Articolo scritto da Antonio De Comite (Centro Ufologico Taranto)
Come diceva l’agente Fox Mulder, indimenticato eroe, assieme a Dana Skully, del serial cult “The X-Files”, le migliori scoperte ed intuizioni in campo ufologico si fanno in quei siti non del settore. Ed è quello che avvenuto per caso. Stavo ricercando qualcosa sull’argomento “metalli a memoria di forma”, tema che servirà in futuro per un altro articolo, quando mi imbatto nel sito dell’Università dell’Oregon, e precisamente nell’archivio di Linus Carl Pauling, doppio premio Nobel per la Chimica e la Pace. Andando a visionare pazientemente un bel pò di archivio, composto da una vasta collezione di manoscritti, lettere, studi e libri mi imbatto, a sorpresa, sul fatto che Linus Pauling era implicato nel discorso UFO. Innanzitutto partiamo dai libri che erano in suo possesso e notiamo che tra i vari titoli, nella stragrande maggioranza scientifici, riscontriamo un libro che, apparentemente, non dovrebbe esistere nella biblioteca di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. Tra i 4090 libri della sua personale collezione, Pauling aveva anche un libro classico dell’ufologia storica, ossia “Incident at Exeter; The Story of Unidentified Flying Objects over America Today”, pubblicato nel 1966 negli USA (per i tipi della Putnam) e scritto dal ricercatore John G. Fuller. E come prima anomalia non c’è male, ma nulla in confronto a ciò che ho riscontrato più tardi nella mia ricerca. Ma prima di illustrare ciò, analizziamo in breve la lunga vita di Linus Pauling. Il grande scienziato nacque a Portland (Oregon) il 28 febbraio 1901 e morì, alla veneranda età di 93, il giorno 19 agosto 1994 a Big Sur. Sin da subito si intuì che era un genio, non a caso fu inserito, dalla prestigiosa rivista “New Scientist” tra i 20 scienziati più grandi di tutti i tempi. Ma ecco che già alla fine degli anni 40 del secolo scorso avvenne un qualcosa di inaspettato. Già PhD ricevette una lettera di Clyde William (16 gennaio 1951), il quale fu direttore del Battelle Memorial Institute, nel periodo del famoso “UFO crash” di Roswell. Williams, che definiva Pauling “un vecchio e caro amico“, lo invitò a discutere dei cosiddetti “Intermetalli”, ossia quei materiali che si basano sul principio dei metalli a “memorie a leghe di forma“, principio che sarebbe stato presente nei frammenti della presunta astronave extraterrestre, precipitata nella contea di Roswell nell’estate dell’anno 1947. Inoltre bisogna dire che il Battelle Memorial Institute , oltre ad essere implicato nello studio dell’UFO precipitato nel 1947, fu anche collaboratore del famoso “Project Blue Book” dell’USAF. I risultati dello studio di Pauling, inerente gli “intermetalli”, al momento non sono ancora noti. Inoltre in questi anni Pauling, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, divenne consulente della R & D (Research & Development) e collaborò attivamente coi militari, offrendo i suoi laboratori. Ma questo durò poco. Pauling capì che si stava esagerando e non condividendo l’uso dell’atomica, uscì dalla collaborazione e iniziò a combattere per i diritti della pace. Ciò gli valse il premio Nobel per la Pace nel 1962, che faceva il paio con il premio Nobel per la Chimica ottenuto nel 1954. Ma fu un personaggio anche un pò eretico, controcorrente. Portò avanti l’estenuante teoria che un uso ad alto dosaggio della vitamina C, potesse portare a miglioramenti e guarigioni importanti, come quella della cura contro il cancro. I principi di Pauling furono avallati nel 2007 dalla rivista “Proceedings“, della National Academy of Science. Ma come abbiamo visto Pauling era implicato nel discorso UFO ed extraterrestri. Per quanto concerne questo ultimo tema, Pauling fu stretto collaboratore di Francis Crick, co-scopritore del modello del DNA. Pauling definiva Crick come “una delle più grandi menti al mondo“, oppure come “il padre della biologia molecolare“. Ma Pauling fu anticipatore, rispetto a Crick, della teoria della “panspermia diretta o guidata”, in cui la vita sulla Terra e su altri corpi celesti è stata inseminata da sonde automatiche inviate da civiltà senzienti extragalattiche. Non male per un bi-premio Nobel. Ma le sorprese non finiscono qui. Nell’archivio dell’Univerità dell’Oregon è contenuto un testo dattiloscritto, in due pagine, scritto da Linus Pauling. Lo scritto (confidenziale) porta il titolo di “A Study of Unidentified Flying Objects” ed è stato scritto il 16 luglio 1966. Il testo era una nota per la creazione di un gruppo di studio, che aveva il compito di mettere in evidenza le prove della esistenza degli UFO e la loro provenienza extraterrestre. Al momento non sappiamo se questo gruppo fu creato e, se si, a che risultati abbia portato. Resta il fatto che il documento esiste. E’ composto da 12 punti, ogni punto aveva il suo scopo e le sue conclusioni. Ma i punti più intriganti vanno dal punto 7 al punto 12 del documento. Eccoli qui elencati:
7. Uno studio sulla possibilità che esseri extraterrestri senzienti siano stati a contatto con la Terra per un lungo periodo di tempo.
8. L’analisi degli elementi di prova circa la possibilità dell’ origine extraterrestre dell’uomo e di alcuni o di tutti gli altri organismi sulla Terra. Questa analisi comprende lo studio comparativo delle strutture molecolari dell’uomo e di altri organismi, come il citocromo-C nell’uomo e il lievito del pane; l’analisi dei dati paleontologici sui periodi geologici in cui antenati riconoscibili degli attuali organismi viventi esistevano sulla Terra , e le conclusioni circa il momento in cui la vita extraterrestre potrebbe essere stata introdotta.
9. L’analisi della possibilità di esistenza di esseri senzienti su altri pianeti del sistema solare, al momento attuale o precedente, o su satelliti di altri pianeti del sistema solare.
10. Una discussione sull’esistenza di esseri senzienti sui pianeti adiacenti alle stelle più vicine, e della possibilità di trasportarsi verso la Terra.
11. Analisi della possibile esistenza di esseri senzienti su pianeti di stelle lontane, e la possibilità di trasportasi verso la Terra.
12. Conclusione circa l’interpretazione degli elementi di prova circa l’osservazione di oggetti volanti non identificati.
Come si evince dai punti salienti di questa proposta di studio, gli UFO non solo potevano essere considerati reali, ma se si fosse accertata la loro origine extra-planetaria, i loro occupanti avrebbero avuto la facoltà di trasferirsi sulla Terra e di aver dato la vita all’uomo e a tutte le altre specie viventi. Un documento ancor più interessante perchè di proprietà di un grande scienziato, che ha portato con sè molti segreti nella tomba. Quanto altri scienziati studiano in gran segreto gli UFO? Molti direi, ma è la prima volta di cui sia ha notizia di un due volte vincitore di un Nobel. Magari nei libri di scienza si parlasse anche di ciò e della connessione Pauling-UFO. Sarà mai possibile ciò?
Fonti di ricerca
http://osulibrary.oregonstate.edu/specialcollections/coll/pauling/catalogue/pauling17_F.html
http://osulibrary.oregonstate.edu/specialcollections/coll/pauling/calendar/1951/01/11.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Linus_Pauling
Sotto il documento di Linus Pauling sugli UFO

Sopra parte 1
Sotto parte 2






In campo ufologico , la parte che riguarda i cosiddetti ufo-crash è molto controversa e normalmente genera dibattiti accesi tra gli stessi ufologi , principalmente per mancanza di prove oggettive secondo i negatori , ma con prove documentali declassificate e dichiarazioni postume di testimoni secondo chi è convinto della loro veridicità . Negli ultimi anni si è tanto discusso e si è detto tutto è il contrario di tutto sui più famosi crash storici , cominciando dalla vicenda più emblematica , madre di tutti gli ufo-crash e cioè il caso Roswell , che ha fomentato polemiche a non finire e fatto scrivere una marea di libri e articoli , oltre a casi meno famosi ma ugualmente intriganti come : Aztec , Laredo , Socorro , San Augustin , Magdalena , Kecksburg, Varese negli anni trenta , l’antesignano caso di Aurora e via discorrendo . Negli anni cinquanta il primo che parlò di questi casi fu il giornalista e scrittore Frank Scully , con la pubblicazione del suo libro : Behind the flying saucers ( Dietro le quinte dei dischi volanti ) , che furono insieme a : Flying saucers are real ( I dischi volanti esistono ) del Maggiore Donald E. Keyhoe i primi libri di stampo ufologico ed entrambi pubblicati nel 1950 . Scully all’epoca fu screditato perché era andato oltre il top secret imposto dalle autorità militari e dalla presunta organizzazione segreta chiamata Majestic 12 , demandata secondo le fonti allo studio e al recupero degli ufo precipitati . Il suo nome ha ispirato successivamente il personaggio di Dana Scully del famoso serial X FILES . Negli anni settanta il serio e documentato ufologo americano Leonard H. Stringfield fino al 1957 consulente civile sugli ufo dell’Air Defence Command dell’Usaf , particolarmente a Columbus nell’Ohio , nel suo libro del 1977 : Situation red , the ufo siege ( Assedio ufo ) , rivelò tanti particolari sui crash , intervistando testimoni o gente che aveva avuto contatti con essi e in camera caritatis venne a conoscenza di avvenimenti ai confini della realtà . Quando agli inizi degli anni ottanta , con l’uscita del libro : Accadde a Roswell , di William L. Moore e Charles Berlitz ( The Roswell incident ) , l’evento della piccola cittadina del New Mexico è passato alla storia , creando un mito che ai nostri giorni è ancora molto vivo e che ha dato la stura alla creazione di due musei , tra cui l’International Ufo Museum di Roswell , dimostrando come gli ufo-crash non sono solo fantasie di menti esaltate . In questo calderone ci sono avvenimenti poco conosciuti dall’opinione pubblica , citati solo marginalmente , ma che
sono ugualmente interessanti e dimostrano come tali accadimenti non sono poi così rari . Uno di questi è quello che si verificò nello Spitzbergen , un’isola norvegese che fa parte del gruppo delle Svalbard , dove si estende in un’area di 39.044 km2 . Bagnata a nord e a est dal Mar Glaciale Artico , a sud dal Mare di Barents e a ovest dal Mar di Groenlandia , l’isola fu scoperta dall’esploratore Willem Barents nel 1956 , che diede poi il nome all’omonimo mare . Negli anni tra il 1940 e il 1946 come si sa , qualcuno ha poi retrodatato i fatti negli anni trenta , l’Europa fu interessata da una serie di avvistamenti di razzi fantasma e nel nord Europa la Svezia creò addirittura una rete di sorveglianza aerea per intercettare questi intrusi che violavano il suo spazio aereo . Furono creati centinaia di posti di osservazione per monitorare questi oggetti per lo più a forma di fuso e la stampa locale li ribattezzò V-3 , pensando che si trattasse di una qualche diavoleria nazista fabbricata nella base segreta di Peenemunde , ma a differenza di altri ordigni che erano caduti al suolo senza esplodere , questi sorvolavano le città creando solo panico nelle popolazioni . Negli archivi dei vari Ministeri della Difesa , furono catalogati 16.000 casi , di cui quasi 6000 non identificati . Anche la Difesa norvegese se ne occupò con la supervisione del Tenente Colonnello Dwayne Arneson . Ricordiamo a puro titolo di cronaca storica che la Norvegia fu un’area che vide nella città di Telemark , il sorgere delle fabbriche di acqua pesante per la costruzione di ordigni nucleari del Terzo Reich durante la Seconda Guerra Mondiale . Riprendendo il discorso ufo-crash , durante questa ondata di avvistamenti di razzi fantasma , ci furono testimonianze di un ordigno caduto o atterrato sull’isola dello Spitzbergen il 9 luglio del 1946 , recuperato dall’Aeronautica norvegese : la Naf ( Norwegian Air Force ) , all’epoca forse non ancora contrassegnata da tale denominazione . Come detto il supervisore per questi misteriosi avvenimenti fu il Colonnello Arneson , ufficialmente addetto ai recuperi top secret delle forze armate norvegesi , che visionò il documento classificato che attestava la realtà dell’incidente dello Spitzbergen . Intervistato successivamente ormai anziano dal Dr. Steven Greer , confermò in camera caritatis tutti i fatti
riguardanti l’evento e fu acclarata anche la sua carriera militare mediante la visione di documenti del Project Blue Book , che a loro volta avevano classificato il crash norvegese . L’ufficiale scandinavo confidò che alcuni scienziati le cui generalità rimasero top secret , vennero a studiare l’ordigno . I Ministeri della Difesa del nord Europa comunicarono tra di loro le fasi del recupero dell’oggetto che fu prelevato dall’Aeronautica USA e trasportato naturalmente in gran segreto negli Stati Uniti . Secondo le fonti che svelarono il caso , l’oggetto aveva un diametro di 47 metri , era costruito in una lega sconosciuta e sullo scafo vi erano iscrizioni che somigliavano ai caratteri cirillici , ma all’epoca i russi non disponevano certamente della tecnologia necessaria alla costruzione di simili prototipi . Come al solito quando si parla di ufo-crash , il caso è stato subito bollato come falso , ma questa ormai è una prassi consolidata per screditare questi eventi e tenerli occultati , così non si capisce mai dove comincia la verità o la menzogna . Nel suo libro : Flying Saucers Serious Business , l’ufologo Frank Edwards confermò invece i fatti , citando uno sconosciuto Colonnello rimasto anonimo che fornì ulteriori dettagli sulla storia . Nel suo libro del 2005 : Ufo , i dossier top secret , l’ufologo Alfredo Lissoni ha rivelato basandosi sulle dichiarazioni dell’ufologo John Keel , che probabilmente l’isola dello Spitzbergen era proprio la base operativa di simili intrusi . Un’altra testimonianza parla di un Generale in pensione , certo James H. Doolittle che durante un viaggio in Svezia per conto del suo datore di lavoro , la Shell Oil Company , fece una strana deviazione in Norvegia dove visionò all’epoca dei fatti l’oggetto dello Spitzbergen e confermò il suo successivo trasporto in America . A quanto pare la famosa giornalista statunitense Dorothy Kilgallen rivelò tramite sue segrete fonti militari che ovviamente non potevano scoprire la loro identità, pena ritorsioni non gradite , che il nome della nave che trasportò l’ufo dello Spitzbergen fu la corazzata Alabama e queste rivelazioni furono pubblicate dal quotidiano Los Angeles Examiner. Sul luogo dove questo oggetto fu trasportato , si possono fare solo delle congetture , indicando possibili siti segreti come l’arcinota Area 51 , Wright Patterson , Fort Riley o quant’altro . E’ certo che il recupero di questi ufo schiantatisi (!) o atterrati per un contatto ravvicinato con il nostro pianeta , sono sempre avvolti dal mistero più impenetrabile e in effetti questi avvenimenti ( una volta confermati ) che cambierebbero la nostra visione dell’Universo e sarebbero la più grande scoperta della storia dell’uomo , sono tenuti segreti all’umanità per finalità che sfuggono alla nostra comprensione ma che forse si possono intuire . Per concludere questa vicenda, avvolta ancora dopo 65 anni dal mistero , è perlomeno singolare il fatto che proprio nelle isole Svalbard si sta approntando un approvvigionamento di sementi provenienti da tutto il mondo da parte del governo norvegese con la collaborazione degli Stati Uniti e dell’Unione Europea , per preservare alle future generazioni un archivio biologico in previsione di un evento catastrofico globale , o solo per il timore di una estinzione di certe tipologie di prodotti biologici causata dall’inquinamento , giunto ormai a livelli preoccupanti . Nessuno può affermarlo con certezza , ma il fatto stesso che diversi media ne hanno diffuso la notizia è abbastanza sintomatico della sconcertante faccenda . Blindata con porte massicce , pareti spesse un metro e sensori di rilevamento , questa base sotterranea racchiude forse il futuro della sopravvivenza del nostro pianeta ? Ci sono collegamenti con i misteriosi avvistamenti degli anni 30-40 del secolo scorso o con il tanto paventato 2012 ? Questo lo potrà dire solo il futuro prossimo .
Google Earth è quello splendido software che ha cambiato il modo di vedere il mondo. Tramite riprese satellitari è possibile, quando ritenuto opportuno, visionare in maniera ravvicinata ogni parte del globo terracqueo che ci ospita. Ultimamente si è allargato. Infatti oltre al pianeta che ci ospita è possibile visionare le stelle, il pianeta misterioso Marte ma anche la nostra cara Luna, luogo di fascino, romanticismo ma anche di lunaticità, magia, mistero ed ignoto. E’ ormai risaputo, per quanto riguarda il nostro campo di studio, che sono secoli che ci sono sulla sua superficie (e non solo) avvistamenti di “strane foschie”, “misteriosi bagliori” ed “enigmatici brillamenti” come documentato dal file declassificato “Chronological catalog of reported lunar events“, pubblicato il primo luglio 1968 e scritto dagli scienziati Burley, J. M.; Middlehurst, B. M.; Moore, P.; Welther, B. L. Questo catalogo illustra in sintesi quattro secoli di anomalie lunari, che vanno dal 1540 al 1967. Il file declassificato porta la sigla NASA-TR-R-277 e lo si può leggere a questo link: 



In questi giorni c’è un gran parlare dei documenti declassificati, o meglio una parte di documenti, da parte del MoD (Ministero della Difesa) britannico. Il periodo copre gli anni che vanno dal 1981 al 1996. Si è subito, in maniera censoria, fatto credere che quasi tutti gli avvistamenti si sono incrementati, soprattutto nel 1996, a causa del successo mediatico e televisivo di “The X-Files”. La tesi è stata avallata e fatta credere vera dal noto scettico, in tema di UFO, David Clarke, docente di giornalismo alla Sheffield Hallam University e incaricato dal Governo britannico di pubblicare il tutto. Quindi quasi tutte allucinazioni, mitomanie, lanterne cinesi e palloni sonda. E la stampa “abbocca”, facendo un “copia ed incolla”, senza andare a visualizzare per davvero i documenti desecretati. Ma se lo avessero fatto avrebbero sicuramente notato che non è tutta roba da “manipolazione da telefilms”. Nei documenti ci sono anche alcuni casi di incontri in volo, tra velivoli e UFOs (Unidentified Flying Objects), con casi di “near miss” (quasi collisione). Eccone un esempio:
Tutto ha inizio un anno fa, avevamo messo da poco in piedi questo “blog”. Incominciammo a riceve molte email di lettori entusiasti e preparati, tra le quali spiccava la segnalazione di un lettore, il quale voleva sapere notizie sulle cosiddette “scie chimiche”, che in quel periodo (parliamo del 21/22 agosto 2008) avevano imperversato nei cieli italiani, ivi inclusi i cieli della Puglia. Il nostro affezionato lettore lavora a Verona, ha 45 anni, è una persona rispettata nel proprio ambiente di lavoro e le sue origini sono pugliesi, precisamente di Martina Franca. Infatti il Marcello G. (cognome omesso per la privacy) in quel periodo voleva sapere da noi informazioni su presunte “chimicate” nei cieli di Martina Franca, Cisternino, Locorotondo ed Alberobello. Rispondemmo che il CUT (Centro Ufologico Taranto) non si occupava di “scie chimiche”, ma che ci erano giunte comunque alcune segnalazioni di presunte “chemtrails” nei cieli della Valle d’Itria, soprattutto nei pressi dell’ex 3° ROC di Martina. Ma ci intrigò soprattutto un fatto accennato dal nostro amico lettore, quello inerente un atterraggio di un UFO di forma discoidale e metallico, che fu visto dalla sua mamma e dalla zia nei pressi di Martina Franca e Mottola. Tutto avvenne nel periodo prebellico, prima del 1947. Dopo un anno ecco il resoconto molto interessante, che fa retrodatare i casi di IR3 (Incontri Ravvicinati del 3° Tipo) ad un periodo in cui di “marziani” non si parlava ancora. Ecco il resoconto del caso, dalle parole del nostro amico lettore, che si fa direttamente le domande e risposte:
Quando gli ufologi dichiarano che molti UFOs possono essere di origine extraterrestre ed essere qui da noi esce d’incanto, dalla bocca di molti, la risatina d’ironia oppure l’affermazione “ma va la, son tutte fuffole, gli UFOs sono invenzioni“, ma quando viene detto da qualche scienziato, magari un radioastronomo, ci pensano 100 volte (o anche più) prima di controbattere. E’ questa la realtà nostrana, tutta italiana, che preferisce il gossip più becero, le veline e programmi di divulgazione misteriosofica decisamente “trash”. Ma tantè, siamo nel paese delle contraddizioni per antonomasia. Ma bisogna pur dire che anche le riviste a noi più vicine, che si occupano di Ufologia e fenomeni connessi, di correnti di pensiero e impostazione dell’argomento agli antipodi, non hanno mai parlato di un documento scientifico, portato alla ribalta a metà anni 2000, in un simposio di Bioastronomia. Il testo è presente nei volumi dei simposi e convegni della IAU (International Astronomical Union), Volume 213, 2004 dal titolo “Bioastronomy 2002: Life Among the Stars“. Il capitolo di cui ci occupiamo si intitola “Searching for Extraterrestrial Technologies Within Our Solar System“, scritto da Allen Tough (University of Toronto) e Guillermo A. Lemarchand (Instituto Argentino de Radioastronomia CONICET). Leggendolo sommariamente sembrerebbe un testo di ufologia, ma è scritto da scienziati. Vi si legge che è altamente probabile ipotizzare la presenza di civiltà extraterrestri, che utilizzano piccole sonde interstellari per l’esplorazione cosmica e del nostro sistema solare. Dopo una introduzione che attesta l’elevata possibilità che esistono civiltà extraterrestri molto più vecchie e progredite della nostra, che utilizzano tecnologia più avanzata di noi di migliaia, se non milioni di anni rispetto alla nostra tecnologia “adoloscente”, i due scienziati illustrano la possibilità che queste civiltà mandino sonde per monitorare oppure dialogare con tutte le civiltà che incontrano. I due studiosi, nella loro disamina, dichiarano che sulla Terra alcuni scienziati ed ingegneri spaziali stanno esplorando la possibilità teorica per la costruzione di sonde interstellari, che possono viaggiare ad un decimo della velocità della luce. La fattibilità di questi progetti è supportata dal lavoro d’avanguardia odierno nel campo della robotica, intelligenza artificiale, nanotecnologie e nuovi mezzi di propulsione. Facendo il paragone con ciò che sta accadendo oggi sulla Terra è altamente probabile che qualche civiltà della nostra galassia abbia già iniziato, da migliaia di anni, l’invio di sonde intelligenti di controllo in vari sistemi planetari e quindi una sonda intelligente extraterrestre potrebbe aver raggiunto già da ora il nostro sistema solare. Tra le altre cose auspicano un cambiamento radicale in seno al SETI
(Search of Extraterrestrial Intelligence), che (secondo i due studiosi) è rimasto alle vecchie nozioni di oltre 40 anni fa. Bisogna aggiornare la ricerca , basandosi su ciò che è riuscita a raggiungere la tecnologia e la scienza oggi e, soprattutto, incominciare ad accettare la presenza di sonde extraterrestri qui da noi. E, purtroppo, (affermano i due scienziati) la maggior parte dei programmi di ricerca SETI hanno ignorato oppure respinto la possibilità che sonde spaziali extraterrestri nel nostro sistema solare e sulle loro estrapolazioni di energia. Quindi dove si potrebbero scovare queste sonde? Secondo i due scienziati un oggetto alieno potrebbe essere una sonda oppure una nave spaziale e la comunità scientifica mondiale può concentrare la ricerca sulla Luna, cintura degli asteroidi oppure nei punti di equilibrio di Lagrange. In alternativa, un oggetto alieno potrebbe essere un edificio, un monumento oppure altra struttura artificiale. Addirittura nel documento si afferma che questi artefatti potrebbero essere stati creati “deliberatamente” da queste civiltà direttamente per noi, conoscendo la curiosità umana nella conoscenza e nella scoperta e affinchè un giorno l’uomo possa scoprirle e ammirarle con reverenza e bellezza. Inoltre viene ipotizzato che questi artefatti potrebbero anche essere stati conservati al di sotto della superficie di alcuni corpi celesti (forse in fessure naturali o passaggi) per proteggerli da eventuali danni causati da micrometeroriti o dalle radiazioni cosmiche. Il documento poi si inoltra su un altro approccio di ricerca, ossia quello della tecnologia, sui mezzi di propulsione e da dove ricavare energia. I due studiosi affermano che bisogna ricercare le prove di una estrazione mineraria, effettuata da queste sonde. Ciò potrebbe accadere nella cintura degli asteroidi e civiltà extraterrestri potrebbero far sistematicamente ciò, costruendo sonde autoreplicanti o le cosiddette “macchine di von Neumann”. Questa idea è stata ampiamente discussa nella sede del SETI nel corso degli anni. Un altra opzione, sempre secondo i due studiosi, è quella di ricercare prove fisiche di un oggetto artificiale extraterrestre sul pianeta Terra. Esso potrebbe essere in orbita, a terra o in un oceano. Forse (si legge nel documento) sono arrivati recentemente o milioni di anni fa. Potrebbe essere una sonda super intelligente che ci monitorizza attivamente oppure, semplicemente, una parte di scarto di una antica sonda. Davvero dichiarazioni sensazionale che se provenissero da un ufologo sarebbe stato addebitato, come minimo, un pazzo. Ma non finisce qui, vi si legge infatti che esiste la possibilità che una piccola sonda intelligente potrebbe essere nascosta tra i detriti spaziali che orbitano intorno alla Terra. Facendo un piccolo appunto non inserito nel documento in esame, questa ultima teoria non è nuova, infatti a metà anni 80 del secolo scorso il CUN (Centro Ufologico Nazionale) formulò, per primo al mondo, l’ipotesi che gli UFOs avessero usato, e usino normalmente, il fenomeno degli “sciami” meteorici per “mascherare” il loro arrivo. Si parlò quindi di “mimesi celeste”. E quindi non è peregrino pensare che utilizzino anche la mimetizzazione, “nascondensosi”, tra la spazzatura spaziale. Tornando al documento questa individuazione è estremamente difficile ma non impossibile, visto che esistono diverse agenzie di “intelligence” e di sicurezza mondiali che monitorano quitidianamente la Terra, gli oceani e lo spazio. Lo studio si concentra poi sulle dimensioni di queste sonde. Innanzitutto se le civiltà extraterrestri sono di molti secoli più avanti rispetto a noi, potrebbero aver creato dei robot super intelligenti molto tempo fa. Ma non solo, è ipotizzabile pensare (affermano i due studiosi) che possano aver inviato mini sonde di manifattura molecolare (nanotecnologie) per esplorare altri sistemi planetari. Almeno una di queste piccole, intelligenti e autonome sonde interstellari può già aver raggiunto il nostro sistema solare. E per scovarla bisogna cambiare strategia. Anzichè rilevare questa sonda possiamo “invitarla” ad interagire con noi. Ma non è tutto, i due scienziati ipotizzano che queste sonde super intelligenti, con una tecnologia di migliaia o di milioni di anni superiore alla nostra, possano facilmente monitorare le telecomunicazioni, possono imparare facilmente le principali lingue della Terra e imparare a navigare nel World Wide Web e motori di ricerca. Una conclusione davvero inquietante e sconvolgente. Che dirvi, questa è la dimostrazione che molti scienziati sono più “pazzi” e “matti” di noi ufologi e chi scrive si domanda: “se avvessimo scritto noi ciò, cosa ci avreste detto? Sono tutte bufale o ciarpame?”
In questi tempi non facili , dove le cronache che ascoltiamo quotidianamente rasentano l’inverosimile per le crudeltà che si perpetuano ovunque nella società contemporanea , rievocare il 40° anniversario del primo sbarco umano sulla Luna può sembrare un anacronismo , ma quell’avvenimento accaduto nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969 ( a seconda del fuso orario ) è stato uno dei più grandi sogni a occhi aperti dell’uomo , ricordando in special modo anche la storica frase che l’astronauta Neil Armstrong pronunciò come primo uomo che toccò il suolo del nostro satellite : questo è un piccolo passo per un uomo , ma un passo gigantesco per l’umanità . A quell’epoca di inverosimile e di straordinario vi erano queste imprese che ci permisero di guardare le stelle con altri occhi , nella speranza di un cambiamento in meglio per i mali del’uomo . Qualcuno senza fede e scettico ad oltranza ha persino messo in dubbio il fatto che questo sbarco sia realmente avvenuto, denigrando l’impresa di Armstrong , Aldrin e Collins, ma è stato smentito tout-court da troppe testimonianze incontrovertibili e dimostrabili ( effetto doppler docet ) , ma questa è un’altra storia . Oggigiorno , diventata l’astronautica una prassi consolidata e penalizzata dai tagli di bilancio , assistiamo solo ad avvenimenti terribili , mentre le cronache di quegli anni erano zeppe di imprese che esaltavano le migliori qualità umane come : coraggio , intelligenza , fede e orgoglio . Nel 1969 avevamo qualche anno in meno e quell’avvenimento resta uno dei più bei ricordi della nostra giovinezza , visto che impiegammo l’intera notte a seguire le cronache televisive in bianco e nero dei mitici Tito Stagno e Ruggero Orlando . Nel momento in cui la famosa navicella LEM staccatasi dalla nave madre Columbia toccò la superficie della Luna , uno scrosciante applauso scoppiò negli studi RAI , ma quell’applauso fu probabilmente di tutta l’umanità , per una volta unita in qualcosa di grande . Alcune fonti e testimonianze captate sulle frequenze dei radioamatori , parlarono anche di incontri ravvicinati con altri oggetti che stazionavano sulla superficie selenita , da parte degli astronauti americani . Questa vicenda dette a quell’impresa un alone di leggenda ai confini della realtà . Gli stessi astronauti al ritorno sulla Terra ebbero una sorta di crisi mistica , generata sicuramente oltre che dal vedere la Terra immersa nelle profondità dello spazio , anche da quegli incontri ai limiti della comprensione umana . Quella storica missione all’epoca carica di significati , oggigiorno dove non esistono più valori sicuri , come ripetemmo in una nostra precedente lettera sull’anniversario del lancio dello Sputnik , ha ancora una essenza morale e storica ? Come ebbe a dire nel 2004 in una intervista il celeberrimo Tito Stagno : <<Non credo che si riuscirà più a ricreare il clima magico del primo sbarco dell’uomo sulla Luna . Quella fiducia quasi ingenua nel progresso , figlia dello spirito della Nuova Frontiera Kennediana , non appartiene più alla nostra era globalizzata , carica di ansie e di paura del futuro . Si spera lo si possa ripetere un giorno con lo sbarco su Marte >>. Frasi tra amarezza e speranza che credo sia superfluo commentare .
Ormai di Roswell si parla (e si sparla) ovunque. Chiunque, anche non avvezzo alle tematiche ufologiche, ha sentito parlare di quel lontano evento che ha per sempre cambiato (in positivo e in negativo) il proseguio della tematica UFO. Ormai il mito è bello e creato. Alimentando anche false credenze che, purtroppo, fanno solo male allo studio serio dell’Ufologia, una disciplina che fa della disinformazione “in buona fede” la sua arma di informazione, basti vedere alla annosa diatriba se il presunto filmato della autopsia dell’ipotetico “extraterrestre” sia vero o meno. Nessuno mette in dubbio che l’approfondimento di un caso debba passare attraverso varie disamine, ma quando di un caso si cambiano parole ma il significato resta sempre quello, allora è meglio cambiare argomento o almeno trovare ipotesi davvero alternative che possano non stancare, come purtroppo ha stancato molti addetti ai lavori. La stagnazione di argomenti come Roswell fanno solo bene a chi vuole rimanere nel limbo ed accettare passivamente cosa gli viene proposto. Fatta questa dovuta premessa iniziale cosa ci rimane di Roswell? Per quanto riguarda le prove poco o nulla, sappiamo soltanto che tra il giorno del 3 oppure 4 di Luglio del 1947, qualcosa cadde dal cielo e si schiantò nella contea di Roswell (New Mexico).Furono rinvenuti dei frammenti che furono portati prima allo sceriffo di Roswell, che a sua volta li portò alla base aerea della stessa cittadina, zona militare altamente strategica e importante per l’epoca e che alloggiava il 509° Gruppo Bombardieri Air Force, quello per intenderci che bombardò in maniera atroce nel 1945 Hiroshima e Nagasaki con armamenti atomici. Una volta portati alla base militare, venne redatto qualche giorno dopo il famoso comunicato stampa del ritrovamento di un disco volante e 24 ore dopo un nuovo comunicato stampa che affermava che invece il disco era in realtà un pallone sonda. Il resto è storia recente. Diciamo che se dobbiamo dare conto alle poche prove che al momento rimangono e se togliamo la smentita del Generale Ramey del Pentagono, quel che ci resta è il mistero più completo. L’evento resta avvolto nella nebbia. Un evento che probabilmente è stato causato da una caduta di un UFO, ma inteso come Oggetto Volante Non Identificato e non sinonimo di velivolo extraterrestre nel senso proprio del termine. In generale indizi (che non sono prove) che molti UFOs siano di origine extraterrestre è da prendere in seria considerazione, ma forse l’evento di Roswell riguarda per davvero un qualcosa di esogeno e “alieno” ma probabilmente non appartenenti ad esseri della Costellazione di Z-Reticuli dalla pelle “Grigia”.
il giorno 3 Luglio 1947 ed il 30 Ottobre 1947. E pare davvero una strana coincidenza che il giorno del presunto “UFO” crash di Roswell del 3 Luglio 1947 fu lanciato un missile V-2. O l’oggetto caduto a Roswell era questa V-2 oppure che, contrariamente a ciò che dicono ufficialmente, il missile non era stato ridimensionato per soli scopi scientifici ma aveva ancora la sua innata propensione a distruggere. Ma di quel missile non si sa più nulla, se sia caduto, scomparso in azione, disintegrato. Si sa soltanto che è stato lanciato e questo deve far pensare molto.
successo? La causa potrebbe risiedere nel nostro Sistema Solare e l’origine potrebbe essere ricercata sul nostro Sole, e precisamente nelle CMEs (Espulsioni Coronali di Massa o Coronal Mass Ejections). I CME sono fenomeni che hanno origine dalla esplosione di strutture magneticamente confinate il cui effetto e’ di espellere plasma, a velocitá anche di diverse migliaia di km/sec, nell’atmosfera solare e verso lo spazio interplanetario. Si pensa che essi abbiano un ruolo importante nella riconfigurazione del campo magnetico solare. La loro frequenza varia durante il ciclo solare da un evento ogni due giorni al minimo fino a tre eventi al giorno nella fase di massimo dell’attività. Le tempeste geomagnetiche, la distruzione di satelliti dovuta ad interazione con particelle molto energetiche nonchè i problemi al sistema delle comunicazioni molto frequenti durante il massimo del ciclo solare sono in gran parte causati da CMEs.
Ma le sorprese non finiscono qui. Ipotizziamo che per motivi di blackout elettrico laV2 sia stata distrutta dall’anomalia solare, cosa può essere successo all’Oggetto Volante Non Identificato, perché è caduto? Si può solo ipotizzare una cosa. La Enorme Massa Coronale Solare abbia modificato e alterato la sua autostrada cosmica, che ha via preferenziali teoricamente tra Terra e Luna e tra Terra e Sole. Autostrade che hanno un nome, si chiamano Wormhole. Ma cosa sono in breve? Un wormhole (buco di tarlo, in italiano), detto anche Ponte di Einstein-Rosen, è una ipotetica caratteristica topologica dello spazio tempo che è essenzialmente una “scorciatoia” da un punto dell’universo a un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. Il termine inglese “wormhole” deriva dalla seguente analogia usata per spiegare il concetto: si immagini che l’universo sia la buccia di una mela, e che un verme viaggi sulla sua superficie. La distanza tra due punti opposti della mela è pari a metà della circonferenza se il verme resta sulla superficie della mela, ma se invece si scava un foro direttamente attraverso la mela, la distanza che deve percorrere è inferiore. Non si sa se un wormhole possa esistere. Una soluzione alle equazioni della relatività
generale che potrebbe rendere possibili i wormhole senza materia esotica, una sostanza teorica che ha una densità di energia negativa, non è stata ancora scoperta. Comunque, né le soluzioni alle equazioni della relatività generale che accomodano i wormhole, né l’esistenza della materia esotica, sono state rigettate. Molti fisici, compreso Stephen Hawking ritengono che, a causa dei problemi che un wormhole creerebbe in teoria, compreso permettere il viaggio nel tempo. Ma praticamente un viaggio nel tempo è possibile e si può anche, ragionevolmente pensare, che l’UFO di Roswell non era un nave spaziale pilotata da extraterrestri ma una macchina del tempo, pilotata da essere provenienti dal futuro o dal passato. Non sappiamo quali conoscenze della fisica quantistica avessere questi esseri umani, ma sicuramente molto avanzata. Ma come si fa ad esser certi che l’UFO di Roswell sia stata una
Durante la Seconda Guerra Mondiale come è noto , sono stati tanti i progetti scientifici segreti a fini militari che sono stati messi a punto sia dagli Alleati che dagli scienziati dell’Asse , per poter avere la supremazia sul nemico ma soprattutto molte più possibilità di vincere la guerra . Alcuni di questi progetti sono balzati alla notorietà solo negli ultimi anni , ma altri sono quasi sconosciuti ai più , visto che come ho già detto , i libri di storia ufficiali non ne parlano o ne parlano in maniera vaga , anche perché la maggior parte di essi sono stati scritti dalle nazioni vincitrici . Nei primi anni della guerra , i sommergibili U-BOOT tedeschi erano una terribile minaccia per i convogli alleati che trasportavano rifornimenti nell’Oceano Atlantico e al riguardo un film di produzione tedesca del 1981 come “ U-BOOT 96 “ del regista Wolfgang Petersen è illuminante in materia . Questi convogli erano scortati il più delle volte da navi da guerra o monitorate da pattugliamento aereo , anche se per ovvie ragioni il raggio d’azione di questi ultimi non poteva essere troppo vasto , perché all’epoca non esisteva il rifornimento in volo . Però nel 1942 uno scienziato inglese di nome Geoffrey Pyke sviluppò un ardito progetto che chiamò Habakkuk , dal nome di un profeta dell’Antico Testamento su cui era scritto : << Perché sto costruendo un’opera che se ve la raccontassero , non ci credereste >> . Questo progetto consisteva in enormi iceberg artificiali da usare come piste di atterraggio nel bel mezzo dell’Atlantico . Dovevano anche servire come basi di rifornimento di carburante per gli aerei che provenivano dagli Stati Uniti . Queste navi di ghiaccio studiate da Geoffrey Pyke dovevano secondo il progetto essere larghe 90 metri e lunghe 600 e dalla forma di una scatola rettangolare di ghiaccio sintetico , dove gli aerei sarebbero atterrati per fare rifornimento . All’interno si sarebbero dovuti creare : hangar , officine e alloggi oltre all’impianto refrigerante . In gran segreto i primi lavori di ricerca e sviluppo furono fatti sui grandi laghi del Canada . Quando furono costruiti e testati i primi prototipi di piccola grandezza , gli scienziati scoprirono che aggiungendo al ghiaccio un 10% di pasta di legno questo diventava duro come il cemento e lavorabile come il legno stesso . Ma alla fine del progetto già pronto ci fu un ostacolo insormontabile , ogni iceberg costava quanto una portaerei e quindi il fattore economico portò all’abbandono del progetto stesso .
Uno degli avvenimenti più drammatici e decisivi della guerra , fu certamente il bombardamento atomico del 6 Agosto 1945 sulla città di Hiroshima oltre quello del 9 Agosto su Nagasaki , che portò alla resa dell’ Impero Giapponese di Hirohito , che firmò come sappiamo la resa incondizionata sulla corazzata Missouri del Generale Mac Arthur . Pochi sanno che la massa critica di uranio 235 facente parte della bomba atomica denominata Little Boy sganciata su Hiroshima , fu trasportata fino a destinazione dall’incrociatore Indianapolis , che partì il mattino del 16 Luglio 1945 dalla baia di San Francisco per una missione talmente e ovviamente così segreta e di cui solo il comandante dell’incrociatore , il capitano di vascello Charles Butler Mc Vay 3° era a conoscenza della verità . L’equipaggio non sapeva neanche in che cosa consisteva quel carico misterioso , ma il comandante Mc Vay riferì loro solo che ogni ora guadagnata nel trasporto del materiale avrebbe accorciato la durata della guerra . La loro segreta destinazione era l’isola di Tinian nelle Filippine , che fu raggiunta al più presto dopo una tappa a Pearl Harbor . Una volta raggiunta l’isola , il materiale venne scaricato sotto l’attento controllo del capitano di vascello William Parsons ,vicedirettore del laboratorio armamenti di Los Alamos , dove la bomba era stata assemblata . Il capitano Parsons sarà colui che armerà l’ordigno atomico sganciato su Hiroshima dall’aereo Enola Gay , comandato da Paul Tibbets . Sganciato il carico , l’incrociatore Indianapolis si diresse verso il porto di Apra nell’isola di Guam , nel gruppo dell’arcipelago delle Marianne , in attesa di tornare negli Stati Uniti . Il 28 Luglio l’incrociatore salpò per dirigersi a Leyte senza scorta di cacciatorpediniere , perché sembrava che non ci fossero navi a disposizione . Il Comando delle isole Marianne riferì che la scorta non era necessaria perché le rotte erano sicure (!) e l’unica precauzione da prendere era quella di zig-zagare per disorientare eventuali sommergibili nemici , ma questa era considerata per lo più una tattica inutile . Infatti verso la mezzanotte del 29 Luglio il sommergibile giapponese I-58 , comandato dal capitano di corvetta Mochitsura Hashimoto, lanciò 6 siluri a ventaglio e affondò in pochi minuti l’Indianapolis , l’ultima grande nave della Seconda Guerra Mondiale , in un tratto di mare dove la terra più vicina era a 300 miglia di distanza , in un mare infestato dagli squali e per di più senza scorta . Si fece appena in tempo ad abbandonare la nave lanciando un sos , nave che contava tra ufficiali e truppa 1196 uomini . Di questi , più di 300 furono inghiottiti insieme alla nave che affondava , gli altri aggrappati ai salvagente e ai rottami restarono ignari dela sorte che li attendeva . Di questi ultimi ne sopravvissero solo 316 , salvati dopo 4 giorni , gli altri furono assaliti dagli squali e subirono una fine atroce . Un accenno a questa tragedia , si può ascoltare nel film del 1975 “ Lo squalo “ di Steven Spielberg . Il famoso ammiraglio Nimitz , comandante della flotta Usa , ordinò una commissione d’inchiesta , che sembrò appurare la negligenza del capitano Mc Vay comandante dell’Indianapolis , che deferito alla Corte Marziale fu condannato senza prove effettive alla perdita di 100 posti nel grado di Capitano di Vascello . Una carriera conclusa dopo 26 anni di servizio e 3 decorazioni che portò al suo drammatico suicidio nel Novembre 1968 . L’inchiesta della Marina però negli anni non si fermò , coadiuvata anche dalla testimonianza del capitano Hashimoto , comandante del sommergibile nipponico , e alla fine si appurò che le responsabilità maggiori erano state del Comando in Capo del Pacifico e del Capo di Stato Maggiore a Washington , ma gli ufficiali responsabili non furono perseguiti . Il capitano Charles Butler Mc Vay fu riabiltato solo il 12 Ottobre del 2000 dopo 55 anni e scagionato dalla Camera e dal Senato USA .
Recentemente nei pressi della città di Viterbo è stato ritrovato il diario di un soldato italiano , tale Elvio Cardarelli , testimone oculare dell’uso dei gas iprite e arsine nella guerra d’Etiopia del 1936 da parte del regime fascista , per mezzo di bombe di aereo e proiettili di artiglieria . Ricordiamo che l’uso di questi gas era vietato dalle convenzioni internazionali , ma l’espansionismo colonialistico del regime si Mussolini ne portò all’uso su quelle regioni dell’Africa , per accelerarne la conquista, anche se la vicenda è stata negata per decenni . Ma il ritrovamento di queste memorie ha portato prove testimoniali dei fatti , su questa anteprima della guerra chimica . L’espansionismo fascista del 1936 fu il preludio agli accordi con Hitler e con l’Impero del Giappone , formante le forze dell’Asse nella Seconda Guerra Mondiale . Il memoriale di questo soldato fu ritenuto molto pericoloso dal regime e fu quindi occultato e non divulgato . Solo nel 1996 , dopo 60 anni , l’allora Ministro della Difesa Domenico Corcione ammise l’uso dei gas in Etiopia e il ritrovamento di un telegramma di Mussolini che ne autorizzava l’uso . Per concludere questa pagina oscura dei tempi anteguerra cito alcuni passi del diario di Elvio Cardarelli , che non hanno bisogno di commenti : << 1- Ci troviamo nella zona colpita dai gas che i nostri aerei hanno gettato qualche mese fa quando il terreno che ora attraversiamo pullulava di abissini . L’effetto deve essere stato terribile . Lo certificano le centinaia di carogne che , rattrappite ed impressionanti , sono sparse ovunque . 2- Scorgo attraverso le erbe alte i corpi neri di indigeni rattrappiti dal fuoco dei nostri lanciafiamme . Non emanano cattivo odore , ma sono orrendi a vedersi . 3- Alberi altissimi , che sembra siano stati privati del fogliame, della corteccia e dei rami più piccoli da un violento incendio . Il fuoco poi ha investito non solo una e poche di queste piante , ma migliaia di esemplari >> .