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Crop Circles a Mentana (RM) – di Maurizio Baiata

centroufologicotaranto@gmail.com – Il CUT su Facebook

Che in linea d’aria dovesse distare così poco, ha rappresentato un invito ineludibile. Ad andare a constatare con i miei occhi la presenza di un Crop Circle. Ad entrarci dentro e restare lì per una mezz’ora a contemplarlo, osservarlo per quel che ho potuto al livello del terreno e non dall’alto come si converrebbe per valutarne correttamente le dimensioni, lo sviluppo geometrico, la sua collocazione nell’ambiente circostante. Il sopralluogo è stato comunque fruttuoso sul piano dell’esperienza.Dal centro del “cerchio” più grande ho lasciato andare lo sguardo tutto intorno, in una splendida prima mattina di Maggio, con l’aria tersa e la mente sgombra d’ogni pensiero, solo la voglia di capire. A questo richiamo ho risposto due giorni fa, giovedì 17 Maggio e quindi ci sono stato, nel primo Crop Circle della mia vita, apparso a Mentana, nella zona dove da tempo risiedo.

La notizia aveva fatto il giro dei siti internet e le televisioni locali del Lazio l’avevano data una paio di giorni prima, ma i crop circles in questo Nord-Est di Roma, fra Mentana e Castelchiodato, a 21 chilometri e mezzo sulla via Nomentana, ho l’impressione non abbiano suscitato grande interesse. Dopo un fuoco di paglia di un paio di giorni, di gente curiosa, o di appassionati e ufologi durante il mio sopralluogo non ho visto neppure l’ombra. Dalla mia abitazione ho raggiunto il luogo in tre minuti di macchina. È un tratto di strada che percorro spesso. Mi sono fermato al solito distributore di benzina e ho chiesto notizie. “Ma certo, passi il ponte e te lo trovi sulla destra”. Ho rimesso in moto e percorsi circa duecento metri ecco la stradina in terra battuta e il cartello che indica la macchia di Gattaceca, poi la casetta in legno e, dietro, in leggero pendio, il terreno coltivato a frumento sul quale guardando verso la linea del bosco si notano subito le file di spighe smosse, in modo apparentemente disordinato.

A quella distanza, che nel campo lì sia successo qualcosa, comunque lo si nota agevolmente. Fermo la macchina. La via Reatina resta deserta. Scendo e supero il filo della bassa recinzione che separa la casetta dalla stradina. Cerco il modo di arrivare alla traccia. Non è difficile.

Un po’ di storia e appunti faunistici

A Mentana, l’antica Nomentum in cui sembra si insediarono gli Albani, nel 1867 fu combattuta la famosa battaglia che vide opposti i garibaldini e le truppe francesi schierate con il papato di allora. I francesi, armati dei fucili Chassepot a sei colpi ebbero la meglio dopo una dura giornata di scontri e i garibaldini si ritirarono. I dintorni sono immersi nel verde e la cittadina confina con la più popolosa e “trendy” Monterotondo dalla quale la separa oggi un centro commerciale. Nella zona dove è apparsa la traccia vado a fare jogging da diversi anni. Si percorre la Via Reatina, si oltrepassa un cavalcavia che forse un giorno immetterà sull’autostrada e sulla destra una piccola casa in legno segna l’inizio della macchia di Gattaceca, una riserva naturale a frammenti forestali dove, nel suo perimetro costeggiante per un breve tratto con la via Reatina, a quel che so, neppure i joggers più incalliti si avventurano, nonostante il fascino della fitta vegetazione. Vi scorrazzano piccoli branchi di cinghiali. Sul piano faunistico, l’area rappresenta un paradiso per le volpi, i tassi e piccoli mammiferi carnivori. Un eventuale sconfinamento di tutti questie specie animali comunque non spiegherebbe la presenza di questa traccia nel campo. Egualmente sembra da escludersi l’azione di mandrie di bufali (inesistenti nella zona), o il frutto del pascolo di bovini o di ovini. Mi sono informato e ho visto con i miei occhi la traccia e nulla fra le spighe alte circa una settantina di centimetri riporta al passaggio e allo stazionamento di greggi.

Al centro della traccia

Nel fitto verde del campo ai due lati dietro la casetta si aprono due viottoli fra le spighe. Scelgo quello che si dirigersi verso l’alto. Chi li ha fatti? È un camminamento abbastanza netto e pulito. Possibile che chi ha scoperto la traccia da lontano si sia avviato in questa direzione e il suo incedere e il calpestio successivo di altre persone lo abbiano prodotto? Oppure, al contrario, i due viottoli siano stati causati da buontemponi che abbiano scelto proprio questo campo nei dintorni di Mentana per creare un crop circle a dire il vero abbastanza dilettantesco? Domande per le quali non ho risposta.

Dopo una ventina di metri percorsi fra le spighe si arriva alla prima traccia, apparentemente circolare, che presenta un diametro di una ventina di metri. Sui bordi le spighe sembrano piegate verso l’interno confusamente, non seguendo una linea geometrica definita o definibile. Le spighe adagiate sul terreno formano un manto soffice e si incrociano disordinatamente fra loro. Da questa impronta si dipartono due “bracci” che portano ad altri due avvallamenti di spighe, sulla destra e sulla sinistra in alto rispetto a questo più grande, nel quale mi soffermo per alcuni minuti. Tranne la piccola macchina fotografica non ho altri strumenti atti a rilievi tecnici. Il telefono cellulare funziona. Mi avvio verso la seconda traccia, sulla destra rispetto alla prima.

Stessa situazione, spighe piegate alla rinfusa. Ne raccolgo e osservo alcune. Presentano i classici rigonfiamenti nel punto di curvatura. Invece, raccogliendone alcune di quelle rimaste diritte sui bordi esterni, provando a piegarle in corrispondenza del nodo, si spezzano facilmente in prossimità del nodo stesso. Strano. Nei giorni precedenti l’apparizione di questa traccia, notata per la prima volta al mattino del martedì 15, quindi creatasi presumibilmente nella notte fra il 14 e il 15 Maggio, le precipitazioni erano state pressoché nulle. Questo non porterebbe a un’origine da effetto naturale o agenti atmosferici, a meno di non volere considerare vortici di vento che si fossero concentrati in quei punti del campo in maniera tanto particolare.

Ma anche questa per il momento resta una congettura. Mi pongo però nuovamente nell’ottica di chi avesse voluto realizzare questo pittogramma. A qual fine? Una burla? In mancanza di immagini riprese dall’alto che possano far capire la geometria di questa traccia, il mio sopralluogo non mi ha consentito di giungere ad alcuna conclusione. Sta di fatto però che a Castelchiodato, sulla strada Palombarese e a poca distanza – una decina di chilometri circa – da quest’area rurale di Mentana, negli stessi giorni, forse nelle stesse ore, si è manifestato un altro crop circle, un pittogramma più complesso e di “migliore fattura”. Vi lascio alle immagini del crop circle di Mentana, oggetto del mio sopralluogo.

Fonte: MaurizioBaiata.net – di Maurizio Baiata

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Una risposta a “Crop Circles a Mentana (RM) – di Maurizio Baiata

  1. Duncan maggio 25, 2012 alle 7:20 am

    Vai a dare uno sguardo anche sulle collinette di fronte all’incrocio Fornaci-Vallericca.

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