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Risposte dallo spazio, Planck svela i misteri freddi

Sono arrivati i primi risultati scientifici di “Esa Planck”, la missione astronomica coordinata, tra gli altri, da Reno Mandolesi, associato dell’Inaf, l’Istituto nazionale di Astrofisica di Bologna e responsabile di “Lfi”, lo strumento a bordo del satellite Plank, utilizzato per sondare il cielo. Le scoperte sono state presentate dalla “Planck Collaboration” di Parigi in una conferenza stampa che si è tenuta contemporaneamente a Parigi e a Roma, e i risultati ottenuti sono stati raccolti in un catalogo sugli oggetti più freddi dell’universo, da quelli presenti nella nostra galassia allo spazio più remoto. Plank, grazie alle sue misure a lunghezze d’onda che vanno dal radio all’infrarosso, è in grado di andare molto più indietro nel tempo rispetto i telescopi ottici.

Utilizzando la metafora del teatro come fa l’Inaf, i risultati presentati riguardano un atto dell’universo non ancora conosciuto: quello di mezzo, in cui le galassie si stavano formando. In particolare, i ricercatori spiegano che Planck ha rilevato l’esistenza di una popolazione di galassie, altrimenti invisibili, a miliardi di anni indietro nel tempo: avvolte nella polvere, in esse si formavano stelle a un ritmo da 10 a 100 volte più rapido di quello che possiamo osservare oggi nella nostra galassia. Non solo, alla fine della sua osservazione, il satellite sarà in grado di offrire la migliore visuale disponibile riguardo la formazione delle prime strutture a grande scala dell’universo, dalle quali le galassie si sarebbero formate. Le rivelazioni di Plank su ammassi di galassie fino ad ora non scoperti, permetteranno agli studiosi dell’Inaf di approfondire le conoscenze sull’universo relative alla velocità con cui si sta espandendo e sulla quantità di materia che contiene.

Planck nel frattempo sta continuando a osservare e il prossimo rilascio di dati è in programma per il gennaio 2013. “Sono i primi risultati pubblici della missione: un catalogo di tutte le sorgenti galattiche ed extragalattiche viste da Planck nell’intero cielo”, dichiara in una nota Mandolesi. “Darà lavoro per anni a tutti i telescopi da Terra e dallo spazio, che potranno fare osservazioni ‘follow-up'”.

Fonte: Link

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Una risposta a “Risposte dallo spazio, Planck svela i misteri freddi

  1. giovanni7 gennaio 12, 2011 alle 4:33 pm

    Le ricerche sulla origine del Cosmo da parte di molti satelliti ci faranno a poco a poco scoprire che che l’Universo è un immenso Frattale che non ha mai fine.

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