CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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50 anni fa il volo del cosmonauta Yuri Gagarin: fu davvero il primo uomo nello spazio?

Articolo di Franco Pavone – Componente CUT

Ricorre oggi lo storico volo spaziale del cosmonauta Juri Gagarin , secondo le cronache ufficiali il primo uomo a compiere un volo orbitale intorno alla Terra , che doveva aprire al mondo la via delle stelle . Egli fu come sappiamo , oltre che cosmonauta , anche un aviatore sovietico , figlio di quel periodo storico coincidente con la Guerra Fredda tra i due blocchi occidentale e orientale , con il conseguente spauracchio atomico . Nato a Klusino ( tra l’altro la sua casa è diventata oggi un museo ) nei pressi di Smolensk in Unione Sovietica il 9 Marzo 1934 , da padre falegname e madre contadina , egli rispecchiava in pieno quel detto che affermava come per la maggior parte delle volte : i veri eroi sono gente ordinaria che si distingue in momenti straordinari della Storia . Già dai tempi della scuola , Gagarin aveva una spiccata capacità per le materie scientifiche , anche se fu costretto a interrompere gli studi a causa dell’invasione tedesca del 22 Giugno 1941 , ma li riprese dopo la guerra frequentando l’Istituto Tecnico Industriale di Saratov , dove conseguì il diploma di metalmeccanico . Fu nell’anno 1955 che cominciò ad appassionarsi al volo e si iscrisse ad una scuola aeronautica . Nello stesso anno entrò a far parte dell’Aeronautica Militare sovietica , dove si diplomò con grande profitto nel 1957 all’Accademia Aeronautica di Orenburg . In quell’anno come sappiamo fu lanciato dall’URSS lo Sputnik , primo satellite artificiale che gettò le basi per i futuri voli umani nello spazio . Per la sua competenza fu scelto a far parte nel 1959 del corpo dei cosmonauti russi presso la Città delle Stelle situata nella Russia centrale europea a Selkovo , a 25 km da Mosca , oggi chiamata in suo onore : ” Yuri Gagarin Cosmonaut Training Center ” . Dopo essere stato scelto tra venti candidati, cominciò il suo storico volo alle ore 9.07 , ora di Mosca , del 12 Aprile 1961 , con la navicella Vostok 1 ( Oriente 1 ) , che pesava 4,7 tonnellate . Al decollo pronunciò la storica frase : « siamo partiti » . Con la Vostok compì un’orbita ellittica con una altitudine massima di 302 km e una minima di 175 km , viaggiando ad una velocità di 27.400 km orari . Il suo volo terminò alle 10.20 ora di Mosca , in un campo vicino alla città di Takhtarova , quando venne espulso dall’abitacolo al suo rientro nell’atmosfera e paracadutato a terra . La sua impresa ebbe un grande risalto in tutto il mondo , dimostrando che l’uomo poteva volare nel Cosmo , e a solo 27 anni fu il primo uomo a orbitare intorno alla Terra e a osservarla dallo spazio . In seguito venne decorato dal premier russo Nikita Khruscev con l’Ordine di Lenin , diventando Eroe dell’Unione Sovietica . Negli anni successivi diventò istnittorc dei cosmonauti russi, preparando missioni come quella di Valentina Tereskova , prima donna nello spazio , almeno così dice la storia ufficiale e poi tornò a pilotare e collaudare gli aerei Mig . Gagarin morì il 27 Marzo 1968 , un anno e mezzo prima dello storico primo sbarco sulla Luna , collaudando un piccolo caccia Mig-15-Uti schiantatosi nelle vicinanze della città di Kirzac , pare per una manovra non consona agli aerei diquell’epoca , anche se quell’incidente è avvolto in un alone di mistero non ancora chiarito . Sposato con due flglie , Gagarin era in procinto di partire per una nuova missione nello spazio , ma il volo con la Vostok 1 rimase il suo unico viaggio cosmico . In suo onore a Mosca è stato eretto nel 1980 un monumento alto 40 metri , fabbricato in titanio e anche un asteroide porta il nome 1772 Gagarin . Una sua frase è rimasta celebre quando stava percorrendo l’orbita intorno alla Terra : « Da quassù la Terra è bellissima , senza frontiere né confini » . Questa frase emblematica e coraggiosa per quei tempi di contrapposizioni tra occidente e oriente , potrebbe servire d’insegnamento per l’epoca contemporanea , dove tanti ” bastian contrari ” moderni creano solo conflitti tra i popoli . Per concludere faccio delle riflessioni . Sono stati sollevati molti dubbi sul fatto che Gagarin sia stato il primo uomo nello spazio . I famosi fratelli Judica Cordiglia di Torino dell’altrettanto famoso Centro Radio Ascolto Spaziale Torre Bert, avrebbero registrato con le loro apparecchiature , le ultime parole e finanche i battiti cardiaci di ignoti cosmonauti sovietici perduti nello spazio e deceduti ( registrazioni convalidate dall’effetto doppler ) , sia prima che dopo la missione di Gagarin , e di cui l’Unione Sovietica non ha mai ammesso nulla , anche se sono state confermate da più fonti. Addirittura fu captata la voce di una cosmonauta di nome Ludmilla , che si lamentava drammaticamente del calore eccessivo nella sua navicella che stava bruciando e che memore forse della sua fine imminente , pronunciò la frase : «…questo il mondo non lo saprà » . Probabilmente fu lei la prima donna nello spazio e non la Tereskova , ma essa perì tragicamente al suo rientro sulla Terra . Il sacrificio di questi eroi sconosciuti , che hanno contribuito al progresso scientifico dell’umanità, anche se non a quello di mentalità , non sminuisce affatto l’impresa di Gagarin , che è il primo volo andato a buon fine dell’uomo nello spazio , anche se non il primo e anche se i russi non l’hanno mai ammesso , in nome a quei tempi della loro tecnologia che non ammetteva errori, in epoca di Guerra Fredda , e tralasciamo i motivi ideologici e politici che non sono di nostra competenza . Però la famosa frase di Gagarin durante il suo volo , sul fatto che dallo spazio la Terra non ha confini e frontiere , racchiude forse quella vena poetica dell’uomo , che di fronte all’ignoto e ai misteri dell’Universo , fa dimenticare le proprie contese , e che a quell’epoca creò il sogno di raggiungere le stelle . Chissà se in questi difficili e anomali tempi in cui viviamo , questi sentimenti sono ancora attuali , permeati anche da uno scientismo esagerato e da una tecnologia disumana che ha creato non solo benessere , ma anche tanti problemi a una umanità assillata da tanti fattori contrari. Ribadisco e spero che si torni ad una scienza più umana , che faccia per davvero gli interessi dell’uomo e non gli interessi economici di qualcuno e politici e ideologici di altri . Lo dobbiamo al nostro futuro e a quello dei nostri discendenti .

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