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Due soli nel cielo, la Terra illuminata come mille anni fa

La Terra illuminata e riscaldata da «due soli». Ma soltanto per poche settimane. La causa? L’esplosione di una delle stelle più brillanti del cielo notturno, visibile a occhio nudo e galattica. La notizia arriva dall’Australia, dal fisico Brad Carter della prestigiosa università del Queensland, e secondo il Daily Telegraph, il quotidiano del Regno Unito, «potrebbe succedere a breve». Anche nell’ormai inflazionato e pieno di catastrofi «2012».

La candidata a «scoppiare» è Betelgeuse, una supergigante rossa di classe spettrale M1-2 Iab, ovvero una stella in una fase già piuttosto avanzata della sua evoluzione. Nella costellazione di Orione, guardando in alto a sinistra è quella rossastra. L’altra in basso a destra, Rigel, è color bianco-blu. Non è vicinissima, ma neanche così lontana da non poterla vedere a occhio nudo: si trova a 640 anni luce dalla Terra. Con lo scoppio si «trasformerà» in supernova, un’esplosione estremamente energetica che costituisce lo stadio finale dell’evoluzione delle stelle massicce.

«Che esploda come supernova è sicuro, ma sapere quando accadrà è una sciocchezza», chiarisce Piero Benvenuti, professore di astrofisica all’Università di Padova e presidente dell’Inaf (istituto nazionale di astrofisica) fino al 2007. Cosa succede? «Si esaurisce la sorgente, il combustibile nucleare che si trova all’interno della stella. Questa collassa e i materiali che la compongono vengono proiettati verso l’esterno creando una sfera di fuoco che si allarga a una velocità di 5, 10 mila chilometri al secondo». Nel caso di una stella come Betelgeuse, «relativamente vicina – spiega Benvenuti -, l’evento sarebbe visibile anche di giorno. Ma sarebbe davvero difficile definirlo come “secondo sole”. Esiste comunque una grande distanza. Basta pensare che la luce del sole arriva sul nostro pianeta in 8 minuti, mentre, quella di Betelgeuse, adesso e quando sarà supernova, ci metterà 640 anni. Dal punto di vista scientifico è una grande opportunità di studio. È raro vedere un’esplosione galattica».

Videro brillare una stella gigante di giorno i cinesi nel 1054: «Era nella nostra galassia, nella costellazione del Granchio – ricorda il professore -. Nel 1572 il danese Tycho Brahe ne osservò una e nel 1604 Giovanni Keplero e Galileo Galilei ne videro un’altra a occhio nudo». Dove finisce la materia stellare? «Un’enorme quantità di neutrini – continua – passa a velocità della luce in tutte le direzioni, arriva sulla Terra senza trovare ostacoli. E gli elementi chimici interni alla stella vengono espulsi, ma nel caso della stella Betelgeuse non ci raggiungeranno mai perché viaggiano a una velocità inferiore della luce. Arriveranno radiazioni energetiche, raggi gamma, X e ultravioletti. Ma prima di toccare la superfice della terra verranno assorbiti dall’atmosfera». Al di là della scienza e dell’astronomia. Una volta di più una fa notizia la data 2012: «Diffondere terrore – conclude Benvenuti – è un modo criminale di divulgare la scienza».

Fonte: Link

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3 risposte a “Due soli nel cielo, la Terra illuminata come mille anni fa

  1. gianni gennaio 26, 2011 alle 10:13 pm

    quindi potrebbe essere già “scoppiata” da tempo e potremmo assistere noi allo spettacolo o magari i nostri pro pro pro ecc.ecc. nipoti.
    Sbaglio?

  2. Lorenzo gennaio 27, 2011 alle 7:57 pm

    Non sbagli, potrebbe essere scoppiata tanti secoli fa’ e la vedi oggi.

    Un bel viaggio per la luce.

  3. franco29337 gennaio 28, 2011 alle 12:53 pm

    @ gianni
    non sbagli , l’evento potrebbe anche non verificarsi in tempi umani , recenti misurazioni danno una ruduzione delle dimensioni apparenti pari a circa il 2% , fenomeno non ancora spiegato . Il destino delle supergiganti rosse è comunque castrofico nel senso che la forza di gravità stà prendendo in sopravvento sulla materia che costituisce tale stella , tale materia si dovrebbe precipitare a velocità sempre maggiore verso il cento stellare ed alla fine del percorso per un fenomeno simile ad un rimbalzo essere definitivamente sparata nello spazio a formare una cosi detta nebulosa planetaria . Al termine dell’operazione (mln di anni) ci potrebbe essere una nana bianca , una stella di neutroni oppure un buco nero se la stella originaria era suffucientemente grande .

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