppure immaginare, ed è per questo che sarebbe tanto esaltante”, ha affermato. “Essere un bravo scienziato significa ammettere che non possediamo tutta la verità, c’è sempre da imparare”. E a suo avviso, l’ annuncio epocale -non siamo soli nell’ Universo, anzi, siamo circondati da forme di vita…- non scatenerebbe affatto il panico.

“Penso che in realtà ci sarebbero tre giorni di stupore, ma poi torneremmo a preoccuparci dei programmi Tv o delle follie che accadono a Washington. Perché l’umanità è fatta così. E la maggior parte delle persone sono come me: noi ce l’aspettiamo che là fuori ci sia qualcosa. E la nostra reazione sarebbe: wow, grazie al cielo, era ora…”

A rendere così sicuri gli scienziati che sia ormai partito il conto alla rovescia, sono i numeri- enormi, impressionanti- relativi alle stelle e ai sistemi planetari attorno a noi. Certo, sono solo stime perché nessuno sa con esattezza quante copie della Terra, dotate delle medesime caratteristiche adatte alla vita, esistano realmente, ma la statistica non è un’opinione e i potenziali mondi abitati sono davvero innumerevoli- proprio come diceva, quattro secoli fa, Giordano Bruno.

“I pianeti del genere, nella nostra galassia, sono decine di miliardi, senza parlare delle lune. E il numero delle galassie che siamo in grado di vedere è circa 100 miliardi”, ha affermato Seth Shostak, astronomo del SETI Institute. Solo nella parte di universo che noi riusciamo ad osservare, ci potrebbero essere 10 mila miliardi di stelle.

“Sappiamo che la maggior parte ha dei pianeti, per il 70-80 per cento. Se tutti questi pianeti sono privi di vita e l’uomo è l’unica cosa interessante del cosmo, be’, allora è un miracolo. Sarebbe un’eccezione a livelli estremi. Un approccio più pragmatico è invece dire: no, l’uomo non è un miracolo, è solo uno dei tanti nell’elenco. Il punto di arrivo è ipotizzare che una stella su 5 possa avere un omologo della Terra. E questo significa un sacco di mondi abitabili. Anzi, il numero delle copie della Terra nella sola nostra galassia potrebbe essere nell’ordine di 50 miliardi.”

Quante potrebbero ospitare civiltà così evolute da possedere una tecnologia a noi ancora sconosciuta in grado di compiere viaggi interstellari? La scoperta della vita extraterrestre passerà anche dall’individuazione di un’ astronave in volo in un punto della galassia? Sarà il James Webb Space Telescope, in orbita dal 2018 per analizzare le atmosfere dei pianeti lontani, a trovare anche la prova dell’esistenza degli Ufo?

Domande che l’ Huffington Post ha rivolto a Steven J. Dick e alle quali l’astrobiologo non si è sottratto. Anzi, ha dato una risposta che dovrebbe far riflettere i tanti scettici ad oltranza che per principio ritengono l’argomento Ufo una baggianata da non prendere neppure in considerazione. “Io cerco di tenere la mente aperta”, ha detto Dick. “ Il 90 e passa per cento di avvistamenti è spiegabile come fenomeni naturali. Il punto è cosa dobbiamo fare del restante 3 o 4 per cento. Secondo me, andrebbe ulteriormente studiato.

Per definizione, gli Ufo sono qualcosa che non sappiamo cosa sia. Potrebbero essere fenomeni fisici, psichici o sociali che ignoriamo. Certo, è un bel salto concludere che siano extraterrestri, non ne vedo la dimostrazione. Non ho analizzato da vicino i dati per poter affermare che ci sia una forma di intelligenza dietro ad essi, ma ho visto abbastanza per sapere che ci sono delle realtà non spiegate che dovremmo osservare meglio e per il momento il governo degli Stati Uniti non lo sta facendo.”

Fonte || Panorama.it

Da Sempre .. Piovono Alieni

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DragonI ricercatori dell’Università di Sheffield e il Centro di Astrobiologia dell’Università di Buckingham, hanno pubblicato una foto inedita e misteriosa del nostro pianeta, che prova l’esistenza della vita extraterrestre.

Questa struttura scoperta, chiamata particella Dragon, non è più grande di dieci micron ed i suoi scopritori, affermano che sia un’entità biologica, in quanto formata da carbonio e ossigeno, elementi fondamentali per la vita. La particella è stata osservata grazie ad un palloncino inviato nella stratosfera, 27 chilometri sopra l’atmosfera, per raccogliere particelle provenienti dallo spazio durante una pioggia di meteoriti.

Dopo attente analisi, gli scienziati hanno potuto affermare che, Dragon non ha potuto raggiungere lo spazio dal nostro pianeta ed ha sicuramente avuto origine altrove nell’universo. Secondo Milton Wainwright, uno dei responsabili della ricerca, questa scoperta dimostra non solo che ci sono forme di vita al di fuori della Terra, ma anche che questi organismi extraterrestri stanno “piovendo” costantemente sul nostro pianeta. Wainwright, ha dichiarato: “Questi risultati potrebbero alterare per sempre la nostra percezione della vita e l’evoluzione sulla Terra. Dovremo riscrivere i nostri libri di biologia”

Fonte || CentroMeteoItaliano.it

Australia: “Near Collision” Tra UFO e Aereo Civile

Il 19 marzo 2014, alle 09:13 circa del tempo standard occidentale (WST), un De Havilland DHC-8, registrato VH-XFX, era in avvicinamento all’aeroporto di Perth da Kambalda, Australia Occidentale. Quando circa 23 km a nord-est di Perth, a circa 3.800 metri sul livello del mare (slm), l’equipaggio avvistò una luce stroboscopica luminosa direttamente davanti al velivolo.

La luce apparve puntare direttamente verso il velivolo e l’equipaggio si rese conto che la luce era di un oggetto sconosciuto, forse un veicolo aereo senza equipaggio (UAV). Il pilota ha schivato l’oggetto sconosciuto virando verso ovest per evitare la collisione . L’oggetto passa a circa 20 m in orizzontale e 100 m in verticale dal velivolo.

Il pilota ha riferito che l’oggetto era di forma cilindrica e di colore grigio. Era a circa 3.700 metri slm e nello spazio aereo controllato. L’equipaggio non ha ricevuto l’allarme dal sistema di prevenzione delle collisioni del traffico (TCAS) . Lo spazio aereo al di sotto di 3500 m slm è spazio aereo militare e la Forza di difesa australiana ha dichiarato che non erano in funzione UAV e non era a conoscenza di eventuali operazioni UAV nella zona al momento dell’incidente.Il ATSB non è stata in grado di confermare i dati dell’oggetto o identificare qualsiasi operatore UAV nella zona in quel momento.

Fonte || CentroUfologicoComo

The Innovation Week e Maker Faire Rome 2014

MF14_Banner_Red_finali_330x164Il CUT è felice di poter partecipare alla condivisione dell’evento The Innovation Week 2014 e del concomitante Maker Faire Rome 2014. Credendo che questo possa far bene a tutti i settori dello sviluppo italiano, riceviamo e pubblichiamo direttamente dall’ufficio stampa promotore degli eventi il comunicato che troverete qui in basso. Vi invitiamo pertanto a seguire le dirette streaming fornite gratuitamente dagli organizzatori.

Streaming Italiano
Streaming Inglese

Roma, 24 settembre 2014 – Robot, droni, stampanti 3D, bitcoin, guru e startupper. Dal 27 settembre al 5 ottobre, Roma diventa capitale dell’innovazione. In scena al Parco della Musica il futuro possibile con i protagonisti della rivoluzione digitale. Una settimana intera dedicata all’innovazione che partirà il 27 settembre con The lnnovation Week per culminare dal 3 al 5 ottobre nella seconda edizione della Maker Faire Rome, la più grande fiera europea dedicata agli inventori, creativi e artigiani digitali. Più di 70 mila metri quadrati di esposizione, 600 invenzioni da tutto il mondo, oltre 100 speaker, 74 talk, 42 workshop da 33 nazioni e un’area Kids di 2000 mq con 120 workshop didattici, show scientifici, tour esperienziali e tantissimi laboratori e attività interattive. L’innovazione che nasce dalla voglia di sperimentare e di condividere sarà anche in diretta web lunedì 29 e martedì 30 settembre, giovedì 2 e venerdì 3 ottobre su Makerfairerome.eu, sui grandi network editoriali e su decine di media digitali, blog, web tv e community online. #MFR14 l’hashtag per interagire. Chi vorrà potrà trasmettere il live streaming dell’evento anche sul proprio sito richiedendo il semplice codice gratuito da inserire per visualizzare lo schermo della diretta a info@fattorec.it. Primo appuntamento in diretta lunedì 29 settembre dalle 9.30 alle 13 e dalle 17.30 alle 19 con il Personal Democracy Forum, conferenza organizzata ogni anno a New York da Personal Democracy Media per esplorare l’impatto della tecnologia sulla politica e la società. Per la prima volta in Italia, il Personal Democracy Forum indagherà sulla “società dei dati”. Tra gli speaker: Luciano Floridi (Università di Oxford, tra i membri del Google Advisory Council per il diritto all’oblio), Tom Steinberg (fondatore di MySocie, che ha rivoluzionato il civic tech), MEP Marietje Schaake (European Parliament, europarlamentare impegnata per i diritti digitali), Dmytro Gnap (coordinatore di Yanukovych Leaks, che ha fatto luce sulla corruzione in Ucraina), Julia Keseru (Sunlight Foundation, la principale fondazione americana a occuparsi di trasparenza), Samuel Lee (World Bank), Ernesto Belisario (Osservatorio Italiano sull’Open Government), Marko Rakar (fondatore di Windmill, “rivoluzionario della trasparenza” in Croazia). L’elenco completo è disponibile a questo link. Secondo appuntamento martedì 30 settembre dalle 9.30 alle 19 con l’Open Hardware Summit 2014, organizzato dall’Open Source Hardware Association e incentrato sul movimento e l’economia Open Source Hardware. Il Summit si terrà per la prima volta in cinque anni fuori dagli Stati Uniti e porterà in Italia speaker come: Adrian Bowyer (il papà di RepRap, la più famosa famiglia di stampanti 3d open source), Tomas Diez (Direttore del Fab Lab Barcelona), Yasmin Elayat (GOOD fellow), Becky Stern (Direttore della parte Wearable Electronics, di Adafruit Industries), Eric Pan (Fondatore di Seeed Studio, e uno dei 30 under 30 per Forbes Cina), David Lang (fondatore di OpenROV, e autore di From Zero to Maker) e Gawin Dapper (CTO, Phonebloks, il progetto che sta cercando di rivoluzionare l’elettronica di consumo in chiave sostenibile). L’elenco completo è disponibile a questo link. Giovedì 2 ottobre dalle ore 9 alle 17.30 spazio ai maker con la Opening Conference della Maker Faire Rome “Let’s Make! (A Better World)”. Condurrà Riccardo Luna, Digital Champion del governo italiano. Tra gli speaker di fama internazionale, oltre a Massimo Banzi, co-fondatore del progetto Arduino, e Dale Dougherty, guru e fondatore del movimento dei maker: lo scrittore e attivista Cory Doctorow, l’astronauta Samantha Cristoforetti che pochi giorni dopo partirà per una lunga missione spaziale portando con sé molti strumenti da maker, l’economista Mariana Mazzucato, che spiegherà perché anche questa “rivoluzione senza permesso” ha bisogno di uno Stato innovatore, Glenn Green, il chirurgo toracico che ha impiantato una trachea stampata in 3D ad un paziente di sole sei settimane di vita, e l’artista cyborg Neil Harbisson. A questo link l’elenco completo dei relatori. In una settimana che metterà in scena l’innovazione che sta costruendo il futuro, un ruolo centrale lo avranno i giovani. Venerdì 3 ottobre, in diretta web dalle 11.30 alle 12.30 con “20 under 20” tutti, sul palco e in platea, saranno rigorosamente under 20. Durante l’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, alcuni fra i più brillanti adolescenti di cinque continenti racconteranno ai loro coetanei in che modo stanno cambiando il mondo con una app o una invenzione. Sul palco: Joey Hudy, il ragazzo che ha mostrato a Barack Obama il suo “cannone spara marshmallow” e che ora, a nemmeno 18 anni, sviluppa invenzioni per il colosso della tecnologia Intel. Il quindicenne di Boston Nathan Han, che ha vinto il premio ISEF promosso da Intel grazie al suo software di apprendimento automatico per studiare le mutazioni del gene BRCA1 legato al tumore al seno: il tasso di precisione del suo strumento va oltre l’80%. E ancora dalla Germania, Lennart Kleinwort che a 15 anni ha realizzato un’app per dispositivi mobile che semplifica le operazioni di disegno a mano e traduce in equazioni il rendering del disegno per una eventuale e più facile successiva rielaborazione. Da Singapore Shannon Xinjing Lee, che a 17 anni ha inventato la batteria del futuro a partire da una melanzana carbonizzata, più efficiente ed ecosostenibile di quelle attualmente in commercio. Dall’Italia Giuseppe Dall’Agnese, che si è distinto con un progetto sul funzionamento della chinasi p38, sviluppato al quinto anno del Liceo Scientifico Biologico “Elisabetta Vendramini” di Pordenone, vincendo l’Exceptional Science Award dell’American Physiological Society. Il suo studio potrebbe aiutare a capire come regolare l’attivazione di questo particolare enzima e permettere così la messa a punto di nuove e più efficaci terapie per gravi malattie come il rabdomiosarcoma e la distrofia muscolare. Quattro appuntamenti in diretta per comprendere l’innovazione che sta costruendo il mondo di domani. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito Makerfairerome.eu.

The Innovation Week e Maker Faire Rome sono promossi da Asset Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma in collaborazione con Il Ministero dell’Istruzione, l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, la Regione Lazio e Roma Capitale. Main sponsor dell’evento INTEL che porterà al debutto a Roma alcune anteprime assolute per il grande pubblico. Gold Sponsor: Eni; Unidata e Vodafone. Silver Sponsor: Atmel, Autodesk e Microsoft.​

Acqua Extraterrestre: dal 30% al 50% è “Acqua Primordiale”

Forse non sapevate che l’acqua che beviamo è l’ ‘acqua primordiale’. A darne notizia uno nuovo studio pubblicato sulla rivista Science, secondo cui le molecole della nostra acqua furono create più di 4,5 bilioni di anni fa, ben prima della Terra, del sistema solare e dello stesso Sole. Gli scienziati sostengono che la struttura chimica dell’acqua si sia formata solo prima della nascita dei pianeti, lune, comete e asteroidi.

“È straordinario che un’altissima percentuale di acqua che troviamo sulla Terra abbia preceduto il Sole e il sistema solare”, commenta Ilse Cleeves, una degli astronomi dell’Università del Michigan, che ha condotto la ricerca. Si parla di dati molto alti: dal 30 al 50 % dell’acqua presente sulla Terra sarebbe acqua primordiale. “Questa scoperta suggerisce che l’acque, l’ingrediente primario della vita, è probabilmente comune a tutti i più giovani sistemi planetari”, commenta l’equipe di scienziati.

Quello che resta da capire è come l’acqua sia giunta fino a noi, ma qualcuno crede che questa provenga dal ghiaccio contenuto in comete e asteroidi, formato in un ambiente più fresco e più tardi, entrato in collisione con il nostro pianeta. Ma questa teoria fa avanzare altre domande: da dove arriva l’acqua conservata in comete e asteroidi? Per rispondere, gli scienziati si sono rivolti alla chimica. Qui sulla Terra, infatti, circa una ogni 3.000 molecole di acqua è composta da un atomo di deuterio, con un protone e un elettrone all’ interno, anziché di idrogeno, dove invece risiede un protone soltanto. Le molecole realizzate con il deuterio, non a caso, producono l’ “acqua pesante”.

Tuttavia l’acqua ad alto contenuto di deuterio si può formare solo in determinate condizioni: l’ambiente o deve essere molto freddo, oppure deve esserci un’energia tale, da innescare la reazione che lega idrogeno, ossigeno e deuterio. Qualcuno ipotizza che questa provenga dalla immensa nube di gas, che ha dato alla luce il nostro sole e il nostro sistema solare. Qualcun altro invece ha ricercato nel momento della nascita di una stella e nell’energia che si scatena, un ideale ‘microclima’ per le molecole a base di deuterio.

Dibattito ancora aperto, in cui non si è ancora giunti ad un punto. Ma dopo aver atteso bilioni di anni per sapere che la nostra acqua è uno dei composti più ‘anziani’ al mondo, possiamo concederci di aspettare ancora un po’ per conoscere la sua provenienza.

Fonte: Journal.Today

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