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Cern, ricreate le temperature del Big Bang

Large Hadron Collider - LHC

Le temperature del Big Bang, la primordiale esplosione che diede origine all’universo, sono state ricreate a Ginevra nell’acceleratore del Cern, il Large Hadron Collider (Lhc), il più grande del mondo. Lo ha annunciato il Cern.

L’esperimento è stato attuato grazie alle prime collisioni tra ioni di piombo, verificatesi proprio oggi. Diventa così possibile osservare la materia primitiva così come doveva essere prima di assumere le caratteristiche attuali.

È un nuovo traguardo per il gigante degli acceleratori, ora pronto ad esplorare una nuova frontiera della fisica. Le temperature raggiunte, inimmaginabili sulla Terra, non esistono nemmeno nel cuore incandescente delle stelle e le aspettative dei fisici sono altissime: «potremo studiare il comportamento dell’universo nei suoi primi istanti di vita», ha detto il coordinatore delle misure relative alle collisioni fra ioni pesanti, Federico Antinori, della sezione di Padova dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e che fa parte della squadra dell’esperimento Alice, coordinato da Paolo Giubellino.

I rivelatori di Alice sono stati i primi ad osservare le collisioni, avvenute all’energia di 1.380 miliardi di elettronvolt (1,38 TeV) per fascio. Alice è stato progettato per osservare fenomeni di questo tipo ma, come previsto, le collisioni sono state viste anche dagli esperimenti Cms e Atlas, coordinati dagli italiani Guido Tonelli e Fabiola Gianotti.

Sarà il primo sguardo su uno stato della materia mai osservato prima. Alle temperature estreme riprodotte oggi nell’Lhc, infatti, la materia passa da una fase all’altra, come succede quando l’acqua si trasforma in vapore. Questo significa che i nuclei si sciolgono letteralmente: i quark e i gluoni, che in condizioni normali sono saldamente ancorati fra loro, si ritrovano liberi e la materia diventa un plasma, una sorta di «zuppa primordiale» di quark e gluoni. «Le prime misure ci aiuteranno a capire come si comporta questo sistema», per esempio se somiglia a un gas. «Sono misure eccitantissime – ha concluso – perché si tratta veramente di mettere le mani su un nuovo stato della materia».

Fonte: Link

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