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Ricerca: in arrivo il Grande Freddo. Appuntamento per il 2014

L’orologio indica «meno 42 mesi». E’ il conto alla rovescia dell’astrofisico russo di ascendenza uzbeka Habibullo Abdussamatov: elaborato in un laboratorio di «periferia», alieno all’esposizione ai media, è destinato a inquietare un’umanità già distratta da un sovraccarico di problemi. Nel 2014 – è la previsione – inizierà una nuova glaciazione e il macigno delle controversie sul riscaldamento globale si sbriciolerà, anche se – ha aggiunto il professore davanti alla crema internazionale dei climatologi riunita a Chicago – il mondo non ha nulla di cui rallegrarsi. Quando il Pianeta si raffredda, i disastri sono peggiori di quando si riscalda.
Pochi, oggi, sono disposti a sostenere che l’effetto serra racchiuda interrogativi da svelare e misteri da affrontare. Dagli scienziati-militanti – come Charles Hansen – ai politici-testimonial – Al Gore – il fronte dei catastrofisti è vasto, nonostante i recenti scandali su una serie di errori di calcolo, per esempio sulla rapidità dello scioglimento dei ghiacci himalayani. Eppure i critici, che sono tutt’altro rispetto ai negazionisti ottusi, aumentano: Abdussamatov è uno di questi coraggiosi, impermeabili al «mainstream» delle certezze. Ascoltatelo su YouTube, durante la conferenza sul «Climate Change» dell’Heartland Institute di Chicago (si è conclusa il 17 maggio). Superate le asperità di un inglese faticosamente declamato, scoprirete la sua scomoda verità.

Vicino alla prova definitiva
Direttore del dipartimento di ricerca spaziale all’osservatorio astronomico Pulkovo di San Pietroburgo e responsabile del progetto «Astrometria» condotto a bordo del segmento russo della Stazione orbitante ISS, è convinto di essere vicino alla prova definitiva. L’effetto serra esiste, ma non è la conseguenza dei gas che continuiamo a sparare nell’atmosfera: chi lega l’uno con gli altri in un soffocante abbraccio di causa-effetto prende una cantonata.
Il colpevole è il Sole, o meglio la potenza della sua irradiazione, che nell’ultimo secolo è cresciuta in modo abnorme, ma che ora ha imboccato una precipitosa curva discendente. Così, mentre ci si affanna a disegnare torbidi scenari a +1 o +2 gradi, fino all’annunciato disastro finale dei +6, saremmo sulla soglia del fenomeno opposto, una replica della «Piccola Era Glaciale» che colpì l’emisfero settentrionale tra metà del Seicento e metà dell’Ottocento.
La diminuzione delle macchie solari – ha spiegato Abdussamatov – rivela che l’attività della nostra stella è già nella fase «minima» e, di conseguenza, stiamo per assistere a «un crollo globale delle temperature terrestri». Se poi «“Astrometria” sarà sviluppato in tempo, non soltanto avremo una previsione esatta della durata della nuova glaciazione, ma potremo anche capire i meccanismi delle variazioni cicliche all’interno del Sole e le conseguenze globali sulla Terra».

Storia contraddittoria
L’irrequieta storia – tuttora controversa – delle metamorfosi climatiche non ha quindi nulla a che fare con la presenza (e i danni) della specie Sapiens. E il professore russo non è l’unico a pensarla così. Una delle sue ultime ricerche è stata inserita a pagina 140 del corposo «report» del Senato di Washington, in cui appaiono le analisi di 700 scienziati di tutto il mondo che escludono l’origine antropogenica del «global warming».
I climatologi «classici» – dice l’astrofisico – sarebbero prigionieri di un cortocircuito temporale. Scambiano il passato con il presente. «L’evento solare più significativo del XX secolo è stato l’aumento, straordinariamente elevato e prolungato, della sua energia irradiata», ma questo «boom» è ormai alle spalle. «Nell’ultimo decennio, infatti, le temperature globali sulla Terra non sono affatto cresciute. Il riscaldamento si è interrotto», dopo il picco rilevato tra 1998 e 2005, «indipendentemente dai volumi delle emissioni dei Paesi avanzati». Chi vuole una controprova può rivolgersi a Marte.
Qui l’uomo non ha messo piede, se non con gli ecologici robottini a batterie solari, eppure anche a oltre 55 milioni di chilometri da noi l’effetto serra – secondo le misurazioni di Abdussamatov – ha colpito, riducendo progressivamente le distese ghiacciate del Polo Sud. E’ sempre la stessa vampata solare, quella che ci ha «arrostito» e ci fa tanto preoccupare.
Mentre si discute sui protocolli anti-gas serra, lo scienziato controcorrente suggerisce di prepararsi al Grande Freddo, non al Grande Caldo. Ci sono ancora 42 mesi per capire se ha ragione.

Fonte: http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/227182/

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10 risposte a “Ricerca: in arrivo il Grande Freddo. Appuntamento per il 2014

  1. Arthur McPaul maggio 27, 2010 alle 11:28 am

    Caspita per un attimo mi sembrava di essere sul NIA…invece siamo qui sul CUT!!! Complimenti ottima variazione d’informazione sui soliti temi.

  2. D. maggio 27, 2010 alle 12:26 pm

    Replico i complimenti al Cut per aver pubblicato l’articolo.

    Riguardo al riscaldamento globale consiglio anche la lettura di questo articolo, che copre tutti gli aspetti della questione http://alieniemisteri.altervista.org/riscaldamento_globale.htm

  3. gimbo maggio 27, 2010 alle 5:17 pm

    Il problema comunque non cambia la portata della soluzione.Mi spiego:
    -L’occidente è sempre in costante ricerce di petrolio e gas naturale per sfamare le sue richieste energetiche;
    -La richiesta di queste risorse sta aumentando proporzionalemente all’aumentare della industrializzazione diffusa;
    ->queste risorse diverranno sempre più costose,altrimenti dovremmo occupare e controllare le zone più ambite(ad es.IRAN);
    ->E se dovessero finire?é vero o non è vero che l’oro nero è una risorsa non rinnovabile(in realtà si rinnova ad un ritmo molto più lento di quello consumato);
    -Il giogo americano sull’intero scacchiere mondiale è regolato proprio da questa risorsa;
    ->è dunque ipotizzabile che eliminando l’urgenza di reperire questa risorsa ci produca un miglior effetto sulla gestione della cosa pubblica?
    -Per finire i gas serra sono solo l’ultimo dei miei problemi,come la mettiamo con le polveri sottili?è dimostrato che queste producono delle nanopatologie che influenzano pesantemente sulla vita dell’uomo.
    ->concludo:è più saggio perseguire ricerche sul nucleare(visto che attualmente ne conosciamo veramente poco)e approfondire lo sfruttamento delle rinnovabili(sole,vento,maree,ecc…),oppure continuare sulla strada oleosa e poco efficente per poi strozzarci tutti quando questa terminerà?
    A mio parere il global warming è un ombrello efficace a stimolare la società verso una direzione alternativa da quella suicida imboccata ora.
    Se non esistesse questo spauracchio,chi si degnerebbe ad incentivare il nucleare e le rinnovabili?Pensate che qualcuno di noi donerebbe volentieri i propri denari per una ricerca che diverrà proficua tra 70,100 anni?
    Insomma chi si svenerebbe,chi venderebbe la propria anima al diavolo per regalare ai propri pronipoti un sistema di vita migliore?
    Se guardate bene nelle vostre coscienze pochi avrebbero la generosità di fare ciò,sono il primo a dire che se non mi fosse imposto mai farei un sacrificio pesante per una persona che mai vedrò(o che magari potrei ripudiare)!

  4. stefano maggio 27, 2010 alle 7:58 pm

    Per ora cerchiamo di passare indenni dalle profezie di vari santi preti e veggenti per il 2010, dagli studi di Bendandi riguardo il 2011 e le tante tantissime profezie per il 2012, poi nel 2014 si vedrà.
    A mio parere meglio un pò più di freddo che il contrario, visto che un giubetto un pò più pesante uno se lo può comprare, al contrario se il caldo aumenta, piu che andare in giro in mutande, non si può!
    Non voglio sminuire tutto quello che di interessante e vero ha scritto Gimbo, facendo un discorso semplice e quasi irrisorio, ma per come la penso io, noi poveri mortali possiamo fare solo una cosa… aspettare!

  5. Pippo maggio 27, 2010 alle 10:47 pm

    Eccolo là, qualche mese sottomedia e subito si paventa una prossima era glaciale. Ma perchè si dà tanta enfasi a questi cialtroni/stregoni pronti a saltare alla luce della ribalta non appena se ne presenta l’occasione? La verità, signori miei, è che l’andamento climatico non è prevedibile e ogni tentativo finirà inesorabilmente per diventare un fallimento. Da noi in romagna si dice: “il tempo è come il culo, fa quello che vuole!”

  6. Cavaliere maggio 28, 2010 alle 10:26 pm

    Praticamente se non ci ucciderà il 2012, lo farà il 2014! Siam messi proprio bene!!

  7. franco29337 maggio 28, 2010 alle 10:54 pm

    Cavaliere non venirmi a dire che era meglio morire giovani, cerca però di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, e goditela sta vita , senza far male a nessuno. Ciao F.

  8. NBz 318i maggio 30, 2010 alle 3:36 am

    franco29337 :
    Cavaliere non venirmi a dire che era meglio morire giovani, cerca però di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, e goditela sta vita , senza far male a nessuno. Ciao F.

    megaquotone! Bisogna vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Nel 2012 non accadrà proprio nulla. Ciò che temo io, per ora, non è nè il gran caldo e nè il gran freddo…. E’ Apophis al momento che mi preoccupa altamente…. Potete fare un articolo a riguardo? Perchè tutte le Nazioni Unite, assieme alla NASA e a tutti gli istituti aerospaziali del mondo stanno facendo spremere i loro cervelloni a trovare una soluzione per quel 2036… Bomba Atomica? Raggio laser? Distruzione o semplice deviazione del percorso intorno al sole?

  9. Antonello Vozza maggio 30, 2010 alle 9:21 am

    @NBz 318i

    L’articolo è già stato scritto, dobbiamo solo pubblicarlo.
    Tutto a tempo debito.

    Antonello Vozza,
    Coordinatore Web CUT.

  10. Cavaliere giugno 1, 2010 alle 6:54 pm

    Ricapitolando: se sopravviviamo al 2012 e al 2014 (e sono uno di quelli che non pensa a catastrofi per quelle date) ci annienterà il 2036! Ma siamo proprio sfigati! In un modo o nell’altro questa civiltà deve sparire. Tocco ferro che è meglio!

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