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Pianeti extrasolari con moto retrogrado: risolto il mistero

Più di 500 pianeti extrasolari sono stati scoperti dal 1995, solo recentemente tuttavia si è riusciti a osservare come in alcuni di questi sistemi planetari la stella ha un moto di rotazione in verso contrario al moto di rivoluzione del pianeta del tipo “Giove caldo” (ovvero un pianeta di tipo gioviano in un’orbita molto prossima alla stella).

“È veramente una cosa bizzarra, ancora più bizzarra per l’estrema vicinanza del pianeta alla stella”, ha commentato Frederic A. Rasio, astrofisico teorico della Northwestern University che ha partecipato allo studio, ora pubblicato sulla rivista Nature. “Com’è possibile che la stella ruoti in un verso e il pianeta orbiti in verso opposto? È veramente folle, viola il nostro modello di base della formazione stellare e planetaria”.

Utilizzando simulazioni al computer su larga scala, Rasio e colleghi hanno elaborato un modello del processo che ha potuto portare a questo moto retrogrado: l’origine di tutto sarebbe nelle perturbazioni gravitazionali di un pianeta molto più distante.

Nel modello, i ricercatori hanno assunto la presenza di una stella simile al Sole e un sistema con due pianeti: quello più interno è un gigante gassoso simile a Giove e inizialmente si trova a grande distanza dalla stella dove si ritiene che si formino i pianeti di tipo gioviano; il secondo pianeta è anch’esso di grandi dimensioni e si trova più distante dalla stella rispetto al primo, con il quale interagisce perturbando il sistema.

Gli effetti sul pianeta interno sono deboli ma si sommano su un periodo di tempo molto lungo, dando luogo a due cambiamenti significativi: l’avvicinamento alla stella del pianeta interno e l’inversione del verso di rivoluzione. Tale processo si verifica perché le due orbite si scambiano il momento angolare, e quello interno perde energia per gli effetti di marea.

Ma solo un quarto di questi sistemi gioviani osservati mostra orbite invertite e il modello di Rasio riesce a riprodurle entrambe.

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2 risposte a “Pianeti extrasolari con moto retrogrado: risolto il mistero

  1. MilloRn maggio 12, 2011 alle 5:03 pm

    mi sembra strano che un pianeta riesca a influire sulla rotazione di un’altro pianeta più piccolo vicino ad una stella… cioè la stella esercità una forza immensa sul pianeta, quindi un’altro pianeta dovrebbe esercitare una forza altrettanto (se non superiore) immensa… mi pare strano…

  2. Claudio Lazzarini gennaio 18, 2012 alle 10:37 pm

    Non è che il pianeta possa avere una forza gravitazionale superiore a quella della stella, è la particolare interazione degli influssi gravitazionali a poter, in teoria, provocare il fenomeno.
    Il momento angolare in pratica si può definire “quantità di moto” in parole semplici può assimilarsi ad un effetto giroscopico gravitazionale. E’ come se ogni tanto il pianeta interno ricevesse una spinta antagonista al suo senso di rivoluzione e ogni volta avviene un rallentamento. Alla fine è inevitabile l’avvicinamento alla stella a causa della perdita di energia e quindi l’inizio graduale del moto retrogrado.

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