CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Il Santo Graal e il codice della vita: riflessioni

Articolo scritto da Eugenio Palese (Centro Ufologico Taranto)

Ci sono dei modi di dire nel linguaggio comune a cui attribuiamo significati diversi dal senso proprio dei termini usati . Per esempio quando vengono pronunciati frasi del tipo “…va alla ricerca del suo Santo Graal….” “…Ha trovato il suo Santo Graal …”, s’intende , nel senso comune , il cercare/trovare la risposta alle proprie domande, o anche uno scopo, una ragione di vita! . In generale possiamo intenderlo come “chiave” per accedere a conoscenze superiori o addirittura assolute che possono dare il senso vero dell’esistenza umana. E’ comunque storicamente riconosciuto il fatto che col termine di “Santo Graal” si intende la famosa reliquia legata alla passione di Gesù Cristo , ma ricondurre il Santo Graal al simbolismo della COPPA con la quale Gesù Cristo bevve durante la sua ultima cena, risponderebbe: (forse?) alla esigenza di rappresentare in qualche maniera adatta a quei tempi , la “chiave” sopra accennata. Di fatto e’ universalmente riconosciuto, non solo dal punto di vista religioso , ma anche da quello storico, che l’unico uomo che abbia sostenuto di “non essere originario di questo mondo” e di aver influito in maniera cos’ determinante nella vita e nella storia della intera umanità , e’ stato proprio Gesù Cristo , ed essendo il Santo Graal , come egli stesso sostenne, il “contenitore del suo sangue” , oggi sappiamo che nel sangue troviamo il DNA, ossia il Codice Genetico della vita biologica animale che , interpretato correttamente nella sua interezza, potrebbe dare risposte alle nostre eterne domande che n on potremmo attualmente minimamente immaginare. Forse si tratta proprio di questo : di un qualcosa che rappresenta comunque la “chiave” per accedere ed interpretare il “Codice della Vita”! Storicamente , quindi , per il Santo Graal viene intesa la reliquia che Giuseppe di Arimatea, ex soldato di Ponzio Pilato , convertitosi al Cristianesimo , e suo cognato Bron (conosciuto come il re pescatore) portarono a Glanstonbury in Inghilterra dove centinaia di metri da essa si trova il “Chalice Well” (il pozzo del calice), dove pare nascosero le sacre reliquie . La storia narra che fu proprio Giuseppe di Arimatea a raccogliere il sangue del Redentore dopo che questi fu deposto dalla croce. Tutto ciò contribuì ad avvolgere in una forte aura di sacralità questo luogo di per se magico per la sua conformazione morfologica e per le tradizioni Celtiche che sono rappresentate : posto a 11 miglia a N.O. di cadbury, era una enorme palude fortemente soggetta alle inondazioni con al centro la TOR, la magica collina che domina il paesaggio ritenuta la porta d’ingresso per l’oltretomba Celtico, ed allora circondata dall’acqua così a formare la mitica isola di Avalon, sede delle imprese del mitico Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, alimentate proprio dal mito del Santo Graal. Da qui in poi si persero le tracce della Sacra Reliquia. Di esso si farà riferimento solo 11 secoli più tardi come oggetto di ricerca di culto dei “Templari”. Ma per quale motivo i Templari cercavano in Medio Oriente qualcosa che probabilmente era nascosta in Inghilterra? Forse (e sottolineo il “forse”) cercavano nel luogo di provenienza del Graal la risposta alle eterne domande che accompagnarono l’uomo da quando prese coscienza di se (chi siamo ? da dove veniamo ? ) , forse il luogo da aprire con le chiavi ( vedi il Santo Graal, appunto ) dove quelle risposte erano custodite da tempo immemore? Sono solo, queste acrobatiche elucubrazioni mentali? . Vi e’ comunque un dato di fatto certo : le guerre hanno sempre avuto un unico denominatore comune , il conseguimento e l’accumulo di ricchezze e potere. Orbene per quale motivo i potenti dell’epoca avrebbero finanziato un’impresa cosi’ ardua e dispendiosa al solo fine di “liberare la terra Santa dai Musulmani”, peraltro storicamente riconosciuta, anche nei secoli a venire , come popolo tollerante nei confronti dei popoli sottomessi , che potevano tranquillamente seguire le proprie credenze religiose e svolgere i propri affari commerciali , pagando un semplice dazio?. Leggenda vuole che i Templari avrebbero trovato a Gerusalemme un “Oggetto Magico” di indefinibile valore (forse il Santo Graal o forse l’Arca dell’Alleanza) che avrebbero riportato in Francia , per nasconderlo in una delle Cattedrali da loro progettate. Non si ha certezza di cio’ , ma cio’ che indubbiamente i Templari riportarono in patria ha un’immensa ricchezza fatta di conoscenze e di sapere inimmaginabile! . Tutto questo fu , pero’ , motivo di contrasto con i potenti dell’epoca che poterono rivolgere accuse di eresia nei loro confronti tale da poter sciogliere il loro ordine . Tra queste c’era quella delle pratiche alchemiche , contrarie ai canoni Cristiani , ed addirittura l’adorazione di oscure divinita’ , che fanno ipotizzare contatti con sette sataniche orientali come quella degli “Assassini “ o altri gruppi israeliti durante la loro permanenza in Palestina. Vero e’ che le conoscenze degli Arabi (risalenti , probabilmente a quelle accumulate e poi distrutte della celebre biblioteca Alessandrina), nei vari campi dello scibile umano ed anche oltre! , furono in qualche maniera assimilate anche dai Templari! Questi , con doverosa maestria e rigoroso stile “ermetico” , custodirono a loro volta tali conoscenze nelle famose Cattedrali Gotiche . Tali Cattedrali compaiono subito dopo il ritorno dalla Terra Santa, nel 1128 , dei primi cavalieri templari. L’ordine guerriero prende il nome dal tempio di Salomone, sulle cui rovine, nella permanenza a Gerusalemme,i suoi membri furono ospitati. L’edificio fatto edificare all’inizio del 1° millennio a.C., pare fosse stato costruito rispettando regole esoteriche di diversa origine, su tutte quelle legate alla Geomanzia , disciplina di origine Araba che studia le correnti di energia che percorrono la Terra( pare che la stessa tecnica fosse stata usata prima ancora per la costruzione delle Piramidi, la cui piu’ famosa , quella di Cheope, e’ stranamente in asse con altre due costruzioni che rispettano gli stessi canoni: la Cattedrale di Charter e Castel del Monte). Mediante un uso accorto di tali tecniche , alcune costruzioni sarebbero divenute catalizzatrici del “Potere Divino”.Secondo una diffusa teoria, i templari grazie ai loro rapporti con alcune sette israelite , come precedentemente accennato, avrebbero trovato nei sotterranei del tempio i piani per attuare queste tecniche e per costruire edifici analoghi . Cosi’ al loro rientro in Francia , avrebbero iniziato a diffondere quanto appreso edificando proprie Cattedrali certamente rivoluzionarie da un punto di vista architettonico , ma ancora piu’ sorprendenti per la presenza , attraverso le ricche decorazioni , di elementi tipici della tradizione esoteriche ed alchemiche , tali da renderli dei “libri di pietra, cosi’ come le defini’ il grande alchimista Fulcanelli nel 1922 nel suo libro Il Mistero delle Cattedrali”, che rappresentarono un vero e proprio compendio del sapere dell’epoca comprese le antichissime dottrine orientali. Secondo Fulcanelli queste misteriose costruzioni erano dei veri e propri trattati alchemici figurati, cosi ricchi da permettere a chi fosse in grado di interpretarli ( con la chiave appropriata , s’intende !) , di comprendere la grande opera, fine ultimo degli Alchimisti : la somma elevazione dell’uomo fino a trascendere lo stato materiale per raggiungere quello permanente spirituale , simboleggiata dalla capacita’ di mutare i metalli vili in oro. A quanto pare , Fulcanelli riusci’ nell’impresa, visto che due anni dopo spari’ misteriosamente a compimento di questo percorso iniziatici , come i suoi allievi furono pronti a giurar. La concezione delle immagini decorative delle Cattedrali come uno vero linguaggio e’ supportato anche da una ipotersi sull’origine del termine “Arte gotica” che non deriverebbe dai Goti : “arti gotiche” verrebbe infatti , da “Art Gotique” che vuol dire “linguaggio degli iniziati” , ma si evidenzia anche l’assonanza col termine “arte gotica” ,che vuol dire “arte magica”! Una caratteristica comune a queste cattedrali e’ l’orientamento dell’Abside verso la Palestina (e di conseguenza con la retrostante Giordania e la penisola del Lisan che all’epoca la comprendeva).Ad arricchire ulteriormente di risvolti misteriosi e di elementi esoterici questo fenomeno, vi fu la presenza, tra i costruttori materiali, che si sobbarcavano imponenti sacrifici di appartenenti a societa’ segrete, o quasi , come le “corporazioni dei lavoratori edili” nate per gestire il ricco giro di affare che accompagnava la costruzione di queste cattedrali. Tali gruppi avevano il lavoro garantito per generazioni visto che il tempo necessario per ultimare la loro costruzione (almeno 150 anni per Notre Dames de Paris) . Allora ecco il nascere di rituali , regole e linguaggi atti a limitare al massimo l’accesso alle professioni. E proprio da queste usanze che nasce la concezione di confraternita da dove si sarebbe sviluppata la “massoneria” che , successivamente , avrebbe tentato di nobilitare le proprie origini avvolgendosi di caratteristiche magico-esoteriche e ricollegandosi direttamente ai costruttori del Tempio di Salomone e , quindi , come continuita’ dell’ordine dei Templari. Cio’ fa dunque persistere l’idea di una sopravvivenza sotterranea della confraternita originaria , o almeno di quel livello occulto di cui si ipotizza l’esistenza all’indomani dello scioglimento dell’ordine dei templari quando i superstiti confluirono in altri ordini ( come quello dei cavalieri di Malta), o fecero addirittura perdere le loro tracce.Certo e’ che , anche in tempi recenti ,molte sette esoteriche hanno rivendicato una diretta discendenza dei cavalieri del tempio nel tentativo di attribuirsi nobili radici cavalleresche. Proprio in quest’ottica va letta la teoria di un’origine templare della Massoneria. Resta il fatto che l’eredita’ templare e’ ben lungi dall’essersi esaurita. Da tutto cio’ la domanda nasce spontanea: cosa avrebbero quindi veramente trovato i ricercatori del loro Santo Graal ? Cosa veramente intendevano con questo termine ? La risposta a tutte le domande? La fonte di conoscenza suprema e’ comunque un dato di fatto che tutti gli ordini di stampo Massonico che si rifanno all’esperienza templare detenessero conoscenze inimmaginabili e in ogni campo del sapere. Il mistero piu’ grande risulta infatti , l’origine e le fonti di tale sapere: nella storia leggendaria della confraternita dei Rosa-Croce , ad esempio , si fa ad un certo punto , risalire le proprie origini con piu’ da CHRISTIAN ROSENKREUTZ ( che dopo un viaggio in Oriente ei particolar modo in Egitto , torno’ in Europa per diffondere tra i saggi ed i potenti la conoscenza acquisita con l’intento di coinvolgerli in un progetto di riforme politiche e spirituali), ma dal Faraone Tholmes III (1500-1442 a.C.) (questo secondo Michel Aier nel suo libro “Scientum post clamores” pubblicato nel 1617, e LEWIS SPENCER nel suo libro “History of the order Rosae Crucis, pubblicato agli inizi del 19° secolo) , ed addirittura del primo uomo : ADAMO, come sostenne Friedrik Grick di Altdorf , che con lo pseudonimo di Irenaeus Acquostus , pubblico’ nel 1618 il libro “Clypeum Veritatis”, dove affermavano la teoria secondo la quale Adamo fosse il “Padre” non solo della scrittura , ma anche della magia, dell’alchimia , e dell’astrologia . Tali ipotesi fu adottata da una opera pubblica a Danzica nel 1655 dal Titolo “Echo der Von Gotthocherlenichitavon” di Julius Spirben, consigliere del principe Anholt Dessan, dove si asserisce che “Adamo trasmise la saggezza divina impartitegli da Dio prima della caduta , per mezzo di Noe’ e Zoroastro ai Caldei, agli Egizi, ai profeti del vecchio testamento, per giungere infine sino all’epoca Cristiana. Non manca infine la teoria sull’origine dei templari che vuole la sua nascita risalente ad un accordo nel 1317 tra Papa Giovanni XXII ed un maestro del Tempio. Il mistero continua.

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