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Archivio per la categoria ‘ESOBIOLOGIA’

Freeman Dyson: “non escludo l’esistenza degli extraterrestri”

Ecco che riproponiamo un intervista interessantissima al fisico matematico Freeman Dyson, effettuata dal matematico e fisico italiano Piergiorgio Odifreddi e che apparve sul quotidiano “La Repubblica” del giorno 18 settembre 2000. Buona lettura.

Secondo la leggenda, Vishnu ha due regine: Lakshmi, dea della prosperità, e Sarasvati, dea della saggezza. Essendo spose dello stesso uomo, le due sono rivali: ogni volta che una conferisce i propri doni a qualcuno, l’altra gli nega i suoi. Per questo i ricchi non sono saggi, e i saggi non sono ricchi.
Una volta, i saggi che volevano rimediare alla povertà dovevano bazzicare per corti e palazzi. Perdendo presto, ovviamente, la saggezza. Oggi alcuni eletti possono seguire un’altra strada, e diventare membri dell’Istituto degli Studi Avanzati di Princeton: una verde oasi creata negli anni ‘30 per riprodurre i vantaggi delle corti senza gli svantaggi. In particolare, i membri dell’Istituto sono pagati solo per pensare, e non devono preoccuparsi di scrivere, pubblicare, insegnare e fare esami.
L’Istituto ha annoverato fra i suoi professori Einstein, Gödel e Von Neumann: ovvero, gli astri più luminosi della fisica, della logica e della metematica moderne. L’abbiamo visitato per intervistare uno dei suoi fortunati membri: il fisico-matematico Freeman Dyson, un originale scienziato che è anche un divulgatore di fama.
La sua esperienza nel nucleare va dalla progettazione pratica di minireattori utilizzati in medicina alle riflessioni teoriche del suo primo fortunato libro, Armi e speranza (Boringhieri, 1984).

Cosa pensa dell’energia atomica?

“Non ne sono particolarmente entusiasta.
Direi di essere abbastanza neutrale al riguardo. Penso che i pericoli e i vantaggi dell’energia atomica siano stati assolutamente esagerati. Sia i sostenitori che i denigratori ne hanno sopravvalutato il potenziale. A mio avviso, si tratta soltanto di un altro modo per produrre elettricità.
Se potesse essere più a buon prezzo, sarebbe meglio. Naturalmente sono contrario alle bombe anche se spesso l’opinione pubblica non sembra comprendere la differenza”.

Nel 1958, però, lei progettava navicelle spaziali con bombe atomiche come propellente.

“Beh, eravamo giovani, e dal punto di vista tecnico era un’ottima idea. Si trattava di mettere un migliaio di bombe atomiche nel serbatoio, e detonarne un paio al secondo per salire al cielo: boom, boom,… Noi volevamo farlo ma, per fortuna o sfortuna, non ottenemmo l’autorizzazione”.

Volevate farlo per andare dove?

“Soprattutto sui pianeti. Eravamo interessati a Marte, a Saturno, ai satelliti di Giove. E naturalmente avremmo voluto andare su Europa, dove adesso sappiamo che esiste un profondo oceano. Avremmo scoperto cose molto interessanti, se mai fossimo andati”.

Magari altre forme di vita. Nell’Origine della vita
(Boringhieri, 1987) lei ha proposto una teoria su come è nata quella che conosciamo.

“Il software della vita è rappresentato dal genoma, che codifica le istruzioni per la costruzione di una creatura vivente. L’hardware è rappresentato dalle proteine, la macchina chimica che elabora le istruzioni del Dna. Alla domanda “chi è nato prima”? i biologi ortodossi rispondono: i geni. Io la penso esattamente al contrario, e rispondo: le proteine. L’idea è che l’hardware può esistere senza il software, ma il software non può esistere senza l’hardware”.

Il suo modello semplificato ha alcune caratteristiche interessanti: ad esempio, una simmetria tra la vita e la morte. Possiamo dedurne che non sono le divinità, ma gli organismi rudimentali a risorgere o vivere in eterno? E che la morte è il prezzo da pagare per poter vivere una vita interessante?

“Direi proprio che sia così. Bisogna essere molto semplici per vivere in eterno o resuscitare: è necessario mantenere un’organizzazione, o farla emergere spontaneamente dal caos, il che avviene tanto più facilmente quanto meno c’è complessità”.

In Infinito in ogni direzione (Rizzoli, 1989) lei ha affrontato un problema complementare. Crede che ci sarà sempre vita nell’universo?

“Non dico di crederci. Ho soltanto voluto vedere se le leggi della fisica o della chimica permettono alla vita di continuare per sempre. Penso che sia una buona domanda, alla quale ho risposto dimostrando che la possibilità non è esclusa”.

Sarebbe però una vita molto diversa dalla nostra, che è destinata a terminare abbastanza presto insieme al sistema solare.

“Se la vita riuscirà a sopravvivere, lo farà soltanto modificando ripetutamente la propria forma. Ciò che io ho in mente è qualcosa come La nuvola nera di Fred Hoyle: una grande nuvola di polvere interstellare, con segnali e sistemi elettromagnetici al posto di nervi e muscoli, che necessita soltanto di luce stellare e di sostanze chimiche che può raccogliere nello spazio. Naturalmente, esistono molte altre possibilità”.

Queste idee mi fanno venire in mente una frase di Primo Levi: “La miglior fantascienza è la scienza”. Nel suo ultimo libro, Il sole, il genoma e Internet (Boringhieri, 2000), lei prosegue nel genere, immaginando ad esempio piante a sangue caldo.

“Si tratta di piante omeoterme, che si rendono indipendenti dalla temperatura e dall’atmosfera in cui vivono circondandosi di una serra, proprio come gli orsi polari sviluppano una pelliccia, o le tartarughe un guscio, per proteggersi dall’ambiente.
Magari su Marte o su Europa già ci sono, e potremmo cercarle: dovrebbe essere facile individuarle dalle loro perdite, a meno che le serre non siano perfette. Sulla Terra potremmo costruirle noi, quando avremo imparato a progettare geneticamente le piante”.

C’è una soluzione “vegetale” ai problemi energetici?

“Già oggi siamo in grado di produrre combustibili chimici dalle piante: si coltiva la canna, si produce l’alcol fermentando lo zucchero, e lo si usa come combustibile industriale. Funziona, ma è più caro che importare petrolio. In futuro potremmo progettare una foresta alimentata dal sole, le cui piante sintetizzano idrocarburi che finiscono direttamente in oleodotti sotterranei. Sarebbe una bella soluzione a tanti problemi”.

E progettare animali?

“Questo è un problema più delicato. Più ci si avvicina all’ uomo, maggiori sono i problemi di carattere etico. Possiamo già fare moltissimo con le piante, senza dover affrontare queste domande”.

A proposito di etica e morale, lei ha ricevuto quest’anno il Premio Templeton, che costituisce l’analogo del Premio Nobel per la religione. La scienza sta forse sostituendo la teologia?

“In un certo senso è così. Oggi sono gli scienziati a scrivere testi destinati al grande pubblico. Filosofi e teologi tendono a diventare sempre più tecnici, e a scrivere in un modo che soltanto loro sono in grado di comprendere. Non so quale sia la ragione, né cosa ne pensi il signor Templeton”.

Visto che siamo in argomento, qual è la sua idea di Dio, ammesso che ne abbia una?

“Noi abbiamo una mente, e quindi esiste una componente mentale dell’universo nella quale siamo integrati. Possiamo anche chiamarla Dio, ma è solo un modo razionale di guardare alle cose. Io definisco Dio come una Mente sviluppatasi a un livello tale che non siamo in grado di comprenderla”.

Una sorta di inconscio collettivo, o di Internet. Ma esiste qualche legame fra questo Dio superumano e la natura?

“Il cervello mediante il quale compiamo le nostre scelte è costituito di atomi. Gli atomi sono attivi, e sembrano fare scelte imprevedibili. Possiamo dire che questa sia la manifestazione di una Mente nel senso di un’Anima Mundi, più che di un Dio tradizionale”.

Fonte: http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/000918a.htm

Categories: ASTRONOMIA, ESOBIOLOGIA

Scoperta una “Super Terra” a circa 40 anni luce da noi

A 40 anni luce dal nostro pianeta c’é una “superterra”: è un pianeta più grande della Terra, ma anche molto più piccolo rispetto ai numerosi pianeti giganti finora scoperti all’esterno del Sistema Solare, ha una debole atmosfera ed è ricco di ghiaccio. Lo descrive su Nature il gruppo di astronomi guidati dall’americano David Charbonneau, dell’università di Harvard, ed è stato scoperto con un telescopio simile a quelli amatoriali. Il nuovo pianeta, chiamato GJ 1214b, è circondato da una debole atmosfera e probabilmente è ricco di ghiaccio d’acqua, anche se allo stato cristallino.

Per le sue dimensioni rientra nella categoria delle “superterre”, che hanno una massa compresa fra 1,9 e 10 volte quella della Terra. Con una massa che è circa sei volte quella del nostro pianeta e il raggio di 2,7 volte quello terrestre, GJ1214b impiega solo 38 ore per orbitare intorno alla sua stella: una nana rossa dalla quale dista due milioni di chilometri, 70 volte in meno della distanza Terra-Sole. La temperatura della superficie, secondo i calcoli, è di circa 200 gradi centigradi, infernale dunque per la vita. Sono molti gli elementi che rendono interessante la scoperta, a partire dagli strumenti che l’hanno resa possibile: un sistema di telescopi ottici basati a terra con lenti dal diametro di 40,6 centimetri del tutto simili a molti strumenti amatoriali. Un elemento che, secondo gli esperti, apre nuove prospettive nella caccia di eventuali gemelli della Terra perché anche queste tecnologie hanno dimostrato di poter scoprire pianeti grandi più o meno quanto la Terra in orbite calde e ospitali per la vita. Si tratta, inoltre, di uno dei pochi pianeti extrasolari scoperti con la tecnica dei transiti. Il precedente più noto è Corot-7b, che ha la stessa massa di GJ 1214b, ma il raggio più piccolo, a indicare che la composizione dei due pianeti è diversa. Mentre Corot-7b ha un cuore roccioso e potrebbe essere ricoperto di lava, gli astronomi ritengono che per tre quarti GJ 1214b sia composto di ghiaccio d’acqua allo stato cristallino e che il resto sia silicio e ferro. I modelli teorici indicano infine che il pianeta dovrebbe essere circondato da un’atmosfera spessa 200 chilometri che, data la vicinanza alla Terra, potrà essere studiata con una certa facilità.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/12/16/visualizza_new.html_1647040723.html

Nell’immagine sopra ricostruzione artistica di GJ 1214B, in orbita attorno alla suo Sole

Categories: ASTRONOMIA, ESOBIOLOGIA

Scienziati indiani potrebbero aver scoperto la vita sulla Luna?

Scienziati della Indian Space Research Organisation (ISRO) sono sull’orlo di una eccezionale notizia. Potrebbero aver trovato qualche forma di vita sulla nostra Luna. Questo è credibile in base ai dati rilevati dagli strumenti scientifici della missione senza equipaggio Chandrayaan-1, che raccolse “firme” di materiale organico in parti della superficie lunare. Lo sostiene Surendra Pal, direttore associato dello Isro Satellite Centre (ISAC), nel corso dell’International Radar Symposium tenuto venerdì scorso. La materia organica consiste di componenti organici, che consistono di carbonio, il blocco per la costruzione della vita. Indica la formazione della vita oppure il decadimento stesso. Pal afferma che i segni di qualcosa di organico sono stati trasmessi alla stazione scientifica di Bylalu, vicino  a Bangalore con lo spettrometro di massa a bordo della sonda indiana, attraverso il Moon Impacte Probe (MIP) il giorno 14 novembre 2008. La rilevazione dei dati è avvenuta poco prima lo schianto avvenuto vicino al Polo Sud lunare. Il MIP è stato il primo esperimento della missione  Chandrayaan-1, che è stata avviata il giorno 22 ottobre 2008. Pal, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli ma ha concluso dicendo che “i risultati verranno analizzati ed esaminati, prima della convalida, dagli scienziati e tecnici della ISRO“. “E’ troppo presto per dire qualcosa“, ha dichiarato il direttore del laboratorio di fisica spaziale della ISRO R. Sridharan, che è a capo del team di studio ed analisi dei dati MIP. Egli, tuttavia, non ha negato l’accertamento. Un altro scienziato del gruppo ha dichiarato che “alcuni numeri atomici sono stati rilevati, che indica la presenza di componenti di carbonio. Ciò indica la possibilità della presenza di materia organica (sulla Luna)”. Gli scienziati della missione Chandrayaan-1, al momento, stanno analizzando la fonte di provenienza della materia organica della Luna. “Potrebbero essere state le comete oppure meteoriti a depositare la materia sulla superficie della Luna o lo strumento che atterrò sulla Luna potrebbe aver lasciato delle tracce“, afferma un altro responsabile della Chandrayaan-1. “Ma la presenza di grandi lastre di ghiaccio nelle regioni polari della Luna e la scoperta di molecole di acqua, potrebbe per davvero dar credito alla effettiva presenza di materia organica sul nostro satellite“.

Articolo completo (in inglese) su http://www.dnaindia.com/scitech/report_indian-scientists-detect-signs-of-life-on-moon_1322785

Categories: ESOBIOLOGIA

Un articolo particolare da commentare: “UFO e asini che volano”

Volesse il cielo comparissero delle navicelle extraterresti guidate da marziani, vesuviani o altri, purtroppo i supposti avvistamenti forniti da osservatori “oculari” restano solo degli  UFO ! “oggetti volanti non identificati” e finché restano tali possono essere qualsiasi cosa.    -   Non certo reparti avanzati di qualche potenza extraterrestre, che abbia puntato potenti telescopi su “questa piccola zattera nell’immenso mare dell’universo, su cui regna non armonia, ma ferocia”.   -   Sarebbe un bel giorno quello in cui vi fosse la fondata preoccupazione per la possibile invasione di un esercito “non terrestre”.   -   Uno sconosciuto, un diverso, forse un nemico, un pericolo concreto e differente, avrebbe una conseguenza straordinariamente benefica  per le relazioni umane, considerato che, i fatti lo confermano: Sin dai tempi più remoti ad oggi, si deve dar ragione all’hobbesiano homo homini lupus, evidenziando che l’uomo nei riguardi del suo prossimo si comporta peggio degli animali. Nemmeno le belve dirigono i loro attacchi mortali ad individui della stessa specie; solo l’uomo è erede di Caino.   -   La  scandalosa eccezione umana fa parte  della storia del divenire, sprofonda le sue radici nell’era primordiale in cui i nostri antenati, a causa dello svilupparsi dell’intelligenza, riuscirono a dominare i nemici dell’uomo, a controllare i devastanti elementi naturali e ad assoggettare le enormi e più potenti creature terrestri come gli elefanti, e le pericolose belve.   -   Da quel momento gli uomini, non esportarono più l’aggressività fuori, verso elementi esterni, ma presero a dirigerla sui loro simili, dando inizio alla corsa al dominio dell’uomo sull’uomo, ad una razza guerriera che per consolidare il potere ancora oggi insanguina la Terra. Razza guerriera intelligentissima, che accortasi della pericolosità delle armi, ha preferito trasformarsi nella razza politichese, a lasciare che siano gli altri ad insanguinarsi, calpestando gli ideali di fratellanza e trascurando gli insegnamenti delle più diverse religioni e ideologie di palingenesi.   -   Una pericolo imminente dallo spazio riconvocherebbe l’umanità ad un’unione contro  il Nemico Esterno. Al sovrastare di un pericolo spaziale, i terrestri, forse… riscoprirebbero la solidarietà della specie, riconsegnando un significato alla parola: fratellanza.   -   Si avrebbe un equilibrio nei rapporti internazionali (Israeliti  e  Palestinesi, Americani e Bin Laden – Cattolici, Ebrei, Mussulmani –.)  e interumani.

Purtroppo l’uomo non riesce a stipulare un rapporto associativo se non è costituto contro un nemico comune (si pensi all’ultima guerra mondiale, il cui nemico comune era il nazismo- e all’11 settembre 2001 il cui nemico comune è il terrorismo).   -   Se gli UFO fossero navi militari extraterrestri  e non ordigni terrestri, sarebbero la salvezza. http://www.youtube.com/watch?v=6T7l7vx5ycI&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=7d6nqZvslas&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=xfD-X23ue3Y&feature=related

L’umanità si unirebbe contro un nemico, o a limite a far fronte comune, verso uno sconosciuto, per conoscerlo meglio. (sarebbe la classica manna piovuta dal cielo).

Alcuni decenni fa comparve su dei quotidiani il seguente articolo: “(Arizona) – Due cadaveri di extraterrestri dalla pelle argentata, che misurano circa un metro e venti, con tute metalliche che sembrano saldate dal calore ai loro corpi, sarebbero stati recuperati dalle autorità americane dopo la caduta di due oggetti volanti non identificati (UFO).   -   Lo afferma l’organizzazione Ground saucer watch (osservazione a terra dei dischi volanti) che ha sede a Phoenix nell’Arizona, citando dichiarazioni di due ufficiali in pensione dell’aviazione americana. Riuscita ad infrangere i segreti dei servizi di informazione americani ed in base ad una legge americana sulla libertà dell’informazione, l’organizzazione afferma dinanzi ai tribunali di essere in possesso di mille pagine di documenti della C.I.A. dalle quali appare che quest’ultima aveva l’incarico di sorvegliare sin dal 1949 le manifestazioni degli UFO”.   -   Che un’astronave extraterrestre avesse un incidente era fatale, che qualcuno ci rimettesse l’osso del collo era inevitabile. (tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino)  La notizia americana è inverosimile e lascia dei seri dubbi? I due sciagurati piloti, se viaggiavano sui dischi volanti avvistati fino ad oggi, non possono essere che fasulli come le loro navicelle spaziali.   -   Galileo Galilei puntò il suo rudimentale cannocchiale circa 400 anni fa verso Venere. Meraviglia non era solo una sfera brillante, era un pianeta falcato,  come la Luna. Galilei affidò la sua scoperta ad una massima latina: “Cynthiae figuras aemulatur mater amorum”, la madre degli amori, emula Cinzia – ossia Venere dea dell’amore per la mitologia greca rassomiglia a Cinzia  nome con cui la Luna veniva chiamata dai poeti latini.   -   Non Soddisfatto dell’adagio lo anagrammò traendone fuori un altro aforisma  “Haec immatura a me iam frustra leguntur o y”. per voler affermare che non erano i tempi  maturi per far conoscere determinate scoperte. Forse presumeva sventure, per colpa dell’inquisizione e scelse di tener segreta la sua scoperta.   -   Sono trascorsi più di 400 anni, le osservazioni sono tantissime, le foto di Venere vengono trasmesse per televisione e via internet eppure qualcuno esclama: “ho visto un Ufo”.   -   Basta pensare al caso da me stesso vissuto e riportato in un articolo di qualche anno fa: << Da qualche tempo, quasi con puntualità giornaliera viene avvistato un “sigaro”, un “globo” un “Disco luminoso”, o altro, che con le sue piroette, le sue evoluzioni nei cieli incanta i vari spettatori e fa galoppare la fantasia collettiva. La maggior parte degli scienziati rifiuta l’esistenza di navicelle, con a bordo visitatori extraterrestri, eppure c’è chi fotografa, chi filma queste immagini. “sono tutti dei falsi, dei fotomontaggi!?”            No, non lo sono!”  Basta pensare a quanti oggetti militari ruotano intorno al nostro pianeta, oggetti coperti tutti da  ‘top secret’ . forse si sono costruiti triangoli, piatti ed altri oggetti volanti che i nostri militari non ne confermeranno mai l’esistenza.   -   La maggior parte dei casi  restano comunque delle pure fantasie, dei puri abbagli, se non delle recondite speranze di chi vede tali oggetti. Rimembro il caso di qualche anno fa:  “erano verso le ore sei del mattino, mi recavo al lavoro, ed un piccolo gruppo di persone sul lungomare di Agropoli attrasse la mia attenzione, col naso in su guardavano un oggetto luminoso, e fra di loro già si parlava di marziani, di alieni, dell’UFO. Scesi dalla macchina e guardai anch’io nella stessa direzione. Mi fu indicato un oggetto luminoso, ma non era un UFO, era solo Lucifero, la Venere del mattino”. Quando diedi la mia logica spiegazione quei signori, mi guardarono in faccia, quasi avessi detto un’eresia, solo qualcuno mormorò: “Ha ragione u’ signore ch’ella è ‘na stella!!”. Seguirono degli sguardi e dei mormorii un po’  delusi. Quasi come dei bimbi che avessero dovuto rinunciare alla favola di Cappuccetto Rosso.  -   La gente ha bisogno di queste fantasie ragion per cui, chiunque faccia una foto e colga qualcosa di strano, la presenta come un disco volante, si può quasi affermare che oggi si vedano i dischi volanti come ieri si vedevano le Madonne. Si può affermare con certezza che nella società moderna vi è un recondito desiderio di vedere oggetti volanti provenienti da altri mondi. Un desiderio che si trasforma in un bisogno, perché si è persa la fiducia negli uomini, è una necessità umana che si arrivi a sognare qualcosa di diverso.  -    Ogni fenomeno sconosciuto ci porta a sperare nel fratello dell’infinito che viene da lontano per risolvere i nostri problemi.   -   Si è creduto nel Messia, nella buona novella, ma nell’era moderna questa filosofia è stata abbandonata, lasciando un vuoto che dev’essere colmato. L’uomo ha un gran bisogno del magico dell’aldilà, persa la fede si ha una crisi di valori, di atteggiamenti, di scopi, non avendoli più non ha nulla.   -   Gli Dei dell’Empireo sono svaniti, con essi i Santi, gli Angeli, ecc. ecc.! Sono svaniti gli Dei, sono comparsi i dischi volanti, abitati sempre da esseri più intelligenti di noi, con un’evoluzione che noi non abbiamo avuta, che sono stati capaci di compiere cose a noi precluse. Esseri dotati di un’intelligenza superiore alla nostra ai quali possiamo sempre dire “Aiutateci”. Del resto sono esseri che indubbiamente devono somigliarci, guai se fossero diversi, forse ne avremmo paura, allora ricorreremmo di nuovo a rifugiarci presso il Vecchio Buon Dio. Ricorreremmo di nuovo alla preghiera, quanto è orrendo misterioso e inaccettabile il diverso, lo sconosciuto, che può essere venuto non per guidarci verso la salvezza, ma per approfittare di esseri a lui inferiori, diversi.  -   Quindi oltre che somigliarci deve essere di sesso maschile (del resto non ho mai  sentito dire una marziana, una extraterrestre, ecc. ecc.). E questo perché qualcuno che venga a salvarci, qualcuno che venga per consigliarci, per guidarci, è molto più facile accettarlo come un uomo, che come una donna.   -   Vi immaginate avere per guida una coccodrilla? Sarebbe rifiutata come guida, anche da chi tanto spera e predica la venuta dei marziani.   -   Quel che è certo è che i dischi volanti rispecchiano solo le nostre illusioni, rispecchiano la rinuncia della fiducia in se stessi e negli altri esseri umani. Sono convinto che nel momento in cui supereremo le nostri crisi anche i nostri cieli saranno purificati da tali avvistamenti>>.  -   Quel che è certo quattro secoli di osservazioni con telescopi sempre più potenti e vari studi scientifici non servono a nulla, vengono scambiati per UFO meteoriti, satelliti, arcobaleni, fulmini globulari, miraggi e fate morgane. I fisici, gli astronomi, la maggior parte degli scienziati anche se pongono un veto a dei visitatori, non escludono che la vita possa essersi sviluppata in altri sistemi solari, e che vi sii la nostra stessa voglia, di avere contatti con altre intelligenze. Il problema resta la lontananza; noi terrestri abbiamo inviato segnali nello spazio, affidato alle sonde tavolette con disegni in rappresentanza della nostra civiltà.   -   È lecito aspettarsi una risposta? Ho i miei dubbi! E sono i seguenti: La capacità d’interpretazione! La possibilità e il tempo per riceverli! La possibilità e il  tempo per comunicarci la loro esistenza?   -   Il Professore Antonio Zechichi, afferma che: Il conte Monaldo, padre di Giacomo Leopardi  anche se era uno degli uomini più colti del suo tempo, non credeva alla teoria eliocentrica. Lo stesso Galilei, arrivò a scrivere che qualcuno avrebbe dovuto liberare la Terra da questi assurdi moti. Mi creda, non è cambiato molto. Anche gli intellettuali oggi sono privi di cultura scientifica. La nostra civiltà ha una tecnologia avanzata, sofisticate sonde automatiche sfiorano Venere e ci trasmettono, da distanze di milioni di chilometri, la composizione chimica della sua atmosfera, ma come lei ha scritto nel suo articolo, la gente scambia un pianeta per un UFO. Questi fatti dimostrano che c’è bisogno di massicce dosi di cultura scientifica. Posso conclude solo con un aforisma: la definizione di UFO non è altro che, la versione 2000 dell’asino che vola”. http://www.youtube.com/watch?v=B4P5vKrzuCo 

Fonte: http://www.reset-italia.net/2009/12/07/ufo-o-asini-che-volano/

Categories: ESOBIOLOGIA, SCIENZA, UFO

Un professore di fisica cinese: “gli extraterrestri vivono tra noi”

Oramai non arriva giorno che da qualche scienziato oppure professore universitario arrivino dichiarazioni clamorose in tema di UFO e tematiche extraterrestri. Dopo le sensazionali dichiarazioni degli amici scienziati bulgari, di cui ne abbiamo parlato in questo sito, è la volta della Cina, che ultimamente è foriera di dichiarazioni in tema di “dischi volanti” ed affini. L’ultima arriva da un professore, che insegna Fisica all’Università di Yunnan. Il suo nome è Zhang Yifang ed ha 62 anni. Nel corso di un poderoso forum, da lui organizzato, sull’Astronomia e la vita extraterrestre, ha dichiarato che “gli extraterrestri esistono“. Ma non finisce qui, si spinge oltre ed aggiunge: “degli extraterrestri vivono attualmente in Cina e, precisamente, nelle regioni autonome dello Yuannan, Heilongjiang e Xinjiang Uighur“. Poi parla dei presunti scopi di questi esseri e afferma “ritengo che non siano ostili, sono amichevoli e non vogliano attaccarci”. E per concludere (inquietando) afferma “probabilmente sono camuffati da esseri umani oppure hanno costruito robot di sembianze umane per osservarci“.

Riassunto dal corposo articolo (in inglese) apparso su http://special.globaltimes.cn/2009-11/483739.html

1959: il misterioso OBNI (Oggetto Biologico Non Identificato) del Portogallo

Il 2 Novembre 1959, intorno a mezzogiorno, una formazione di UFOs sorvolò il sud del Portogall. Il passaggio coincise con la caduta di una pioggia brillanti di filamenti bianchi (che cadde da uno di questi oggetti). Questi filamenti si posarono sopra le linee telefoniche, sui tetti e su altri oggetti costruiti dall’uomo. Dopo di che (non è chiaro come) una squadra di ricerca portoghese si recò sul luogo dell’accaduto, raccolse del materiale e lo mise in una provetta. Questi campiono furono esaminati con la tecnica della microfotografia, rivelando la presenza di strani organismi nei filamenti, i quali  erano caratterizzati da movimenti rotatori che emettevano luce propria (come le lucciole). L’analisi chimica cercò di determinare la loro natura, ma la piccola quantità di campioni fece fallire questo tentativo. Allora venne fatta un’altra analisi, quello dello studio microscopico. Fu così che la squadra di ricercatori scoprì che i filamenti apparivano simili a tubi capillari trasparenti, di consistenza gelatinosa. I campioni vennero poi isolati per permettere un’ulteriore studio a proposito. Dopo numerosi tentativi, i ricercatori portoghesi rimasero sopresi nello scoprire che, in una nicchia d’analisi ed esame, era presente un organismo microscopico anormale. Sembrava una specie di medusa con tentacoli in posizione di difesa. Dieci tentacoli che non sembravano collegati al corpo centrale ed erano animati da un moto ondulatorio (Vedere la prima foto in alto a sinistra). Ecco di seguito le dimensioni dell’organismo biologico:

Diametro del corpo centrale: 375 micron (0,375 millimetri); larghezza tentacoli: 225 micron (0,225 millimetri); lunghezza dei tentacoli: 2000 micron (2 millimetri); lunghezza totale del corpo: 4375 micron ( 4,375 millimetri).

Questo organismo si mantenne in vita per due anni senza riprodursi o alimentarsi (fotosintesi?). Lo studio non determinò esistenza di cellule. Allo stesso modo, il fatto che i tentacoli non fossero collegati al corpo rimane un enigma. La scoperta risale al 1959, ma non è stata comunicata prima del 1978 quando un gruppo di ricercatori uscì a galla con questa storia, rimanendo nel più completo anonimato. Cosa era dunque questo organismo non cellulare? Una variante di medusa, depositata sopra gli UFOs che hanno fatto una capatina sotto le acque marine oppure un organismo biologico non terrestre?

Fonte di informazione (in francese) su http://www.rhedae-magazine.com/L-OBNI-Objet-Biologique-Non-Identifie-du-Portugal_a108.html

Sotto altri due ingrandimenti dello strano organismo non cellulare

La Bulgaria e gli extraterrestri: il CUT riceve la risposta dello scienziato Filipov

Il CUT (Centro Ufologico Taranto) è lieto da annunciare, in esclusiva nazionale, la risposta in merito all’articolo apparso qualche giorno fa – e riportato da molti organi di stampa – inerente i contatti stabiliti da alcuni scienziati bulgari con entità intelligenti extraterrestri. La risposta è arrivata via email dall’astrofisico Lachezar Filipov. L’illustre scienziato conferma, in gran parte ciò che è stato anticipato dai quotidiani bulgari “Novinar Daily e Sofia Echo”, con alcune differenze. L’email di risposta è arrivata il 26 Novembre 2009, mentre quella di invio è stata mandata da Antonio De Comite il giorno 23 Novembre 2009. Innanzitutto l’importante scienziato, che tra l’altro è Segretario della Commissione delle Ricerche Spaziali del Consiglio dei Ministri bulgaro, dichiara che lo Space Research Institute bulgaro non è direttamente coinvolto con l’esperimento denominato “Dialogo 2009″, del quale sia il professor Lachezar Filipov che i suoi colleghi sono attivamente coinvolti. Il “team” è composto da esperti nel campo scientifico e stili di vita diversificati. In cosa consiste questo esperimento? Si basa su un progetto di lavoro originale, portato avanti dalla signora M. Vezneva, ex architetto e membro corrispondente della IAI (nota redazione CUT potrebbe essere, ma non ne siamo certi, la sigla dell’Istituto Affari Internazionali). La signora Vezneva ha pubblicato due libri contenenti dizionari di lingua simbolica universale, attraverso i quali i pittogrammi (nota redazione CUT i “crop circles”) possono essere interpretati. Nei sui libri mantiene un dialogo coi “creatori” dei cerchi nel grano, sulle questioni globali. E’ tutto basato sul linguaggio dei simboli universali, come la psicometria e la telepatia. Inoltre il professor Filipov afferma che i “crop circles” sono reali formazioni esistenti, di natura inesplicabile e contengono informazioni di fonte aliena per noi. Al momento a questo esperimento ci sono 36 partecipanti, ma si stanno cercando altri che possano partecipare al progetto. L’illustre Filipov conclude che attualmente esistono prove che confermano l’ipotesi iniziale, di cui sopra, tuttavia verrano pubblicati i risultati finali dopo un attento esame di tutti i partecipanti dell’esperimento.

Fin qui il contenuto della missiva, importante e inaspettata, che attesta in maniera preliminare che i “creatori” dei cerchi del grano comunicano tramite linguaggio simbolico universale e che i “crop circles” sono reali formazioni di origini inesplicata. Un affermazione importante che non proviene da persona comune, ma da un autorevole scienziato bulgaro.

Sotto il testo in lingua originale dell’email inviata da Antonio De Comite e la risposta del professor Lachezar Filipov

Coordinamento CUT Centro Ufologico Taranto a lfilipov
mostra dettagli 23 nov (3 giorni fa)

Dear Dr. Lachezar Filipov. About the writer is one of the coordinators
of the CUT (Centro Ufologico Taranto) Puglia, Italy, an association of
research and study of UFO, which takes care of seriously analyze and
disclose everything about the UFO phenomenon. We read with
astonishment today the website “Novinar” reported the news that you
are in “contact” with extraterrestrials. And ‘true this news? Or is it
a hoax? Why the official view that the site is about, is the most
important discovery of all humanity. We look forward to his famous
reply.

Sincerely

Antonio De Comite
(Coordinator CUT Centro Ufologico Taranto)

Risposta di Filipov

Lachezar Filipov a me
mostra dettagli 13.06 (9 ore fa)

 
BULGARIAN ACADEMY OF SCIENCES
SPACE RESEARCH INSTITUTE

Dear Sir Comite,
 

Thank you for your interest regarding the prematurely published article in Novinar Daily  and Sofia Echo. Firstly, I would like to clarify that  SPACE RESEARCH  INSTITUTE of  BAS is not directly involved in the  “Dialogue 2009” experiment, in which myself and my colleagues are currently taking part in.
This year, I had the opportunity of putting together a team of experts representing various scientific fields and walks of life. We worked together on a project based on the original work on our own Mrs M.Vezneva, a former architect and correspondence member of  IAI. Mrs. Vezneva has two published books containing dictionaries of universal symbols language via which she states that pictograms may be interpreted. In her books, she engages in a dialogue regarding global issues with the crop circles “creators”. It is based on the universal symbols language, I.e. Pcychometry and telepathy.
The aim of the “Dialogue 2009” experiment is to carry out a similar dialogue regarding the use of the crop circles but using different participants. We believe that the crop circles are real existing formations from unexplained nature, and that they carry information from alien to us sources. We have already 36 participant replies which we are currently analyzing. Currently, there are facts confirming our initial hypothesis, mentioned above, however we will publish our final thoughts after careful consideration by all team members.
 
Please let me know if you’d like any further information or if you’d like to take part in “Dialogue 2010” experiment. Thank you!
 
With kind regards,
Prof. Filipov

 
Prof. Lachezar FILIPOV
Space Research Institute
Deputy Director on International and National Activities
Secretary of Interdepartmental Commission on Space Research of Council of Ministers
Head of Astrophysical and Synergetic Department
6 Moskovska Str.
P.O. Box 799
1000 Sofia
Bulgaria
E-mails:
lfilipov@mail.space.bas.bg
lfilipov@dir.bg
lachfilipov@gmail.com

Ci sarebbero per davvero fossili di microrganismi sul meteorite ALH 84001

Un meteorite marziano scoperto nel 1992 in Antartide conterrebbe tracce fossili di microrganismi vissuti anticamente su Marte. Ad anticipare la notizia, in via di pubblicazione sulla rivista scientifica Geochimica et Cosmochimica Acta, è il sito americano specializzato in attività spaziali Spaceflight Now. Il meteorite, Allen Hills o ALH 84001, è noto da tempo agli studiosi, che lo stanno analizzando fin dai primi anni ‘90. Tuttavia nessuno finora aveva trovato tracce fossili. Lo ha fatto il gruppo coordinato da Kathie Thomas Keprta, del Johnson Space Center della Nasa, utilizzando un microscopio elettronico ad alta risoluzione che ha permesso di analizzare i dischi di carbonato e i minuscoli cristalli di magnetite presenti all’interno del meteorite. Secondo gli autori della ricerca i batteri fossili sono racchiusi in cristalli di magnetite, prodotti dagli stessi batteri. La Nasa, riferisce ancora il sito americano, si prepara ad annunciare la scoperta nei prossimi giorni. Le prime osservazioni fatte sullo stesso meteorite vennero annunciate nel 7 agosto 1996 dalla Nasa e dalla Casa Bianca e in quell’occasione l’allora presidente Usa Bill Clinton aveva promesso che le ricerche in questo ambito sarebbero andate avanti. 

“I microrganismi fossili su Marte ci sono; da geologo mi saprei stupito se non li avessero visti”: commenta così la notizia Vincenzo Rizzo, del dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Firenze e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che ha descritto recentemente formazioni fossili marziane sull’International Journal of Astrobiology e un suo nuovo studio è in via di pubblicazione su un’altra rivista scientifica internazionale. Le ricerche di Rizzo, condotte in collaborazione con Nicola Cantasano, dell’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (Isafom) del Cnr, si basano sull’analisi delle immagini raccolte e trasmesse a Terra dalla sonda della Nasa Opportunity. Riguardano due tipi di formazioni: le sferette soprannominate “mirtilli”, individuate da tempo nella zona del pianeta chiamata Meridiani Planum, la grande pianura a Sud dell’equatore marziano. Le sferule, secondo i due ricercatori italiani, “potrebbero essere strutture organosedimentarie, probabilmente prodotte da microrganismi”. La loro origine potrebbe trovare una spiegazione simile a quella delle strutture chiamate stromatoliti presenti sulla Terra e formate da sottilissime lamine nelle quali sono intrappolati microrganismi antichissimi, sia animali (colonie di batteri) o vegetali (microscopiche alghe). Tuttavia, rileva Rizzo, “é difficile fare qualsiasi parallelo tra i microfossili marziani e qualsiasi forma di vita microscopica sulla Terra”.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/11/25/visualizza_new.html_1621184057.html

Categories: ESOBIOLOGIA

Bulgaria: scienziati affermano “siamo in contatto con gli extraterrestri”

Un gruppo di scienziati bulgari e’ in contatto con gli extraterrestri. O almeno cosi’ sostiene il loro capo, Lachezar Filipov, vicedirettore dell’Istituto ricerche spaziali dell’Accademia delle scienze di Bulgaria, secondo il quale gli alieni ‘dialogano’ con la sua equipe attraverso gli strani segni tracciati nei campi di cereali.
 ”Sono intorno a noi, ci osservano tutto il tempo” ha detto Filipov al quotidiano Novinar, “non sono ostili nei nostri confronti, piuttosto vogliono aiutarci, ma non siamo abbastanza sviluppati da riuscire a stabilire un contatto diretto con loro. Sono pronti ad aiutarci, ma noi non sappiamo cosa chiedergli in caso stabilissimo un contatto“. Secondo lo scienziato, i tracciati sui campi di grano – e in particolare quelli comparsi nell’ultimo anno – non sono altro che la risposta a una trentina di domande poste agli extraterrestri dall’Accademia delle scienze, che ora sta lavorando per decifrarli. Il ruolo dell’Accademia e’ stata di recente al centro di una aspra polemica tra il ministro delle Finanze, Simeon Djankov, e il presidente Georgi Parvanov.

Fonte:http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200911231640-eco-rt11146-bulgaria_scienziati_sofia_siamo_in_contatto_con_extraterrest

Nota Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto) per conferma abbiamo inviato un email privata allo scienziato che avrebbe fatto questa rivelazione. Se ci saranno risposte vi informeremo.

Luna: scoperte sfere magnetiche sul lato nascosto

L’agenzia spaziale dell’India comunica che, attraverso la missione senza equipaggio denominata  Chandrayaan-1, ha scoperto sfere magnetiche sulla Luna, sul lato oscuro del satellite. La scoperta potrebbe in teoria significare un soggiorno più lungo e sicuro per gli astronauti. La rivelazione è stata fatta da SARA, strumento di rilevazione fatto in collaborazione con ISRO, Agenzia Spaziale Europea e Svezia. I risultati sono stati divulgati da un gruppo di autorevoli scienziati, nel corso di celebrazioni tenutesi alla Indian Academy of Science. Si ipotizza che le micro-sfere magnetiche resistano oppure abbiano la capacità di deviare le radiazioni provenienti dal vento solare che colpisce la superficie lunare. Nel caso in cui vengano costruite grandi sfere magnetiche, queste potrebbero ospitare gli astronauti, i quali vivendo all’interno possono tranquillamente sopravvivere alle radiazioni esterne.

Articolo completo (in inglese) http://economictimes.indiatimes.com/news/news-by-industry/et-cetera/Chandrayaan-discovers-magnet-on-moon/articleshow/5229631.cms

Nota Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto) di che origine sono queste enigmatiche sfere magnetiche? Naturali oppure sono di origine più arcana e, ipoteticamente di fattezze artificiali? Misteri continui, inquietanti ed affascinanti.