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Saturno: microbi “alieni” sulla luna Titano

ROMA  – Microbi dall’odore insopportabile e assetati di metano, per loro indispensabile come l’acqua per gli organismi terrestri: potrebbe essere la forma di vita che popola la più grande luna di Saturno, Titano. E’ l’ipotesi che l’astrobiologo William Bains presenterà martedì 13 aprile in Scozia, a Glasgow, nel convegno britannico di Astronomia.

“La vita ha bisogno di liquidi, tanto che perfino le piante dei deserti più aridi della Terra hanno bisogno di acqua per far lavorare il loro metabolismo. Perciò se su Titano ci sono forme di vita, queste devono basarsi sul metano liquido e non sull’acqua. Ciò significa che l’intera chimica è radicalmente diversa”, osserva Bains. Biochimico di formazione, con studi compiuti fra l’università britannica di Oxford e quella americana di Stanford, Bains ha condotto questa ricerca grazie a finanziamenti dell’organizzazione britannica Rufus Scientific e dallo statunitense Massachusetts Institute of Technology (Mit).

– NUOVO FASCINO PER TITANO: L’ipotesi di Bains aggiunge nuovo fascino a Titano, che nelle immagini inviate dalla sonda europea Huygens nel gennaio 2005 aveva stupito con il suo paesaggio di monti, fiumi e laghi di metano. Due volte più grande della nostra Luna e con una atmosfera opaca, arancione e ghiacciata, é lontanissimo dal Sole (10 volte in più rispetto alla Terra). E’ freddissimo, con una temperatura di superficie di -180 gradi e l’acqua ghiacciata. Gli unici liquidi sono metano ed etano.

– VITA ESTREMA: Esperto di biochimica in ambienti estremi, Bains é arrivato a descrivere i microrganismi che potrebbero vivere su Titano partendo dalle molecole compatibili con un metabolismo dipendente dal metano. Molecole del genere, spiega, “devono basarsi su una varietà di elementi più vasta rispetto a quella delle molecole terrestri. Dovrebbero anche essere molecole più piccole e più reattive chimicamente”. Per essere solubili nel metano liquido non devono avere più di 6 atomi (contro i 10 delle molecole terrestri). La rosa delle possibilità si è così ristretta a circa 3.400 molecole, fra cui carbonio, azoto, ossigeno, zolfo e fosforo. E’ stata una selezione non banale: “é stato come cercare poche assi per costruire un tavolo in un gigantesco deposito di legname”. Inoltre, aggiunge Bains, “bisogna considerare diversi tipi di legami e che gli elementi possono assumere forme instabili e insolite sulla Terra”.

– RISPARMIO ENERGETICO: L’energia, secondo Bains, è un altro fattore che potrebbe influenzare la vita su Titano. Con una luce solare pari al 10% di quella che arriva sulla Terra, l’energia su Titano è una risorsa preziosa. “Possiamo immaginare organismi che crescono molto lentamente, come i licheni, mentre i Velociraptor dovrebbero essere decisamente esclusi”.

– ALIENI ESPLOSIVI: “Alieni come questi potrebbero dare filo da torcere a Hollywood”, osserva Bains. “Uno solo di questi organismi a bordo dell’astronave Enterprise potrebbe esplodere e incendiarsi, sprigionando fumi capaci di uccidere l’intero equipaggio. Avrebbero anche un odore orribile. Ma io penso che tutto questo sia interessante: non sarebbe triste se gli organismi alieni presenti nella galassia fossero esattamente come noi, invece che blu e con la coda?”.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/04/11/visualizza_new.html_1761563993.html

Sopra immagine di Titano

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