CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Archivi Mensili: febbraio 2009

Editoria: nuove riviste e possibili cessazioni

scrivere-stilografica6La crisi economica globalizzata, ormai stagnante da mesi, se non da anni, ha imposto a tutti una consapevolezza che non possiamo “spendere” più di tanto. Ormai è appurato che molti non arrivano alla “terza” settimana e debbono fare i salti mortali per far quadrare i conti giornalieri. La crisi si nota anche nell’editoria, ormai internet è divenuto punto di riferimento per le novità, per gli aggiornamenti in “tempo reale”. E per questo motivo le vendite dei giornali, della carta stampata in genere sono in ribasso, molti con conti in rosso paurosi. Cosa fare per non scomparire e dare (di conseguenza) un prodotto qualitativo e incentivante per gli appassionati? Abbassare i prezzi di vendita ai clienti. Questo è stato capito in pieno dalla nuova nata in ambito divulgativo scientifico. Stiamo parlando del nuovo mensile “Storica National Geographic”, che uscito in edicola il 19 febbraio 2009, sta già avendo un buon successo di vendita e di critica. Il prezzo di copertina, per un ampio periodo di tempo, sarà di 1 euro e 90 centesimi, 115 pagine di notizie,scoperte, personaggi,misteri inspiegabili della Storia, tutto con piglio serio e rigoroso come solo il NG può darci. Il direttore delle riviste è quel Giorgio Rivieccio, che tutti conosciamo, visto che è stato direttore dello splendido mensile “Newton”. Dato che l’archeologia e misteri del passato sono appannaggio di questo sito, salutiamo la nuova nata che sicuramente darà spunti di riflessione e di interesse. Dalle nuove nascite passiamo al possibile “coma” di riviste misteriosofiche. Stiamo parlando delle riviste “Fenix” e “X-Times”, gestite la prima da Adriano Forgione e la seconda da Maurizio Baiata. Leggiamo dal “blog” di Adriano Forgione, con tanto di consiglio ai lettori, che cosa ne pensano dell’ipotesi (non tanto remota) della unificazione delle due riviste in una sola. Queste parole sono sinonimo (purtroppo) di crisi. Non sappiamo se di Fenix o di X-Times, ma ipotizzando le edicole sprovviste o le molte copie invendute, si suppone che la rivista sia X-Times. La colpa di chi può essere? Sicuramente del costo di copertina, troppo alto per molte tasche. Ma, soprattutto dai contenuti. Troppo sensazionalismo e “chiacchiere da bar”. Molta gente non ne può più. E poi molte riviste simili in edicola, come minimo gli appassionati debbono spendere come minimo 20 euro al mese, per leggere “il nulla”. E la gente non ha più l’anello al naso. Stesso discorso da fare per le altre riviste ufologiche in edicola. Abbassate i costi di copertina e migliorate i contenuti (qualitativamente parlando), altrimenti più di qualcuno dovrà uscire di scena. Noi ci auguriamo che le riviste citate risolvano al più presto i loro problemi, non è bello essere in crisi. Chi lavora, in qualsiasi campo della produzione, lo sa. Ma cercate di cambiare impostazione e soprattutto…i costi di vendita al cliente della rivista. Siamo in periodo di “vacche magre”, se non anoressiche.

Sotto la copertina della nuova rivista, marchiata National Geographic, “Storica”

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Opinione personale di Antonio De Comite (Centro Ufologico Taranto)

Trovati i resti di “Atlantide” tramite…Google Earth?

carousel_one_737397a1La notizia è stata veicolata dal tabloid britannico “The Sun”. Tramite l’utilizzo del famosissimo “Google Earth”, con il suo ultimo aggiornamento “Google Ocean”, sarebbero state trovate (secondo lo “scopritore”) le rovine della mitica Atlantide, nel punto in cui ne parlava Platone. Sarà vero? Non ci esprimiamo. Ecco cosa dice a grandi linee il “The Sun” sulla presunta scoperta.

Questa e’ la sorprendente immagine che potrebbe mostrare la leggendaria città di Atlantide.

Si presenta come un perfetto rettangolo delle dimensioni del Galles sita sul fondo dell’Oceano Atlantico a quasi 3,5 miglia di profondità.

Si possono notare una serie di linee che si incrociano come in una grande metropoli. Le linee e la forma sembrano non di origine naturale ma bensì opera dell’uomo visto la singolare forma a rettangolo. La notizia ha iniziato ad affascinare i geofisici e gli oceanografici.

Il sito si troverebbe a circa 620 miglia al largo della costa occidentale dell’Africa nei pressi delle isole Canarie, il luogo dove Platone collocava geograficamente Atlantide da lui descritta. Platone riteneva che l’isola affondò dopo catastrofi, terremoti ed innondazioni avvenute circa 12.000 anni fa.

La griglia e’ stata scoperta tramite Google Ocean, un estensione del famoso Google Earth che utilizza una serie di immagini satellitari e rilevazioni marine.

Il Dottor Charles Orser, storico curatore di archeologia presso la New York State University e uno dei leader mondiali ed esperto mondiale su Atlantide, ha definito la scoperta “affascinante”. Ecco le sue parole:” E’ uno dei siti piu’ promettenti per la localizzazione di Atlantide, come descritto da Platone”.

La scoperta e’ stata effettuata dall’ingegnere aereonautico Bernie Bamford mentre stava navigando tramite Google Ocean.

Inoltre si afferma che le “rovine sono situate in una zona denominata Madeira Abyssal Plane. La “griglia” è stata notata dall’ingegnere aeronautico Bernie Bamford, tramite “Google Ocean”.

Bernie, 38 anni, di Chester conclude dicendo: “ha l’aspetto di una mappa aerea di Milton Keynes. Essa deve essere di origine umana”.

Fin qui grande parte dell’articolo del “The Sun” (http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/article2255989.ece). Per confermare per davvero se ciò che è stato riportato sia vero, anche noi del CUT (Centro Ufologico Taranto) abbiamo utilizzato “Google Earth” e la presunta “griglia” è davvero presente.

Ecco sotto l’immagine (con coordinate) prese da Google Earth (fonte Corriere.it)

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Video da “Repubblica”: http://tv.repubblica.it/copertina/atlantide-su-google-earth/29677?video

Sono davvero i resti di “Atlantide”? Non ci sono prove scientifiche per affermare ciò. Solo andando sul posto e immergersi si può confermare se si tratta davvero di resti della mitica civiltà sommersa o meno. Fino a quel momento si può dire di tutto e il contrario di tutto.

Il Canada apre gli X-Files sugli UFOs? Lo fece già nel 2005

ufocanadaE’ entusiamo nella comunità ufologia mondiale per la presunta apertura del Canada degli “X-Files” sugli UFOs (Unidentified Flying Objects). Ecco cosa scrive il sito “Terninrete”:

Negli ultimi anni sono molti i paesi che hanno deciso di rendere pubblici rapporti e documenti ufficiali su presunti avvistamenti ufo, tanto che oggi sembrano più anti-conformiste quelle nazioni che non si sono ancora decise a compiere questo passo di trasparenza.
Si unisce al lungo elenco composto da Inghilterra, Irlanda, Francia, Ecuador, Danimarca e Stati Uniti, anche il Canada, con migliaia di report provenienti dal Dipartimento della Difesa Nazionale, dal Dipartimento dei Trasporti, dal Consiglio Nazionale di Ricerca e dalla Polizia Reale Canadese.
I documenti sono stati dematerializzati e catalogati sia cronologicamente che per zona, per essere fruibili attraverso il sito web della Biblioteca e Libreria centrale canadese, sotto il titolo “UFO Canadesi: Alla ricerca dell’ignoto”: http://www.collectionscanada.gc.ca/databases/ufo/index-e.html 
E’ stata realizzata addirittura una sezione dedicata alla ricerca delle segnalazioni ufo, una sorta di “virtual tour”, che permette agevolmente di scegliere una zona o una data ed esaminare i relativi rapporti fedelmente scannerizzati e corredati da materiale multimediale: http://www.collectionscanada.gc.ca/ufo/index-e.html 
In alternativa si possono sfogliare gli oltre 9000 documenti tramite la tradizionale ricerca nei menu laterali del sito.
I documenti non contengono solamente le segnalazioni “nude e crude” dei testimoni, ma spesso vi sono anche le analisi e le considerazioni delle istituzioni chiamate in causa per quel particolare avvistamento.
In una nota del 1967 (vedi documento n°1 e n° 2 a fine articolo) ad esempio, intitolata “Oggetti Volanti non Identificati (UFOs) – Indagini”, si legge “Diverse indagini eseguite sulle segnalazioni suggeriscono la possibilità che questi UFO, possano essere fonte unica di informazioni scientifiche e dimostrino capacità tecnologiche avanzate, tanto da poter contribuire con la loro analisi al nostro sviluppo scientifico o tecnologico.
Un altro commento interessante si legge nei rapporti datati nei primi anni ’50, in cui Wilber Smith, ingegnere a capo di un team di ricerca del Dipartimento dei Trasporti Canadese, commenta così le evoluzioni degli UFO: “…è difficile riconciliare queste prestazioni con le nostre capacità tecnologiche e a meno che la tecnologia di qualche nazione terrestre non sia estremamente più avanzata di quanto sia pensabile, dobbiamo necessariamente giungere alla conclusione che questi veicoli sono di origine extra-terrestre, nonostante i nostri pregiudizi ci spingano a rifiutare questa ipotesi.” (Vedi estratto documento n° 3 a fine articolo)
Un’altra segnalazione interessante arriva dalla Polizia Reale Canadese e descrive in tutto e per tutto un USO. Il rapporto racconta di un episodio accaduto presso il porto di Shag nella notte del 4 Ottobre 1967 ed ha coinvolto oltre ai poliziotti anche 6 civili.
L’episodio viene così descritto: “Testimoni hanno segnalato un oggetto di 20 metri di lunghezza muoversi in direzione est, per poi discendere rapidamente nell’acqua con un grande impatto. Una singola luce bianca è apparsa sulla superficie per un breve periodo di tempo. La polizia ha tentato di raggiungere l’oggetto con l’aiuto di alcuni pescatori locali e le loro barche, prima che si inabissasse completamente.

Fin qui l’articolo riportato da “Terninrete” e che, come una “catena di Sant’Antonio”, ha fatto il giro della “Rete Ufologica” nostrana. Peccato che quei documenti divulgati erano stati messi “online” a partire dal 2005. Come si legge nell’home page di apertura dell’archivio http://www.collectionscanada.gc.ca/ufo/index-e.html e precisamente in basso a sinistra si legge “Created: 2005-08-11″, ossia messi online il giorno 11 Agosto 2005. Quindi niente di “nuovo” sotto il sole. Per il momento il Canada non ha divulgato (dal 2005) nuovi documenti UFOs. Quando lo farà nuovamente?

Sotto alcuni documenti declassificati nel 2005 dal Canada, di notevole interesse

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Sotto la parte evidenziata nel quale si afferma che “Diverse indagini eseguite sulle segnalazioni suggeriscono la possibilità che questi UFO, possano essere fonte unica di informazioni scientifiche e dimostrino capacità tecnologiche avanzate, tanto da poter contribuire con la loro analisi al nostro sviluppo scientifico o tecnologico.

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Sotto parte del documento del “Project Magnet” del 1952 che parla espressamente che gli UFOs probabilmente sono di “origine extraterrestre”

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Sotto un documento incredibile CIRVIS/MERINT (1959/1960) con le minaccie aeree e navali, inclusi UFOs e USOs, dall’inequivocabile forma di “disco volante e aereorazzo”. Come mai si censura, in molti testi ufologici la voce “Unidentified Objects in the Water”? Fanno tanta paura gli USOs? E’ molto difficile per gli scettici spiegare con un “pallone sonda” o il pianeta Venere un UFO a forma “disco volante” uscito dalle acque. Forse è (anche) per quello che non ne ne parla? E’ per questo che Joseph Allen Hynek abbandonò il “Project Bluebook”? Chissà

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Fotografato un presunto “super-anaconda” in Borneo?

article-1149743-03949eaf000005dc-277_468x462Secondo la leggenda, il Nabau era un terribile serpente lungo oltre 30 metri, con una testa di drago e sette narici. Ma ora i rivieraschi che vivono lungo il fiume Baleh, nel Borneo, credono che la mitica creatura sia ritornata, emersa dal passato, dopo aver visto una foto di un serpente gigantesco, nuotare nelle remote vie fluviali. La foto, che sarebbe stata scattata da un membro di una squadra di soccorso in elicottero, che controlla le zone indondate, ha provocato una grande discussione: le foto sono autentiche oppure si tratta di un lavoro di manipolazione fotografica? Anche l’autorevole quotidiano “New Straits Times”, di Kuala Lumpur, ha chiesto ai propri lettori che cosa pensassero della foto. I rivieraschi affermano che quello che hanno visto è un serpente, a cui hanno dato il nome di Nabau, un antico rettile marino leggendario, che si trasforma in differenti altri animali. Persone che hanno analizzato e studiato le foto aeree, hanno respinto l’ipotesi che si trattasse di un tronco d’albero. Come quelle che ha detto un altro lettore: “può un tronco serpentare?” Altri suggeriscono che sia una barca, ma l’ipotesi è stata scartata per via della traccia sinuosa. L’accusa più comune è che si tratti semplicemente di una manipolazione al computer, mentre altri lamentano il fatto che il fuome è di un colore differente, rispetto al vero fiume Baleh, che è di un colore marrone scuro, in tutta la sua estensione. Ma i rivieraschi insistono a dire che il serpente esiste, le foto dimostrano ciò e che esse, essendo state scattate in diverse parti del fiume, accertano che il serpente vive lì. All’inizio di questo mese, gli scienziati hanno rivelato la scoperta di un fossile di serpente, più grande di un autobus, pesante come un piccolo carro e che poteva ingoiare un animale delle dimensioni di una mucca. Il serpente, lungo più di tredici metri, chiamato “Titano-boa”, fu così grande che viveva di una dieta composta di coccodrilli e tartarughe giganti, i quali venivano spremuti a morte e divorati completamente. Con un peso impressionante di 1,25 tonnellate, scomparve dalle foreste tropicali del Sud America circa 60 milioni di anni fa, cinque milioni di anni dopo l’estinzione dell’ultimo dinosauro. Lo scheletro parziale dell’anaconda preistorico fu trovato in una miniera di carbone in Colombia, da una squadra internazionale di cacciatori di fossili.

Articolo (in inglese) su http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1149743/Picture-100ft-long-snake-sparks-fears-mythical-monster-Borneo.html

In apertura di articolo e sotto le due foto che mostrerebbero (il condizionale è d’obbligo) l’esistenza del leggendario “Nabau”

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La caccia agli UFO, quattro casi italiani nel 2008

0kf9z7qh-180x140Ammassi nero-petrolio, come se fossero prodotti da esplosioni, che appaiono ad aerei in volo. Filamenti appiccicosi denominati «capelli d’angelo», che piovono nel nord Italia. Sfere luminose, corpi conici e altri oggetti che si manifestano per aria, sono visti e vengono fotografati. O che, addirittura, finiscono al cinema: in Milano-Palermo: il ritorno, film del 2007, compare un globo bianco alle spalle di Raul Bova. Quella scena fu girata ad Allumiere, non lontano da Civitavecchia. Tanti oggetti così, un po’ ovunque.

C’è un’Italia dal cielo misterioso (e non solo il cielo: pure sul territorio avvengono cose strane, spesso in concomitanza con tali avvistamenti) che fa notizia senza apparire, dal momento che di certi fatti non se ne parla. Ma questa Italia anomala esiste. Eccome, se esiste. Negli ultimi mesi del 2008 ci sono stati almeno quattro episodi da portare alla luce. Affiancandoli ad altri mai chiariti e che ci conducono nel basso Tirreno. È un’area da tempo caratterizzata da fenomeni speciali e da un intenso traffico di Ufo, o di Ovni, definizione che inquadra gli oggetti sconosciuti, depurando il concetto da suggestioni «aliene». Fino a prova contraria, almeno. Già, perché se da un lato lo stato di incertezza che aleggia su certe vicende non autorizza a sostenere che siamo frequentati da dischi volanti, dall’altro l’assenza di spiegazioni scientifiche non impedisce alla fantasia di galoppare e di pensare che se non c’è qualcosa di non terrestre che circola dalle nostre parti, allora potremmo essere in presenza di esperimenti «umani» sconosciuti, operati non si sa bene da chi.

Da che cosa cominciamo? Dall’incontro del 15 ottobre tra un velivolo di linea italiano, in crociera da Catania a Napoli alla quota di 28 mila piedi, e una massa scura aeriforme, con tanto di scia grigia che scende in basso e con un oggetto ignoto che semina l’aereo. Ufficialmente l’evento, osservato simultaneamente da terra, non trova riscontri: secondo l’Aeronautica militare non erano in corso attività di alcun tipo. Questo è il «c’è, ma non si vede». Invece il «c’è e si vede» sta, ad esempio, nell’osservazione di Ovni sul quartiere Prati di Roma, il 10 ottobre 2008, e in due avvistamenti nel Veneto. Il 16 novembre 2008 alle 11,30 un abitante di Montebelluna stava realizzando un filmato per documentare un caso di scia chimica in cielo. All’improvviso comparve un oggetto biancastro e sferico; per un po’ seguì la scia in parallelo, poi virò a destra e sparì.

Non è la prima volta che gli avvistamenti sono concomitanti con il fenomeno del «chemtrails» e non è la prima volta che si registrano nel Nord-est. Ci spostiamo a Verona: 27 settembre 2008, di nuovo coinvolto un aereo civile. A ovest della città spunta un Ovni sferoidale che si sposta con moto autonomo e che viene fotografato. Palloni sonda, manifestazioni naturali, filmati falsi? È stato escluso. Sempre il Nord è stato infine caratterizzato da una pioggia di filamenti. Siamo dal 6 all’8 novembre. I capelli d’angelo, lunghi da 50 centimetri a 2 metri, cadono a Parma, Treviso, tra Milano e Pavia e in altri posti. Erano elettrizzati: acciuffati con le mani, si appiccicavano. Non solo: collocati in contenitori di vetro, si appallottolavano a gran velocità. Un caso? No. Qualcosa di simile accadde il 27 ottobre 1954: su Firenze apparvero oggetti bianchi e dall’alto scese una bambagia vetrosa i cui fiocchi si scioglievano al suolo. Sì, a volte ritornano…

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_19/ufo_casi_italiani_vanetti_edc516ee-fe4b-11dd-9a41-00144f02aabc.shtml

In foto l’UFO fotografato in Sicilia dal comandante Garofalo nel 2006

Link articolo sul “caso” Garofalo: http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_19/foto_ufo_cina_cavallaro_2be36bc8-fe4d-11dd-9a41-00144f02aabc.shtml

Nota Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto), articolo di approfondimento dell’autorevole “Corriere della Sera” estremamente importante e significativo, con una piccola pecca però: si è parlato per un paio di volte di “chemtrails” e “scie chimiche”, che secondo chi scrive non hanno nulla di misterioso.

Il CUT (Centro Ufologico Taranto) su Facebook, che ne pensate?

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Un ipotesi è balenata qualche settimana fa, ossia iscrivere il CUT (Centro Ufologico Taranto) su Facebook, il più popolare “social network” al mondo. L’idea ci è venuta in mente dopo alcuni inviti di nostri amici, come ad esempio Ida Di Donato, i quali ci hanno consigliato a far ciò. Ma prima di agire aspettiamo i vostri giudizi. Che ne pensate? Aspettiamo i vostri commenti.

Una formazione di UFOs fotografata sulla Luna oppure abile trucco?

La notizia proviene dal sito http://www.coasttocoastam.com  e mostra un foto della Luna. Secondo quanto scritto sul sito stesso, un certo Clinton Love, di Culver City (California) ha fotografato una formazione di quattro UFOs, in movimento nei pressi della Luna, attraverso l’oculare del suo telescopio. La fotocamera ha catturato quattro oggetti, che passavano dalla Terra alla Luna. La macchina era in modalità “burst”. Usando i crateri della Luna come riferimento, si può notare che i quattro oggetti erano in viaggio. Il testimone stava utilizzando dei filtri colore sul suo oculare. Ecco il motivo (secondo il testimone) per cui la Luna appare di colore arancione e i presunti UFOs come puntini di colore rosso. Gli oggetti non sembravano molto riflettere la luce, ecco il perchè si vedono di colore più scuro.

Sotto l’immagine della Luna con la presunta formazione di UFOs. Foto genuina?

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Fotografato un gigantesco UFO in Siberia?

nlo_1Il 15 febbraio 2009, alle ore 6 pm circa, i residenti del sud/est della città  di siberiana di Chita (popolazione di circa 30.000 abitanti) in Russia, hanno avvistato un gigantesco UFO attraversare la città, pe rpoi scomparire all’orizzonte. Alcuni sono riusciti a fotografare il velivolo con dei telefonini. I cittadini increduli, fermi nel centro della città e nei parchi, hanno sottolineato che l’oggetto che si notava nel cielo era un vero UFO. Una testimone, la signora Kotchetkova Anna, ha visto, assieme a suo figlio, l’oggetto e ha dichiarato che non sembrava essere di questo pianeta. L’UFO è stato descritto dai testimoni come completamente silenzioso e simile ad un triangolo con i bordi levigati. La sua forma era un pò irregolare ed alcune zone del velivolo sembravano offuscate. Altri testimoni hanno cercato di fotografare l’UFO, ma non hanno potuto a causa della sua velocità e le difficoltà a concentrarsi. Tuttavia molte foto sono state fatte. L’UFO è stato stimato volare a circa 500/1000 metri dal suolo e sembrava avere le dimensioni di un Boeing 747. E’ stato inoltre stimato che si spostava alla velocità di circa 7 metri al secondo. L’incidente è stato ripreso ampiamente dai media russi e subito dopo l’avvistamento molti organi di stampa russi si sono recati in Siberia. I gruppi di ricerca UFO si sono recati in Siberia per intervistare i testimoni. Molti sospettano che ci sia una base UFO, da qualche parte nella vasta zona siberiana. Questa osservazione aggiunge peso a questa possibilità.

Fonte (in inglese): http://www.allnewsweb.com/page5995996.php

Sulla sinistra, in alto, la foto del presunto UFO. E’ difficile stabilire l’autenticità, visto la mancanza di una foto più grande, con eventuali particolari aggiuntivi per stabilirne l’effettiva grandezza e genuinità della foto stessa.

Palle di fuoco e detriti spaziali: allarme e mistero nel mondo

streakingfireballROMA - Ora i detriti spaziali («space debris» in inglese) fanno davvero paura. Nella regione di Alberta, in Canada, stanno tirando un respiro di sollievo per un impatto dallo spazio scongiurato in extremis . E poi in Texas, nel Kentucky e finanche nella nostra Italia, ecco stagliarsi nel cielo misteriose «palle di fuoco», ancora non si sa fino a che punto imparentate con i detriti spaziali o dipendenti da uno sciame di meteore.

PANICO IN CANADA - Partiamo dall’unico allarme sicuramente collegato con la caduta di un oggetto artificiale dall’orbita, quello scattato nella regione di Alberta. E’ successo alle prime ore del mattino di venerdì 13 febbraio, tempo locale, ma solo a emergenza superata ne sono stati rivelati i particolari. Il North American Aerospace Defence Command (NORAD) degli Stati Uniti, un ente che sorveglia lo spazio e tiene d’occhio tutti i corpi orbitanti attorno alla Terra, avverte i rappresentanti del governo canadese: «Un cargo spaziale russo delle dimensioni di un autobus, che era stato utilizzato per trasportare materiali sulla Stazione spaziale Internazionale, è fuori controllo e sta per precipitare su di voi. I calcoli indicano che potrebbe schiantarsi sulla città di Calgary, attorno alle 10 antimeridiane, ma la traiettoria è incerta. La stiamo definendo minuto per minuto. Vi faremo sapere». Scatta l’allarme degli operatori della protezione civile canadese, sia a livello nazionale che locale. Ci si interroga se sia il caso di avvertire la popolazione e predisporre piani di evacuazione, almeno nella parte più popolosa del centro cittadino. Mentre le concitate consultazioni sono in corso, si rifà vivo il NORAD: la traiettoria del maxi proiettile spaziale è cambiata, ora sembra puntare su Kneehill o su Wheatland Country, circa cento chilometri a est di Calgary. Lì, per fortuna, la densità della popolazione è più bassa, c’è meno pericolo di impatto diretto con le persone e le cose. Ma si affaccia un’altra preoccupazione. Il relitto del vettore russo contiene materiale radioattivo che, disperdendosi in seguito all’impatto, potrebbe contaminare una vasta aerea di territorio. Scattano altri livelli di allerta per il monitoraggio dell’eventuale nube radioattiva. «Ma proprio mentre un operatore del nostro staff stava per diffondere l’allarme al pubblico –racconta Colin Lloyd, direttore esecutivo dell’Agenzia di gestione delle emergenze dell’Alberta-, dal centro operativo di Ottawa ci arriva un contro ordine: il relitto spaziale è rimbalzato nell’atmosfera, finendo nell’Atlantico. Pericolo scongiurato. E’ una mattina che non dimenticheremo facilmente».

LO SCONTRO IN ORBITA - L’allarme spaziale dell’ Alberta segue di appena tre giorni uno scontro in orbita terrestre da primato, avvenuto il 10 febbraio, a circa 800 km di altezza, fra due satelliti per telecomunicazioni: il russo Kosmos 2251 e l’americano Iridium 33, rispettivamente da 1.000 e 500 kg di peso. Non era mai successo prima d’ora che due grandi satelliti, ciascuno ruotante sulla propria orbita, facessero un involontario urto frontale. (I cinesi, invece, due anni fa, avevano volontariamente effettuato un impatto fra un loro missile balistico e un satellite in disuso). A causa delle alte velocità in gioco (25 mila km all’ora), un crash spaziale genera migliaia di frammenti grandi e piccoli che, sparpagliandosi progressivamente in vari livelli orbitali, si possono trasformare in potenziali proiettili-killer a danno di altri satelliti, della Stazione spaziale abitata in permanenza dagli astronauti a 400 km di altezza e, scendendo più giù, della stessa Terra.

GLI AVVISTAMENTI «ITALIANI» - Per questo motivo, quando la sera del 13 febbraio l’astrofilo Diego Valeri da Contigliano (Rieti), specializzato nell’osservazione delle meteore, riesce a registrare con la sua telecamera per la sorveglianza del cielo una palla di fuoco dieci volte più luminosa della Luna (VEDI), è inevitabile chiedersi se non si tratti di un frammento dello scontro orbitale, piuttosto che del solito sasso cosmico venuto giù dal cielo. E la domanda si fa più pressante quando analoghi avvistamenti vengono fatti, sempre la sera del 13 febbraio, ancora da altre località italiane e, oltre l’Atlantico, a Morehead nel Kentucky (dove l’apparizione è accompagnata da vibrazioni e boati).

FRA UFO E METEORE - Il 15 febbraio, poi, in molte località del Texas, un’altra palla di fuoco è talmente luminosa da rendersi visibile in pieno giorno. Fatti debiti calcoli, gli specialisti del NORAD escludono che le molteplici palle di fuoco possano essere i frammenti del crash spaziale. Un’ ipotesi alternativa è che si tratti di uno sciame di meteore, provenienti chissà da dove, che ha colpito il nostro pianeta, dando luogo a una molteplicità di fenomeni. Ma, mentre gli astronomi sono impegnati nei calcoli, le ipotesi, anche le più spericolate dei soliti ufologi, si affastellano. Il rischio che l’aumento della spazzatura spaziale possa costituire un pericolo sia per la navigazione spaziale e aerea, che per noi inermi abitanti della Terra, è stato intanto ribadito dal direttore dell’United Nation Office for Outer Space Affairs (UNOOOSA), Mazlan Othman, che ha richiamato al rispetto di una risoluzione già adottata dall’assemblea generale dell’ONU, che esorta a una non proliferazione degli «space debris», allo scopo di preservare l’ambiente spaziale e la sicurezza del pianeta. In pratica, a questo scopo, i vari Paesi del club spaziale, dovrebbero limitare le attività e le manovre potenzialmente pericolose e le agenzie addette al monitoraggio dei corpi artificiali dovrebbero migliorare le loro capacità di osservazione e calcolo per prevenire gli incidenti con la migliore regolazione dell’ormai congestionato traffico orbitale.

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_febbraio_17/palle_fuoco_allarme_foresta_martin_18ed49d4-fcdc-11dd-b299-00144f02aabc.shtml

“Miliardi di pianeti simili alla Terra”

w044raininggrumphers03“Siamo soli nell’universo?”. Interrogarsi sulla presenza di forme extraterrestri è un passatempo comune alla razza unama. Secondo gli scienziati potremmo davvero non essere gli unici ad “abitare” il cosmo.  Nella nostra galassia ci potrebbero essere miliardi di pianeti come la Terra e molti di essi potrebbero essere abitati da semplici forme di vita. Ne è convinto Alan Boss, della Carnegie institution of science, che ha illustrato le sue teorie a Chicago durante l’incontro annuale dell’American association of science. Citato dalla Bbc, lo scienziato ha detto che finora i telescopi hanno rilevato l’esistenza di oltre 300 pianeti al di fuori del nostro Sistema solare. Lo scienziato ha comunque precisato che pochissimi di essi sarebbero in grado di sostenere forme di vita. La maggior parte sono giganti gassosi come il nostro Giove. Sulla base del numero limitato di pianeti trovato finora, Boss ha spiegato che ogni stemma madre come il Sole ha in media una terra come pianeta.

«Se avete un mondo abitabile e lo lasciate evolvere per alcuni miliardi di anni,  è inevitabile che si svilupperà la vita», ha detto il Dott. Boss. «Per esempio, se si lascia qualcosa in un  frigo spento, non si può evitare che cresca qualcosa».  «Sarebbe impossibile- ha aggiunto-arrestare la vita su questi pianeti».

Lo scienziato crede  di poter dimostrare le sue tesi grazie al nuovo telescopio della NASA, che nelle prossime tre settimane  avrà la missione di osservare  i pianeti simili alla Terra. Per il Dott. Boss sappiamo abbastanza sull’universo per ipotizzare l’esistenza di pianeti gemelli del nostro sui cui potrebbe essersi sviluppata la vita. «E’ molto probabile che ci siano forme di vita, ma è quasi improbabile che siano intelligenti. Probabilmente si tratterà di batteri o microbi.  Avere due forme di vita intelligenti sarebbe una coincidenza davvero enorme. Probabilmente forme simili alla nostra esisteranno tra 100.000 anni o più».

Fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=1156&ID_sezione=243&sezione=

Nota Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto), come si fa ad esser sicuri che non ci siano altre civiltà intelligenti oltre la nostra nel cosmo? Come si fa a dire che ci sono “solo” forme di vita elementari e “noi” siamo una rarità? Neanche il più scettico nega ciò. In questo articolo si è superato, in maniera più estrema, lo scetticismo più duro.

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