CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Il Gabinetto RS/33 – Primato Italiano

Articolo di Vincenzo Puletto – Presidente CUT

Da troppi anni ormai l’Istituzione del Gabinetto RS/33 affidato a Guglielmo Marconi, delegato scientifico Italiano in America, dal DUCE “Benito Mussolini” e quindi parliamo della caduta o di un atterraggio di un “UFO” in Italia, esattamente nella zona di “VERGIATE” in provincia di VARESE, nelle vicinanze dell’Impresa “CAPRONI-CAMPINI-VIZZOLA”, fabbrica di aerei del regime fascista. Da subito, per ordine del Duce, l’ UFO fu recuperato e seguirono le minacce a tutto il popolo Italiano , invitato a non menzionare l’accaduto, altrimenti il rischio era quello di finire immediatamente arrestati e internati nelle carceri fasciste, per una sorta di Segreto di Stato. Tutto ciò per preservare , molto probabilmente una nuova scentificità a carattere di retroingegneria “Aliena” per arricchire la potenzialità bellica del momento. Naturalmente vi era la consapevolezza dei politici del Regime e della Scienza. Possiamo affermare comunque che l’Ufologia non può essere datata dal 1947 dall’America, ma dal 1933 e quindi il Primato spetta all’ ITALIA. La domanda è ancora oggi di attualità: “Cosa sapeva Mussolini di tutto questo?” Mussolini era tanto convinto che al raduno della federazione dei fasci al teatro Adriano a ROMA avvenuta il 23 febbraio 1941, asserì con tanta convinzione che un possibile attacco Americano, sarebbe stato debellato dagli Alieni ecc.ecc. L’Italia quindi occultò l’avvenimento, e bisogna attendere il 1947 per conoscere una identicità sugli UFO, anche perché gli Americani vogliosi di grandezza, nel mentre obiettarono contro l’ufologia, costituirono una grande area definita “AREA 51” che ad onor del vero, non si tratta dell’anno 1951, bensì della definizione del nuovo stato, propriamente il cinquantunesimo, perché fino ad allora gli stati erano 50. Mi prendo una licenza se penso che quel numero 51 non deriva per caso, ma si vuole identificare un’area protetta per gli “ALIENI”. Ora assumendo una posizione con i piedi per terra, è necessario prendere atto che si voglia pensare, diventa impossibile che tali affermazioni, se non vere, potevano essere una mina per la dirittura di un uomo forte come Mussolini, non era così sciocco rischiare lo scherno generale. Possiamo ribadire ancora una volta che l’Italia rappresenta un “PRIMATO” pur nascondendo le sue reali conoscenze. Ora mi permetterete , per mia convinzione il ruolo di ufologo di R. Pinotti ne di Alfredo Lissoni per aver portato in evidenza nel Testo “LUCI NEL CIELO” tanti documenti pervenuti da un certo “Mister X” (probabilmente un erede di quel regime), che conserva e che ha deciso di renderlo pubblico, proprio per dare una conoscenza dei fatti e farlo sapere ad una generazione di oggi. Grazie Pinotti, Grazie Lissoni. Non trasmettiamo le copie dei documenti presenti nel testo, rispettando gli autori e l’Editoria. Non possiamo essere cattivi con loro per aver atteso tanto, ma dobbiamo convenire che meglio tardi che mai, ma e esprimiamo senza offesa per due motivi principali:

1)- Il dottor R. Pinotti nella sua qualità di Ufologo, riteniamo essere il numero -1- per la qualità e l’impegno espresso fino ad oggi nella ricerca ufologica. Certo come tutti hanno dei difetti caratteriali che lo pongono sul terreno della critica, ma è sufficiente non guardare gli altri dall’alto verso il basso e cancellando sistematicamente coloro che a volte non condividono le sue scelte. Recentemente ha adottato persone che fino a ieri lo osteggiavano e da me nella qualità di fondatore del CUT, vietato alla pubblicazione di certi dati e assistiamo alla adozione fatte di promesse e quant’altro, probabilmente consapevoli che il CUT avrebbe chiuso, ma così non è, mi auguro soltanto che operi per l’ufologia e non già per interessi personali – “a buon intenditore, poche parole”.

-2)- Un elogio particolare al Prof. Alfredo Lissoni per aver riservato a noi del CUT grande considerazione. Certamente l’amico Lissoni giudica senza usare mezzucci

Rientro ora nel vero scopo di questa relazione: Fin dal 1996, avevo voglia di capire gli eventi e dare il giusto apporto alle casualità. Intanto in ordine all’Istituzione del gabinetto -RS/33-, molti ricercatori si dedicavano all’indirizzo della Aeronautica Militare, senza trovare alcuna soluzione. Durante il regime fu dato incarico per tutte le operazioni militari a “Super Marina” che aveva il pieno controllo di tutte le operazioni, finanche gli ordini direttivi. Questo perché la mia famiglia era impegnata per lavoro in diverse branche militari, sicchè tutti gli ordini provenivano da questo istituto e persino l’Aeronautica era associata all’Esercito. Questo è il motivo che mi portò ad esaminare i dati della ricerca verso la Marina Militare. Intervenni su amici e familiari ancora oggi impegnati, per venire a conoscenza se mai esistesse un dossier del Gabinetto RS/33. L’indagine si concluse, allorquando fu individuata una stanza presso la biblioteca centrale della Marina, però non fu possibile accedere perché vietata senza specifica autorizzazione del Comando. Venni a conoscenza che la Marina Militare, stampava una “Rivista” riservata a sottufficiali ed Ufficiali, in riservata maniera, e solo tramite abbonamento, definita “Notiziario della Marina”. Interessai gli amici e fu così che nel gennaio del 2003 mi portarono la rivista che era stata stampata ad ottobre del 2002. In questo fascicolo vi era contenuto la branca “Enigma dei Mari” – U.S.O. con sottotitolo : La prima nazione ad interessarsi degli oggetti volanti sconosciuti, fu l’Italia che già nel 1933 istituì il Gabinetto RS/33 segreto il cui presidente era Guglielmo Marconi. L’articolo è stato scritto con tante foto, compresa quella di Marconi dal Capitano di fregata : Ruggiero Florio Ghiselli. Nel documento (a questo link, dal nostro archivio: link) vi è la biografia dell’Ufficiale, molto conosciuto nell’ambiente per essere stato al comando di tante navi e di tanti impegni militari assunti con le Marine internazionali.

B I N G O !

Intanto dopo 6 mesi, mi comunicarono che la stanza segreta era stata svuotata da una montagna di documenti depositati temporaneamente nel corridoio della biblioteca della Marina, con guardia armata e, dopo qualche giorno spariti e non sappiamo dove sono finiti le migliaia di documenti che riguardavano l’RS/33, ma noi non demordiamo siamo certi che prima o poi sapremo la loro destinazione.

Accelerai così le mie ricerche sul territorio, investendo alcuni parenti residenti in Gallarate (VA) per una ricerca presso l’AGUSTA. Questa Impresa, ancora oggi in pieno esercizio, proprio perché costruisce <elicotteri e tanti altri mezzi, soprattutto per l’America, basti pensare che l’elicottero personale del Presidente Americo è stato prodotto dalla Agusta. Insieme a mia figlia Daniela che vive proprio in quel territorio, andammo a vedere questa fabbrica, ma anche questa è coperta da segreto, però ci indicarono un territorio, proprio adiacente l’ Agusta, e dalla strada superata la barriera degli alberi lì posti, si vedeva in lontananza alcuni capannoni, fu questa la ragione di un nuovo impegno per scoprire se la Caproni – Vizzola era ancora visitabile. Intanto mia figlia accettò l’incarico, mi attrezzai per convincere i parenti Lombardi di origine ed il risultato ci fu. Venni a conoscenza che sul Ticino, esisteva ancora una struttura del regime. Decidiamo ,un po per curiosità e un po per permettere una mia indagine, ci recammo sul posto, ma trovammo solo una boscaglia attraversata da una stradina in terra battuta, decidiamo di raggiungere il luogo indicato a piedi e ci troviamo difronte 2 colonne in pietra, sormontati da due Aquile in bronzo e fra gli artigli i fasci. L’accesso era libero e non controllato, quindi entriamo e subito sulla destra un edificio a due piani lungo un centinaio di metri con la scritta “caserme” di fronte in lontananza un’ altro edificio con la scritta “Uffici, Amministrazione,Archivio” verso la sinistra si scendeva giù e c’erano gli scivoli, probabilmente lo scalo per gli idrovolanti. Torniamo indietro ed osserviamo che il territorio era coperto di lastre di ferro bucherellati, sicuramente una pista di decollo. Intanto ci vengono incontro bambini in bici ed i genitori. Ci presentiamo e ci spiegano che quel territorio era disponibile a parco, ma data l’insistenza, ci indicano un luogo a qualche chilometro, dove esiste un borgo di poche case, con relativo Bar,Trattoria. Parliamo, naturalmente non io ma gli accompagnatori Lombardi, circa il perché di quella nostra gita. L’oste ci indica una persona molto anziano c’era seduto al tavolino fuori del bar e sostenendo che quel vecchietto era stato operaio alla Caproni. La fortuna ci accompagnava ed in breve, facemmo amicizia fra un bicchiere e l’altro e ci raccontò una parte della sua vita(tale A.M.) La persona che aveva superato abbondantemente gli anni 80, ci spiego con grande entusiasmo il ruolo che aveva alla Caproni. Era da giovanissimo Operaio addetto all’incollaggio, gli chiedemmo il significato di quel lavoro e Lui orgogliosamente ci spiegò che il Duce, faceva smontare le paratie degli aerei, per renderli più leggeri e più veloci, sostituendo le lamiere con teli robusti. La domanda fu d’obbligo, gli chiedemmo che cosa poteva dirci circa l’Ufo di Vergiate. Senza scomporsi, ci raccontò che a natale del 35, fummo messi a casa per premio e ritornammo a lavoro a metà gennaio, però trovammo nella piazza d’armi un capannone, con divieto di avvicinarsi o spiare. Però sa com’è i muri parlano e senza volerlo, sapevamo che Mussolini stava costruendo un nuovo aereo capace di volare ad una velocità mai raggiunta da altri. Ci congedammo. Qualche giorno dopo un parente ci comunicò che un prototipo dell’Aereo di Mussolini era presente nel Museo delle Scienze a Milano, posto fra gli strumenti di Leonardo da Vinci. Però anche mia figlia mi comunicò le risultanze della Caproni. Poiché il territorio della Caproni era di proprietà del demanio, non poteva essere venduto ad altra impresa, ma su di esso era nato il MUSEO DELLA CAPRONI. Naturalmente per accedere occorreva un permesso invito che non fu difficile ottenere, quindi mia figlia si recò in quel luogo, accompagnata, e scoprì che in effetti vi era questo Museo Storico, composto da tanti capannoni. Durante la visita Daniela chiese, alla bibliotecaria , se c’era qualcosa che riguardava il caso dell’RS/33, naturalmente in maniera confidenziale, così come solo le donne sanno fare, e a quel punto intervenne il Direttore, il quale con molto garbo affermò che in quel luogo non c’era niente che riguardava questo fantomatico RS/33, ma a quel punto, fatale fu l’intervento della bibliotecaria, la quale intervenendo sul Direttore sostenne che proprio Lui aveva dato ordine di conservare in archivio quei dati e che era nel Museo soltanto un prototipo dell’Aereo costruito da Mussolini. La lite continuò in altre stanze e nel contesto di ciò, permise a mia figlia di scattare le foto che voleva. La visita si concluse portando a casa ben 134 foto. La documentazione è presente a questo link. In conclusione devo dire che il Cover-up esiste sempre anche difronte a documentazioni probanti. Si conosce perfettamente la richiesta di Adolf Hitler che con fare sornione, abusando dell’amicizia che lo legava a Mussolini, gli chiese copia dei documenti della ricerca del Duce, ma senza preavviso, costruì l’Aereo a Reazione, un prototipo di disco volante che non si sollevò da terra di mezzo metro, mentre realizzò, probabilmente dalla retro ingegneria le famose V7 che sconvolsero l’Inghilterra.

Ora riteniamo giusto richiedere Ufficialmente l’apertura dei FILES Fascisti che riguardano il Gabinetto RS/33, in considerazione che sono trascorsi ben 80 anni e che la storia bellica di Mussolini è stata superata abbondantemente e quindi il Segreto di Stato in ordine alla tutela dei confini e dell’Italia globalmente non ha più motivo di secretare la verità. BENE, tanto volevo portare a conoscenza dei nostri affezionati lettori ai quali auguro una buona lettura, e prometto che non appena sono nelle condizioni di comunicare altro, vi informerò da subito. Saranno ben accetti altri dati che sicuramente perverranno.

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4 risposte a “Il Gabinetto RS/33 – Primato Italiano

  1. Corrado dicembre 5, 2011 alle 10:58 am

    Sono un appassionato di tutte le scienze, archeologia e esobiologia in particola modo e ritengo, come molti altri, che la vita non sia esclusività di questo Pianeta che tra l’altro stiamo trattando molto ma molto male. Sono convinto che possano esservi tracce che necessiterebbero ulteriori approfondimenti in diversi siti archeologici, di un passaggio di esseri di provenienza extrasolare, ma e qui devo anteporre un “ma”, in tutto ciò che ho letto e osservato non riesco ad evincere niente di concreto, mi riferisco in particolar modo a quelle curiose interviste di presunti collaboratori di aree 51 o simili o che sì, parlano di astronavi aliene e alieni segregati ma ci mostrassero uno straccio di prova credibile! Molto del materiale attualmente in circolazione è sicuramente costruito ad uso e consumo per la vendita e ritengo che spesso si spacci per buono ciò che non lo è…per tacere dei benfit di chi rilascia interviste o pubblica….Se prestate la dovuta attenzione, specie alle foto scattate fin dagli anni ’50 di presunti U.F.O. vi accorgerete di come è cambiato il design delle varie astronavi…di pari passo con la nostra tecnologia. Un U.F.O. degli anni ’50, somigliava sì ad un disco volante ma più ad un lampadario rovesciato, specie quelli del notorio “Adamsky”…oggi, molti avvistamenti sono tutto uno sfavillio di luci, contro il quasi “bianco e nero” di quegli anni. Teniamo anche conto del fatto che se osserviamo pure lo sviluppo della nostra tecnologia non troviamo (o almeno non lo trova il sottoscritto) un tale boom tecnologico come lascerebbero supporre i presunti studi delle arre 51 o similari. Quanto a Mussolini….la storia ci ricorda che in mezzo a tanto delirio (invadere l’Unione Sovietica e dichiarare guerra agli U.S.A.) trova posto anche un U.F.O. CRASH italiano ma i risultati ( per tacere della nostra tecnologia di allora, visto che le castagne dal fuoco ce le cavavano sempre i tedeschi, al cui confronto i nostri militari parevano cavernicoli armati di clave) da noi ottenuti durante la seconda guerra mondiale la dicono lunga su un possibile salto tecnologico. Non sono uno scettico, ripeto e anche io avrei da raccontare la mia parte di modeste esperienze che però preferisco trattare con le molle, in attesa di capire se non tutto, almeno qualcosa. Recentemente, alcuni medici hanno provato a spiegare il fenomeno chiamato “abduction” e alcune esperienze extracorporee, equiparandoli ad un disturbo del sonno…anni di speculazioni mie e sicuramente di tanti altri rese di colpo inutili…o no? Il futuro ci darà le giuste risposte o almeno speriamo. Un saluto a tutti gli appassionati.

  2. lol dicembre 5, 2011 alle 3:25 pm

    Il gabinetto RS/33 e la storia del relativo UFO fanno parte di un famoso scherzo giocato ad noto centro ufologico. è incredibile come questa storia circoli ancora sebbene sia totalmente inverosimile e priva di fondamento, basti pensare che gli storici hanno spulciato il fascismo minuzionamente e mai alcun storico ha trovato traccie che confermano le incredibili affermazioni di questa favola

  3. Antonello Vozza dicembre 8, 2011 alle 5:26 pm

    Esistono perizie grafiche che documentano il valore e l’autenticità dei documenti relativi all’ RS/33, test effettuati grazie al nostro amico Alfredo Lissoni.

    Saluti.

    Antonello Vozza,
    Componente CUT.

  4. lul dicembre 27, 2011 alle 11:48 pm

    Secondo me “lol” è uno del cicap sempre pronti a negare anche l’evidenza.

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