CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Gli enigmi e gli interrogativi del “Philadelphia Experiment”

Articolo scritto da Franco Pavone (Centro Ufologico Taranto)

Uno dei libri più interessanti e affascinanti che ho avuto la fortuna di leggere è stato quello scritto da William L. Moore con la consulenza di Charles Berlitz , edito nel 1979 in Italia dalla casa editrice Sonzogno di Milano , con il titolo di Esperimento Filadelfia , che ha ispirato nel 1984 un film prodotto con il titolo omonimo . In codice PROJECT RAINBOW , ma più comunemente conosciuto come PHILADELPHIA EXPERIMENT , la storia narra del tentativo della Marina americana nel mese di Ottobre del 1943 , nell’ambito della Seconda Guerra Mondiale con lo scopo di creare nuove armi e tecnologie utili a sconfiggere la Germania di Hitler e porre fine alla guerra , di rendere una nave , la USS DE-173 meglio conosciuta come cacciatorpediniere ELDRIDGE , invisibile ai radar nemici , ma di fatto divenuta invisibile per davvero anche agli occhi delle persone attonite , sicuramente per la devastante potenza del campo di forza usato per l’esperimento nonché secondo le cronache , all’apertura indesiderata di canali spazio-dimensionali , gli odierni whormoles . Evidentemente il tentativo andò oltre le più rosee previsioni , con effetti però deleteri per l’equipaggio , che si trovò a difendersi dalle conseguenze fisiche dell’esperimento , che ne minò la salute anche a livello psichico . I marinai imbarcati sul cacciatorpediniere , si vociferò che subirono anche esperienze ai confini della realtà , come invisibilità momentanee e contatti persino ultra dimensionali con entità extraumane o aliene , che a molti di loro portò alla pazzia o come minimo al “congedo “ dalla Marina . Pochi poterono raccontare i fatti , fra cui un a dir poco misterioso Carlos Miguel Allende o per altri studiosi un più americano Carl M.Allen, marinaio o sottufficiale del cargo Andrew Furuseth , non si sa bene , che 12anni dopo nel 1955 inviò delle missive , le note lettere Allende , allo studioso ed ufologo Morris K. Jessup , narrandogli in modo diciamo così , pittoresco , gli eventi legati all’Esperimento Filadelfia , essendone stato testimone diretto e dimostrando in modo inequivocabile di conoscere molti particolari sulla questione . Questi avvenimenti , per gli amanti della teoria delle cospirazioni , costarono la vita a Jessup, mediante uno sconcertante suicidio , che con le sue indagini aveva forse scoperchiato il Vaso di Pandora e questo non andò forse molto a genio a qualcuno che non voleva che si conoscesse la verità . Jessup sicuramente era pervenuto alla soluzione e quando stava per diffonderne i contenuti pubblicamente passò a miglior vita e i suoi carteggi scomparvero . Chi era Allende o Allen ? Uno che sapeva tutto sull’esperimento o un millantatore ed aveva intuito che la scienza aveva intrapreso sentieri pericolosi ? E in tutti e due i casi , come faceva a conoscere tanti risvolti su un esperimento top-secret ? E lo stesso Jessup perché aveva creato tanto allarme nelle autorità preposte ? Aveva risolto l’enigma o tutta la questione , secondo lui , era solo una montatura ma con un fondo di verità ? Personalmente non lo credo per tanto motivi : perché tante testimonianze , documenti raccolti nei National Archives americani , gli stessi studi di Jessup già noto studioso di UFO , l’esistenza certificata del cacciatorpediniere Eldridge , quella misteriosa di Carlos Miguel Allende conoscitore sospetto dell’intera vicenda , che in seguito avrebbe confessato all’APRO, Aerial Phenomena Research Organisation , uno dei maggiori enti di ricerca civili di studio sugli UFO dell’epoca , di essersi inventato tutto ( ! ) , forse sotto minacce , la presenza del codice Rainbow negli Archivi Nazionali , reale nome dell’esperimento in codice , il coinvolgimento di eminenti scienziati come Albert Einstein e Werner Von Braun , nonché Nikola Tesla e Townsend Brown , sotto la guida di John Von Neumann con la probabile ingerenza di Vannevar Bush , futuro vice capo del Majestic 12 , danno perlomeno alla intera vicenda un alone di mistero .Un particolare all’apparenza insignificante può dare l’idea del perché vi è ancora tanta riservatezza sull’esperimento . Il lungometraggio che fu prodotto sull’evento nel 1984 , venne tenuto bloccato per qualche tempo , temendo forse che potesse rivelare particolari scottanti . Sicuramente il film fu tagliato da qualche sequenza “pericolosa” . A che prò questi timori , visto che erano passati più di 40 anni dalla vicenda ? Tra i produttori del film , figura John Carpenter , noto cultore dell’insolito oltre che regista indipendente su tematiche inusuali . Anche il film-documento “Bermuda now “ del regista Richard Friedenberg , del 1978 , basato sul libro “Bermuda , il triangolo maledetto “ , mostrò sequenze dell’Esperimento Filadelfia . Inseguito nel 1993 , fu prodotto “ Philadelphia Experiment 2 , del regista Stephen Cornwell , non all’altezza del primo film , ma ugualmente interessante , che teorizzava un misterioso coinvolgimento nazista . Precedentemente anche un ottimo film sempre USA del 1980 del regista Don Taylor , “ Countdown dimensione zero “con Kirk Douglas , Martin Sheen e James Farentino , ebbe numerosi riferimenti occulti all’Esperimento Filadelfia , anche se in questa occasione a finire in un vortice dimensionale e teletrasportati ai tempi della Seconda Guerra Mondiale è la gloriosa portaerei NIMITZ . Inoltre , tornando agli interrogativi iniziali , perché le foto della nave e dei luoghi dell’esperimento , porto di Filadelfia in primis , sono state tenute segrete dalla Marina per più di 20 anni ? Le ipotesi sono svariate . Per quello che sisa, durante la Seconda Guerra Mondiale , le forze armate statunitensi sperimentarono con i loro scienziati o almeno pare che volessero sperimentare quattro diverse soluzioni per porre fine al conflitto più sanguinoso della storia : la bomba atomica , la mimetizzazione elettronica antiradar , l’antigravità , la fantascientifica trasmissione molecolare o teletrasporto , l’attuale fisica di Star Trek . La prima soluzione , la bomba atomica , fu quella che raggiunse il proprio obiettivo e limitò le altre e che con le esplosioni di Hiroscima e Nagasaki pose fine alla guerra con l’impero giapponese .L’invisibilità elettronica antiradar era forse andata oltre , arrivando a creare l’invisibilità vera e propria con effetti collaterali sconvolgendi . Gli studi e gli esperimenti sull’antigravità e il cosiddetto teletrsporto , se effettuati , fin dove si spinsero ? Le risposte potrebbero essere agghiaccianti e forse è preferibile non cercarle . I test sull’invisibilità antiradar avevano forse scoperchiato energie misteriose dell’Universo che con tutta probabilità avevano messo in pericolo l’esistenza stessa del nostro pianeta e forse dello stesso continuum spazio-temporale ,come illustrato dal film , aprendo canali o come dicono recenti teorie , dei whormoles che non dovevano essere aperti . Forse proprio per questo l’Esperimento Filadelfia fu iniziato e poi subito abbandonato , almeno così riportano le cronache e per questo evidentemente chi aveva scoperto la verità fu “ sostituito “ , per usare un eufemismo ,come testimone scomodo , come asseriscono i cospirazionisti , perché c’era il timore che qualcuno malintenzionato o con finalità non proprio accademiche , potesse riprendere l’esperimento con effetti catastrofici , augurandoci che qualcuno non lo abbia fatto già con effetti parzialmente catastrofici , visti gli sconvolgimenti climatici,l’aumento dell’energia delle emissioni solari e altro che stiamo avendo in questi ultimo anni , fermo restando che siano solo eventi naturali e ciclici . Purtroppo non tutti i fenomeni dell’Universo sono di nostra conoscenza , sappiamo molto poco e quindi certi esperimenti che potrebbero influire sui sistemi terrestri e su quelli cosmici , sarebbero oltremodo pericolosi . La nebbia non si è ancora diradata ,sarebbe strano il contrario , sugli enigmi del Philadelphia Experiment , nonostante siano trascorsi più di 60 anni da questo evento e questo è sconcertante e la dice lunga,perché purtroppo è risaputo che l’agire umano è costellato di mezze verità ,menzogne o disinformazione deliberata e la “ vera “ verità rimane quasi sempre insabbiata a scapito delle masse , che senza saperlo sono a volte vittime ignare di esperimenti e manipolazioni occulte , anche se forse in alcuni casi è meglio non conoscere certe verità . Tutta questa storia è frutto di fantasia di menti esaltate o è un avvenimento reale ? Credo che solo il futuro potrà dare le giuste risposte a questo ennesimo enigma della storia umana , le cosiddette “ leggende “ hanno sempre un fondo di verità .

2 risposte a “Gli enigmi e gli interrogativi del “Philadelphia Experiment”

  1. zio gianni marzo 17, 2011 alle 7:42 pm

    Ma, non sempre tutto ciò che succede sembra affidato al caso
    Le due esplosioni nucleari in Russia prima ed in Giappone dopo non e una strana coincidenza
    che avvengano, in prossimita di un nostro referendum

  2. Aldo febbraio 22, 2016 alle 10:04 pm

    Non è fantasia. Io stesso molti anni fa telefonai a Ighina che era stato su quella nave e mi confermò tutto sull’esperimento. Per quel che ne so Ighina non era un conta frottole. Poi può anche che mi sbaglio sul suo conto. Purtroppo non l’ho mai incontrato di persona. Certo faceva degli esperimenti incredibili con le nuvole.

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