CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE rassegna di Ufologia ed argomenti connessi Email: centroufologicotaranto@gmail.com

Novembre 4, 2009

Una bambina rapita in Russia dagli UFOs?

Archiviato in: MISTERI, UFO — centroufologicotaranto @ 11:01 am

alien_abductionsLa notizia che vi proponiamo e che il CUT (Centro Ufologico Taranto) non commenta vista la delicatezza della questione proviene dalla Russia. Il sito russo “66ru News” riporta la notizia di Lisa Hlupinoy, bambina scomparsa il giorno 16 agosto 2009 mentre era in giro coi sui amici. La sparizione è avvenuta nella zona degli Urali. Tutto inizia quando Lisa e tre amici della stessa età lasciano le loro case e si dirigono nel bosco, vicino alla cittadina dove vivono (Salda). Una volta entrati non trovano la via d’uscita e si perdono. Dopo tre giorni di estenuanti ricerche vengono trovati tre dei quattro ragazzini. Manca all’appello solo Lisa. La polizia locale inizia a sospettare degli amichetti, credendo in un omicidio ed occultamento di cadavere, ma i ragazzini sono stati convincenti a tirarsi fuori da questa accusa. Dopo tre mesi di infruttuose ricerche, la polizia chiama a raccolta “medium” e ufologi per trovare Lisa. Gli ufologi affermano che la zona dove è scomparsa Lisa è colma di avvistamenti di UFOs. Affermano inoltre che la zona è famosa anche per i frequenti test missilistici dei militari, che tendono ad attirare l’attenzione degli extraterrestri. Ritornando ai ragazzini c’è da dire che, quando furono trovati, furono ricoverati in ospedale. Qui affermarono che qualcosa di paranormale aveva coinvolto Lisa. Infatti dichiararono che nel bosco furono inseguiti da “fasci di luce” e questo convinse loro che la scomparsa della bambina è collegata a questo fenomeno. Un mistero.

Articolo completo (in russo) su  http://www.66.ru/news/society/51070/

Ottobre 27, 2009

Perù: zona calda per avvistamenti di “dischi volanti” e di…UFO crash

Archiviato in: MISTERI, UFO CASI CLASSICI — centroufologicotaranto @ 11:01 am

ufo-crash-recoveryFacendo una ricerca sui siti peruviani che si occupano di avvistamenti di UFO e incontri ravvicinati di vario tipo, notiamo anche che è una zona particolare per quanto riguarda presunti UFO incidenti, presunti nel senso che sono molto controversi e (per il momento) non esiste una prova incontrovertibile, ma solo indizi e testimonianze. Eccone illustrato sotto un elenco indicativo di questi incidenti:

Anno 1905, Cerro Pilan: lo storico locale Carlos Espinoza León riferisce che quell’anno gli abitanti locali videro un oggetto volante, che proveniva dalla zona di Talara e che si schiantò sulle colline. Quando, nei giorni successivi, analizzarono il terreno videro un impronta circolare di circa 300 metri, in cui l’erba non cresceva e le pietre erano schiacciate. Dalle testimonianze delle persone anziane del luogo si può escludere un meteorite.

Anno 1966, Talara: in una base della FAP (Forza Aerea Peruviana), nella provincia di Talara (Regione Piura) si registrò un presunto UFO crash, con il recupero di tre occupanti morti al suo interno.

Anno 1977, San Mateo: un UFO si schianta nella località prima citata, nei pressi di Chosica (Regione Lima). Si sarebbero recuperati anche due corpi di esseri extraterrestri. Una televisione nazionale mandò la notizia e inviò una troupe sul luogo del presunto incidente, però non fu diffuso nessun materiale audiovisivo. A quanto pare, i resti dell’UFO precipitato e i suoi occupanti furono recuperati da agenti governativi degli USA e del Perù.

Anno 1985, Urubamba: un UFO si schianta nei pressi della Regione Cusco. Un artefatto a forma di disco fu recuperato dal Governo Peruviano, con l’aiuto di altre potenze. Si dice che il Perù coprì totalmente la vicenda, cedendo l’investigazione completa alle superpotenze dell’epoca.

Anno 1988, Jesus: l’incidente avvenne il giorno 18 giugno. Numerosi residenti della cittadina nella regione di Cajamarca notano nel cielo un UFO di forma ovale. L’oggetto era in fiamme e dopo aver attraversato il cielo si perde tra le montagne. Dopo di che si sente una tremenda esplosione. Secondo la versione del sindaco dell’epoca Abelardo Alcalde, l’oggetto ha attraversato a bassa quota il paese, facendo tremare le piastrelle delle case. Era ovale e di colore bianco/arancio e al suo passaggio ha emesso un suono mai sentito in precedenza. Dopo l’urto sulla montagna, il sindaco ha convocato una commissione scientifica per studiare il caso. L’ente che aveva il compito di studiare il caso era la “Comisión Investigadora de Orígenes del Hombre”, proveniente da Barcellona (Spagna). Questa commissione è venuta in Perù per mesi per trovare i resti della presunta astronave schiantata sulle montagne, ma dei risultati non si è saputo più nulla.

Anno 1997: è l’ultimo caso di cui si ha notizia ma è molto interessante. Alcuni aerei della Fuerza Aerea peruviana avrebbero abbattuto un oggetto volante sconosciuto, di venti metri di lunghezzae dieci di larghezza. Questo misterioso oggetto sarebbe poi precipitato in un dirupo, nei pressi del bosco Chachapoyas (Regione Amazzonica). Secondo alcune informazioni di un militare statunitense anonimo, i resti del dispositivo furono raccolti, in gran segreto, da una squadra militare con il permesso dello Stato peruviano. Il posto fu bagnato da una strana “materia gelatinosa”.

Fin qui ciò che abbiamo scoperto, navigando in vari siti internet peruviani. Sicuramente ci saranno altri casi di presunti UFO crash, ma restano ipotetici. Come quelli sopra citati. Data la controversia sull’argomento il CUT non si esprime sulla veridicità dei casi sopra menzionati, ma non si sente nemmeno di escluderli. Ci sono tanti segreti che gli enti militari ci nascondono. Roswell insegna qualcosa.

Ottobre 22, 2009

UK: un agente della polizia incontra tre extraterrestri in un “crop circle”

Archiviato in: MISTERI, UFO CASI CLASSICI — centroufologicotaranto @ 9:56 am

silbury-hill-750Esperti britannici di UFOs hanno riferito di essere stati contattati da un agente della polizia, il quale ha riferito di aver visto tre extraterrestri mentre esaminavano un “crop circle”. Gli esperti Andrew Russell e Colin Andrews hanno riferito che l’evento è accaduto nella contea di  Wiltshire County. Il sergente di polizia, di cui non sono state rivelate le generalità, ha riferito loro che vide tre figure, in piedi all’interno di una fresca circonferenza di grano, nei pressi di un campo della contea di Silbury Hill e si fermò ad investigare. “In un primo momento, pensò ad ufficiali forensi essendo vestiti con tuta bianca. Fermò la sua auto e si avvicinò al campo“, riferisce Russell. “Le figure erano alte circa 6 piedi ed avevano i capelli biondi. Sembravano stessero ispezionando il raccolto. Arrivato a bordo del campo, ha sentito quello credeva essere un suono, non dissimile da elettricità statica“. Russell riferisce inoltre che alla vista dell’ufficiale di polizia, “i tre esseri  fuggirono più velocemente di qualsiasi uomo avesse mai visto“. Colin Andrews si è detto “abbastanza convinto dell’esperienza dell’ufficiale“. Un portavoce della polizia di Wiltshire ha dichiarato che non c’è nessun commento in merito, afferma soltanto che quando ha avuto l’esperienza di 3° tipo, “l’ufficiale era apparentemente fuori servizio. Quindi è un caso che riguarda la sua esperienza personale, non la polizia“.

Fonte di informazione (in inglese) http://www.upi.com/Odd_News/2009/10/21/Officer-claims-alien-encounter/UPI-79601256162328/

Nota Redazione Centro Ufologico Taranto: un caso davvero interessante. Da quello che sappiamo è la prima volta che vengono visti dei presunti “esseri spaziali” all’interno di un “crop circle”. Esseri dalle sembianze umane, altezza medio alta (circa 1 metro e 80 centimetri), capelli biondi. Ma l’aspetto nuovo è quello che questi esseri avrebbero ispezionato il “crop circle”. E qui si aprono delle interessanti questioni. Non erano loro i “creatori” del “crop circle” in questione? E se quell’agroglifo non è terrestre, quale tipologia aliena lo ha creato? Naturalmente sono pure ipotesi di lavoro e le domande che ci poniamo potrebbero essere azzardate.

In foto il monumento preistorico di Silbury Hill

Ottobre 21, 2009

Giganti: le prove storiche della loro esistenza

Archiviato in: ANOMALIE DELLA STORIA, MISTERI, OOPART — centroufologicotaranto @ 10:35 am

libroProponiamo di seguito un intervista effettuata dalla redazione di OOPART.it al ricercatore indipendente Daniele Piras, autore del libro “Giganti, le prove storiche di un antica esistenza in Sardegna e nel mondo”:

Come è nata l’idea di questo libro?
Conoscevo già da tempo le antiche cronache sui Giganti, specie quelle documentate dai testi sacri e dagli storici del passato, ma quando ho avuto modo di sentire persone viventi in Sardegna che denunciavano la sparizione dei reperti ho ritenuto utile raggrupparle in modo tale da rendere possibile una loro analisi comparata nonché un confronto con le testimonianze più antiche.

Per quale scopo secondo lei la scienza o meglio il mondo accademico e così restio a riconoscere la veridicità di queste scoperte?
L’impatto su quanto è stato scritto finora sarebbe tale da comportare la riscrittura di molte pagine dei testi canonici, specialmente quelle riguardanti la paleoantropologia e l’evoluzione dell’uomo. Per questo motivo si preferisce ignorare certe verità o metterle a tacere.

Come si giustifica la presenza di tante prove distribuite nel mondo, in quale continente si ha la frequenza maggiore di ritrovamenti?
La quantità ed eterogeneità di prove e testimonianze è certamente un indice della veridicità dell’argomento e della sua validità storica, ma non credo ci sia stato un continente con una maggiore concentrazione di ritrovamenti, quanto aree nelle quali sono state registrate più testimonianze che sono potute giungere sino a noi attraverso le fonti scritte.

L’antica iconografica riporta spesso immagini di figure di altezza singolare rispetto alle altre inserite nel contesto, notoriamente si tratta di divinità faraoni, Re etc… E’ possibile che questi fossero invece dei Giganti?
E’ vero che talvolta re e i faraoni potevano essere raffigurati più grandi rispetto alle figure circostanti per simboleggiare una loro maggiore importanza o statura sociale, ma alcuni casi possono trarre in inganno. Si pensi alla tavoletta mesopotamica WA91001 da me pubblicata nel libro, la quale ritrae un Anunnaki seduto sul trono accanto a uomini comuni; non si può ritenere che le dimensioni del re fossero simboliche in quanto è risaputo che gli Anunnaki fossero Giganti.

E’ mai venuto a contatto con reperti la cui fattura è attribuibile ai Giganti oppure ossa o scheletri?
Una volta ho ricevuto alcuni denti di grandi dimensioni che ho inviato all’Estero per le analisi del DNA, ma non ne ho avuto più notizia. Altre volte mi hanno fatto vedere dei reperti ossei convincenti ma, purtroppo, non si sono fidati di cedermeli per farli analizzare. Mi auguro che un libro controcorrente come il mio possa spronare chi ha qualcosa da mostrare a renderla disponibile e a collaborare.

Ha notizie di analisi fatte su frammenti ossei attribuiti ai Giganti in cui si è riscontrato la presenza di DNA definibile umano?
Purtroppo no, ma ho notizia di molti ritrovamenti di corpi la cui forma era talmente palese da non richiedere alcun esame del DNA, per lo meno al fine di confermarne l’origine umana. Coloro che sostengono di aver visto gli scheletri interi qui in Sardegna affermano che non v’era alcun dubbio sul fatto che fossero umani e, molte volte, i corpi erano accompagnati da un corredo funebre. So che il famoso Smithsonian Institute ha occultato a più riprese reperti umani abnormi trovati in America, ma non sono al corrente se siano state condotte delle analisi.

Quali spiegazioni si potrebbero dare alla presenza di sei dita e di una doppia fila di denti?
Credo fossero caratteristiche morfologiche peculiari di alcune razze di Giganti, specialmente quelle antidiluviane. Le testimonianze a riguardo non si trovano solo nella Bibbia ma anche nelle tavolette mesopotamiche, trovando conferma in alcuni corpi che sono stati trovati in epoca moderna.

Viste le rilevanti diversità di altezza delle testimonianze, secondo lei appartengono tutti allo stesso ceppo?
Io credo che le differenze di statura possano essere spiegate efficacemente dalla teoria dell’involuzione dell’Uomo che ho sostenuto e documentato nel mio libro avvalendomi di antiche fonti indiane, ebraiche, egizie e caldee. Questa tesi si accorda bene sia con il gigantismo animale e vegetale riconosciuti dalla Scienza sia con il fatto che più i megaliti sono antichi più sono grandi.

Quali sono secondo lei le principali strutture architettoniche che meglio rappresentano questa civiltà e che tecnologie secondo lei avevano sviluppato?
Quelle più colossali come Baalbeck, Cuzco, Stonehenge e addirittura le Piramidi, che secondo me sono costruzioni che precedono il Diluvio avvenuto circa 11.500 anni fa, sono indubbiamente le più rilevanti. Quanto alle tecnologie ritengo possibile che in altre ère l’uomo godesse di uno sviluppo tecnologico invidiabile, ma i cataclismi che si ripetono ciclicamente in lunghissimi archi di tempo ne abbiano cancellato le tracce (ooparts a parte, ovviamente). 

Come è possibile che alcune strutture costruttive attribuite ai giganti non abbiamo caratteristiche funzionali all’utilizzo degli stessi ingressi e corridoi interni vedute esterne etc…?
Secondo le antiche cronache gli ultimi Giganti sopravissuti al cataclisma furono impiegati dalla popolazione nella costruzione di strutture megalitiche come i nuraghi, i quali erano comunque destinati a persone comuni e non ai loro costruttori. Le torri di maggiori dimensioni, quelle più antiche, potevano ospitare comunque persone di maggiore statura ed è anche vero che l’altezza di molti architravi può trarre in inganno per via della sedimentazione che depositata in prossimità degli ingressi li rende più bassi.

Alcuni affermano che in realtà i resti di giganti apparentemente umani appartengono ai Gigantopithecus, è secondo lei possibile la seguente tesi?
Talvolta è possibile, soprattutto nel caso delle impronte fossili nella roccia come quelle trovate dal Dr. Rex Gilroy in Australia. Tuttavia, la maggior parte delle testimonianze si riferisce chiaramente a fattezze umane tali da escludere ogni possibilità d’errore.

Ottobre 20, 2009

La NASA stronca gli allarmisti: “il 2012 è l’anno delle bufale”

Archiviato in: MISTERI — centroufologicotaranto @ 9:42 am

foto-id=562011-x=800-y=800Per anni il principale compito della Nasa, l’ente spaziale americano, è stato quello di battere nella corsa spaziale i nemici-colleghi russi dello spazioporto di Baikonur. Poi è diventato fare in modo di spedire in orbita sonde spaziali e shuttle con il minor numero di esplosioni possibili ma spendendo il meno possibile. Tutto questo tenendo in vita una stazione spaziale e il sogno di poter andare un giorno su Marte. Adesso, con gran disappunto delle teste d’uovo di Cape Canaveral, la situazione sembra aver preso un’altra piega. Tra i compiti del più grande ente spaziale del mondo sembra rientrare anche quello di convincere un sacco di creduloni che nel 2012 non ci sarà la fine del mondo.

Tant’è che David Morrison uno dei cervelloni a capo del Nai (Nasa Astrobiology institute) è stato costretto a passare le ultime settimane a smentire l’ipotesi che un misterioso corpo celeste stia per schiantarsi contro il nostro pianetino azzurro. Prima si è visto arrivare un migliaio di domande in proposito sul sito della Nasa. E dopo si è trovato a dover battagliare, a colpi di calcoli e di immagini dallo spazio profondo, contro le strane teorie che circolano su svariati siti web che stanno lanciando il classico: «Tutti quelli che hanno una nave interstellare in garage si diano alla fuga, ma senza panico e dando un passaggio ai vicini». Tanto più che la causa prossima ventura della nostra estinzione sarebbe già classificata e schedata, come un qualunque delinquente. Nome: pianeta Nibiru. Primo avvistamento: ad opera dei sumeri qualche migliaio di anni fa. Prove a carico: un calendario celeste redatto dai Maya si arresta al 2012 anno della distruzione della Terra (e in cui però di Nibiru non si parla affatto). Mandati di cattura: sull’argomento sono usciti anche alcune centinaia di «saggi» e di instant book che hanno invaso il mercato. Tanto per dire in Italia ha avuto particolare successo 2012. La fine del mondo? di Roberto Giacobbo, anche se l’autore ha poi detto di non credere alla profezia, evidentemente non voleva bruciarsi la carriera di divulgatore televisivo.

Ma raccontiamo i fatti con un minimo di razionalità, ammesso che ormai sia ancora possibile. All’inizio fu uno scrittore azzero, pazzerello ma innocuo, a nome Zecharia Sitchin. A partire da metà anni ’70, pasticciando con la mitologia sumera, vendette, con medio successo commerciale, una serie di libri in cui si parlava di un dodicesimo pianeta del sistema solare citato negli antichi testi degli astronomi della Mesopotamia. Un pianeta, tanto per cambiare, pieno di alieni. E poco importa che, fin da subito, gli specialisti cercarono di spiegare ai lettori di Sitchin che il suo modo di leggere le antiche lingue cuneiformi era quanto mai bizzarro. Sino a Sitchin però Nibiru non era ancora considerabile una minaccia criminale, era al massimo un bel posticino pieno di marziani-divinità. Ci pensò una «sensitiva», ovviamente in contatto con un’altra civiltà aliena, dei simpaticoni che abitano su Zeta Reticuli, a informare il mondo che Nibiru si sarebbe schiantato sulla terra. Secondo questa signora, al secolo Nancy Lieder, l’impatto sarebbe dovuto avvenire nel 2003, a maggio. Visto che l’attuale esistenza in vita mia e vostra rovina la bella soffiata degli Zetareticoliani (siamo proprio dei guastafeste) qualcuno, tra cui la stessa Lieder, ha pensato di rivitalizzarla spostandola al 2012 e collegandola al calendario Maya. 

Ma questo non basta a spiegare perché il povero Morrison è costretto a smentire categoricamente il rischio di qualsiasi impatto, perché è costretto a dire che di mini pianeti i telescopi ne hanno scoperti tanti ma che girano lontani lontani, senza fare del male a nessuno.

Semplicemente la Sony Picture ha deciso di fare un film a partire dalle leggende sul 2012, un filmone come tanti diretto da Roland Emmerich (quello di Stargate e Independence day). Per pubblicizzarlo però hanno creato un sito chiamato The Institute for Human Continuity che con linguaggio «scientifico» racconta il possibile disastro. È un marketing «virale» che qualcuno ha scambiato per realtà, almeno a giudicare dalle mail spedite alla Nasa. Poi l’ipertrofia delle bufale, l’unica vera legge scientifica che regola Internet, ha fatto il resto.

Insomma quello che era capitato con la Guerra dei mondi di Orson Welles è capitato su scala esponenziale. Allora qualcuno scappò di casa, spaventato dalla radio, oggi la gente scrive alla Nasa: che nella testa di molti costruisce telescopi in segreto al Polo Sud (dove un telescopio c’è da un pezzo), oppure oscura i dati su certe zone dello spazio. E poco importa che il direttore pubblicitario della Sony, Vikki Luya, ripeta ai giornali americani che «È evidente che il sito è la pubblicità di un film». Tanto, quando nel 2012 saremo tutti vivi qualcuno dirà in rete che Nostradamus ha previsto, per il 2016, l’impatto tra il nostro pianeta e un gigantesco tostapane galattico (e di questo c’è riscontro anche in un misterioso calendario segreto di Frate Indovino).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/cultura/la_nasa_stronca_allarmisti_il_2012_e_lanno_bufale/20-10-2009/articolo-id=392258-page=0-comments=1

Ottobre 14, 2009

La “Sacra Sindone” è un falso. C’è la prova

Archiviato in: ANOMALIE DELLA STORIA, MISTERI, MISTERI SVELATI — centroufologicotaranto @ 10:35 am

ITALY SHROUD OF TURIN«Siamo riusciti finalmente a dimostrare che era fattibile con gli strumenti dell’epoca». Lo dichiara Luigi Garlaschelli, docente di chimica organica all’Università di Pavia e autore dell’esperimento che, in pochi giorni, ha riprodotto una copia della Sacra Sindone identica all’originale utilizzando strumenti e materiali disponibili nel 1300. La copia verrà esposta, per la prima volta al pubblico, durante il convegno con cui il Cicap, Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, celebra i suoi vent’anni. «L’implausibilità della Sindone – spiega lo studioso – è stata già affermata da molti, e per varie ragioni. Una tessitura mai usata nel primo secolo, il modo in cui si sarebbe dovuto ricoprire il cadavere, contrario agli usi ebraici del tempo, la resa chiaramente artistica dei capelli, delle colature di sangue, degli arti, la mancanza delle deformazioni geometriche che ci aspetteremmo da un’impronta lasciata da un corpo umano su un telo avvolto. E soprattutto il fatto che la Sindone comparve in Francia solo verso il 1357». Riguardo a ciò che voleva dimostrare con l’esperimento Garlaschelli afferma che «ha torto chi continua a sostenere che non può essere stata fatta da mano umana, che è stata prodotta miracolosamente, oppure che ci sarebbe voluto un tale flusso di neutroni, una scarica di un milione di volt, cioè un miracolo. Già vari indizi provavano che è medievale, e la datazione col C 14 ha già confermato che fu fatta attorno al 1300». «Chi crede continuerà a crederci. Fra gli esperti sindonologi credenti saranno oggi 100 in tutto il mondo: non si arrenderanno neanche adesso. La Chiesa – conclude – ufficialmente non prende posizione sull’autenticità».

Fonte: http://www.leggonline.it/articolo.php?id=29788

Nota Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto): le prove della falsità della Sindone sono state esposte da Luigi Garlaschelli il giorno 10 ottobre 2009  nel corso del XI° Convegno Nazionale del CICAP tenutosi a Abano Terme (PD)

Ottobre 12, 2009

Caronia: verso fine anno 2009 riprendono i monitoraggi

Archiviato in: MISTERI, UFO CASI CLASSICI — centroufologicotaranto @ 9:20 am

1Gli strani episodi di Canneto di Caronia – incendi spontanei nelle case, nella vegetazione, flussi anomali di energia elettromagnetica, avvistamenti di Ovni – non finiranno nell’oblio. Pare infatti che entro un periodo ragionevole di tempo (a occhio e croce entro la fine del 2009) verranno ripristinati quei monitoraggi che un paio di anni fa erano stati sospesi creando una tipica situazione all’italiana: da un lato c’era il decreto della presidenza del consiglio che istituiva il gruppo di lavoro interdisciplinare su questi fenomeni; ma dall’altro le stesse istituzioni (in senso lato, e viene in mente la Regione prima di tutte) nulla hanno fatto per risolvere un banale e decisivo problema, quello di dotare il comitato di una sede operativa una volta che il padrone dello stabile aveva dovuto vendere, per questioni sue, la casa nella quale le apparecchiature erano ospitate e dove funzionava la centrale di coordinamento. Ebbene, questo lungo e incoerente impasse sembra destinato a terminare. Il dottor Venerando, coordinatore del gruppo di Caronia in questi giorni ha altro a cui pensare (lavora anche per la Protezione Civile e questo significa occuparsi della tragedia delle frane nel Messinese) e di norma, per sua forma mentis, non cede mai all’ottimismo. Però anche a lui risulta quanto abbiamo appreso in altri ambienti: si arriverà a posizionare sensori e macchinari oggi completamente inattivi in strutture pubbliche, come caserme dei carabinieri, tanto per dare l’idea. Non solo. L’occasione sarà propizia per rilanciare l’operazione monitoraggio ad ampio spettro: più volte ci sono stati sospetti, se non certezze, che Caronia sia solo una delle facce di un prisma molto particolare, l’area del Basso Tirreno (basta ricordare strani fenomeni incendiari avvenuti su alcuni traghetti in servizio da Palermo alla Sardegna). Quindi, è molto probabile che i sensori vengano installati anche alle Eolie e in altre zone, allo scopo di creare una vera e propria rete di immagazzinamento dei dati. E’ quello che non si è più potuto fare, con un “buco” informativo grave ma forse superabile se si riprenderà a lavorare con lena, al di là delle inchieste della magistrature concluse con un nulla di fatto (convenienza ad archiviare? I sospetti sono forti e giustificati). La realtà, comunque, è che tutta la popolazione di Caronia e della sua frazione sul mare, Canneto appunto, non ci sta a lasciar cadere le cose. “I sensori continuano a provare l’esistenza di qualcosa di anomalo: entrano in azione spesso e volentieri. Il problema è che manca la quadratura del cerchio, ovvero l’apparecchio che metabolizza i dati. C’è, ma è disattivato in un magazzino”. Altri fenomeni strani si sono verificati, oltre ai passaggi in cielo di oggetti non identificati, quasi sempre correlati con gli episodi, quasi fossero una sorta di “valore aggiunto”. “E fosse solo questo… – sottolineano ancora i rappresentanti che si battono per la tutela dei cittadini -: ci sono stati altri incendi inspiegabili di sterpaglie, esplosioni di lampade. E a un ragazzo si sono squagliate le scarpe che indossava…” Senza dimenticare che chi prova a fotografare gli Ovni si ritrova nel giro di qualche minuto, non si sa perché, con delle bruciature alle mani (esistono documenti del Pronto Soccorso che certificano le ferite). “Una verità noi la vogliamo. Qualunque essa sia”: la rabbia del popolo forse prima o poi avrà soddisfazione.

Articolo completo su http://misterobufo.corriere.it/2009/10/xfiles_ufo_avvistamenti_alieni.html

Ottobre 5, 2009

Dalla Terra al cosmo, 13 beffe mandano in tilt gli scienziati

Archiviato in: ANOMALIE DELLO SPAZIO, MISTERI — centroufologicotaranto @ 9:02 am

materia-oscura-3-bigCi sono 13 misteri che non solo sfidano la capacità di comprensione degli scienziati, ma mettono in crisi la nostra immagine del mondo. Ne fa una rassegna il libro «13 Things That Don’t Make Sense» di Michael Brooks (Vintage Books).

1. Effetto placebo
La posizione numero uno va a un esperimento condotto a Torino dal fisiologo Fabrizio Benedetti. Se ai malati che provano dolore si somministra prima la morfina e poi una soluzione salina senza proprietà analgesiche, si avrà l’«effetto placebo». Ma Benedetti ha verificato che, se alla soluzione salina viene aggiunto (sempre a insaputa dei malati) del naloxone, che annulla gli effetti della morfina, il placebo non fa più effetto. Come è possibile? Pare che il placebo induca non una mera auto-suggestione, ma una reale risposta biochimica, ormonale e immunitaria del corpo; così reale da essere annullata da una sostanza di contrasto.

2. Orizzonti cosmici
L’universo ha 14 miliardi di anni e un diametro di 28 miliardi di anni luce. Niente può viaggiare più velocemente delle radiazioni elettromagnetiche. E nessuna radiazione ha avuto il tempo di attraversare tutto l’universo per realizzare l’equilibrio termico che osserviamo. Come si spiega che da ogni direzione ci colpisca una radiazione cosmica di 3 gradi? Si ipotizza che l’omogeneità sia dovuta a un’espansione particolarmente rapida in una fase di poco successiva al Big Bang. Ma è una «spiegazione» che richiede a sua volta di essere spiegata.

3. Raggi energetici
I raggi cosmici sono particelle che viaggiano ad altissima velocità. Nel farlo, collidono coi fotoni presenti nello spazio e perdono energia. Einstein calcolò che nessun raggio cosmico extragalattico possa raggiungerci con un’energia superiore a 5×10 elettronvolt elevato a 19. Eppure, da 10 anni si rilevano raggi cosmici dotati di un’energia enormemente superiore. Come mai? Si fanno ipotesi da brivido, per esempio che lo spazio non sia uniforme e che esistano direzioni privilegiate lungo le quali le particelle perdono meno energia. Questo scardinerebbe la nostra conoscenza del cosmo.

4. Omeopatia a Belfast
La medicina omeopatica ritiene che i farmaci possono conservare una capacità d’azione pur se diluiti all’estremo. Finora non c’erano prove, ma alla Queen’s University di Belfast dicono di aver dimostrato che un’istamina (sostanza antiallergica naturale) fa effetto anche così diluita che nella soluzione non ne resta più neanche una molecola, come se l’acqua ne avesse assunto le proprietà. Un bel mistero.

5. Materia oscura
La quantità di materia visibile non genera abbastanza forza di gravità da tenere insieme le galassie e i loro ammassi; ce ne vorrebbe 10 volte di più. Si è battezzata «materia oscura» la massa mancante, attribuendole la caratteristica di manifestarsi solo con la forza di gravità e con nient’altro. Ipotesi alternativa: alle lunghissime distanze la legge di gravità è diversa da come la conosciamo. Allora dovremmo riscrivere la fisica.

6. Flatulenze su Marte
Nel ‘76 su Marte la sonda Viking somministrò delle sostanze nutrienti marcate con carbonio 14 a una porzione di terriccio e rilevò un’emissione di metano (una flatulenza?) marcata col carbonio 14, come se qualcosa avesse digerito quelle sostanze. Esperimenti paralleli non hanno, però, confermato la presenza di microrganismi. Ora, uno studio in California ha messo in rilievo un ritmo circadiano (legato ai tempi del sole) in quell’attività biochimica. E i ritmi circadiani sono un ulteriore indizio di vita.

7. Tetra-neutroni
Il principio di esclusione di Pauli vieta a due neutroni nello stesso sistema di avere identiche proprietà quantistiche. Ma un esperimento in Francia ha individuato 4 neutroni che si trovavano nella condizione proibita. Smarrimento totale.

8. Pioneer troppo veloci
Le sonde Pioneer 10 e 11, lanciate negli Anni 70 verso l’esterno del sistema solare, hanno subito una misteriosa accelerazione che le ha portate fuori traiettoria di 400 mila chilometri. Forse subiscono l’influenza dell’«energia oscura».

9. Energia oscura
Si credeva che l’espansione dell’universo frenasse per influsso della gravità, invece abbiamo scoperto che accelera. Quale energia provoca questa accelerazione? Provvisoriamente si chiama energia oscura. Tanto varrebbe chiamarla X. Buio totale.

10. Decimo pianeta
Deve esserci. Non uno dei tanti pianetini tipo Quaorar o Sedna che ogni tanto vengono trovati; deve trattarsi di un pianeta grande come la Terra che ha ripulito di detriti il sistema solare al di là di Plutone. Verso il 2015 una sonda della Nasa arriverà in zona e forse lo individuerà.

11. Segnale radio «Wow!»
Il 15 agosto 1977 un radioastronomo dell’Ohio gridò «Wow!» dopo aver registrato un segnale di 37 secondi e concentrato sui 1420 megahertz, frequenza non usata per le trasmissioni sulla Terra. I segnali dallo spazio sono sempre su uno spettro più ampio e dai bordi frastagliati. Questa «pallottola radio» è la cosa più simile a un messaggio di extraterrestri che abbiamo mai ricevuto.

12. Costanti non costanti
Nel 1997 in Australia è stata analizzata la luce di quasar distanti 12 miliardi di anni luce. Risultato: durante il viaggio la luce è stata esposta a variazioni nella cosiddetta costante di struttura fine, legata a sua volta ad altre costanti della fisica. Ma le costanti non dovrebbero essere immutabili? Se variano nel tempo e nello spazio, non potremo capire più nulla dell’universo.

13. Fusione fredda
Nel 1989 due scienziati annunciarono di aver riprodotto a temperatura ambiente il processo che genera energia nel cuore del Sole. L’esperimento non fu accettato, ma gli studi proseguono. Se andassero a buon fine, molti dei problemi energetici sarebbero risolti. Il punto 13 vale più dei precedenti messi assieme.

Fonte:  http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=1455&ID_sezione=243&sezione=News

Settembre 30, 2009

Argentina: contatto con 14 extraterrestri?

Archiviato in: MISTERI, UFO — centroufologicotaranto @ 9:23 am

greyLa notizia che vi riportiamo è stata riportata originariamente sul quotidiano online “Popularonline” e ripresa poi su altri siti mondiali che trattano di ufologia. Quando si tratta di questi casi bisogna andare molto coi piedi di piombo, perchè in questo caso non si tratta di un avvistamento di un “disco volante” ma (a quanto pare) di un contatto extraterrestre. Ecco cosa è accaduto:

L’evento si è verificato in un’abitazione di Florencio Valera (Argentina). 14 extraterrestri avrebbero circondato, nel bel mezzo della notte, il letto dove si trovava una giovane donna di 23 anni, Karina, con il marito e la figlia piccola. L’unica a svegliarsi sarebbe stata la ragazza, che non avrebbe mai avuto paura. Karina avrebbe provato a svegliare il marito, per renderlo testimone della scena, ma i visitatori le avrebbero chiesto di non farlo, perchè non era ancora pronto. Nel corso di una conversazione telepatica di 40 minuti, gli alieni le avrebbero fatto diverse rivelazioni. Questo caso è oggetto d’indagine da parte del gruppo OVNI (Jorge Marron e Daniel Valverdi), che sta collaborando con un team multidisciplinare di esperti. Secondo le dichiarazioni di Valverdi: «Per il momento, possiamo dire che il caso è autentico al 90%». Gli alieni avrebbero spiegato a Karina di far visita alla Terra secondo una rotazione semestrale. Terminato questo periodo venivano sostituiti da un altro gruppo. Inoltre, le avrebbero detto che le formazioni nei campi (i famigerati cerchi nel grano) sarebbero delle comunicazioni tra loro, e che esistono dozzine di civiltà provenienti da altri pianeti che farebbero visita alla Terra per motivi di studio.

«Non ho mai avuto esperienze del genere» ha spiegato la ragazza. «Eravamo a letto, io, mio marito e la bambina. Loro dormivano, io stavo cercando di prendere sonno. Improvvisamente ebbi l’impressione che ci fossero delle luci nella stanza, ma quando aprii gli occhi, non vidi niente. Li richiusi e successe la stessa cosa, per quattro volte. Alla quarta, sentii la luce più vicina. Aprii gli occhi e vidi degli esseri in piedi, accanto a me. Mi trovavo in mezzo tra mio marito e nostra figlia. Mi sedetti sul letto, circondato degli esseri. Erano 14, tutti bassi, circa 1.30 m., tranne uno. Quello più alto era vicino a mio marito e continuava a fissarlo. Erano praticamente identici, magrissimi, con il collo lungo e piccole teste ovali. Gli occhi erano neri e a mandorla e anche la bocca era piccola. Sul viso avevano delle  piccole rughe». Gli alieni le avevano toccato i capelli, il palmo delle mani e le avevano sollevato un braccio. «Comunicammo per 40 minuti tenendo la bocca chiusa. Sentii il bisogno di toccarne uno. Con loro mi sentivo in pace. Non ho mai avuto l’impressione che volessero farci del male. All’improvviso un alieno mi toccò con due dita e mi passò un dito sulla fronte. Mi disse che erano venuti per darmi delle risposte su un libro nero (la Bibbia) e che ciò che pensavo era vero. Alle mie domande risposero dettagliatamente». Ai ricercatori, Karina ha detto: «Quello alto guardò mio marito tutto il tempo. La sua testa era leggermente più piccola di quella degli altri. Sembrava di toccare la pelle di un bambino. Avevano delle piccole rughe ma al tatto non si sentivano. La pelle era fredda e di uno strano colore, né bianca né grigia. Era pelle di un colore che non esiste qui sulla Terra».

Fonte originaria (in spagnolo) http://www.popularonline.com.ar/nota.php?Nota=413256

Siti italiani che hanno riportato la notizia: http://ilblogdilaviniapallotta.myblog.it/ e http://www.segnidalcielo.it/

Nota Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto), mentre ancora stavamo modificando l’articolo (con alcuni errori) per renderlo al 100% pubblicabile sul sito, ci sono arrivate delle frettolose e spropositate dichiarazioni da parte di un certo “Rob” che ci additava di aver fatto “copia-incolla” dal sito di Lavinia Pallotta, senza citarne la fonte. Innanzitutto dateci tempo per aggiornare definitivamente la notizia, noi facciamo altro nella vita, mica siamo sempre attaccati al PC. Appena troviamo un “buco” nella giornata lo utilizziamo per il sito. Non siamo mica scorretti, caro Rob. Come mai tanto fervore a difendere la Pallotta? Ci sono fondati sospetti che tu faccia parte della rivista “X-Times”. Giusto? Cercate di calmarvi un pò. Con le polemiche e le chiacchiere non si va avanti.

Settembre 29, 2009

UFO, alieni, cerchi nel grano, 2012: è davvero la fine del mondo?

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PHOTO_2894376_38346_6935183_ap_730X550Negli anni 1970 fu sviluppato il nuovo concetto di ‘panico morale’ per spiegare come alcuni problemi sociali siano ipercostruiti e generino timori esagerati. I panici morali sono stati definiti come problemi sociali socialmente costruiti caratterizzati, sia nella rappresentazione mediatica sia nelle istituzioni politiche, da una reazione sproporzionata rispetto all’effettiva minaccia, spesso basata su statistiche folkloriche che, benché non confermate da studi accademici, sono ripetute da un mezzo di comunicazione all’altro e possono ispirare misure politiche. Secondo Philip Jenkins (uno dei principali studiosi dei panici morali), ‘la reazione di panico non avviene a causa di una valutazione razionale della scala di una particolare minaccia’. E’ piuttosto ‘un risultato di timori non ben definiti che, alla fine, trovano un centro drammatico e semplificato in un singolo incidente o stereotipo, che quindi funge da simbolo visibile per la discussione e il dibattito’.”

E’ con queste parole che inizia la ricerca del CESNUR (Center for Studies on new Religions). Il “centro drammatico e semplificato” di cui parla la ricerca trova oggi uno dei numerosi sfoghi nella vena catastrofista che ci sta sommergendo via media, tv, stampa e cimema. La fine del mondo, attacchi e invasioni aliene, complotti.

Di sicuro qualcosa di insolito c’è davvero, non si può negarlo. Gli oggetti volanti non bene identificati non sono ancora stati chiariti – o forse lo sono, ma non c’è dato di sapere con maggiore precisione.
Il professor Dino Dini (morto nel 2004), collaboratore alla Nasa, dopo essere andato in pensione e quindi con la possibilità di parlare liberamente, ha iniziato a raccontare in diverse conferenze in giro per l’Italia le esperienze delle presenze aliene riscontrate nello spazio.
O che dire della dottoressa Giulia D’Ambrosio, medico neuropsichiatra, che si occupa di quei pazienti vittima di abduction, ovvero rapimenti alieni.
(vedi una mia intervista alla dottoressa )

Di movimenti “sospetti” nei cieli ce ne continuano a essere. Ancora il 13 settembre scorso, il tg regionale rai della Lombardia, annunciava come il giorno prima fossero state avvistate delle sfere luminose sul cielo di Milano. La flottiglia, come viene chiamato il fenomeno, era stata osservata anche da un cameraman della Rai che l’ha ripresa. E infatti viene mostrato il filmato. Mentre la presentatrice specifica che gli “esperti” considerano la “cosa” del tutto naturale, anche se ancora non spiegabile!

Detta così si può suscitare un sorrisino di derisione verso coloro che credono a tali “fantasie”. Sarà quindi meglio ricordare l’evento clamoroso del 27 ottobre 1954 accaduto a Firenze, che fu il preludio di successivi eventi di questo tipo che si manifestarono in tutta Italia.
Durante una partita di calcio nel primo pomeriggio: Fiorentina – Pistoiese, a un certo punto, come gli stessi giocatori raccontano, si accorsero che il pubblico rumoreggiava con grande sorpresa, nonostante non ci fossero state azioni nel campo che meritassero tale reazione. I giocatori smisero quindi di giocaere e quello che videre, fu davvero sorprendente. Il cielo sopra lo stadio costellato di oggetti volanti non identificati.
I media dell’epoca riportarono quegli avvenimenti, che continuarono tra l’altro, in particolare sulla Toscana, ma anche in molte altre zone d’Italia.

Qualcosa di inspiegabile c’è davvero.
E che dire poi dei Cerchi nel grano. Si iniziò a parlarne verso gli anni ‘70. In Inghilterra, nei campi di grano, o meglio di cereali, si formavano cerchi perfetti…
La cosa continuò e nel tempo divenne sempre più articolata e raffinata. Oggi abbiamo dei disegni che sono dei capolavori geometrici perfetti.
Di cui ancora non abbiamo una spiegazione.

Tuttavia, se da un lato ci sono davvero “cose” inspiegabili, dall’altro c’è il grosso pericolo di cadere in drammatizzazioni. Dannose, sia ai seri ricercatori, sia a coloro che subiscono l’onda delle notizie e non sono abbastanza preparati da ragionare con pensiero critico. Il pericolo di diffondere panico morale diventa così reale.

Il rapporto del Cesnur così continua: “I panici morali partono da una base nella realtà, ma crescono attraverso esagerazioni e statistiche folkloriche, quando commenti che sono appropriati solo se riferiti ad uno o più incidenti particolari sono generalizzati. (…) E’ nel far lievitare – non nel creare – il panico morale che gli ‘imprenditori morali’, con i loro interessi, entrano in scena.”

Accanto agli Ufo e ai Cerchi nel grano, oggi tocca alla fatidica data del 2012 suscitare apprensione.

Nei secoli c’è sempre stata una qualche profezia in agguato. Di sicuro le più note sono quelle di Nostradamus… Come i diversi i ricercatori hanno convenuto sono profezie davvero oscure in cui ci si può leggere ogni tipo di conclusione. Massimo Polidoro, nel suo “L’illusione del paranormale”, Muzzio editore, riassume egregiamente quanto in molti assieme a lui hanno appurato: “Le ‘quartine’ profetiche di Nostradamus sono talmente ambigue, fumose e incomprensibili che chiunque vi può leggere quello che preferisce.” Di seguito Polidoro riporta le diverse interpretazioni di vari studiosi di Nostradamus, evidenziando che, “come nelle celebri ‘macchie di Rorschach’, ognuno vede ciò che la sua personalità vi proietta. Anche nelle profezie di Nostradamus i vari interpreti vi proiettano significati presenti solo nelle loro stesse menti. Ciò che conta veramente è che Nostradamus non ha mai previsto nessun evento futuro. Anzi, le uniche due volte in cui ha indicato una data precisa per le sue profezie, si è clamorosamente sbagliato: in una prevedeva il culminare di una lunga e selvaggia persecuzione religiosa per il 1792 (che non c’è mai stata); nell’altra la totale distruzione della razza umana per il 1732.”

Senza andare molto indietro nel tempo si può ricordare l’avvento del 2000. Mille e non più mille, si sentiva dire allora, riprendendo i versi delle scritture. E di libri sulla “imminente apocalisse”, anche in quel caso ne uscirono a iosa! Poi non successe nulla e nemmeno il Millennium bug ha colpito! La fatidica data successiva è ora il 2012.

Lo studioso inglese Damian Thompson nel suo libro “La fine del tempo”, Neri Pozza Editore, così scrive: “Il millenarismo (ovvero la paura catastrofica della fine del mondo, n.d.a.) spesso nasce da sentimenti di deprivazione in materia di status, salute, sicurezza, autostima. Tende a svilupparsi in periodi di crisi (…) e può sorgere in qualsiasi tempo e luogo.”

In altre parole, momenti vissuti come pesanti e insicuri sono il terreno ideale per la proliferazione del “panico morale”. Aveva ragione lo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton quando affermava che se la gente non sa più a cosa credere finisce col credere a tutto.

Fonte: http://periodicoitaliano.info/2009/09/28/la-fine-del-mondo/

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