CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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“L’Ufo di Roswell? Tutto un complotto”

I dischi volanti dell’Area 51 e del New Mexico in un libro di Annie Jacobsen. Con una tesi interessante…

Noi (la redazione di giornalettismo.com, ndr) ne avevamo parlato qui, e oggi anche la Stampa, in un articolo a firma di Fabio Martini, si occupa del libro di Annie Jacobsen, Area 51 e dell’area di Roswell nel New Mexico.

« Le autorità militari dissero che si erano sbagliate, che quel che avevano raccolto erano solo i resti di un pallone sonda, ma ormai la frittata era fatta, le voci erano accreditate e da quell’8 luglio 1947 non hanno mai smesso di proliferare a dismisura. Le più insistenti riguardano il recupero dei cadaveri di piloti extraterrestri e le relative autopsie o persino la cattura di «alieni» vivi. Qui non vogliamo ricapitolare questa storia infinita, ma solo segnalare che si è aggiunto l’ennesimo capitolo, inquietante e anche con dei risvolti degni di un film horror. Ne parla il libro «Area 51» dell’americana Annie Jacobsen. L’Area 51 non va confusa con la base militare di Roswell, è invece un’altra struttura collocata nel vicino Stato del Nevada, ma è connessa con Roswell, perché risulta essere la destinazione finale dei resti del presunto Ufo. Quest’Area 51 è da sempre nel mirino dei dietrologi e dei cospirazionisti, perché le autorità americane la circondano di un ostinato e ridicolo silenzio, rifiutandosi non solo di dire che cosa venga fatto lì dentro, ma persino di ammettere che questa base esista, nonostante le sue dimensioni imponenti (26 mila chilometri quadrati). »

Queste le “precisazioni” della Jacobsen, con il complotto nascosto di Stalin:

« Nel libro della Jacobsen molte cose su Roswell vengono confermate: una specie di disco volante è davvero precipitato nel 1947, e dai rottami sono stati davvero recuperati dei piccoli cadaveri simil-E.T. (anzi, forse c’erano corpi ancora vivi, per poco). Però la faccenda non ha a che fare con gli extraterrestri ma con la guerra fredda Usa-Urss. L’antefatto è in Germania. Alla fine della Seconda guerra mondiale i tedeschi sfornavano un’idea aeronautica e missilistica dopo l’altra, alla ricerca dell’arma segreta in grado di farli vincere per miracolo. Morto Hitler, i sovietici misero le mani sui progetti dei fratelli Horten, due brillanti piloti e inventori nazisti che stavano realizzando un caccia tutto-ala, che a vederlo sembrava proprio un disco volante. Secondo la Jacobsen, il dittatore sovietico Stalin non pensò di sviluppare questo progetto per fini militari seri (il trabiccolo gli sembrava inutilizzabile), ma decise di sfruttarlo nella guerra psicologica. In che modo? Costruendone qualche esemplare da contrabbandare negli Stati Uniti come disco volante, per creare confusione e paura fra la gente ma anche fra i leader politici emilitari. L’idea era di saturare le difese aeree americane (radar e caccia intercettori), inducendo gli Usa a sprecarle alla ricerca di nemici inesistenti; così l’America si sarebbe trovata un po’ meno pronta se fosse scoppiata la guerra vera con l’Urss. »

Insomma, era tutto un piano segreto:

« Secondo il libro «Area 51», quello che precipitò vicino alla base di Roswell fu un aereodisco volante di progettoHorten realizzato dai sovietici. Era telecomandato, perché a bordo aveva sì delle persone, però incapaci di pilotarlo: secondo le raccapriccianti informazioni raccolte dalla Jacobsen, sul velivolo c’erano due ragazzini di 13 anni, truccati per somigliare a degli extraterrestri: erano probabilmente deformi dalla nascita, ma in più erano stati sottoposti a orrendi trattamenti medico- chirurgici tipo dottor Mengele, e per l’effetto combinato delle due cose si presentavano macrocefali, con gli occhi enormi, le membra sottili e deformi. Secondo il libro, il trucco era così realistico che gli americani, di fronte al relitto dell’aereo e ai cadaverini raccolti e sezionati, per breve tempo ci cascarono, e temettero davvero di essere minacciati da «alieni». Poi capirono (in fretta) come stavano le cose. Ma anziché strombazzarlo ai quattro venti, conservarono il segreto e provarono, a loro volta, a fabbricare nell’Area 51 dei falsi Ufo e falsi E.T., per fare trucchi vari contro i sovietici o contro altri nemici. Sarebbe questa la vera ragione di 60 anni (e oltre) di «cover up» e disinformazione, a detta della Jacobsen. Ma se invece a fare disinformazione (screditando gli Ufo) fosse lei? »

Fonte: Link

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4 risposte a ““L’Ufo di Roswell? Tutto un complotto”

  1. Alessandro maggio 26, 2011 alle 2:32 pm

    Fatemi capire bene. Pur di non ammettere che a Roswell si sono schiantate una o più astronavi, si va a tirar fuori una teoria del genere? A parte che è pura fantascienza, credo che il CICAP riderà anche di questa “teoria alternativa”, ma va beh…La cosa ironica è che le teorie del complotto sono sempre “fantasiose” agli occhi dei scientisti, ma a quanto pare ora se ne escono fuori proprio con cosa? Una teoria complottistica….Seguendo questa logica allora, immagino c he la tipa in questione crederà anche al complotto JKF e 9/11, o no? Credo proprio di sì, dato che in quelle due situazioni c’erano elementi molto validi a sostenerla, qui invece….c’è il nulla, pura fantasia, puro…niente.

  2. makaveli maggio 26, 2011 alle 4:37 pm

    Le caz*ate che scrivono. E poi sa un cavolo la Stampa. Invece di occuparsi del loro paese in rovina, scrivono put*anate.

  3. Franco Pavone maggio 27, 2011 alle 8:07 am

    Detto con ironia , su Roswell hanno trovato tante di quelle spiegazioni ridicole , che l’unica che ancora manca è quella che ad organizzare tutto è stato Silvio Berlusconi . Il sottoscritto invece senza timore di smentita continua a ” credere ” che a Roswell è arrivato un ordigno non di questo mondo , Philip Corso docet . Il resto lo lascio ai miscredenti . Il tempo mi darà ragione . Franco Pavone , CENTRO UFOLOGICO TARANTO .

  4. Andryx maggio 29, 2011 alle 4:42 pm

    allora tutte le volte che i russi sentono parlare di area 51 se la ridono….

    che si fa pur per vendere qualche libro….poveri noi

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