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I marziani esistono: sono alghe fossili

Una pellicola di ghiaccio d’acqua misto a una serie di «mattoni della vita», come alcuni composti organici, avvolge 24 Themis, uno dei più grandi asteroidi che si trovano nella fascia compresa fra Marte e Giove. La scoperta, pubblicata su «Nature», rafforza l’ipotesi che gli asteroidi potrebbero aver portato acqua e materiali organici sulla Terra e che potrebbero essere stati loro a dare «il calcio d’inizio» alla vita sul nostro pianeta. A rivelare per la prima volta la presenza di acqua e molecole organiche su un asteroide sono arrivati due gruppi di ricerca Usa delle università Johns Hopkins e della Florida Centrale.

Su Marte vi sono fossili di alghe di acque stagnanti contenuti nel gesso proprio come ne sono stati ritrovati sul letto del Mar Mediterraneo, risalenti a circa sei milioni di anni fa. A svelare l’esistenza sul Pianeta Rosso di quella è considerata la più tradizionale prova di esistenza di forme di vita sono stati i «rover» della Nasa, Opportunity e Spirit, che dal 4 gennaio 2004 si trovano su Marte, durante una recente missione per verificare le prove della presenza di solfati.
A dare l’annuncio è stato William Schopf, direttore del Centro di studi sull’origine della vita all’Università di California a Los Angeles: «I fossili trovati nel gesso includono organismi molto simili a quelli che si trovano nei nostri oceani, come il phytoplankton, i cyanobatteri». E la sorpresa è doppia, tenendo presente che «fino a questo momento nessuno aveva preso in considerazione l’ipotesi che il gesso potesse contenere forme di vita».

Per la comunità scientifica è un risultato che va oltre le più ottimistiche previsioni. «La Nasa si è spinta in avanti come mai prima nel raccogliere prove sull’esistenza di forme di vita su Marte» commenta Jack Farmer, ricercatore dell’Arizona State University a Tempe, dicendosi «ottimista» su possibili nuovi spettacolari passi in avanti. Schopf rende omaggio all’opera dei mini-robot a energia solare che la Nasa lanciò in orbita il 10 giugno 2003: «Dobbiamo ringraziarli per averci fatto sapere, trasmettendo immagini molto chiare, che su Marte vi sono aree molto vaste coperte di diversi tipi di solfati, incluso il gesso, che comprendono fossili di alghe di acque stagnanti». Steve Squyres, capo degli aspetti scientifici della missione dei rover, precisa che «il gesso è composto di solfato di calcio ed è stato ritrovato in una immensa regione di Marte denominata Meridiani Planum».

A suo avviso, presto le sorprese potrebbero moltiplicarsi, perché c’è anche un’altra novità: «Abbiamo riscontrato la presenza di metano nell’atmosfera e ciò pone la reale eventualità che vi siano ancora oggi forme di vita», in quanto «il metano è una molecola che dovrebbe estinguersi molto velocente e, se questo non avviene, è legittimo chiedersi se la fonte sia biologica».
Riguardo alla scoperta dei «rover» la tesi di Squyres è che per essere del tutto certi della sua validità «bisognerebbe riuscire a portare delle pietre marziane sulla Terra». La Nasa ha già pianificato almeno 30 missioni destinate a cercare prove di vita nello spazio, inclusa una per portare sulla Terra pietre marziane attraverso tre navette in sei anni.

E’ Squyres a spiegare il progetto: «La prima dovrà prendere le pietre e parcheggiarle in un posto sicuro su Marte, la seconda prenderle a bordo, decollare e posizionarsi in un’orbita predefinita, dove la terza arriverà per portarle sulla Terra come se fosse un aereo-cargo». E’ lo stesso Squyres ad ammettere tuttavia che si tratta di «un progetto di difficoltà infernale», «ma la posta in palio potrebbe essere più alta». La Nasa ha in serbo missioni anche per esplorare gli oceani sotterranei di Europa, luna di Giove, e dei vulcani di ghiaccio su Enceladus, luna di Saturno. Proprio nell’ambito di queste missioni lo scorso novembre la Nasa ha lanciato il telescopio «Kepler» per poter identificare nella nostra galassia la presenza di pianeti con dimensioni simili alla Terra.

Fonte: http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/202772/

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13 risposte a “I marziani esistono: sono alghe fossili

  1. Andrea maggio 3, 2010 alle 10:26 am

    “La vita in ogni istante permea l’universo e si manifesta in tutti i fenomeni.”
    Nichiren Daishonin, monaco Buddista Giapponese vissuto intorno al 1.200

    Andrea

  2. Giovanni maggio 3, 2010 alle 11:51 am

    L’universo E’ VIVO.

    Quella che NOI definiamo VITA non è altro che l’evoluzione della materia che NOI definiamo NON VITA.

    Come se definissimo NON VITA un seme e VITA un albero nato da quel seme.

    Da raggruppamenti di materia che noi chiamiamo morti, la tendenza della materia stessa è organizzarsi in gruppi sempre più complessi.

    Arrivati ad una certa complessità noi la chiamiamo VITA

    gli amminoacidi e le proteine le consideriamo I MATTONI DELLA VITA ma NON VITA
    che si mettono insieme, per esempio, in una cellula che chiamiamo VIVA

    come vedete sono diverse organizzazioni, da semplici a complesse, della materia.

    Siamo solo ingenui!

  3. franco29337 maggio 3, 2010 alle 2:12 pm

    Una cosa che non tutti sanno,è che il monaco buddista Nichire Daishonin ebbe franca le vita dal passaggio di una (UFO ora li chiamiamo così)grande sfera luminosa la notte in cui stava per essere giustiziato durante una delle varie persecuzioni subite, che spaventò a tal punto i suoi carnefici,tanto da indurli a fuggire.Potremmo addirittura annoverare l’evento come uno dei primi avvistamenti della storia, documentato nei suoi successivi scritti,tuttora tradotti e letti.Saluti F.

  4. rick maggio 4, 2010 alle 7:42 am

    Martian Remote Viewing Data

    Through remote viewing, key researchers in the area of relations between human and Off-Planet Cultures have identified key characteristics and goals of an apparent Off-Planet Culture (OPC) on Mars.

    REMOTE VIEWING (RV) is the trained psychic ability to access information from any geographic location whether it be in the past, present or future. It is accomplished through a scientific methodology usually done in a blind way so the viewer does not know what he will view in advance. Remote Viewing research was carried out by Stanford Research Institute (SRI) in the 1970s and further developed by the CIA and the U.S. military in the 1980s. It became a stunningly accurate intelligence data collection tool before becoming partly declassified in the mid 1990s.

    Remote viewing exercises by former U.S. military and intelligence remote viewers, report the possible existence of a present Martian Off-Planet Culture, humanoid in form, living under the surface of Mars, as well as on Earth in underground bases in the United States of America, and in intentional rural colonies in South America.
    http://www.peaceinspace.net/

  5. Aiace maggio 4, 2010 alle 9:32 am

    Rick, la visione a distanza è stata abbandonata dalla CIA per la non sufficiente attendibilità. Mi sembra di ricordare che le previsioni avessero il 60% di probabilità di azzeccarci. Se da un certo punto di vista il 60% può sembrare un dato importante perchè attesta che il fenomeno della visione a distanza comunque esiste, dall’altro e un dato insufficiente per poter fare qualsiasi investimento su esso.
    Nel caso specifico, dire che su marte è esistita la vita tramite visione a distanza è leggermente più probabile (del solo 10%) che lanciare la moneta in aria e dire chè c’è vita se esce testa. Un po’ pochino direi…..

    nano nano
    Aiace

  6. lol maggio 4, 2010 alle 11:48 am

    sono perplesso dalla notizia in quanto non c’è alcuna dichiarazione ufficiale relativamente al fatto che su MArte ci siano tracce di alghe fossili oppure organismi simili a quelli nel plankton della Terra.

    Il titolo e la didascalia dell’articolo sulla Stampa sono senza alcu fondamento, infatti basta leggere l’articolo per capire che si parla di altro.

    Praticamente è come fare un articolo noiosetto e mettere un titolo di fantasia per ingannare i lettori ed indurli a leggere. Francamente siamo alla frutta

  7. Andrea maggio 4, 2010 alle 12:50 pm

    franco29337 :
    Una cosa che non tutti sanno,è che il monaco buddista Nichire Daishonin ebbe franca le vita dal passaggio di una (UFO ora li chiamiamo così)grande sfera luminosa la notte in cui stava per essere giustiziato durante una delle varie persecuzioni subite, che spaventò a tal punto i suoi carnefici,tanto da indurli a fuggire.Potremmo addirittura annoverare l’evento come uno dei primi avvistamenti della storia, documentato nei suoi successivi scritti,tuttora tradotti e letti.Saluti F.

    Assolutamente, la sfera si fermò tra i rami di un ciliegio… ma non fu quello l’unico caso, e comunque al momento dell’episodio, la tera fu scossa e un boato (boom sonico?) si fece sentire tutt’intorno 😉

    I Gosho sono cose serie vero franco 🙂 Piacere, Andrea

  8. Giovanni maggio 4, 2010 alle 12:54 pm

    “Su Marte vi sono fossili di alghe di acque stagnanti contenuti nel gesso proprio come ne sono stati ritrovati sul letto del Mar Mediterraneo, risalenti a circa sei milioni di anni fa. A svelare l’esistenza sul Pianeta Rosso di quella è considerata la più tradizionale prova di esistenza di forme di vita sono stati i «rover» della Nasa, Opportunity e Spirit, che dal 4 gennaio 2004 si trovano su Marte, durante una recente missione per verificare le prove della presenza di solfati.
    A dare l’annuncio è stato William Schopf, direttore del Centro di studi sull’origine della vita all’Università di California a Los Angeles: «I fossili trovati nel gesso includono organismi molto simili a quelli che si trovano nei nostri oceani, come il phytoplankton, i cyanobatteri». E la sorpresa è doppia, tenendo presente che «fino a questo momento nessuno aveva preso in considerazione l’ipotesi che il gesso potesse contenere forme di vita».”

    lol…ma sai leggere?

  9. franco29337 maggio 4, 2010 alle 1:21 pm

    E dopo la frutta ci propineranno il caffe e poi l’ammazza caffe e per buon ultimo il conto, per fortuna che c’è il CUT,le notizie e gli articoli perlomeno sono gratis e senza spot pubblicitari.Bene continuate così, saluti F.

  10. lol maggio 4, 2010 alle 4:42 pm

    La fonte originaria della notizia è questa:
    http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2010/04/28/MN721D6AQU.DTL

    Direi che il significato cambia di molto.. Possibile che i giornalisti de La Stampa non si siano posti domande davanti ad una scoperta di tale portata??

  11. lol maggio 5, 2010 alle 1:41 pm

    Nella fonte originaria in inglese si legge chiaramente che l’articolo parla dell’intenzione di voler iniziare ad indagare sui sedimenti degli antichi mari e fiumi di Marte, perché SE esisteva la vita allora forse è possibile anche trovare qualche fossile. Finora nulla è stato trovato, niente che faccia pensare alla vita.
    Il vero mistero è come la stampa abbia potuto così male interpretare e reinventare il testo originale.
    LA stessa cosa la fece proprio la stampa per l’articolo Nasa che parlava in via generico di ipotetici danni che potrebbero essere causati da tempeste solari, e la stampa cambiò tutto facendo credere alla gente che la nasa stava annunciando eventi disastrosi per una tempesta solare nel 2012…

    Qui stesso discorso, improvvisamente spuntano fuori affermazioni FALSE con conseguenti notizie FALSE. Su MArte NON è stato trovato alcun fossile, questo è importante ribadirlo, c’è solo chi propone di andare a cercare IPOTETICI fossili su MArte per vedere se possono esistere

  12. Giovanni maggio 5, 2010 alle 5:40 pm

    Lol, in effetti nella fonte originale non esiste traccia della frase :

    “Su Marte vi sono fossili di alghe di acque stagnanti contenuti nel gesso proprio come ne sono stati ritrovati sul letto del Mar Mediterraneo”.

    pensavo “La Stampa” un attimo più attendibile.
    Ho Sbagliato!

    Ciao

  13. franco29337 maggio 6, 2010 alle 9:53 am

    E’ evidente che il quotidiano La Stampa si rivolge ad un pubblico becero, come tutti gli altri del resto. Saluti F.

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