CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Sukhinov e la “pietra aliena”

Serghey Stepanovich Sukhinov, classe 1950, è uno scrittore russo di fantascienza e di favole a sfondo fantastico per bambini. Sukhinov ha frequentato l’Istituto di Aviazione di Mosca (MAI) e ha lavorato per 15 anni all’ istituto di progettazione “Vympel”. Il 3 marzo 2010 ha tenuto una conferenza al Centro Culturale del Parco Nazionale di Zarytzino, vicino a Mosca, per illustrare a una platea di ufologi, giornalisti e scrittori la sua teoria del “dono delle stelle”, come lui suole chiamare il reperto meteorico da lui rinvenuto nei pressi di Istra, che si trova a 25 km da Mosca, nel 1995. Il reperto pesa circa 2,15 kg e sulla base della sua configurazione superficiale Sukhinov ritiene faccia parte di un grosso bolide, caduto in tempi lontanissimi in quel sito, caratterizzato da una “fossa meteorica” ovale di circa 1,5 x 1 Km. Nell’estate del 2009 Sukhinov iniziò a studiare il meteorite nei suoi dettagli superficiali, giungendo alla conclusione che sulla sua “corteccia” si trovavano più di 600 “strane strutture miniaturizzate”.

Alcune, secondo lui, ricordano frammenti di schemi elettronici bruciati, altre cifre arabe, altre ancora (sempre secondo lui…) ideogrammi e lettere di lingue terrestri (tra le quali il Sanscrito). Dal momento che Serghey Sukhinov ritiene che tale “meteorite” sia in realtà un artefatto extraterrestre, secondo lui occorrerebbe costituire una commissione di studio di cui facciano parte alti esponenti della scienza accademica, come Jores Alferov e Serghey Kapitza. Ma a prima vista pare proprio che le cose non stiano come sostiene Sukhinov: il “dono delle stelle” ad un esame visuale sembra semplicemente una “pietra di origine meteorica”, che presenta segni di fusione superficiale, e null’altro. Nulla a che fare, insomma, con civiltà extraterrestri. Questo, perlomeno, è il giudizio di coloro che hanno esaminato da vicino tale reperto. Sukhinov replica che potrebbero esserci, contenuti nell’oggetto, “microschemi pietrificati” o cose del genere. A prova di ciò, cita la sua esperienza di progettista nel campo della missilistica, aggiungendo che i militari a volte utilizzano speciali “miscele” o “compound” protettivi per impedire la completa distruzione delle apparecchiature elettroniche in caso di  iperriscaldamento e quindi di pericolo di fusione. Quando si raffreddano, tali strutture diventano così come “blocchi di pietra”. Poi Sukhinov tira in ballo lettere e cifre che a suo dire si ripeterebbero decine di volte sulla superficie del reperto, come la lettera latina “f” oppure il numero “7”.

Sukhinov, andando a briglia sciolta evidentemente sotto l’influenza della sua vena di scrittore di fantascienza e traduttore di libri fantastici, si spinge ad ipotizzare che il reperto sia una specie di “sonda meteorica”, cioè un insieme di “informazioni” che in tempi remoti una civiltà extraterrestre avrebbe per così dire “inserito” in un asteroide, destinato a portare tali informazioni in giro per l’Universo, nella fattispecie da noi. Un po’ come se fosse un “Voyager” di pietra… Ma la realtà è probabilmente molto più semplice e prosaica: quel reperto non è null’altro che una “pietra”, o se si vuole un frammento di “meteorite”.

“Ufo-meteorite” nel Midwest degli Usa

Il sito-magazine del Centro Ufologico di Taranto ha pubblicato un filmato relativo alle palle di fuoco che nei giorni scorsi hanno imperversato nei cieli del Midwest degli Stati Uniti. Trovate tutto a questo link: buona visione.

Fonte: http://misterobufo.corriere.it/2010/04/ufo_xfiles_alieni_abduction_incontri_ravvicinati_avvistamenti_ovni.html

Nota Redazione Centro Ufologico Taranto: ringraziamo il giornalista del Corriere della Sera, Flavio Vanetti, per aver citato il CUT sul Corriere della Sera. Grazie a nome di tutti i componenti.

Sotto altre immagini dei presunti caratteri alfanumerici trovati sul meteorite

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4 risposte a “Sukhinov e la “pietra aliena”

  1. Fulviuz aprile 26, 2010 alle 9:38 am

    Qui la fantasia corre…

  2. lol aprile 26, 2010 alle 1:19 pm

    ho visot questa notizia pubblicata su vari siti
    mi chiedo perché mitomani come questo tizio abbiano tanta visibilità.

  3. franco29337 aprile 26, 2010 alle 2:20 pm

    Ad occhi bendati direi, speriamo non sbatta. Sarcasmo a parte, considerando le grandi energia spese per indagare il supposto meteorite marziano, di buona memoria,spero che i russi vogliano investire qualche rublo per approfondire.Credo però che la supposizione fatta dallo scopritore le sasso sia errata, chi lancia satelliti cerca, nel limite del possibile, di risparmiare peso. Ora per coibentare un manufatto si usa polvere di quarzo frammista a resine varie,(ometto di illustrarne la ragione per brevità)ciò comporterebbe un’aumento notevole di peso e dei costi di lancio.Se poi si scoprirà di più,ben vengano le novità. Saluti F.

  4. gimbo aprile 26, 2010 alle 5:01 pm

    Più che fantasia è allucinazione galloppante!

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