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Batterio killer, FederBio: «I metodi biologici non c’entrano»

In riferimento alla tragica epidemia da e.coli che sta colpendo principalmente la Germania – sono 35 al momento i morti e ancora non ne siamo fuori – e che vede sospettata la produzione di germogli di soia dell’azienda orticola tedesca Gaertnerhof Bienenbuettel, FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, vuole sottolineare che i fattori di rischio interessati sono con ogni probabilità esterni a quanto prevede il metodo di coltivazione biologica.

Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio sottolinea: «Sulla base delle ultime dichiarazioni delle autorità tedesche dalle quali emerge che i germogli prodotti dell’azienda orticola tedesca – accusati e poi scagionati non più tardi di due giorni fa- parrebbero tra i responsabili dell’epidemia da batterio E.coli vorrei chiarire alcuni aspetti relativi alla produzione biologica. L’azienda tedesca in questione per sua scelta vegetariana non alleva animali e non utilizza prodotti di origine animale ed è presente sul mercato da più di 20 anni con i suoi prodotti biologici, testimoniando con ciò che l’eventuale conferma della contaminazione non può essere imputata alle tecniche di coltivazione biologica ma, più probabilmente, a fattori accidentali e esterni come l’acqua o il personale addetto».

«Più in generale – continua Carnemolla – i criteri impiegati per la coltivazione di prodotti biologici sono estranei a questo genere di problematiche, che possono invece provenire da agenti esterni, che nulla hanno a che vedere con le norme di produzione biologica e la relativa certificazione. Del resto questo spiega come mai l’epidemia è localizzata in un territorio ben definito, pare interessare un prodotto che non viene coltivato nel terreno e non si è mai verificata prima, nemmeno per l’utilizzo di prodotti coltivati o di origine animale. In ogni caso i consumatori italiani possono stare tranquilli perché questo genere di prodotti non vengono importati nel nostro Paese e tutte le analisi effettuate fino ad ora sui prodotti analoghi di produzione italiana hanno dato esisto negativo per quanto ci è dato di sapere».

Fonte: Greenreport.it

Nota CUT: Si brancola ancora nel buio per quanto riguarda l’epidemia di E.coli che sta dilagando nel mondo (16 i paesi con pazienti infetti), e per questo ci chiediamo chi o cosa ha scatenato l’epidemia. E attraverso qualche ricerca arriviamo a questo articolo, che citiamo:

« Come, esattamente, nasce un ceppo batterico che è resistente a più di un dozzina di antibiotici in otto classi di farmaci differenti ed è caratterizzato da due mutazioni genetiche mortali, nonché dalla capacità di produrre enzimi ESBL (Beta-Lattamasi a Spettro Esteso)? In effetti c’è un solo modo in cui questo accade: si deve esporre questo ceppo di E. coli a tutte le otto classi di farmaci antibiotici. Di solito questo non avviene contemporaneamente, naturalmente: prima si espone alla penicillina e si trovano le colonie superstiti che sono resistenti alla penicillina. Poi si prendono le colonie sopravvissute e si espongono alla tetraciclina. Le colonie superstiti sono diventate resistenti sia alla penicillina che alla tetraciclina. Poi si espongono a un sulfamidico e si raccolgono le colonie sopravvissute, e così via. Si tratta di un processo di selezione genetica effettuata in un laboratorio con un risultato desiderato. Si tratta essenzialmente di come alcune armi biologiche sono costruite dall’esercito degli Stati Uniti nella sua struttura di laboratorio a Ft. Detrick, nel Maryland. Anche se il processo reale è più complicato di questo, il risultato è che la creazione di un ceppo di E. coli resistente a otto classi di antibiotici richiede ripetute, prolungate esporsizioni a tali antibiotici. E’ praticamente impossibile immaginare come questo possa accadere del tutto spontaneamente nel mondo naturale. Ad esempio, se questo batterio è nato nel cibo (come ci è stato detto), allora da dove ha acquisito tutta questa resistenza agli antibiotici in considerazione del fatto che gli antibiotici non sono utilizzati nelle verdure? »

Vi rimandiamo alla lettura completa dell’articolo citato per un approfondimento. Sicuramente ci sono delle domande lecite. Lasciamo all’utenza la parola, e vi rimandiamo al lungimirante articolo del nostro Franco Pavone dal titolo « Nuove Forme di Vita Arrivano Dallo Spazio? » riguardante forme di vita .. “particolari”.

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4 risposte a “Batterio killer, FederBio: «I metodi biologici non c’entrano»

  1. Winterer giugno 15, 2011 alle 2:35 pm

    Ne avevo il sospetto, infatti. E’ sicuramente stato creato in laboratorio, come ormai fanno ogni anno..

  2. rick giugno 16, 2011 alle 4:59 pm

    http://sloweb.slowfood.it/sloweb/ita/dettaglio.lasso?cod=C2744B880ee5316B4CIqx302778A
    Imputare al mondo del biologico la responsabilità delle epidemie da E. coli è, nella migliore delle ipotesi, indice di superficialità e ha forti ripercussioni su un settore, quello dell’agricoltura più attenta all’ambiente e alla salute, spesso opera di piccoli e medi imprenditori che mai come oggi sono in difficoltà. Così come sono stati analizzati nel dettaglio i passaggi produttivi del mercato biologico, varrebbe la pena considerare che colonie di E. coli sono comunemente impiegate nei laboratori per clonare frammenti di DNA da inserire all’interno di piante geneticamente modificate.

  3. giac giugno 16, 2011 alle 6:22 pm

    per me è stato creato in laboratorio da qualche multinazionale…

  4. lol giugno 21, 2011 alle 7:11 pm

    per me sono le solite cazzate complottistiche

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