CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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2009: UFO a Palermo e non solo

Con questo resoconto annunciamo un nostro collaboratore dalla zona di Palermo, Salvatore Sgarlata.

” Buon giorno. Desideravo trascrivervi nella presente in merito ad un avvistamento di cui una persona, che conosco di vista, mi ha raccontato. Con l’uomo che mi ha raccontato l’avvenimento, che per comodità indicherò con S.N. che vive nella mia stessa città (Palermo), capita a volte di incontrarci nella sala d’attesa di uno studio professionale e, per la verità, mi aveva già raccontato il fatto precedentemente, nelle ore di attesa nella stanza. Ieri pomeriggio, incontrandolo nuovamente e ricordandomi di voi, gli ho detto che ero rimasto notevolmente sorpreso dalla sua storia e lui me l’ha ripetuta e ve la trascrivo come mi è stata riferita. Vi anticipo che i dettagli sono gli stessi, rispetto alla prima volta che l’ho ascoltata. L’anno dell’avvistamento dovrebbe essere il 2009 (il testimone non ricorda bene, ma sa per certo che il Telegiornale Regionale ne diede notizia). Avvenne di notte. La località é Tommaso Natale, una zona urbana posta nella periferia Nord di Palermo. Era tarda notte. S.N. era nella sua casa, con la famiglia. Entrato in casa, si sposta verso una delle finestre che danno sul balcone e si rende immediatamente conto che sulla terrazza vi sono delle luci molto intense, particolarmente brillanti. S.N. pensa che qualcuno – come egli stesso pensò in quel momento – avesse montato dei riflettori e, tra queste luci, ve ne era una che ricordava moltissimo la luce stroboscopica di una discoteca. Infatti, S.N. pensò subito: “Ma chi è questo imbecille che sta facendo una festa sul terrazzo” ? Il fatto è che S.N. si rende subito conto che non si sente alcun rumore, nessun suono, niente di niente. Percepisce solo un ronzio basso, che gli ricordava vagamente quello che produce un trasformatore di corrente di alta tenzione. Ma non è il solo a vedere la scena: altre persone, fuori sulla strada e nelle abitazioni vicine, vedono qualcosa (di notte, nelle strade palermitane, specialmente quelle in prossimità del mare, c’è sempre movimento di auto o persone. Non siamo lontani, infatti, da Mondello, la celebre località balneare). Chiama immediatamente la moglie a vedere e le chide di prendere immediatamente la macchina fotografica. Ma non fa in tempo a fare nulla. L’oggetto si sposta sul tetto della sua abitazione ed è così grande da coprire il tetto delle villette vicine. Ad una misurazione approssimata l’oggetto, di forma rotonda, sembra avere più di 30 m di diametro. Il buio della notte e i fasci di luce che si propagano da sotto il velivolo non permettono a S.N. di apprezzare perfettamente la forma. Ma è di forma circolare e le dimensioni imponenti fanno paura. Si muove nel più assoluto silenzio. La traiettoria del velivolo lo porta, per qualche istante, a disporsi di profilo ed è a questo punto che S.N. vede una cupola sulla sommità del mezzo. Mi fa notare una campana per la raccolta differenziata del vetro, posata sulla strada, e mi dice: ” La vedi questa campana? C’era una cosa simile sulla parte alta del disco, solo era più schiacciata (più bassa) ed era argentea, come argenteo era tutto il velivolo.” Ad un certo punto, il velivolo si sposta in avanti, accellerando bruscamente. Assume una traiettoria inclinata di circa 45° rispetto all’orizzonte e, letteralmente, svanisce ad una velocità tale che gli sembra di aver avuto un’allucinazione. Una volta scomparso, la gente si riprende dalla sorpresa – o dalla paura – e riversa sulla strada. Sembra che tutti siano d’accordo: hanno visto qualcosa di molto insolito.

Una settimana dopo, da Rossano Calabro, una parente di S.N. gli telefona, allarmata e preoccupata e riferisce che ha visto la stessa cosa, la stessa scena e lo stesso oggetto. ”

Un avvistamento interessante, che va ad aggiungersi alla casistica dell’anno 2009. Se qualcuno dovesse essere in possesso di video dell’evento, o può supportare la testimonianza, non deve far altro che contattarci via mail o tramite commenti. Ringraziamo ancora il nostro nuovo collaboratore.

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2 risposte a “2009: UFO a Palermo e non solo

  1. mario luglio 16, 2011 alle 12:58 am

    io avrei delle foto scattate nel2010 foto di ufo non visibili a occhio nudo ,ma non all’occhio attento della fotocamera ! Desidererei sapere se vi interessano,e a che indirizzo spedirle ! Vorrei anche se possibile voi le controlllaste,perche sono stufo di sentire gente tipo Prof: Chimiento che dicono sono dei falsi quando li ho scattati io e posso garantire che sono originali dellla stessa cosa può garantire un mio conoscente il quale anche lui li ha ripresi . Speditemi il vostro indirizzo al mio indirizzo e.mail. Grazie Mario.

  2. Francesco marzo 5, 2016 alle 6:46 pm

    Archeologia del mistero (2014) Al matematico Odifreddi

    I. Ipotesi sulla non creazione di Eva

    L’Uomo Erectus, nato in Africa un milione di anni fa, fu il vero padre ancestrale dell’Uomo Sapiens. L’Uomo Erectus possedeva una costola mobile, cioè delle reni, in più del Sapiens. Egli usò il fuoco. Anche l’uro, “bos primigenius” dipinto anche a Lascaux, possedeva una costola in più del dio toro, un dio non ancora antropomorfizzato a livello psichico. Il Sapiens, ossia Uomo di Cro-magnon, vero portento nella caccia, però, visse per un po’ a contatto con quello di Neanderthal, un antropofago per lo più europeo, dal carattere sessuale più libero, dicono i paleontologi, e che tingeva di ocra rossa i morti e decorava le salme con fiori in caverne dei Monti Zagros, tra Iraq ed Elam. Io suppongo che Lilith, come demone biblico, in vero fosse un Neanderthalensis e che mal si accoppiava col Sapiens. Quando, poi, in rito sciamanico, e dopo una sonnolenta glaciazione, nella primitiva tribù umana si volle paragonare a forza vitale una rara bellezza di Sapiens Sapiens, cioè Eva, prodotto di una mutazione, si disse che essa nacque da costola di un Uro/Adamo. Ciò parrebbe molto strano, ma io inviterei ad osservare le corna di bovide che sormontano l’uomo raffigurato seduto di fronte a una donna nel cosiddetto Sigillo della Tentazione, ritrovato in Iraq, dove compare sia un albero dai bei frutti che il serpente: fin dagli inizi della storia vi è una simbiosi tra l’uomo e un simbolo di potenza animale. Eva, come nome ebraico, è l’onomatopea del vagito, per questo è detta la Vita. Una domanda: se nella Sacra Bibbia di Eva ce n’era una sola, come mai quell’omicida patentato di nome Caino vi trovò moglie, nell’iranico Paese di Nod? Il nome Caino indica un fabbro e i primi siti dov’era praticata la metallurgia nella storia sono attestati in Iran, proprio dove egli fuggì.

    II. Sul mitico serpente

    Il serpente, collegato a misterico matrismo (non proprio un matriarcato), alla trasmigrazione delle anime, e studiato anche dalla Gimbutas, comparve in certe statuette in terracotta a somiglianza umana, di esseri nudi, a El Obeid, nel quattromilaseicentocinquanta a. C. (confronta data con l’inizio del calendario ebraico!). Il serpente prese ad essere adorato anche in Egitto tra i primi coltivatori di frumento, ed essi ebbero contatti coi primi mesopotamici, osservati certi manici ben lavorati di coltello in pietra. Il periodo di El Obeid accadde prima dei Sumeri, i quali non erano originari della Mesopotamia: insediativisi, canalizzarono la regione e vi fortificarono città-stato. El Obeid è una località presso l’antica Eridu; allora, sorgeva presso il mare, il Nar Marattu, ovvero Il Mare Orientale degli Accàdi. Anche in Oriente vi è un fiume che ci ricorda la lingua mesopotamica di Sargon di Akkad: l’indiano Narmada. Da non soltanto vasi del Belucistan, raffiguranti estinti bovidi, ma anche da tavolette in cuneiforme di antiche città della Babilonia noi sappiamo degli scambi marittimi con quel subcontinente asiatico. Esistevano, infatti, delle bulle in terracotta che contenevano allora gettoni e sigilli di vario genere per gli scambi commerciali e su questi spicca una specie di zebù. Ancora i segni dei sigilli della valle dell’Indo non sono stati decifrati, benché a mio avviso la parola dio sia una ruota e non dissimile dal raggiante “dinghir” sumerico-babilonese. Una domanda: se le statuette ofidie di El Obeid si ricollegano idealmente alla cosiddetta Tentazione, da chi furono scacciati quegli adamiti, dagli angeli o dai Gutei calati dai Monti Zagros? Forse dai topi, come accadde, poi, a suo tempo a esercito assiro? In questo caso, però, benché la Bibbia dica che l’assiro si ritirò dal campo di battaglia a causa di un angelo, non così è scritto in certi documenti in cuneiforme. Il non lontano giardino di Gu.edin.nah, sito tra le città di Umma e Lagash, un tempo era paradisiaco e fu persino proiettato in cielo come costellazione rintracciabile in Pegaso.

    III. Sulla Sfinge di Giza e una dissertazione sull’Esodo

    C’è un particolare nella Tavolozza di Narmer (protodinastia egizia, 3200 a.C., Museo delle antichità de Il Cairo) sfuggito all’esame degli esperti. Su una sua faccia, e lì dove Narmer indossa la corona bianca, ben si nota il falco solare sul corpo, come insabbiato, di un’asiatica sfinge coronata da steli di papiro. Stesso copricapo egizio, persino la barbetta poi perduta dalla Sfinge di Giza. Secondo me, essa era la base scultorea per la Sfinge di Giza e la sua testa venne riscolpita all’epoca di re Chefren, mentre gli arti di leone le furono aggiunti scavando alla sua base, ma la sua fattura è chiaramente più antica e appartenente al Popolo del papiro, quello che la Bibbia chiama Misraim. Ma Misraim non è Misri, l’Egitto predinastico non è il dinastico! Se, peraltro, osserviamo la storia dell’Egitto per come ci viene descritta da reali documenti, possiamo individuare persino il vero faraone dell’Esodo biblico in Amenofi II, figlio del valoroso Thut-mosi III, quello di 17 campagne belliche contro il Popolo di Mitanni per la conquista di Meghiddo, in Palestina. Secondo l’archeologo Gardiner, durante la seconda spedizione il suo dio Amon circondò i nemici con larghi fossati di fiamme e fumo: che ciò siano le famose colonne di fuoco con cui si annunciava il dio israelitico non mi par dubbio, ma da parte di astrofisici e alcuni archeologi molto noti, come il Di Cesare, ciò è riconducibile a un impatto meteoritico che causò la caduta di antiche civiltà, come in Mesopotamia così altrove. Di sicuro un meteorite si trova nella Ka’ba della Mecca. Certo, questioni astrofisiche, come eclissi di luna, registrate dagli antichi spostano datazioni di certi eventi. Stando così le cose, primo: Abramo, come patriarca, aveva avuto una schiava egizia di epoca hyksos, dunque fu vissuto all’epoca di Hammurabi di Babele (non di Babilonia, che è una regione!) e di Ariok di Ellasar, ovvero Rim-Sin, re di Larsa, e di Kedorlaomer, alias Kudur-Lagamar di Elam (chi cerca trova un bel libro di Arborio Mella); secondo: Gerico fu, invece, presa e incendiata solo ai tempi di Ekh-en-Aton, e lo fu a causa dei Habiru (come già sosteneva Sigmund Freud in uno dei suoi saggi psicoanalitici su Mosè, e anche un dimenticato Sir Marston), quindi ai tempi di rilassatezza politica, non essendoci ignoto che molto più tardi Ramesse II si recò in Galilea, nel 1272 a. C., mentre più a Nord proprio la città di Gerico era vuota e deserta da molto, molto tempo. E c’è da chiedersi come mai la Bibbia (pare che re Giosìa, poi ucciso in battaglia da faraone, ne abbia trovato una versione nelle profondità segrete del Tempio di Salomone. Chissà se la adottò come testo ufficiale!) ci descriva cose in altra maniera. Cosa si vuole forse nascondere, che Ramesse II, anni dopo la battaglia di Qadesh, fece un’alleanza di mutua assistenza con gli Ittiti anatolici e che essi si divisero tutti i terrritori e i gruppi umani nelle terre di mezzo? Di certo Mer-en-Ptah, successore al trono di Ramesse II, disperse tribù ribelli nel deserto, e tra di esse vi cita una tribù di nome Israele, non già quel futuro regno. La notizia di ciò fu scolpita sulla stele nera guarda caso già appartenuta a Amenofi II (Amen-hotep). In conclusione, accennando a notizie dell’egittologo Donadoni in cui Israele persino partecipò a campagne belliche in Egitto ai tempi dei Persiani e a quelli di Bagoa, allora governatore di Giudea, in cui in Alto Egitto, a Elefantina, venne costruito tempio dedicato a Geova, se si vuole proprio credere veritiera la parola del biblista, la Legge dei padri fu, però, compilata quando i due scettri non avevano più influenza sulle province costiere: solo dopo Ramesse III, che sconfisse nel delta del Nilo i cosiddetti Popoli del Mare, solo allora si potè dichiarare che la regina Nefert-ari, moglie di Ra-messes, si fu infatuata di un certo Mosè, senza incappare nella vendetta dei faraoni contro la calunnia (ma forse di Mosè ne esistettero più di uno e, come scrisse il giornalista americano Lehrner, uno era solo egiziano: egli attraversò le paludi del Mar Rosso e fabbricò serpenti in rame nell’oasi sinaitica di Qetta con fonderie, appunto, egiziane). Una certa bestia ha diecimila occhi e orecchi dappertutto e riferisce tutto al visir.

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