CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Vita: Riflessioni

Articolo di Antonello Vozza – Componente CUT

Molte volte ormai mi trovo a riflettere sul tema della vita. Subentrati nelle divisioni ufologiche, si incappa sempre in qualcosa di filosofico più grande di noi con cui dobbiamo necessariamente confrontarci. Con tutte le nozioni che conosciamo appunto grazie ad una cultura ufologica, che anche io ho imparato a sviluppare (bene o male), è inevitabile trovarsi intricati in una tela di ragno in cui noi siamo non più che mosche che si dimenano per cercare di sfuggirle. Così mi sono trovato a dire ciò che chiunque, chi prima e chi dopo, si ritrova a pensare dopo essere subentrati in certi argomenti: beata ignoranza. Certo, perchè districarsi tra teorie paleoastronautiche, quantistiche e new age (che anche se io stesso definisco inutili in quanto senza una prova assoluta, non possiamo certo escludere o altrimenti il nostro “lavoro” di ufologi sarebbe vano e di parte) non è affatto semplice. Mi spiego: è bello pensare che vi sia una sorta di reincarnazione multidimensionale che ci aspetta, ove questa vita sarebbe solo di passaggio rispetto a qualcosa di molto più grande rispetto a noi. E’ un pensiero molto comune ed ormai diffuso, tanto che posso dire radicato in ognuno di noi, dato che si parte dal contesto religioso (la dicotomia tra inferno e paradiso) per poi diramarsi una volta raggiunta l’età della ragione che ci consente di distaccarci (per i più almeno) in teorie o sottocategorie più o meno articolate, e da queste sono nate appunto le teorie new age, in quanto differiscono dal contesto religioso comune che consentirebbe di approdare solo in uno dei possibili due scenari, ovvero Inferno e Paradiso .. questo è un concetto molto comune, palesemente errato fin dalle basi e semplicistico, utilizzato dalle autorità competenti per spaventare e portare a se nuove pecore (beato chi riesce a farsi chiamare pecora senza sentirsi offeso): Dio, nel pieno delle sua onniscenza, crea la sua schiera di angeli tra cui Lucifero (il portatore di Luce), un angelo che si ribella e crea la controparte oscura. Molto onniscente da parte di Dio. Per cui se l’ Inferno è scongiurato da un Dio incongruente e poco onniscente, per dirla alla De Andrè, questo posto esiste solo per chi ne ha paura, e non per tutto il resto della popolazione. Per cui pensare che vi siano solo due scelte di cui l’anima può bearsi in un caso e non bearsi nell’altro, sicuramente è un po’ troppo limitativo. Qualche pseudocontattista ha poi pensato bene di tirar fuori la reincarnazione, come per l’induismo, utilizzato ovviamente in chiave ufologica. In realtà questo contesto di ufologico ha ben poco, o probabilmente tutto, dato che effettivamente gli induisti credono in mondi inferiori e superiori rispetto alla Terra, il loro concetto di Inferno e Paradiso: accumulando karma positivo o negativo si finisce più in alto o più in basso nella scala gerarchica della reincarnazione .. ma quanto più su, e quanto più in giù? Del resto penso che la “nostra” religione sia l’unica che non permette ad altri mondi di esistere (ovviamente non mi riferisco alle recenti leccate di Padre Funes nei confronti di mondi abitati), e lo trovo molto stupido. Limitare un’ anima ad un misero “per sempre” all’ inferno o al paradiso, sarebbe sconveniente per la stessa. Probabilmente qui il nostro unico scopo è quello di fare esperienza in funzione dell’anima, un essere che ritengo, forse sbagliando, un parassita biologico, del tutto esente dalle regole umane, e divine. Nessuno vorrebbe mai essere limitato a ripetere una azione per tutto il resto della propria vita. Alla fine ci ribelleremmo. Perchè l’anima dovrebbe essere invece accondiscendente? Ma qui si parla di reincarnazione multidimensionale .. ed in effetti probabilmente se dovessi continuare su questi livelli potrei darne tutte le ragioni del caso, sottinteso alla reincarnazione ciclica. E quindi cosa vuol dire, multidimensionale? A più dimensioni .. e dunque vado ancora un poco a logica, per quel che credo di averne. La nostra, stando al nostro standard, sarebbe la quarta dimensione, contando altezza, larghezza, lunghezza, e tempo; è la quarta dimensione poichè viviamo in quattro dimensioni, e non potremmo concepire un mondo senza una di queste .. provate ad immaginare una dimensione senza spazio, o senza tempo .. all’inizio potrebbe sembrarvi facile, ma trasponete la vostra vita in quelle condizioni e poi rispondetevi. Come possiamo quindi concepire un Dio che dovrebbe essere .. ovunque? E “per sempre”? “Per sempre” .. pensateci un attimo .. un “per sempre” è una durata di tempo infinita, quindi, se non è finito … è un po’ come una retta, la cui definizione è “senza inizio, ne fine”. E’ una cosa che un po’ spaventa, non trovate? Trasponendo questo concetto, possiamo indicare che come per il principio di Lavoisier, ove nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, anche la nostra esistenza non è meno soggetta alle leggi universali (alcuni pensano che le nostre leggi non siano valide in altri punti dell’universo, io invece penso che lo siano eccome, le nostre leggi funzionano per tutto l’universo conosciuto, penso invece che altre civiltà abbiano punti di vista differenti, regole in più e leggi con altre costanti con cui riescono ad aggirare i nostri limiti). Appurato che nulla si crea dal nulla, ma che tutto ha bisogno di una fonte, vi porgo la domanda a cui tutti arrivano prima o poi: passando dal chi ha creato gli alieni, e chi ha creato i creatori degli alieni, sino ad arrivare alla presenza di un Dio qualunque a vostra scelta, per finire alla fatidica “chi ha creato Dio?”. La risposta a questa domanda è impensabile, se non per il fatto che non vogliamo porcela e non vogliamo perchè non siamo in grado di capirla. Se per il principio di Lavoisier nulla si crea dal nulla, allora vuol dire che tutto è sempre esistito, che non esiste un inizio e non essendoci una scintilla iniziale (perchè come è difficile concepire un “per sempre” è difficile concepire il vuoto assoluto, un sonno senza sogni, idea che avevo della morte da bambino) vuol dire che alla stessa maniera non esiste neanche una fine. E così siamo destinati a perpetrare questa frattalità senza possibilità di interruzione, perchè al tempo non ci si ribella. E’ una cosa che spaventa, a mio modo di vedere. Se non esiste un inizio, e non esiste una fine, allora beh .. l’ho già detto .. non esiste .. nulla, esiste. E come si spiega quindi il fatto, perchè è un fatto, che io sono qui a scrivere e voi lì a leggere (se la cosa vi fa piacere, ovviamente)? Beh, adesso da me ne volete troppe. Potrei tirarvi fuori l’universo olografico di Bohm, ma il punto sarebbe sempre lo stesso. Ma la questione che lascia ancora più attoniti, è una che ancora non ho affrontato .. se dobbiamo dar credito alle teorie paleoastronautiche, l’uomo è stato creato per scopi oscuri e schiavistici da entità esogene. Alcune religioni vogliono soffiata in noi l’anima, in altre, siamo solo ammassi di fango. Notate il paradosso? Se siamo stati creati a tavolino, allora probabilmente siamo solo atomi su atomi (seguendo anche le teorie evoluzionistiche), e non vi è da confondere coscienza ed anima, state ben attenti. Siamo esseri coscienti, certo, come non lo è più di noi un altro animale qualunque. Cosa ci arroga quindi il diritto di aver creato tutto questo? Reincarnazione, divinità, paradisi ed inferni di ogni tipo .. Ammassi di atomi senz’anima, è questo il nostro presente? Saremo capaci di vedere il post vita? E se dopo la morte non dovesse accaderci nulla di rilevante, se davvero dovessimo finire in un sonno senza sogni? E’ come quando chiedi a qualcuno “cosa faresti se dovessi morire domani” e loro rispondono “farei tutto ciò che non ho mai fatto” .. che domanda stupida e che risposta stupida, a mio avviso! Probabilmente non farei niente, aspetterei seduto quell’ora, perchè se vi è una condizione da dover rispettare, è la condizione duale della frattalità o della non frattalità: nel momento in cui non dovessimo seguire la frattalità dell’universo, sarebbe lo stesso inutile in quanto non ci sarebbe che un vuoto assoluto, che senza coscienza non avremo l’infelicità di vedere; e dal secondo punto di vista, se noi facciamo parte di quell’universo frattale che non ha ne capo ne coda, che non esiste ed esiste, allora nulla ci vieta di pensare che prima eravamo qualcosa come lo siamo ora, ma di cui non abbiamo memoria ne coscienza, e lo stesso saremo dopo, ed allora perchè disturbarsi a fare di tutto quando nel momento in cui passeremo al livello successivo non ci ricorderemo niente? Fare esperienza per l’anima, rispondereste voi, rinfacciandomi le mie parole. Andiamo per i 7 miliardi di persone sulla Terra, ormai l’anima avrà fatto tutte le esperienze di questo mondo, per via sempre della condizione frattale della vita. L’anima, esattamente come il nostro corpo tornerà alla terra da cui è provenuto, seguendo questa strada, tornerà ad una qualche entità suprema (sempre a vostra scelta) esattamente come i miliardi di atomi che abbiamo in corpo formano la nostra, di entità. Effettivamente sarebbe un bello scenario da prospettare: siamo tutti particelle di Dio ed ad un Dio torneremo, di conseguenza tutti noi siamo dei piccoli pezzi di Dio e noi stessi siamo la divinità. Certo, un bello scenario, ma questo consente di pensare allo scopo di Dio. Cosa fa, questa entità suprema? Cioè, ha una vita come la abbiamo noi? Gioca a tennis la domenica? Ha il suo club di golf oppure scrive articoli al computer senza un nesso apparente? Come potete vedere è davvero complesso cercare di dare delle risposte apparentemente sensate a domande che esulano dal contesto umano. Cosa ne penso io? Penso che sicuramente, un nesso tra tutte le teorie paleoastronautiche e new age esiste: che sia tramite atomi o tramite anima, la nostra essenza verrà distrutta e ricomposta in qualcos’altro, che finisca prima o poi in un buco nero o che quel buco nero sia Dio stesso, prima o poi torneremo a formare qualcosa. Convergeremo verso un frattale, ma ne avremo realmente coscienza? Come al solito, se vi è una cosa sicura a questo mondo, è il tempo, e solo lui potrà darci le risposte. A noi non resta che tentare d’essere ottimisti.

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12 risposte a “Vita: Riflessioni

  1. Danilo gennaio 22, 2011 alle 7:28 pm

    Clint Eastwood, ha provato a spiegare proprio questo tema in un film di prossima uscita!!!

  2. albertofago gennaio 22, 2011 alle 7:38 pm

    Devo prendere un doppio “Moment”…

  3. Marcello Di Muzio gennaio 22, 2011 alle 8:52 pm

    Ciao,
    è sempre molto saggio e istruttivo riflettere sul tema della vita, io credo.
    Se posso, permettimi di consigliarti la lettura di un libro.
    L’emmesimo libro, tu penserai. E hai ragione.
    Ma questa volta davvero potrebbe lasciare l’impronta.
    Leggilo, anche per poco, e scoprirai perché.

    Il libro in questione è “Dai Mondi Invisibili” del Cerchio Firenze 77, lo puoi sfogliare anche su google libri:

    http://books.google.it/books?id=F8r8sW_YSVYC&printsec=frontcover&source=gbs_ge_summary_r&cad=0

    Va letto con mente priva di pregiudizi, ascoltando solo il messaggio, non il messaggero.
    Davvero non occorrono altre parole.
    Spero di averti messo almeno la curiosità.
    Buona lettura.

  4. andrea gennaio 23, 2011 alle 6:09 pm

    @ALBERTOFAGO

    1 anche per me!

    Discorso molto confuso senza offesa un’ammucchiata di idee che a volte sembra senza nesso.
    mah

  5. Winter gennaio 23, 2011 alle 6:48 pm

    Penso che questo sia un post fin troppo personale (ed intelligente) per essere pubblicato in un blog del genere, dove, a quanto pare, parte dell’utenza preferisce rimanere superficiale ed ignorante.

    Antonello Vozza, mi congratulo con lei per la grandiosa riflessione che ha voluto condividere con noi.

  6. StefanoRenati gennaio 24, 2011 alle 1:32 pm

    Dovreste leggere… avventure fuori dal corpo di william buhlman, scaricabile in formato pdf. Tratta l’argomento viaggi astrali, dimensioni etc etc. Le esperienze che racconta lui, con tanto di tecniche per realizzare i così detti viaggi astrali, io non le ho messe in pratica, non mi interessa, ma posso assicurare che quello che racconta è tutto vero, perchè?… perchè da giovane ho avuto un incidente sul lavoro molto grave, e ho avuto un esperienza di premorte… avete presente vedere dall’alto tutto quello che ti circonda, uno stato assoluto di pace etc etc, bè quello la!
    In vari documentari che hanno trattato l’argomento, i medici hanno collegato questi fenomeni all’effetto di farmaci o dell’anestesia durante le operazioni chirurgiche, e potrebbe anche essere vero, sta di fatto però che a me è successo in mezzo la strada, e ho potuto raccontare subito dopo essermi ripreso, cosa stavano facendo e dicendo persone a 20-30 metri di distanza da me… un caso?

  7. Winter gennaio 24, 2011 alle 1:38 pm

    @StefanoRenati
    Storia interessante e a cui voglio crederti. L’unico scetticismo che ho in merito alle esperienze di premorte è: Come fa l’anima a conservare i ricordi e a riportarli al cervello quando fa ritorno nel corpo?

  8. Antonello Vozza gennaio 24, 2011 alle 2:30 pm

    Grazie a tutti per i commenti.

    Per quanto riguarda l’esperienza di Stefano, e quindi rispondo anche a Winter, ci sarebbero due strade da poter seguire: ovviamente la prima è quella che classica del fenomeno che rientra nella parapsicologia (se vogliamo), di conseguenza è l’anima che esce dal corpo, e qui giustamente Winter chiede come possa mantenere i ricordi. A questo potrei aver risposto io sopra, se l’anima esiste, è un parassita biologico, ed essendo biologico come ogni animale ha una propria coscienza, ed una volta rientrata nel corpo trasmette ciò che ha visto/sentito al cervello dell’ospitante.

    Oppure, vi è una seconda ipotesi più scientifica, che vede memoria a lungo e breve termine come protagonisti ed il subconscio: la memoria a breve termine agisce sul paesaggio circostante, la memoria a lungo termine su cosa potrebbero aver detto (magari si è assistito a qualcosa di simile in precedenza, anche attraverso un film) e sul proprio aspetto, il subconscio immagazzina ciò che succede magari attraverso una sbirciata inconsapevole e attraverso l’immagazzinamento uditivo. In questo modo si ricostruisce la scena.

    E’ un fenomeno parafisico, o un fenomeno del tutto psicologico?

    Antonello Vozza,
    Componente CUT.

  9. StefanoRenati gennaio 24, 2011 alle 2:50 pm

    Non so rispondervi a questa domanda. Posso solo dire che il ricordo di quella esperienza, nonostante siano passati 20anni, è ancora lucida dentro di me. Nessun tunnel con in fondo una luce abbagliante, ma un entità, senza corpo, come se avessi una vista a 360°, che fluttua in una dimensione parallela alla nostra. Perchè dimensione, e non cielo?
    Perchè la sostanza della materia che mi circondava era densa, per farvi capire meglio, era come se stessi immerso nell’acqua limpidissima, dove le cose intorno a te le vedi in maniera, come dicevo densa, ondulata, e in tutto questo un assoluta pace, ne freddo ne caldo. Poi quando finì questa esperienza, come fa l’acqua quando va a finire dentro il tubo di scolo di un lavandino, creando un mulinello, anche per me è stata la stessa cosa, un mulinello che si dirige al centro della mia testa, e di colpo eccomi di nuovo qui!
    Bella esperienza credetemi! Ciao a tutti

  10. Shaahir gennaio 24, 2011 alle 3:31 pm

    Ciao
    Concordo con StefanoRenati.
    Nel dicembre 2004 ho avuto un infarto e due arresti cardiaci nella stessa sera (6 mesi di ospedale con tanto di intervento al cuore). Ero solo nel grande parcheggio sotto casa tra due macchine, mi sono accasciato e poi….boh… Bèh è strano da spiegare perchè a volte stento a crederci anch’io ma la sensazione provata è indescrivibile e me la porterò dentro per tutta la vita.
    Nessun tunnel con luce in fondo nemmeno per me, un solo grande unico e immenso senso di pace e di calore con un brusio di mille voci , ma attorno a me non c’era nessuno, erano le 2 di notte…. (e se poi ci fosse stato qualcuno ora andrei a cercarlo perche mi ha lasciato li a terra….quando mi sono svegliato ero da solo tra le due macchine). Non si riesce a spiegare la sensazione ma come dice StefanoRenati è come essere immersi in un liquido ma anche questo non rende giustizia a quella sensazione. Io non ho viaggiato e non ho visto niente di quello che accadeva intorno a me ero come sospeso in attesa di qualcosa. Non ricordo molto altro, so solo che quando mi sono svegliato è stato come svegliarmi dalla più bella dormita fatta nella mia vita. Avete presente quando siete in totale relax? Ancora di più. Poi sono iniziati il dolore al petto e alla schiena e la respirazione affannata.
    Va bèh….
    Io sono un tipo scettico, dico sempre che bisogna parlare con dati alla mano nell’ufologia.
    Quello che ho invece di questa esperienza è un dato mio personale che dubito possa essere capito da chi non ha avuto questa esperienza. Forse è frutto delle reazioni chimiche del mio cervello che cerca di arginare il dolore creando una sensazione di benessere, ho pensato anche questo. Ma nulla toglie che ho vissuto un’esperienza unica che mi ha cambiato la vita. Non vi chiedo di credermi perchè non ci crederei nemmeno io se me lo raccontassero. Ma ho voluto lo stesso condividerla con voi.
    Shaahir

  11. gianni gennaio 27, 2011 alle 1:01 pm

    @StefanoRenati
    “come fa l’acqua quando va a finire dentro il tubo di scolo di un lavandino, creando un mulinello, anche per me è stata la stessa cosa, un mulinello che si dirige al centro della mia testa, e di colpo eccomi di nuovo qui!”

    Riprendendo ora quanto scritto dal sig. Antonello, la convergenza di queste testimonianze del sig. Stefano e di molte altre persone (sono stati scritti un bel po’ di testi in merito) fa supporre che l’anima sia letteralmente coscienza materiale multidimensionale incastrata in una dimensione materiale limitata.
    La coscienza è quindi anch’essa materia, seppure più sottile della materia fisica a noi nota.
    Così come materia è anche il pensiero.
    Pare che alcune popolazioni extraterrestri siano in grado, con opportune tecnologie di istruzione scolastica, di trasferire letteralmente pensiero/conoscenza (ossia: materia) alle menti dei loro giovani studenti/figli.
    In pratica, tutto è materia in quanto tutto è coscienza/pensiero: si va dai gradi sottili a quelli più pesanti, ed ogni grado di materia sfoga-trova il suo libero fluire e la sua potenza creatrice in una propria dimensione coerente e parallela di mondo-materia (da cui è più logico parlare di multiverso, e non di universo).

    Se poi alle migliaia di near-death-experience ci sommo la mia esperienza personalissima di conversazione nitida con un mio parente deceduto anni fa e con un’altra coscienza/anima (che mi chiedeva di dire a sua figlia che stava bene e di non preoccuparsi per lui), esperienza nella quale sentivo (letteralmente: udivo come in una telefonata) altre coscienze/anime intorno a loro due, le quali, si intuiva, gemevano di tornare a comunicare in questa nostra dimensione materiale, giungo alle seguenti considerazioni:
    1) occorre liberarsi dalle catene della paura della morte in questa dimensione fisica
    2) ognuno è potenzialmente in grado di farlo da sé, in quanto coscienza/materia che cerca di rapportarsi con altre dimensioni/gradi di materia-coscienza (principio della ricerca-condivisione infinita del proprio essere)
    3) la paura (di morire e non solo) è frutto di radicamenti secolari di coscienze “ignoranti” (letteralmente: che non conoscevano) la struttura atemporale mutlimateriale e/o multidimensionale del multiverso
    4) una dimensione onnicomprensiva di tutte le mutidimensioni e di tutti i multiversi si diverte ad osservare e quindi ad osservarsi nella propria tendenza istintiva a muoversi-creare-prendere coscienza di sé

  12. gianni gennaio 27, 2011 alle 1:22 pm

    @Danilo

    il film di Clint mi è piaciuto molto.
    Le esperienze raccontate in Hereafter dovrebbero far riflettere chi è ignorante (ossia ignora la “realtà” multidimensionale della MATERIA), così come danno ennesime conferme, se mai ce ne fosse ancora bisogno, a coloro che hanno vissuto e sanno di cosa si sta parlando.

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