CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Marte aveva un gigantesco oceano e 40.000 fiumi

Quando aveva appena un miliardo di anni Marte era un pianeta blu, ricco di acqua. Probabilmente un grande oceano nell’emisfero Nord lo occupava per un terzo, la terraferma era piena di laghi e i fiumi erano almeno 40.000. 

E’ il ritratto di Marte com’era 3,5 miliardi di anni fa, descritto sulla rivista Nature Geoscience dall’italiano Gaetano Di Achille, che ha lasciato l’Italia, dove ha studiato nell’ universita’ di Pescara ”Gabriele D’Annunzio”, per gli Usa. ”E’ un altro passo verso la definizione del bilancio idrologico di Marte, anche se la conferma definitiva potra’ venire solo dal ritrovamento di sedimenti”, osserva il direttore della Scuola internazionale di scienze planetarie (Irsps) dell’universita’ di Pescara, Gian Gabriele Ori. Due anni fa il suo gruppo aveva studiato la firma chimica dell’antico oceano. ”Ora aggiungiamo un altro tassello importante”, dice Di Achille, che nel Laboratorio di Fisica spaziale e dell’atmosfera dell’universita’ del Colorado ha lavorato con il geologo planetario Brian Hynek. Il nuovo panorama di Marte e’ il risultato della prima ricerca che riunisce i dati osservati dal 2001 ad oggi dai satelliti di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) in orbita attorno a Marte. Per Di Achille ”non e’ ancora una prova definitiva”, ma sembra ormai molto probabile che in passato un oceano profondo circa 550 metri copriva il 36% del pianeta e conteneva circa 124 milioni chilometri cubi di acqua. Non si puo’ escludere che un ambiente come questo possa avere ospitato forme di vita. Analizzando le valli scavate dai 40.000 fiumi marziani e i depositi nei delta di 52 di essi, i ricercatori hanno trovato la conferma che ”il ciclo dell’acqua su Marte era molto simile a quello della Terra, con piogge, acqua che scorreva sulla superficie, si accumulava in laghi e in un oceano, formava ghiacciai ed evaporava”, spiega Di Achille. I confini del grande oceano marziano erano delineati dai depositi fluviali dei 52 delta considerati nella ricerca (29 dei quali erano collegati sia all’oceano sia ai tanti laghi vicini); i grandi fiumi che confluivano nell’oceano erano alimentati da numerosi affluenti e, come sulla Terra, erano sullo stesso livello. ”Difficile dire – prosegue il ricercatore – quanto sia durato tutto questo e resta da capire che fine abbia fatto tutta quell’acqua”. Secondo una delle ipotesi piu’ accreditate circa 3,5 miliardi di anni fa Marte perse il campo magnetico che lo proteggeva dal vento solare; esposta alla miriade di particelle provenienti dal Sole, l’acqua rimase senza difese, le sue molecole cominciarono a dissociarsi, disperdendosi nell’ atmosfera. Parte di quell’acqua e’ ancora presente, sotto forma di ghiaccio, nel terreno e nelle calotte polari di Marte. Ora Di Achille proseguira’ le sue ricerche su Marte in Olanda. Scaduto il periodo di lavoro in Usa, in questi giorni e’ in Italia e in autunno si trasferira’ in Olanda, nel Centro di ricerche dell’Esa. ”Starei volentieri in Italia – ha detto – perche’ e’ possibile fare queste cose anche qui, ma non c’e’ purtroppo la possibilita’ materiale di fare questo lavoro. Ogni giorno cerco i concorsi per ricercatori, ma non ci sono, devo arrangiarmi cosi”‘.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/06/14/visualizza_new.html_1822573078.html

Sopra ricostruzione artistica di Marte e su come doveva apparire 3,5 miliardi di anni fa

Annunci

8 risposte a “Marte aveva un gigantesco oceano e 40.000 fiumi

  1. Arthur McPaul giugno 15, 2010 alle 4:57 pm

    Ennesimo studio che conferma la presenza dell’oceano su Marte. Diamo per scontato ormai che questa teoria sia certa. Troppe le evidenze. Osservando gia le foto dei Viking non c’erano dubbi. Le missioni NASA/ESA degli anni 90 e 2000 confermano e credo che sia inutile smemtire o ritornare con ripensamenti sull’argomento.
    Osservate le foto di HiRES, delta, laghi, conche asciutte Mari, rive asciutte, canali. Anche un bambino lo avrebbe intuito già venti o trenta anni fa.
    La ricerca deve ora spingersi oltre, andare lassu con una squadra UMANA di ricerca, con tutti i comfort per un soggiorno di qualche mese.
    Perche non realizzano un albergo scientifico, grande e ospitale, senza stare a pensare come coltivare o essere indipendenti. La NASA mette troppa carne al fuoco e sta ritardando in eterno questo passo dell’umanità.
    Ma è ora di finirla con le paranoie mentali. Negli anni ’60, quando mezzo mondo viveva ancora nella mediocrità tecnologica. le missioni Apollo facevano su e giu dalla Luna, poi il silenzio e ora la NASA non ha nemmeno mezzi per inviare piu uomini nella stratosfera.
    Che forse abbiano paura di scoprire? Di dover rivelare scomode verità?
    Con la (nano)tecnologia che esiste potremmo gia oggi mandare una intera squadra di uomini su Marte e gettare gia le basi per delle colonie nei prossimi vent’anni.
    Si continua a perdere tempo…invece… fantastico..,

  2. selenio giugno 15, 2010 alle 8:05 pm

    …appunto i sedimenti li osserveremo fra qualche annetto con le prossime missioni interplanetarie, daccordo bella immagine….ma credo abbiano fatto un po’ di confusione !….totale assenza di vegetazione ?…difficile crederlo con la presenza di 40.00 fiumi !

    Le immagini di Marte che attualmente ci vengono proposte dalla Nasa dimostrano che in certe zone del pianeta esiste della vegetazione….nella loro sbadataggine e superficialita’ ,nonostante le molte seguenze che hanno “criptato” sono ben evidenti residui sparsi di conglomerazione vegetale e altro………non c’è da meravigliarsi del perche’ hanno licenziato alcuni tecnici addetti al controllo immagini !

    Per chi e interessato vi segnalo l’interessante contributo della rivista del Centro Ufologico di Taranto (nr.5 –marzo 2010 ) credo che sia attualmente la rivista migliore in assoluto in Italia mette in evidenza alcuni aspetti “anomali” della superficie di Marte.

  3. WOELFFEL VERGO, JOSE HENRIQUE giugno 16, 2010 alle 11:32 am

    senhores, gosto deste site. é informativo e instrutivo. sempre nos informando e formando ideais construtivas. Agora uma critica: acredito que a classe cientifica esta alheios ou pouco interessada nos acontecimento atuais mundiais. como todo mundo sabe o planeta Terra precisa de cuidados, junto com este temos as pessoas seres humanos que merecem todo e maior interesse do que exploracao aos planetas, gastos desnecessarios, a fome,miseria a inprensa que nao fornece a informacao correta aos seres humanos.as guerras que geram riquezas para poucos e desgraca para muitos , coisas como guerra,miseria,fome, nos os provocamos e criamos e so nos conseguiremos reverter este quadro, de infortunios para muitos.procuremos pela PAZ,HARMONIA E SAUDE.
    enquanto a ciencia material nao aceitar ou acreditar na ciencia espiritual continuaremos gatinhando.Sao 3600 anos que estamos caminhando,caminhando.,etc sera que nao conseguimos apreender alguma coisa de humano tenho que acreditar no poder e capacidade do ser humano. o nosso arquiteto do universo neste ponto nao esta contente, nao e punicao é descontentamento. se temos o livre arbitrio como opcao mas estamos aplicando de modo errado e por isto que digo a terra e uma planeta creche.
    Forca saude e uniao a todos
    jhwvergo/Trento/Italia

  4. Franco Pavone giugno 16, 2010 alle 3:05 pm

    Marte è oramai il pianeta del mistero per eccellenza , che ci ha fatto sognare sin da ragazzi con i suoi enigmi . Negli anni settanta poi le scoperte delle sonde Viking , partendo dal sito di Cydonia che non ha ancora svelato i suoi enigmi e tutte le scoperte recenti , hanno fatto capire che ci troviamo di fronte a un mondo che anticamente doveva avere la scintilla della vita , forse anche intelligente . Chissà se forse noi terrestri non siamo discendenti degli antichi ” marziani ” , come teorizzato da certi film . Certamente la presenza di un gigantesco oceano nei tempi passati potrebbe essere la prova definitiva di questo . Franco Pavone , vicepresidente CUT .

  5. Franco Pavone giugno 17, 2010 alle 8:42 am

    La presenza di un oceano sarebbe la prova ” razionale ” del fatto che anticamente Marte aveva una atmosfera e quindi la logica e possibile presenza di vita almeno a livello di forme primitive . Ma chi ci dice che non si sia sviluppata anche vita intelligente e abbia poi colonizzato la Terra ? Sarebbe possibile che qualche forma vivente non sia rimasta nei sotterranei del pianeta ? I resti archeologici evidenziati da tante foto Nasa sono la prova di resti di antiche civiltà ? E’ possibile invece che una antica civiltà terrestre avanzata tecnologicamente( Atlantide ?) ha colonizzato Marte ? Le ipotesi elaborate dal film : Mission to Mars di Brian De Palma possono essere plausibili ? Sono quesiti su cui si potrebbe scrivere un intero libro e che aprono un interessante dibattito . Franco Pavone , vicepresidente CUT .

  6. franco29337 giugno 17, 2010 alle 2:56 pm

    Ritengo ottima la proposta del Sig.McPaul , dovremmo però fare una colletta planetaria per finanziare l’impresa , in tal modo la nasa non potrebbe più dire che i soldi li abbiamo messi noi e le notizie ve le diamo come ci aggrada , in parole povere è ciò che ora stà succedendo no ? Saluti F.

  7. Gisella Pandolfo giugno 29, 2010 alle 12:53 am

    La notizia della “scoperta” di un oceano esistente su Marte alcuni miliardi di anni fa, in effetti non è una notizia e non si tratta di una “scoperta”. Come in tanti altri casi simili, e come capita sempre più spesso con riferimento al pianeta Marte, si tratta di una ri-conferma di tesi già sostenute in passato, peraltro spesso argomentate con prove molto consistenti.
    Nella fattispecie la prima esposizione in assoluto, riguardante l’esistenza passata di un “Oceano su Marte”, fu presentata ben otto anni fa (2002) nel libro di Gianni Viola (attuale responsabile della commissione scientifica della FLIP-Free Lance International Press” di Roma),intitolato “La civiltà di Marte”, all’interno del quale l’argomento in questione occupa dieci pagine (pp. 218-226, 271) e dove è presente anche una raffigurazione schematica dell’Oceano, chiamato, secondo una terminologia già accettata, “Oceano Borealis”. A pagina 271 è presente un “quadro generale del passato di Marte”, dove è possibile leggere delle statistiche dettagliate riguardo le proporzioni delle superfici di acqua e di terra nei due emisferi settentrionale e meridionale, di Marte. Le statistiche presenti sono stime prudenti formulate sulla base delle rilevazioni satellitari condotte dalle sonde Mariner 9 (1972), Viking 1&2 (1976-1980) e Mars Global Surveyor (1997-2002).
    La stessa tesi, con alcuni aggiornamenti, è stata ripresentata da Gianni Viola, in un lungo servizio (18 pagine) pubblicato, come articolo principale, intitolato “Marte: fisionomia di un pianeta” (peraltro pubblicizzato sulla copertina) nel n. 272 del marzo 2006, della prestigiosa rivista “L’Astronomia” di Milano, a suo tempo fondata da Margherita Hack. Oltretutto, le ipotesi di Viola sono da tempo presenti anche su alcuni siti internet come ad esempio “PianetaMarte.net” (http://www.pianetamarte.net/marte_oggi4.htm).
    In conclusione, la notizia riguardante l’Oceano di Marte, pubblicata di recente sulla rivista “Nature Geoscience”, non fa che riconfermare (anche nelle valutazioni statistiche, con una differenza del 6% in più) le ipotesi già ampiamente e articolatamente formulate da Gianni Viola. Parlare di “scoperta”, per i motivi su esposti, francamente, è del tutto fuori luogo.
    Un principio base cui ogni ricercatore deve conformarsi è quello di acquisire e “studiare” tutte le notizie e le ricerche omogenee condotti da altri, sul medesimo soggetto che si va ad analizzare. Quando questo principio non è rispettato, può capitare, come in effetti è capitato nel caso in questione, che si possa immaginare di essere arrivati per primi, in un posto giù visitato da altri. In questi casi, l’unico antidoto da utilizzare, è l’umiltà, oggi, merce rarissima, specie in alcuni ambienti.
    Grazie per l’ospitalità.
    Gisella Pandolfo – Roma

  8. massimo aprile 19, 2013 alle 3:24 pm

    Sono sicuro che sulla terra vi era un antica civiltà avanzata che ha cominciato a colonizzare,la luna poi marte. Poi successivamente a causa di un cataclisma hanno dovuto abbandonare il progetto per investire sulla terra, che nel frattempo era in condizioni disastrose anche a livello di distruzione e vite umane .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: