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Progetto “Palladium”: Quando i cubani inseguivano gli UFO

Durante il 1960, entrambe le parti coinvolte nella guerra fredda cercavano il dominio tecnologico sull’altra. Solo pochi anni prima del 1960, la CIA stava attuando il progetto Oxcart (carro di buoi). Il progetto consisteva in una serie di aerei A-12s da ricognizione che raggiungevano la velocità Mach 3.2 (ndr: ricordiamo che 1 Mach corrisponde alla velocità del suono, 1.2 km/h) e raggiungevano facilmente una quota di crociera di 97.000 piedi (ndr: quasi 29mila metri) ed una gamma di 4.100 miglia nautiche. Per tutto questo tempo, questi aerei sono stati meraviglie tecnologiche in quanto non venivano rilevati dai radar, campo in cui nello stesso tempo i sovietici stavano facendo progressi, oltre ai SAM, missili terra-aria.

Gli USA avevano quindi bisogno di un qualcosa che mandasse fuori uso i sistemi sovietici, ma senza interferire con i loro progressi. Così decisero di ingannare la controparte con il progetto Palladium. Questo progetto consisteva nell’ iniettare nei radar nemici una serie di “aerei fantasma”, e doveva essere utilizzato per un migliore risultato con gli aeromobili Oxcart. Spiega meglio il progetto Gene Poteat, ricercatore CIA:

« Fondamentalmente, il segnale radar viene ricevuto, viene aggiunto del ritardo allo stesso segnale, e viene rispedito al mittente. Aggiungendo questo ritardo abbiamo potuto simulare falsi obiettivi riguardo gamma e velocità. Conoscendo la portata territoriale e la potenza del radar, potevamo simulare un qualsiasi aereo, da uno stealth ad uno immenso, a qualsiasi velocità ed a qualsiasi altitudine, e lungo una qualsiasi rotta prescritta. »

Il sistema non era però esente da difetti. Non si poteva sapere ad esempio quale fonte luminosa riscontravano sui radar i sovietici, o quale velivolo stavano seguendo in quel momento. Tuttavia gli Stati Uniti potevano porre rimedio a questi errori testando il progetto su uno dei radar più potenti che aveva a Cuba. Ancora, Gene Poteat dice:

« Non avevamo alcun problema a manipolare il segnale per mantenere i nostri aerei invisibili propria sopra le teste dei combattenti cubani. Abbiamo spento il sistema solo quando il team dell’ NSA sentì l’aviazione cubana che aveva rilevato a vista uno degli aerei, e che volevano abbatterlo. »

Anche se questi aerei non erano veri e propri UFO, come tali venivano rilevati dai piloti cubani. Più tardi questa tecnica di “ingannare” il nemico sarebbe stata chiamata “spoofing radar” (ndr: dall’inglese “to spoof”: ingannare). Molti scettici del campo UFO si riferisco al progetto Palladium e allo spoofing radar per spiegare gli avvistamenti in cui vengono coinvolti i radar e le apparecchiature tecniche, così come ci sono diversi ufologi che affermano che lo spoofing radar non può assolutamente spiegare tutti gli avvistamenti UFO, di fatti sarebbe impossibile ingannare diversi tipi di radar contemporaneamente, oltre alle eventuali testimonianze visive.

Fonte: LinkTraduzione ed adattamento a cura del CUT.

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5 risposte a “Progetto “Palladium”: Quando i cubani inseguivano gli UFO

  1. carlos febbraio 25, 2011 alle 5:19 pm

    ciao vi seguo ogni tanto sul blog e o trovato questa notiizia vi lascio un link di uno dei giornali piu importanti del peru dove c’e una notizia della apertuna della terra lungho 1 kilometro nelle vicinanze della cità di puno dove si racconta i miti degli Incas e non l’istituto di geofisica del peru non ha ritrovato seismo, usate chrome per la traduzione ciaoo

  2. Winter febbraio 25, 2011 alle 5:49 pm

    @Carlos:
    Più chiaro di così non si può, complimenti.

  3. gianni febbraio 25, 2011 alle 6:48 pm

    Caaaaaarlooooooos
    il link
    grazie

  4. carlos febbraio 25, 2011 alle 8:01 pm

    c’e anche un video su quella notizia che è comparso sul tg peruviano e dove si puo vedere lo accaduto http://surtitulares.com/noticia/28780/puno-la-tierra-se-abre-y-deja-grieta-de-varias-kil%C3%B3metros-de-largo.html

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