CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Scienziato SETI: possibili artefatti extraterrestri sulla Luna

Alexey Arkhipov è per molti un personaggio sconosciuto, ma è uno dei componenti del SETI (Search of Extraterrestrial Intelligence) e precisamente della “Society for Planetary SETI Research”. Nato in Ucraina nel 1959, ha conseguito un Master in Astronomia presso la Kharkov State University nel 1981 e un PhD in Astrofisica e Radio Astronomia presso il Main Astronomical Observatory of National Academy Science di Kyiv (Ucraina) nel 1998. Fu anche uno dei pionieri del cosiddetto SETA (Search of Extraterrestrial Artifacts), ossia quel progetto ambizioso che aveva il compito scientifico e metologico di andare alla ricerca di vestigia, costruzioni, manufatti eretti da una intelligenza non umana nel cosmo. Il suo entusiamo non è mai calato in questo senso, anzi ha incentivato altri suoi colleghi di insistere su questo campo, iniziando a cercare l’esistenza di prove sul nostro corpo cosmico più vicino, ossia Selene (Luna). Nel corso di una serie di conferenze tenute negli anni 90 del secolo scorso e raccolte nel volume edito dal SETI nel 1995 e dal titolo “Progress in the Search for Extraterrestrial Life, Asp Conference Series, Vol. 74, edito da G. Seth Shostak, Arkhipov stila un documento scientifico introduttivo dal titolo “A Search for Alien Artifacts on The Moon”. Un documento importantissimo questo, nel quale si ritiene possibilista sulla presenza sulla Luna di vestigia extraterrestri. Nell’introduzione a questo documento si legge che “la Luna è un attrattore di manufatti alieni. Di conseguenza è stato creato il SAAM (Search for Alien Artifacts on the Moon), progetto unico e promettente sviluppato dal RIAP (Research Institute on Anomalous Phenomena)“. Continuando a scorrere il documento si può evincere che già dal 1950 la Luna aveva interessi militari umani e non è pregrino pensare che anche civiltà extraterrestri intelligenti abbiano pensato di attraversare il nostro sistema solare, magari perchè attratti dalla biosfera terrestre. Così il satellite naturale della Terra potrebbe essere utilizzato come luogo ideale per le osservazioni a lungo termine del nostro pianeta. Inoltre secondo Arkhipov le sonde e i manufatti extraterrestri sarebbero facilmente mimetizzabili sulla Luna, ma non del tutto. In questo senso, quindi, si potrebbero scoprire utilizzando l’archeologia e i cosiddetti TLP (Transient Lunar Phenomena). Per quanto riguarda l’aspetto archeologico lo scienziato afferma che “solo un grande artefatto (> 1 m) potrebbe essere trovato sulla superficie lunare. La scoperta di piccoli (< 1-10 cm) artefatti è molto probabile in strati di regolite alla profondità di oltre 10 metri, e specialmente nei crateri. Il sito originale dove potrebbe essere l’artefatto si trova usualmente è differente dal sito della scoperta. Gli scavi devono essere fatti su un raggio di circa 1 km (per coprire l’area ed impedire che frammenti di possibili manufatti vengano persi)“. Inoltre Arkhipov afferma che i luoghi promettenti per trovare resti archeologici sulla Luna potrebbero essere anche “tubi di lava” e strane depressioni. Ma come abbiamo detto in precedenza anche i crateri sono indicativi di presenze extraterrestri. Arkhipov cita il cratere Aristarchus (con presenza di tubi di lava, luci notturne, possibili specchi ecc.), oppure la parete della cima meridionale del cratere Malapert (sito ottimale per i dispositivi di ricognizione aliena, perchè la Terra è sempre sotto la vista e la luce solare è accessibile per il 94% del tempo), oppure il cratere Herodotus (possibili specchi), nel cratere Gassendi (possibili specchi, effetto invasione), nel Mare della Tranquillità (inusuali depressioni, effetto invasione), eccetera. Pocanzi, come si è letto, abbiamo parlato di dispositivi di ricognizione extraterrestre, che probabilmente sono i già citati TLP. Arkhipov, dissertando sull’argomento, afferma che potrebbero essere “possibili manifestazioni di manufatti extraterrestri“. Il fenomeno ha durata di circa 20-60 minuti in media e generalmente ha la caratteristica somigliante ad una stella luminosa. Mentre molti possono essere ricondotti a scariche elettriche, gas luminescenti oppure meteoriti, non è escluso che alcuni possano essere artificiali. Concludendo si può dire che un altro scienziato, il quale non ha paura delle critiche, ha voglia di sollecitare uno studio approfondito del nostro satellite naturale, il quale da miliardi di anni ci fa compagnia, coi suoi enigmi e misteri e, probabilmente, con le sue vestigia nascoste.

Ricerca effettuata da Antonio De Comite (Direttore Generale Centro Ufologico Taranto)

Documento “A Search for Alien Artifacts on the Moon” (in lingua inglese) http://adsabs.harvard.edu/full/1995ASPC…74..259A

Biografia dello scienziato (in lingua inglese) http://spsr.utsi.edu/members/alexeyarkhipov.html

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6 risposte a “Scienziato SETI: possibili artefatti extraterrestri sulla Luna

  1. Stefano aprile 20, 2010 alle 5:34 pm

    Vedono tutti extraterrestri, ma qui non si vede mai nessuno!!!… un atterragino tanto per fare un saluto e poi andarsene…no è?

  2. franco29337 aprile 21, 2010 alle 9:47 am

    Mi associo, sono anni che saltuariamente scruto il cielo, ho visto di tutto, aerei civili e militari,diurni e notturni, bellissime meteore ma qualcosa che mi facesse pensare ad un classico UFO,mai.A questo punto potrei essere annoverato tra gli scettici,ma non è così,continuo ad osservare,credo che prima o poi qualcosa vedrò anch’io.Saluti F.

  3. jojope maggio 18, 2011 alle 8:06 pm

    Come si evince dall’articolo originale,piu’ che una asserzione di manufatti alieni e’ una ipotesi di lavoro nel caso qualche sonda aliena si sia persa o atterrata sulla Luna,quando nel tresto viene detto che la Luna e’ un grande attrattore di manufatti aliene e’ sostanzialmente un errore di traduzione,leggendo il testo (e nel contesto)si evince che si intende che la Luna con la sua gravita e un grande attrattore di oggetti spaziali come meteore.
    Quindi nell’ipotresi che nel passato qualche civilta aliena sia passata e soffermata sulla Terra,o semplicemente qualche sonda aliena si sia persa nello spazio potrebbe essere precipitata sulla Luna.
    Lo studioso ipotizza solo un metodo di ricerca,peraltra gia avanzato da altri, che eventualmente dovesse accadere che una sonda aliena nel passato o presente si sia schiantata sia logico che i detriti si trovino ad una certa profondita.
    Poi prende in considerazione alcuni siti,dove effettivamente accadono molti TLP,e ipotizza che non tutti siano di origine geologica(fughe di gas da crepe ecc ecc).
    Comunque rimane un articolo molto interessante.

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