CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Universi Paralleli e Gatti Vari

Articolo di Antonello Vozza – Componente CUT

Mai come in questo periodo la scienza sta andando incontro alla fede, grazie anche ai progressi ottenuti nello studio della fisica quantistica, che sta mettendo in ginocchio le concezioni odierne sulla fisica tradizionale. Ad esempio, potremmo porre come punto focale la questione inferno/paradiso. Per quanto riguarda l’ alfa e l’omega che guarda e giudica dal regno dei cieli, penso che le missioni Hubble abbiano dato una risposta a tutti. Per la controparte negativa ci stiamo lavorando, dovremmo semplicemente scendere fino al centro della Terra per saperlo con certezza, ma tornando seri .. Il tutto è più semplice da realizzare se ipotizziamo una serie di universi coesistenti sullo stesso piano (megaverso), o su piani differenti (multiverso), rispetto al nostro. Questi ultimi sarebbero delimitati da uno spesso strato di materia oscura, in infinita espansione, o per dare una idea più solida, potreste immaginare una bolla, con accanto altre bolle, che definirebbero gli universi coesistenti, dove ogni universo nascerebbe da uno già esistente, staccandosi e diventando un universo a se stante. C’è poi una teoria che potremmo accostare al megaverso, essendo la classificazione di universo “a bolle” ma con altri parametri: avremmo universi interni l’uno all’altro e coesistenti in una stessa bolla, dove un universo sfrutterebbe le proprietà fisiche di una bolla per formare le proprie: è la teoria delle stringhe, dove le stringhe rappresentano proprietà ad una dimensione e, sviluppando la stessa, le membrane, a due dimensioni, ed ancora le d-brane, a più dimensioni. Effettivamente quindi, potremmo muoverci tra dimensioni parallele e neanche sapremmo vederle. Ma come potremmo, noi, riuscire a superare la barriera che divide il nostro universo da un altro? Ad oggi non conosciamo nessun modo per poter entrare in un universo parallelo (si sta sviluppando in questo periodo la teoria secondo cui l’ effetto Casimir sarebbe correlato proprio a buchi nello spazio tempo e di conseguenza alla creazione di porte verso universi paralleli [l’ effetto Casimir è una teoria del 1948 del fisico olandese Hedrik Casimir (verificata nel 2001 dall’ università di Padova), secondo cui tra due corpi estesi nel vuoto si vengono a creare dal nulla, a causa del principio di indeterminazione di Heisenberg -secondo cui non è possibile conoscere la posizione e la velocità delle particelle contemporaneamente- delle particelle che rovinano l’equilibrio spingendo così le lastre verso l’esterno] ) così come non siamo certi della reale esistenza di questi mondi differenti, infatti la teoria nasce per supportare una serie di altre teorie, come quella prevista dal fisico Lee Smolin, che prevede un universo parallelo per ogni buco nero esistente nel nostro universo; infatti un buco nero è una stella alla fine del proprio ciclo vitale, che si contrae verso il suo centro aumentandone la massa e consecutivamente l’attrazione gravitazionale, tanto da arrivare ad un certo punto del suo ciclo ad attrarre ogni cosa, luce compresa. La deviazione della luce creerebbe uno squarcio nello spazio tempo, e si verrebbero così a creare degli wormhole (letteralmente “buca di verme”, detti anche Ponti di Einstein-Rosen), dei cunicoli che collegherebbero due punti di uno stesso universo o di altri universi. Se questa interpretazione sembra corretta e apparentemente annullerebbe ogni tipo di dilatazione dei tempi durante un viaggio, una sorta di teletrasporto naturale, diverso è il poter affermare di poter viaggiare nel tempo attraverso un buco nero: ipotizziamo ad esempio di poter viaggiare realmente dal presente al passato, o di ritrovarci nel futuro: cosa accadrebbe se, in un modo od in un altro, ci ritrovassimo a dover cambiare (effetto farfalla: magari solo starnutendo potremmo portare un virus dal nostro mondo a quello di mille anni fa, o far tornare una epidemia in un mondo che non conosceva quel virus da mille anni, nel caso di un viaggio nel futuro) in maniera anche involontaria, o cambiare un solo momento, il passato o il futuro? Il nostro presente sarebbe identico a quello che conosciamo oggi? Ad esempio, se dovessimo bloccare per uno sfortunato incidente la nostra nascita, spariremmo all’istante, o continueremmo ad esistere? A questo punto ci troveremmo davanti a due situazioni razionalmente ipotizzabili: un paradosso temporale, in cui tutti i tempi si sovrapporrebbero ponendo irrimediabilmente fine a tutto il mondo così come lo conosciamo, oppure una biforcazione nel corso della linea temporale, dove potremmo tornare nel nostro presente, mentre nel presente alternativo si avrebbero le conseguenze del cambiamento da noi provocato. Questo è, possiamo dire, l’esempio della teoria a molti mondi: questa teoria, derivata dalla convinzione dell’esistenza di più universi paralleli coesistenti, ci dice che per ogni stato quantistico avremmo un universo parallelo differente. Su questa scia, ci possiamo accostare al paradosso di Shroedingher: questo fisico pone una particolare visione della fisica stessa e consecutivamente dell’universo; se poniamo qualcosa, un gatto (proprio dal “paradosso del gatto” formulato dal fisico in questione) ad esempio, al centro dell’esperimento, e sottoposto ad una azione casuale che porterebbe, prima o poi, il gatto ad una fine prematura, prima di imporre le misurazioni avremmo i due stati (vivo o morto) in cui potremmo trovarlo al momento dell’osservazione .. sovrapposti. Secondo la teoria è l’osservatore che andrebbe ad influenzare uno degli stati, rendendone possibile la rilevazione ed il collasso della funzione d’onda dell’altro stato, quindi, avremmo solo lo stato “vivo”, o lo stato “morto”. A livello microscopico questo accade: fotoni ed elettroni assumono più stati quantici in una volta, lo stesso potrebbe accadere a livello macroscopico, e questo era il punto dell’osservazione di Shroedingher. Adesso bisognerebbe provarlo. Ma, uno dei punti del paradosso su citato è il momento dell’osservazione: solo al momento dell’osservazione uno stato quantico cade per lasciare l’altro, ma questo implica l’azione della coscienza dell’osservatore, cosa che la fisica odierna non tiene in considerazione. Ma come abbiamo visto nella teoria a molti mondi, potremmo avere un universo parallelo in cui questo ipotetico gatto vive o muore, in una condizione speculare rispetto a questo universo. Situazione speculare in cui si trovano anche due fotoni che vengono sottoposti ad interazione: di fatti, volendo, il fenomeno dell’ entaglement può essere paragonato al paradosso di Shroedingher, e questo perchè se un fotone viene manipolato, l’altro ne risentirà e si comporterà istantaneamente di conseguenza, bypassando persino le leggi della fisica che vorrebbero la velocità limitata a quella della luce (ovviamente la comunità scientifica scavalca il problema dicendo che non sono informazioni rilevanti quelle che è possibile trasmettere da un capo all’altro.. questo è ancora da verificare ed approfondire ovviamente, e ci si dimentica che il fenomeno è simile ad un interruttore del tipo “on/off”, esattamente come la trasmissione in numeri binari), di consueguenza potremmo ipotizzare che i fotoni occupino entrambi gli stati possibili, e che al momento dell’osservazione è proprio l’osservatore ad influenzarne lo stato, ed i fotoni reagiscono di conseguenza. Questo fenomeno potrebbe persino spiegare le “sensazioni” che avvertiamo, ad esempio, quando una persona ci chiama al telefono e noi sappiamo già chi c’è dall’altra parte, o in un futuro speriamo non troppo lontano spiegare la telepatia. Se c’è una cosa da notare è che effettivamente il nostro universo obbedisce ad una legge coerente, ovvero l’impossibilità di poter vedere e rilevare più di uno stato quantico per volta: questo è il principio di esclusione di Pauli, dove un fermione (che insieme ai bosoni sono le particelle elementari della materia, l’unica differenza è che i fermioni hanno massa mentre i bosoni molte volte no) non può occupare, appunto, più di uno stato quantico per volta. Se trasponiamo questo concetto possiamo accorgerci della sua sperimentazione ad esempio col gatto di Shroedingher, ove, comunque, solo teoricamente i due stati sono sovrapposti: è infatti impossibile forse anche pensare che vi siano due stati sovrapposti in un solo universo, questo sfocerebbe nel caos; pensiamo ad esempio che vi sia una civiltà sperduta nel nostro universo che di noi non ha coscienza: noi spariremmo? O meglio, siamo spariti? Assolutamente no, siamo qui vivi, vegeti e vegetanti. Ed anche quel gatto quindi, con una propria coscienza non può sia vivere che morire, contemporaneamente. Questo fa pensare quindi alla frattalità dell’universo, siamo particelle che girano intorno ad un nucleo, così come i pianeti girano attorno al sole. E così come non esiste che un solo fermione per ogni stato quantico, così esiste un solo uomo con delle impronte digitali singole, con delle arcate dentali particolari, che lo distinguono dal resto dell’umanità. Siamo simili, ma non siamo perfettamente identici. Per logica quindi arriviamo al concetto statistico di vita nell’universo passando per l’infità di un frattale: esisteranno chissà quanti pianeti simili alla nostra Terra con civiltà simili, anche se non proprio identiche a noi. Ed ancora quindi esisteranno infiti universi da poter immaginare, ed azzarderei che esiste ogni cosa che potremmo mai immaginare. E’ quasi come l’ universo olografico di Bohm: vi sono ordini impliciti ed ordini espliciti, e se l’ordine implicito, il “magazzino di informazioni”, risiedesse in ognuno di noi, tanto da diventare noi l’origine dell’ologramma? A questo punto posso concludere, anche perchè io non sono un fisico e le mie non sono che mere speculazioni, ma spero d’avervi fatto intendere come l’universo sia infinito ed in continua e perenne espansione, sia verso l’interno che verso l’esterno, e che siamo atomi di fronte a tutto questo, e pensare d’essere l’unica combinazione fortunata nell’infinità di ciò che non conosciamo è davvero folle.

Prima immagine : scena tratta dal telefilm “Lost” di J.J. Abrams, in cui l’effetto Casimir viene utilizzato per creare un ponte tra due universi coesistenti.

Seconda immagine : rappresentazione grafica dell’illusione ottica della sovrapposizione di due stati possibili.

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2 risposte a “Universi Paralleli e Gatti Vari

  1. zret marzo 13, 2011 alle 6:54 pm

    Induce a riflettere…

  2. Lorenzo marzo 16, 2011 alle 2:00 pm

    Sì, induce a riflettere il problema dell’universo, cioè tutto quello che noi non conosciamo al di fuori della terra.

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