CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Tutto iniziò con un avvistamento UFO, ma poi…

Articolo scritto da Vincenzo Puletto (Presidente Centro Ufologico Taranto)

Il caso che vorrei proporre mi riguarda molto da vicino, un caso che ha coinvolto un mio carissimo amico, che da qualche anno non è più tra noi. Tutto inizia con un avvistamento UFO avvenuto a Taranto, ma poi la drammaticità degli eventi fece il suo corso, direttamente o meno che fossero. Ma, prima di approfondire l’episodio con dettagli inediti riferitomi da lui stesso prima della sua dipartita, vediamo come tutto cominciò, nel lontano anno 1974, con un articolo che apparve sulla stampa locale e regionale:

“E’ comparso ieri mattina alle 4:15 ed è ricomparso ieri sera alle 23. Ci risiamo, gli UFO si rifanno vivi e questa volta non girano in provincia. Puntamo direttamente sulla città. Sono le 4:15 e Pietro Nigro si appresta a prendere servizio. E’ dipendente dell’A.M.A.T. (Azienda Municipalizzata Autotrasporti Taranto) e deve correre al deposito e, quindi, andare a prelevare con l’autobus gli operai che smontano dal servizio notturno. Esce dalla sua casetta di San Vito (nota dell’autore articolo: San Vito è una frazione di Taranto) dove abita tutto l’anno con la sua giovane moglie e i genitori, accompagna il suo pastore tedesco per i bisognini mattutini e approfitta per godersi l’arietta che, a quell’ora, filtra fra i pini. Una grossa luce attira la sua attenzione a circa 300 metri oltre i pini e alta sul mare che costeggia Viale del Tramonto, di circa 400 metri. La grossa luminaria è formata da due coppe che si irradiano a vicenda. Pietro Nigro, un pacioccone giovanotto di 28 anni, pescatore dilettante e quindi elemento calmissimo, sorride…preoccupato. Rientra col cane. Esce di nuovo fuori e nel cielo nero di calamaio rivede questo corpo luminoso, nel frattempo spostato di 90 gradi. Niente, coraggio e via al lavoro. In macchina verso Taranto, all’altezza della Lampara (noto ristorante locale), l’ombrello di luce ricompare davanti al mezzo, come se ce l’avesse proprio col dipendente dell’A.M.A.T., esegue una picchiata a velocità paurosa, quasi volesse schiantarsi al suolo. A 100 metri dalla Opel del Nigro, l’ombrello si blocca, rimanendo sospeso una decina di metri dall’asfalto che irradia a giorno. Pietro ora perde la sua calma, anzi si fa prendere dal panico, marcia indietro repentina e di corsa verso casa. Nel vialetto di Via Meda, intravede i fari di una macchina a senso inverso. Si avvicina e raccontra trafelato agli occupanti il suo stranissimo incontro mattutino. In macchina c’è Francesco Catalano (un finanziere in licenza), suo padre Cosimo e, un amico, Angelo Stante. Tutti e tre stanno andando a pesca e hanno notato la grossa luce. A Francesco Catalano, Pietro racconta che poco prima l’oggetto luminoso ha tentato di…investirlo e insieme ritornano sul posto al Viale del Tramonto. La scena si ripete, e questo è Franco (un robusto giovanotto di 33 anni) a far bloccare la macchina per studiare il fenomeno. A questo punto il racconto deve seguire due strade: l’una quella del protagonista principale che segue nello specchietto retrovisore l’ombrello di luce fino alle 5:30 quando giunge finalmente (e in ritardo) al deposito dietro il Mazzola (ex stadio comunale), l’altra parte del racconto, invece, segue le piste della famiglia Catalano. Questi tornano indietro e mettono al corrente le proprie donne. Gran levata generale fuori programma e via tutti fuori a guardare l’UFO. Le donne inforcano il binocolo e notano sulla cupola superiore per intenderci quella più grande tre lunghe antenne a “W”. Ed è oggetto caparbio che ce l’ha con Pietro Nigro. In serata è ricomparso anche se a distanza notevole e a S.Vito ha calamitato l’attenzione di tantissima gente, non solo, ma anche della famiglia Catalano che viene anch’essa interrogata dal giornalista, il quale dichiara che il racconto anche della famiglia, è esattamente quello raccontato dal Nigro intervistato. C’è da dire e sottolineare che l’accaduto in pochi giorni diventa un fattore pubblico, tant’è che il malcapitato dell’avventura, non può più svolgere il suo ruolo di autista dei bus dell’A.M.A.T., perchè a contatto diretto del pubblico che lo assale, vogliosi di apprendere sempre qualcosa di più. L’azienda, quindi, lo trasferisce temporaneamente in officina, perchè deve salvaguardare il proprio dipendente e la salvaguardia del servizio.” (*)

Fin qui la cronaca giornalistica, mentre il Nigro preferisce dimenticare l’episodio e togliersi dall’osservazione del pubblico. Parrebbe quindi che il tutto stia ritornando nella normalità, ma la vita riserva sempre delle novità.

LA STORIA CONTINUA

Si da il caso che il mio caro amico Pierino (come lo chiamavo affezionatamente) appartiene alla mia famiglia, ma con me non aveva manifestato ulteriori aggiornamenti., fino a quando venni a sapere che si ammalò e operato, nel 1980, per una insufficienza al midollo spinale. Durante uno degli interventi chirurgici ebbe dei problemi al cuore, insomma se la passò di brutto. Ma vediamo il perchè. Nel 1991, l’allora direttore aziendale S.C. volle, per forza e contro la mia volontà, portarmi a capo ufficio del reparto magazzino generale, affinchè si ripristinasse una gestione corretta (dimenticavo di dirvi che ero dipendente amministrativo dell’A.M.A.T.) e fu così che mi ritrovai alle mie dipendenze l’amico Pierino Nigro. Vivendo tutti i giorni a stretto gomito, si rinnovò l’amicizia tanto che, contro la sua volontà, mi raccontò la sua esperienza postuma all’incontro con l’UFO che, senza nessun dubbio, definisco una IR3 (Incontro Ravvicinato del 3° Tipo), sfociato in un probabile IR4 (Incontro Ravvicinato del 4° Tipo). Il Nigro mi racconta che due mesi dopo l’accaduto (ormai l’opinione pubblica aveva dimenticato il suo avvistamento) fu avvicinato da due strani uomini che gli dissero: “il grande maestro, saputo l’avventura, ha preso a cuore i tuoi problemi e vuole darti una mano a risolverli, però devi venire a Modena con noi“. Pierino mi disse poi che decise di andare a questo appuntamento, volendo a tutti i costi un lavoro meno faticante e, soprattutto, poteva essere per lui un’occasione di vita. Andò con loro a Modena e lo portarono in un appartamento, molto grande, nel centro della città. Fu all’interno che gli presentarono una persona, che a prima vista sembrava avere l’apparente età di 70 anni. Ma questa persona gli disse invece che di anni ne aveva…duecento e che aveva bisogno del Nigro. Infatti gli propose di trasferirsi in Sud America e rappresentare questa persona. Questa persona, definita il “Grande Vecchio“, continuò asserendo che sarebbe stato una “sorta di ambasciatore” e che avrebbero provveduto nel giro di 24 ore a parlare e scrivere nella lingua del luogo. L’unica condizione era quella che doveva lasciare la famiglia, alla quale proprio loro avrebbero provveduto a stabilizzare sul piano economico, prendere o lasciare. Intanto il Nigro si trasferisce in un salone, dov’era posto un grande computer e attrezzature varie, tant’è che le pareti erano composte da pannelli luminosi, con tantissime luci spia, ma molto silenziose, (presumibilmente si trattava di una composizione simile a quello dello Sperry-Univac 90/30 che era anche in dotazione del comune di Taranto e con il quale io avevo lavorato per circa tre anni per conto dell’azienda). Preso dal timore, soprattutto perchè amava profondamante la propria moglie, rifiutò. Fu così che fu riaccompagnato, immediatamente, a casa a Taranto. Pierino era un uomo di notevole portata, aveva svolto il servizio militare nei bersaglieri e non aveva mai accusato malattie. Quindi, quando si ammalò, cera bisogno di curarlo utilizzando un midollo compatibile, ma non fu trovato nessun donatore. Fu così che subì il lavaggio del midollo, che sarebbe stato opportuno per salvarlo da sicura morte. Gli interventi subito da Pierino, furono effettuati a Bologna (altamente specializzati in questo campo), ma durante l’intervento subentrò un infarto e il buon Pierino andò in coma. Lui ricordava che durante il coma, si trovò “a salire una scala” che non terminava mai, fino a quando si trovò davanti ad un grande portone, ma una “voce” gli disse di tornare indietro. Lui eseguì il consiglio della voce e finalmente, mentre varcava l’ultimo gradino aprì gli occhi e si ritrovò abbracciato alla moglie che era, logico, disperata. Non avevano avuto figli, ma il pensiero era sempre fisso: ottenere un figlio per la sua discendenza. E fu così che adottò un ragazzo croato. Lo lasciai assicurandogli che non ne avrei parlato con nessuno, e così fu. Oggi che il mio amico fraterno non c’è più, scomparso per un infarto fulminante nel 2002, mi pone nella condizione psicologica di raccontare ciò che lui mi ha trasmesso e ricordarlo col cuore in mano.

(*) Corriere del Giorno del giorno 01/08/1974 e Gazzetta del Mezzogiorno del giorno 09/08/1974

La seconda foto a sinistra rappresenta un UFO, del tipo molto simile a quello avvistato dal Nigro (e non solo)

La terza foto a sinistra mostra il computer modello Sperry-Univac 90/30

Annunci

2 risposte a “Tutto iniziò con un avvistamento UFO, ma poi…

  1. massimo agosto 6, 2010 alle 10:53 am

    Venerdi 30 luglio 2010 io e la mia fidanzata eravamo fuori alla pizzeria santa caterina sulla litoranea..ad un certo punto mentre mangiavamo una puccia la mia ragazza avvista uno strano oggetto luminoso di colore arancione che passava sopra di noi di forma circolare,noi ci siamo detti chissà se sarà un ufo?..comunque camminando più avanti è sparito..dopo nemmeno 5 minuti dalla stessa direzione da cui proveniva il primo oggetto ne arriva un altro che sembrava lo stesso,solo che questo mentre lo guardavamo appena passa sopra di noi spegne la luce e si vede un oggeto circolare ma che non faceva nessun rumore..sempre con luci spente sparisce nella stessa direzione dell’altro.
    Non finisce qui..io e la mia fidanzata ci mettiamo in moto per andare alla fiera un pò più avanti,mentre parcheggio la moto difronte a noi nel senso di direzione in cui sono spariti i primi oggetti ne vediamo tre insieme di cui due dietro ed uno avanti abbastanza vicini che volano tranquillamente a velocità sostenuta tutti e tre con luci accese arancione tipo il colore del sole quando tramonta. non sapevo dove inviare questo commento quindi ho trovato la vostra storia qui, allora lo invio a voi..grazie e al prossimo avvistamento 🙂 ciao! se sapete dirmi se si è trattato di un ufo ve ne sono grato grazie.

  2. pietro novembre 17, 2010 alle 2:09 pm

    sono allibiti da questo racconto da alcune coincidenze su alcune date descritte nel racconto io sono nato nel 1974 l’anno dell’avvistamento mi chiamano pierino e sono entrato in servizio all’ A.M.A.T nel 2002 l’anno della morte del povero pierino e sono da anni affascinato dal fenomeno ufo e sono testimone oculare circa 2 mesi fa dell’avvistamento di 3 luci bianche nel cielo come quelle avvistate a el paso coincidenze o e tutto calcolato? tu che dici

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: