ORBO, il primo motore magnetico a “free energy”?
L’azienda Steorn ha annunciato che nell’arco delle prossime sei settimane verrà fatta una dimostrazione pubblica della nuova tecnonologia ORBO. La prima dimostrazione avrà come base di partenza Dublino. La tecnologia ORBO, che è stata sviluppata in circa sei anni, fornisce energia pulita e gratuito al punto di utilizzo. I componenti tecnici del ritrovato tecnologico consistono in un motore ORBO con rotore, un serbatoio d’energia (nel caso dimostrativo sarà composto da una batteria) e una serie di bobine che fanno parte di una sorta di motore ad energia cinetica, che viene convertita in energia elettrica la quale viene immessa in una batteria ricaricabile. Questo motore, quindi, potrebbe essere progettato per creare energia dal nulla e immetterla nell’uso quotidiano, ad esempio nelle batterie dei cellulari o in quelle dei frigo delle auto. Questa tecnologia è molto controversa, perchè è definita tecnologia “over-unity”, la quale consiste nel produrre più energia di quanto ne consuma, senza il degrado dei componenti che la compongono. Questa è quindi una violazione evidente della Legge della Conservazione dell’Energia, in cui si afferma che l’energia non può essere nè creata, nè distrutta. Le implicazioni, non solo per la produzione dell’energia, ma anche per la società nel suo complesso, sono profonde. Sean McCarthy, responsabile principale della Steorn CEO, ha dichiarato che “questo è un momento cruciale per l’azienda, e potenzialmente cruciale per la specie umana. Ora esiste la possibilità di cambiare tutto. Al termine del periodo dimostrativo di sei settimane, gli sviluppatori saranno in grado di accedere alla nostra tecnologia e avviare il processo di sviluppo della tecnologia ORBO nei prodotti di uso comune“. Sarà per davvero una rivoluzione nel campo della tecnologia?
Fonte di informazione (in inglese) su http://www.steorn.com/



Sembrava solo un esercizio teorico quando all’inizio dell’anno due ricercatori proponevano la creazione di un buco nero in laboratorio. Ora Tie Jun Cui e Qiang Cheng della Southeast University di Nanchino (Cina) lo hanno realizzato tra la meraviglia degli stessi teorici. La realizzazione è interessante per le prospettive pratiche che già si immaginano. Quando Evgenii Narimanov e Alexander Kildshev della Purdue University nell’Indiana (Usa) lo ipotizzavano partivano dall’idea di riprodurre le stesse proprietà di un buco nero cosmico nel quale un’intensissima forza di gravità piega lo spazio-tempo circostante impedendo che anche la luce sfugga. E calcolavano anche come costruire uno strumento che materializzasse il loro sogno: in pratica una struttura di elementi cilindrici concentrici con un cuore centrale. Essi avrebbero avuto la capacità di concentrare l’energia luminosa nel cuore, intrappolandola proprio come fanno i mostri del cielo.
In un laboratorio in fondo ad una miniera di potassio nel nord dell’Inghilterra, una piccola equipe di fisici britannici si sta preparando a sfidare il Cern nella caccia ai segreti dell’universo. Con la macchina da loro progettata e realizzata al costo di quattro milioni di sterline – contro i due miliardi spesi per l’acceleratore di particelle del centro svizzero di ricerca nucleare – gli scienziati sperano di identificare le elusive particelle subatomiche che darebbero origine alla materia oscura.
Il 61enne americano Ray Kurzweil, visto che la tecnologia informatica sta accelerando a una velocità incredibile, prevede che le nanotecnologie saranno in grado di sostituire molti dei nostri organi vitali tra 20 anni.
La conferma non è ancora arrivata ufficialmente, ma molti indizi portano a ritenere che sulla nostra luna (Selene) ci sia un raro elemento che potrebbe risolvere la crisi e l’inquinamento energetico. Stiamo parlando dell’Elio-3. Sarebbe questo il vero scopo delle missioni spaziali che andranno a seguire nei prossimi pochi anni. Scoprire e portare sulla Terra questo importante combustibile pulito. Secondo scienziati della University of Wisconsin-Madison le rocce lunari contengono tutta l’energia che gli Stati Uniti hanno bisogno in questo millennio. “La superficie selenita è colma di Elio-3, fonte d’energia“, dichiara Gerald Kulcinski, professore di Ingegneria Nucleare e direttore del Fusion Technology Institute dell’Università. “Se riuscissimo a far atterrare una navetta spaziale sulla Luna, riempire i contenitori con carico di Elio-3 prelevati dalla superficie e riuscissimo a portare ciò sulla Terra, avremmo risolto il problema energetico per molti anni. L’Elio-3 prevede l’emissione di energia pari ad un milione di volte superiore, per libbra, di quella prodotta da una tonnellata di carbone. E non produce emissioni di gas serra” Ha dichiarato Kulcinski all’agenzia di stampa “Associated Press”. Oltre gli americani, anche i cinesi e gli indiani sono molto interessati all’Elio-3. Secondo quanto riferito all’agenzia di stampa “Xinhua News Agency” il Capo Scientifico del Programma Lunare cinese ha dichiarato che “si studieranno nuove prospettive per l’umanità in fatto d’energia. E questo grazie alla Luna. Quando l’ottenimento di energia nucleare dall’Elio-3 diverrà realtà, l’energia prodotta potrà soddisfare le esigenze dell’umanità per circa 10.000 anni“.
La notizia che vi proponiamo la prendiamo con le pinze, visto che proviene dal tabloid americano (contrariamente a ciò che si può pensare dal titolo di questa rivista) “India Daily”. Secondo il giornale gli UFO avanzati utilizzerebbero le onde gravitazionali oppure qualcosa di simile alla propulsione al plasma attraverso tecniche elettromagnetiche nel nostro Universo tridimensionale. Ma per viaggiare attraverso alte vie interstellari e da Universo a Universo utilizzerebbero le onde gravitazionali. L’avanzato processo di propagazione creato da UFO extraterrestri di IV tipo ossia quello dell’uso della manipolazione della curvatura spazio-tempo è basato sul principio della realizzazione di onde gravitazionali in dimensioni superiori. Mentre la propulsione al plasma offre illimitate opzioni di viaggio, la propulsione ad onde gravitazionali fornirebbe della propulsioni veloci. Le onde gravitazionali sono l’effetto complessivo della curvatura dello spazio-tempo Se l’elettromagnetismo è per noi tridimensionale, le onde gravitazionali sono per noi qualcosa di simile a dimensioni superiori a quelle che conosciamo. Gli scienziati starebbero studiando questo problema attraverso opera di “reverse engineer” (retro-ingegneria), basandosi sui modelli di volo, navigazione ed invisibilità di un UFO. L’unico modo per ottenere i risultati sperati (accedere ad altre dimensioni) sarebbe quello di un acceleratore di particelle. Comportamento molto simile che si produce nei buchi neri, ma per la nostra fisica terrestre è molto difficile far ciò.




