CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Archivi Mensili: luglio 2012

La medusa dal cuore di topo

Per fare una medusa ci vuole un ratto. Per la verità, nel meraviglioso mondo della biologia sintetica bastano solo alcune cellule cardiache del roditore, montate su un’impalcatura di silicone. Tutto qui: con questi pochi materiali di base un gruppo di ricerca congiunto tra il Caltech Biological Propulsion Lab e il Disease Biophysics Group di Harvard è riuscito a ricostruire in laboratorio una medusa artificiale che assomiglia moltissimo a una medusa vera.

L’idea è venuta qualche anno fa al bioingegnere Kit Parker, in visita al New England Aquarium di Boston. Di fronte alla vasca delle meduse Parker, che si occupa da tempo di ingegneria del tessuto cardiaco, ha pensato che questi animali potevano essere un ottimo modello semplificato di cuore,in fin dei conti, sia la medusa sia il cuore non sono altro che pompe. Così, ha chiesto una mano a John Dabiri, ingegnere aeronautico “prestato” allo studio della propulsione biologica. Per anni, i due (insieme a un bel gruppo di studenti, dottorandi e postdoc, ovvio) hanno cercato di capire esattamente come nuota una medusa e in particolare lo stadio giovanile di Aurelia aurita, la medusa quadrifoglio: come sono organizzati i muscoli (un singolo strato di fibre allineate intorno a un anello centrale), come si propaga l’onda di contrazione, come la dinamica dei fluidi influenza i movimenti. Una volta capiti i fondamentali, si sono messi al lavoro per creare una loro medusa o, meglio, un medusoide.

Come raccontato su Nature Biotechnology, il “corpo” di questo organismo artificiale è fatto di polidimetilsilossano, un polimero di silicone molto usato in applicazioni di bioingegneria e dall’aspetto “gelatinoso” davvero simile a quello di una medusa. Sul foglio di silicone, sagomato a forma di fiore con 8 petali, i ricercatori hanno stampato un reticolo di proteine che ha funzionato da guida per la crescita e l’organizzazione di cardiomiociti di ratto. Una volta staccata dal suo supporto e immersa in un acquario in cui era applicato un lieve campo elettrico, la “creatura” ha cominciato a contrarsi.

A parte la meraviglia per un foglietto di silicone che si contrae e si distende ritmicamente, a che cosa serve tutto ciò? Intanto a mostrare una via precisa alla bioingegneria e alla biomimetica, che secondo Dabiri e Parker dovrebbero concentrarsi meno sulle forme della natura e più sulle sue funzioni, da riprodurre con i materiali più disparati e, soprattutto, come primo passo verso la costruzione di un modello artificiale di cuore, da utilizzare per testare nuovi farmaci o per sviluppare, un giorno, pacemaker fatti esclusivamente di elementi biologici.

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Neve su Marte grande come globuli rossi

I fiocchi di neve su Marte hanno le dimensioni dei globuli rossi. E’ quanto ha calcolato un gruppo di ricerca americano del Massachusetts Institute of Technology (Mit) analizzando i dati raccolti da due sonde della Nasa, il Mars Global Surveyor (MGS) e il Mars Reconnaissance Orbiter (Mro). Il risultato è descritto sul Journal of Geophysical Research. Nel cuore dell’inverno marziano un manto di nuvole ricche di neve copre i poli del pianeta rosso ma, a differenza dei fiocchi di neve terrestri a base di acqua, le particelle di neve su Marte sono cristalli congelati di anidride carbonica. La maggior parte dell’atmosfera marziana, spiegano gli esperti, è composta da anidride carbonica, e durante l’inverno ai poli fa così freddo che l’anidride carbonica presente nell’atmosfera si condensa, formando minuscole particelle di neve.

Per avere un quadro preciso della condensazione dell’anidride carbonica su Marte, i ricercatori hanno analizzato una quantità immensa di dati, inclusi i profili di temperatura e pressione raccolti dalla sonda Mro ogni 30 secondi nel corso di cinque anni marziani (che corrispondono a più di nove anni sulla Terra). Esaminando i dati il gruppo ha calcolato che nel Sud i fiocchi di neve sono leggermente più piccole rispetto a quelli che si formano nel Nord, ma entrambe hanno le dimensioni simili a quelle di un globulo rosso. “Si tratta di particelle molto fini. Se cadessero depositandosi sulla superficie di Marte, è probabilmente che le vedremmo come una nebbia che cala”, ha osservato uno degli autori, Kerri Cahoy.

Conoscere la dimensione dei fiocchi di neve nelle nubi di anidride carbonica su Marte, secondo uno degli autori, Renyu Hu, potrebbe aiutare a comprendere proprietà e comportamento delle polveri nell’atmosfera del pianeta. Perchè la neve si formi, l’anidride carbonica deve condensarsi intorno a qualcosa, per esempio a una piccola particella di polvere o silicati. Ma si chiede il ricercatore “che tipo di polvere è richiesta perchè la CO2 si condensi?, c’è bisogno di minuscole particelle di polvere? O di un rivestimento d’acqua intorno alle polveri per facilitare la formazione di nubi?”. Proprio come la neve sulla Terra influenza il modo in cui è distribuito il calore attorno al pianeta, Hu sottolinea che le particelle di neve su Marte possono avere un effetto simile, riflettendo la luce solare in vari modi, a seconda della dimensione di ciascuna particella.

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San Paolo (Ta): 2 UFOs inseguiti da Elicottero!

scritto da Antonello Vozza – antonellovozza@gmail.com
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Questa sera -18 Luglio 2012-, alle ore 23.11, assieme ad un altro testimone (studente di ingegneria con i piedi ben saldi a terra), un amico che mi ha ospitato alla sua villa in campagna in zona San Paolo, contrada Franzullo, una frazione di Martina Franca in provincia di Taranto, abbiamo assistito ad un fenomeno che ha dell’incredibile, fino ad ora visto su improbabili video o sentito raccontare da testimoni:

Eravamo stesi su delle sedie sdraio al buio, illuminati solo dalle ville vicine. Il cielo era limpido, non ho mai visto così tante stelle. Mentre discutevamo un rumore di elicottero è diventato sempre più arrogante, fino a quando non l’abbiamo visto sbucare da oltre il muro: la sua altezza era compresa tra i 250 e i 350 metri, dacchè i suoi contorni nonostante il buio erano abbastanza delineati anche dalle luci di posizione oltre che dalla luminosità residua dell’ambiente. Davanti all’elicottero due sfere luminose di colore azzurro chiaro/verde acqua, pulsanti: tutti e tre erano lanciati a velocità massima verso (credo) Est, tenendo le dovute proporzioni il loro diametro doveva essere più di un metro. Dopo dieci secondi tutto era già terminato e il rumore dell’elicottero si andava affievolendo.

Purtroppo la velocità dell’evento non ci ha permesso di scattare foto o riprenderlo, di certo non ci aspettavamo una cosa simile. Contatteremo al più presto le autorità competenti per saperne di più in merito a questo singolare avvistamento.

Resoconto della conferenza di Chiumiento a Porto Cesareo del 7 Luglio 2012

scritto da Antonello Vozza – antonellovozza@gmail.com
centroufologicotaranto@gmail.com – Il CUT su Facebook

Sabato 7 Luglio 2012 è stata svolta nella stupenda cornice di Porto Cesareo la conferenza del Dott. Antonio Chiumiento, professore in economia e matematica, evento organizzato dal nostro caro amico Cosimo Fanizza, senza cui impegno organizzativo questa conferenza non si sarebbe svolta. Siamo arrivati giusto qualche minuto prima per veder entrare il professore che mi ha riconosciuto ed ha poi associato tutti i componenti. Eravamo in 4, oltre me: il presidente Vincenzo Puletto, Franco Pavone e Sergio Patrono. Abbiamo scambiato due convenevoli e conosciuto i suoi due collaboratori Luca Bortali ed Ofelia Stradella, e ci siamo raccontati qualche aneddoto di storia ufologica. Il professore si è dimostrato davvero una persona simpatica con cui abbiamo immediatamente stretto amicizia (una sua eccellente caratteristica), tanto che alle ultime battute della conferenza il professore ha invitato al tavolo dei relatori anche il nostro presidente! Una altra sua caratteristica, è bene premettere, è che non parla mai ne di alieni, ne di velivoli extrarrestri, lascia decidere l’interlocutore così come faremo noi adesso evitando di dire se sia un pregio o meno, ma è sua indole di matematico, come ama ripetere. L’evento iniziato verso le 21 circa si è concluso poco dopo le 23.30, dove il professore ha presentato sommariamente l’ultimo suo libro, Alieni Tra Noi, che abbiamo acquistato, e dove ha parlato dell’esperienza del caso Mortegliano. Sono venute a galla ulteriori novità per il sottoscritto almeno: era una voce, ma il professore ha chiaramente detto che a contattarlo è stato il padre del testimone chiave, Leonard D’ Andrea, cui padre ha nome Giuseppe. Giuseppe D’Andrea è un militare in pensione, ex apparentente al 2° Reparto di stanza ad Aviano, ove si istruiscono i militari all’approccio verso gli oggetti volanti non identificati. La creatura (che sembrava agitata sino all’arrivo del D’Andrea) inoltre, ed anche questa era solo una voce, ha sfiorato Leonard sia sul torace -sopra la giacca- e sul viso, senza tuttavia toccarlo, ma a quel punto avviene qualcosa, che Leonard non ha ancora messo a fuoco. Il professore ha raccolto inoltre quasi tutte le testimonianze dei presenti, circa 15 – 16 testimoni, anche se all’appello mancano gli occupanti di due auto che non si sono ancora fatti sentire. Ha concluso col dire che tutti i dettagli, dichiarazioni dei testimoni integrali comprese, saranno disponibili sul suo prossimo libro. Ci saremmo voluti intrattenere di più, ma purtroppo il tempo è tiranno, e ci siamo reincamminati verso Taranto dopo aver salutato. Per il resto, siamo contenti d’aver conosciuto un ricercatore serio come il Prof. Chiumiento, o meglio Antonio, una persona che di certo non merita tutto ciò che sta subendo in questo periodo.

Venti anni per l’immortalità

Lo scienziato Ray Kurzweil autore del libro “The Singularity is Near”, sostiene che tra venti anni saremo immortali, infatti dice: “Il sottoscritto, assieme ad altri scienziati, è convinto che entro 20 anni potremmo essere in grado di invertire l’invecchiamento riprogrammando l’età cellulare. Il tutto sarà possibile grazie all’uso delle nanotecnologie, saremo in grado di modificare anche il sangue”. Kurzweil afferma che riusciremo a nuotare sott’acqua per ore, senza aver bisogno delle bombole di ossigeno e che potremo scrivere scrivere libri in pochi minuti. Lo scienziato continua dicendo, che tutto questo dipende dal fatto che tra venti anni si raggiungerà, in ambito tecnologico, una nuova età dell’oro. Negli ultimi venti anni abbiamo assistito alla nascita dell’informatica, di internet, dei telefonini cellulari…secondo lo scienziato, i progressi in costante crescita dell’ambito scientifico e tecnologico, ci porteranno, dunque, a raggiungere l’immortalità. Lo studioso pensa che stiamo ancora sfruttando poco l’intelligenza artificiale, che siamo solo all’inizio ma che questo è un settore destinato ad espandersi. Kurzweil conclude: “Possiamo guardare avanti in un mondo dove l’uomo diventa cyborg, con arti e organi artificiali”. In effetti è una teoria che potrebbe affascinare, l’uomo da sempre insegue l’immortalità e sicuramente in futuro ci saranno nuove scoperte scientifiche che oggi non siamo in grado di immaginare.

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Nuova Luna per Plutone

C’è una nuova luna nel sistema solare. L’ha scoperta un gruppo di astronomi grazie a una serie di osservazioni effettuate tra la fine di giugno e l’inizio di luglio con il telescopio spaziale Hubble. È larga appena 25 km e orbita a meno di centomila chilometri da Plutone, il più piccolo (solo 2.300 km di diametro) e più lontano pianeta del nostro sistema.

Per ora si sa ancora molto poco di questo oggetto, dalla forma irregolare e battezzato S/2012 (134340) 1 o più semplicemente P5. È infatti il quinto satellite di Plutone. La sua maggiore luna, Caronte, grande quasi come il pianeta, fu osservata per la prima volta nel 1978.

Idra e Notte, grandi quanto mille campi di calcio, sono state scoperte dal telescopio Hubble nel 2006. Ancora Hubble scova la quarta luna, chiamata P4, proprio un anno fa, precisamente il 28 giugno. Le loro orbite sono tutte sullo stesso piano e una dentro l’altra “come delle Matrioske” afferma Mark Showalter, uno degli astronomi autori dell’individuazione di P5.

La scoperta è di grande rilievo, perché delinea uno scenario intrigante per gli astrofisici: come può un piccolo pianeta ghiacciato possedere un così complesso sistema di satelliti? Anzi, ex pianeta, poiché l’Unione Astronomica Internazionale nel 2006 ha declassato Plutone a “oggetto trans-nettuniano” o “pianeta nano”.

L’ipotesi più accreditata è che Plutone e le sue lune siano residui di una collisione tra due asteroidi giganti, avvenuta all’estrema periferia del sistema solare qualche milione di anni fa. Una risposta definitiva potrà darla la sonda New Horizon, lanciata nel 2006, e che nel 2015 passerà a poche migliaia di chilometri da Plutone: le osservazioni ravvicinate potranno forse risolvere questo enigma e restituirci immagini dettagliate di tutte le sue lune.

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GB: Gli UFO possono arrivare sulla Terra

Nelle ultime ore sono stati resi noti i documenti appartenenti al ministero della Difesa in Gran Bretagna che riguardano la venuta degli alieni sulla Terra.

Tra i motivi plausibili per una presunta visita degli extraterrestri sul nostro Pianeta, si riscontrano lo studio delle tecniche militari, la scienza, e, quella che è apparsa senza dubbio la più strana: il turismo. La documentazione è stata per anni custodita segretamente e solo oggi trova pubblicazione dagli archivi nazionali.

Nei documenti sono inoltre trattati casi specifici, un ufficiale in stretto contatto con gli Ufo, gli avvistamenti, i contatti. Il nome dell’uomo non viene però rivelato, ma descrive i veicoli su cui gli alieni viaggerebbero, il loro status tecnologico, molto più sviluppato del nostro.

Questo tema in Inghilterra non è affatto nuovo, molto spesso vengono affrontati casi del genere, in particolare Tony Blair avrebbe mostrato particolare interesse in merito, nel 1998 emanò una legge per cui obbligava a pubblicare le documentazioni possedute dal governo. Finalmente oggi le quasi 7.000 pagine di atti sono visibili a tutti, nonostante gli ufologi che lavorano per il governo abbiano sconsigliato tali pubblicazioni.

I nomi citati sono svariati, molti sconosciuti, altri di ufologi che avevano contatti diretti, si moltiplicano ora le domande, perché questi esseri così avanzati dovrebbero voler giungere sulla Terra? Ma ciò che resta celato dal mistero è l’incalzante interesse di Tony Blair, vero motore di tale pubblicazione.

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Chase Brandon, ex CIA: a Roswell Recuperati Astronave e Corpi

Nel settore più nevralgico della storia ufologica, quello degli incidenti UFO, ovvero casi riguardanti scafi alieni precipitati al suolo e recuperati ovunque nel mondo, ma soprattutto negli Stati Uniti, le poche conferme che parrebbero degne di considerazione provengono da fonti militari e di intelligence. Ammesso non sia abile disinformazione, quella giunta il 23 Giugno da Chase Brandon, veterano con 35 di servizio dei quali 25 anni trascorsi nelle unità speciali dei Servizi Segreti della CIA, sembra di grande rilevanza.

Brandon ha dichiarato: “Non ho alcun dubbio… so con certezza che un’astronave extraterrestre si schiantò a Roswell e che l’esercito ne raccolse i resti. Non solo i rottami, ma anche i cadaveri e che tutto questo fu momentaneamente reso pubblico. Questo per me è assodato al cento per cento. Lo affermo con tutto me stesso: a Roswell cadde un’astronave e i corpi furono recuperati. La categorica ammissione è arrivata durante il popolare programma radiofonico ‘Coast to Coast’ a cui Brandon ha preso parte per parlare del suo libro The Cryptos Conundrum’, un romanzo basato sull’affascinante aneddotica degli UFO e degli Extraterrestri e, in particolare, sull’incidente di Roswell avvenuto in New Mexico nel 1947. Un romanzo, pura e semplice fiction, dunque. Non proprio, perché la formula del mettere su carta informazioni in chiave non strettamente saggistica da diverso tempo è usata per superare certi limiti imposti dall’alto coefficiente di segretezza riguardante tutta la storia del fenomeno UFO.

Un esempio eclatante fu il best seller ’Out There’ di Howard Blum (Pocket Books, 1990), giornalista del New York Times che in una spy story basata su fatti reali coinvolgenti 17 membri dell’intelligence statunitense, portò alla luce l’esistenza di strutture militari alle prese con il top secret sugli UFO. 

Naturalmente, si tratta di contenuti da soppesare, come tutto ciò che arriva da un mondo dal quale, una volta ci si sia entrati, non si esce più, neppure da cadaveri. È la regola,nell’intelligence.

Ciò vale nel caso di Brandon, 007 super esperto di Hollywood, degli ambienti altolocati della comunicazione e di tutto ciò che fa spettacolo. È stato consulente tecnico per il cinema in pellicole quali ’The Bourne Identity’, ’Mission Impossible’, ’Bad Company’, ’Nemico Pubblico’ e ’La Regola del Sospetto’ e per varie serie televisive, come ’Alias’ e ’24’. È stato intervistato in programmi documentaristici trasmessi da Discovery, Learning Channel,History Channel, PBS, A & E, e dai tabloid televisivi E-Entertainment, Access Hollywood edEntertainment Tonight. Tutto questa sua attività si è dipanata alla luce del sole. Monitorareun impero placcato d’oro su un’anima di cartapesta per Brandon è stato agevole, un gioco da ragazzi e ufficiale per molti anni. Un VIP, insomma.

Di lui però ben poco si sa in termini di missioni “undercover” come agente infiltrato. Su alcune aleggiano sospetti di operazioni mirate a eliminare individui scomodi. Poca fiction in allegria, stile ’Hollywood Party’ di Blake Edwards con un mirabolante Peter Sellers e molta materia oscura, come nella serie ’Bourne’ con Matt Damon, che Brandon ha peraltro definito “spazzatura”. Una stroncatura, la sua, che a avviso di chi scrive appare pilotata, considerando che i tre episodi della trasposizione cinematografica ispirata da Robert Ludlumpossono essere interpretati casomai come sin troppo vicini alla realtà.

D’altra parte il sospetto di legami ancora attivi di Brandon con l’Agenzia è legittimo. Sarebbe il suo quindi un altro “outing” orchestrato e ben oliato. Come lui stesso ha ammesso in un’intervista al sito di entertainment UGO.com: “Sono stato un funzionario dell’Agenzia per 30 anni, 25 vissuti sotto copertura… Non è un lavoro o una carriera. È uno stile di vita, una vita basata sull’inganno. Il tuo compito è procurare informazioni e trovare persone che siano disposte a lavorare per te. Non sei un agente, ma un dirigente che reperisce agenti in grado di fornire informazioni.” Una mente pensante dietro una rete di spie. Per questo le sue dichiarazioni suscitano un mix di perplessità e consigliano prudenza nel valutarle.

Per corroborarle, Brandon si è riferito a una sua visita agli immensi archivi della HistoricalIntelligence Collection della CIA (HIC) a Langley, Virginia, un sancta sanctorum che custodisce oltre 23.000 volumi di storia mondiale dei servizi segreti, al quale Brandondichiara di aver avuto momentaneo accesso. Raggiunta una stanza laterale dove erano archiviate molte scatole piene di fascicoli, mosso presumibilmente non da semplice curiosità e potendo disporre di pochissimi minuti, Brandon riuscì a scovarne una che recava la dicitura ’Roswell’ e la aprì. Al suo interno “c’era diverso materiale, documenti e altri elementi” ha dichiarato Brandon a Coast To Coast, senza specificare la natura di ciò che aveva visto. Ovvio. Dire e non approfondire, lasciando sgomenti gli inquirenti UFO, è lo sport preferito dei servizi segreti.

Possiamo immaginare un Chase Brandon che allude a fotografie di corpi alieni e di un disco volante semi conficcato nel suolo desertico di Roswell e finanche a rapporti autoptici destinati all’attenzione di vertici militari dell’epoca. Ciò che ogni ufologo o appassionato della materia vorrebbe vedere con i propri occhi.

Però prove vere su Roswell, Brandon non le ha date. Impossibile, in definitiva, conferire credibilità alle sue asserzioni.

Di quest’uomo, dal bel volto da attore hollywoodiano, è noto il curriculum professionale, che include missioni in nazioni straniere tese alla lotta al terrorismo internazionale, operazioni contro-insurrezionali, lotta al traffico globale di stupefacenti e al contrabbando di armi. È stato analista CIA e consulente nello staff presidenziale per gli affari di politica estera, ha operato con servizi segreti di forze militari e della sicurezza straniere, istruttore di tattiche paramilitari e di spionaggio nei campi di addestramento segreti dell’Intelligence

Incredibilmente, il signor Chase Brandon ha anche un profilo Facebook. Mi è sembrato logico e opportuno il tentativo espresso in questo messaggio inoltrato due giorni fa: “Buon Giorno, Signore. Mi chiamo Maurizio Baiata. Sono un giornalista investigativo Italiano. Ho lavorato negli Stati Uniti per molti anni, sempre nel settore dell’Ufologia. Ho avuto l’onore di conoscere personalmente il colonnello Philip J. Corso, il colonnello Wendelle Stevens e il Sergente Maggiore Robert Dean. In Italia ho pubblicato il libro di Corso ‘The Day AfterRoswell’ e il suo diario (mai divulgato negli USA) ‘Dawn of of New Age’. So abbastanza suRoswell per essere convinto della sua realtà. Ciò nonostante, le sue dichiarazioni durante il programma Coast to Coast del 23 Giugno mi hanno molto colpito. Per questo vorreiesprimerle la mia gratitudine e sincera ammirazione. Sto scrivendo un articolo su di lei per il quotidiano Italiano online L’Indro e gradirei ricevere una sua conferma a proposito dei contenuti dell’intervista da lei rilasciata a C2C. L’articolo sarà pubblicato giovedì prossimo. Ringraziandola nuovamente per l’attenzione che vorrà prestarmi, Signore. Maurizio Baiata”.

Si sa, i giornalisti investigativi spesso sono degli idealisti e peccano di ingenuità. Tentar non nuoce, ma pretendere una risposta sollecita in questo caso sembra effettivamente fuor di luogo…

Link: L’Indro – di Maurizio Baiata

Chiumiento a Porto Cesareo il 7 Luglio

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Sabato 7 Luglio 2012 alle ore 20.30, in quel di Porto Cesareo, presso la biblioteca comunale, il noto ufologo ed amico del CUT Antonio Chiumiento, terrà una conferenza riguardo il suo prossimo libro Alieni Tra Noi, oltre a presentare le novità sul “caso Mortegliano”. Il CUT sarà ovviamente presente. Vi lasciamo alla locandina.

Locandina

Trovata l’ Atlantide del Mare del Nord

centroufologicotaranto@gmail.com – Il CUT su Facebook

Un mondo nascosto, sotto l’acqua del Mare del Nord, è stato scoperto dai sommozzatori che lavorano con i team scientifici dell’Università di St Andrews.

Doggerland, una vasta area di terra asciutta che si estendeva dalla Scozia alla Danimarca che fu lentamente sommersa dalle acque tra i 18.000 aC e 5500 aC. La scoperta si deve alle ricerche petrolifere che scandagliando i fondali hanno trovato resti di un ‘mondo sommerso’ con una popolazione che all’epoca poteva contare su decine di migliaia di abitanti. Potrebbe essere stato il ‘cuore vero e proprio’ dell’Europa. Il territorio si estendeva dal Nord della Scozia fino alla Danimarca e giù per il canale della Manica, fino alle Isole del Canale. Si presume che fu colpito da uno tsunami devastante. Il dottor Bates, un geofisico, ha detto: ‘Doggerland era il vero cuore dell’Europa fino a quando il livello del mare è salito fino a coprire tutto, lasciando le coste così come le vediamo oggi.

Il progetto di ricerca è una collaborazione tra St Andrews e le Università di Aberdeen, Birmingham, Dundee e Galles Trinity St David. La ricerca, frutto di una meticoloso lavoro durato 15 anni sul campo, intorno alle acque torbide del Regno Unito. Usando una combinazione di modelli geofisici dai dati ottenuti dalle compagnie petrolifere e del gas e le testimonianze dirette da materiale di recupero dal fondo marino, il team di ricerca è stato in grado di costruire una ricostruzione della terra perduta. I risultati suggeriscono l’immagine di una terra con colline e valli, paludi e grandi laghi con grandi fiumi che sfociavano su un litorale contorto.

“Abbiamo trovato molti reperti sommersi con caratteristiche che sono molto difficili da spiegare con cause naturali, come ad esempio tumuli circondati da fossati e tronchi di alberi fossilizzati sul fondo del mare, selci lavorate ed ossa di grandi animali del passato” hanno riferito gli studiosi.

E’ stata allestita una mostra “The Summer Science Exhibition della Royal Society che si terrà dal 03-08 LUGLIO 2012 presso la Royal Society di Londra.

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