CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Project Icarus e altri progetti di ricerca sui pericoli dallo spazio

Articolo di Franco Pavone – francopavone1@gmail.com
centroufologicotaranto@gmail.com – Il CUT su Facebook

Fra i tanti film scientifici o di anticipazione che ho visionato al cinema , uno mi colpì particolarmente nel 1979 , uno degli ultimi del filone catastrofico in voga negli anni settanta . Il film dal titolo : Meteor , diretto dal regista Ronald Neame con attori del calibro di Sean Connery , che impersonava l’astrofisico della Nasa Dott. Paul Bradley, la bella Natalie Wood nella parte di Tatiana Nikolaievna Doskaja assistente e interprete dell’astrofisico russo Dott. Aleksei Dubov , interpretato da Brian Keith , Karl Malden nella parte del dirigente della Nasa Harry Sherwood , Martin Landau vecchio interprete del comandante John Koenig della base lunare Alpha nella serie TV di telefilm anni 70-80 Spazio 1999 , che impersona il Generale Adlon , Henry Fonda nella parte del Presidente degli Stati Uniti e Trevor Howard nella parte di Sir Michael Hughes , Direttore dell’osservatorio astronomico britannico di Jodrell Bank , tanto per ricordare i più noti . La pellicola narrava che in seguito allo scontro tra una cometa e l’asteroide Orfeo , situato nella fascia fra Marte e Giove , un grosso frammento di quest’ultimo della larghezza di otto chilometri si sarebbe scontrato nel giro di una settimana con il nostro pianeta , causando una immane catastrofe planetaria . Il Dott. Bradley ex dipendente della Nasa e responsabile del Project Hercules , e cioè 16 missili a testata nucleare posizionati in orbita intorno alla Terra contro possibili minacce di asteroidi , meteore e comete in rotta di collisione con il nostro pianeta , ma in seguito puntati dai militari contro il territorio dell’Unione Sovietica in epoca di Guerra Fredda ( in violazione dell’Outer Space Treaty – trattato sullo spazio esterno ) , cosa che aveva causato le ire e le conseguenti dimissioni dello stesso Bradley dalla Nasa . Richiamato in servizio in occasione di questa drammatica emergenza proprio per la sua esperienza sul progetto , da Sherwood , responsabile in quel frangente della stessa Nasa e riposizionati gli Hercules verso lo spazio , causando questa volta le ire del Generale Adlon , anche se riluttante il Dott. Bradley si rende subito conto che le 16 testate nucleari non sono sufficienti a distruggere la massa del frammento di Orfeo , ma viene a sapere in camera caritatis che anche i russi hanno piazzato in orbita 16 testate nucleari indirizzate verso lo spazio , sistema ideato dall’ astrofisico Dott. Dubov e chiamate Pietro il Grande , ma come nel caso degli Hercules , in seguito puntate contro il territorio degli Stati Uniti da parte dei militari russi . Ammessa da ambo le parti la verità dopo varie schermaglie , alla fine le 32 testate russo-americane lanciate in fasi differenti , distruggono l’asteroide , non senza però evitare vari disastri sulla Terra che causano migliaia di perdite e distruzioni , ma salvando il nostro pianeta . Il film si conclude con gli applausi nei confronti di Bradley e Dubov , ideatori degli Hercules e dei Pietro il Grande , che hanno salvato il nostro pianeta dall’annientamento , con il Dott. Bradley che fa omaggio alla fine scherzosamente al Dott. Dubov di una mazza da baseball , raccomandandogliene l’uso per le meteore più piccole . La cosa che più mi interessò alla fine , fu nei titoli di coda , quando una scritta affermò che il film si era ispirato ad un autentico rapporto del MIT ( Massachussets Institute of Tecnology ) basato sul problema del come intercettare e distruggere un possibile corpo spaziale in rotta di collisione con la Terra , per mezzo di missili nucleari posizionati in orbita . L’idea per la formulazione di questo studio partì dal professor Paul Sandorff del MIT nella primavera del 1967 , che incaricò i suoi studenti in ingegneria di elaborare un loro piano personale atto a neutralizzare una qualunque massa di roccia o massa cometaria proveniente dallo spazio , perché a quei tempi si era paventato il pericolo di una collisione tra l’asteroide 1566 – Icaro e il nostro pianeta , con conseguenze facilmente immaginabili , e per questo il progetto di ricerca fu intitolato ICARUS . L’asteroide in questione pare che ogni 19 anni si avvicina all’orbita terrestre in poche milioni di miglia , un’inezia in distanze astronomiche , che come sappiamo hanno nelle unità di misura degli anni luce e dei parsec il loro massimo . La massa di Icaro fu stimata in un miliardo di tonnellate di roccia , che in un eventuale impatto avrebbe provocato una catastrofe pari alla potenza distruttiva di mezzo trilione di tonnellate di TNT . Le onde di marea provocate dalla collisione avrebbero distrutto in poco tempo le coste del Nord America e dell’Europa e l’onda d’urto avrebbe provocato una frattura nella sottostruttura della Terra , e premonitore curiosamente fu in merito un romanzo di anticipazione anni 60 dello scrittore inglese John Christopher : Una ruga sulla Terra , dove addirittura i mari e gli oceani del mondo si riversano in enormi fratture della crosta terrestre in seguito a sconvolgimenti della stessa , provocati da immani catastrofi planetarie . In questo libro tra l’altro sembra di assistere anche a cataclismi attuali , vedi anche l’ultimo tragico terremoto in Italia nella regione emiliana , dove addirittura alcune zone di un antico letto fluviale hanno espulso sabbia , ma anticipati di molti anni da questo scrittore “ visionario “ . Ritornando al Project Icarus degli studenti del MIT , il loro piano prevedeva l’invio verso l’eventuale corpo spaziale di 6 bombe all’idrogeno da 100 megatoni installate su 6 razzi vettori Saturno 5 , ( che furono come ricordiamo impiegati per il trasporto verso la Luna degli astronauti delle 7 missioni Apollo che hanno permesso all’uomo lo sbarco sul nostro satellite naturale) , nel tentativo di deviare l’asteroide fuori rotta o per distruggere i detriti meno pericolosi . Questo rapporto del MIT denominato come abbiamo detto Project Icarus prevedeva inoltre la modifica e l’adattamento del Saturno 5 alla testata nucleare , la sua diversa conformazione e l’interazione con l’asteroide , la guida e il controllo del razzo con la sua soglia di controllo critico , lo sviluppo di un satellite di monitoraggio e intercettazione per raccogliere dati scientifici dell’oggetto spaziale e della sua esplosione , la gestione del progetto e il suo impatto economico , terminando con l’interrogativo di quante sono le probabilità che un corpo non identificato possa entrare in rotta di collisione con la Terra , se abbiamo i mezzi tecnologici per distruggerlo o deviarne l’orbita , e questo ha ispirato in seguito la sceneggiatura del film Meteor del 1979 . Alla fine del 1990 proprio la caduta di una cometa sul pianeta Giove ha fatto ideare a Hollywood le trame di altri film del genere, come vedremo in seguito . Oggi sappiamo che il passaggio di comete e asteroidi vicino alla Terra non sono poi così rari e il Congresso USA e quello della Russia nonché ovviamente la stessa Nasa , hanno mostrato maggiore interesse nel cercare di monitorare e controllare questi oggetti cosmici e far loro una visita . Grazie al Project Icarus del MIT si è calcolato che se l’asteroide Icaro colpisse la Terra , avrebbe la forza di 500.000 megatoni , di gran lunga superiori rispetto a qualsiasi terremoto o eruzione vulcanica , oltre 33.000 volte le dimensioni distruttive della bomba lanciata su Hiroshima , con le conseguenze catastrofiche che porterebbero ad un inverno globale che si protrarrebbe per anni . Il prof. Sandorff chiese ai suoi allievi che se avessero solo 15 mesi di tempo , cosa farebbero per deviare o distruggere Icaro, e cioè improvvisare una soluzione sotto pressione . Del resto al MIT sono transitati i migliori esperti aeronautici e spaziali , tra cui quelli del programma Apollo. Gli studenti furono divisi in gruppi di lavoro basati sulle proprie aree di competenza come : orbite e traiettorie , propulsione , veicoli spaziali da usare , guida e controllo , comunicazione , economia e gestione , cariche nucleari . Dopo vari calcoli e approfonditi studi fu stimato che per distruggere una roccia delle dimensioni di Icaro , occorreva una carica da 1000 megatoni , in pratica fantascienza , ma utilizzando bombe più piccole , dovevano essere fatte detonare simultaneamente , perché l’esplosione di una sola bomba avrebbe vaporizzato tutte le altre . Il sistema forse più auspicabile , sarebbe stato quello di intercettare Icaro quando raggiungeva l’afelio , il punto più lento della sua orbita , in modo da cercare di deviarlo con una esplosione atomica , per mezzo di un ordigno di dimensioni più grandi possibili . Il problema principale sarebbe stato quello del trasporto spaziale , anche perché il Saturno 5 non era stato progettato per trasportare carburante in orbita per più di 6 ore e doveva per forza di cose subire sostanziali modifiche . Ecco perché questa teoria fu abbandonata e si optò per 6 bombe all’idrogeno da 100 megatoni installate su vettori Saturno 5 ( all’epoca i vettori più potenti , ideati come sappiamo da un certo Wernher Von Braun , sviluppati dalle V1 e V2 naziste ) modificati parzialmente . All’epoca del Project Icarus , la bomba atomica americana più potente era da 25 megatoni e quella russa da 58 megatoni , che poteva raggiungere i 100 megatoni , anche se i russi non erano “ bravi “ come gli americani nel ridurre il peso di tali ordigni e miniaturizzarli . Fin qui il Project Icarus , che ha indicato una strada , ma non è stato certamente il solo rapporto di ricerca . L’ex astronauta della Nasa Louis Russell Schweickart , in un primo tempo pilota dell’Usaf come tanti altri e poi dello stesso ente spaziale americano , fu uno dei primi astronauti collaudatori con l’Apollo 9 del LEM , il modulo di discesa che avrebbe portato l’uomo a metter piede sul suolo lunare . Collaborò anche alla progettazione , allo sviluppo dell’hardware e alle procedure utilizzate dal primo equipaggio della stazione spaziale Skylab , sul come effettuare riparazioni in volo . Dopo di ciò ha lavorato per un certo periodo come direttore degli affari del personale . Nel 1977 ha lasciato la Nasa ed è stato assistente per la scienza e la tecnologia del Governatore della California Jerry Brown , per poi essere nominato dallo stesso Governatore , Commissario per l’Energia , per un periodo di 5 anni e mezzo . Nato nel New Jersey , ha conseguito proprio al MIT i masters in aeronautica e astronautica , e nel 1963 entrò nel corpo degli astronauti della Nasa . Fu colui che testò il Portable Life Support System , che serviva a un eventuale trasferimento d’urgenza dal modulo lunare a quello di comando , e che è stato utilizzato come dispositivo di sicurezza dai 12 astronauti che camminarono sulla Luna . Nei suoi ultimi anni alla Nasa studiò gli effetti del mal di spazio e ricevette per tali studi poi serviti alle future missioni , il Distinguished Service Medal Nasa e la Nasa Exceptional Service Medal nel 1973 , riconoscimenti dati dall’ente spaziale agli studi d’avanguardia . In seguito ha insegnato allo stesso MIT e dulcis in fundo è uno dei padri della Foundation B 612 , un team di ricerca che si propone di difendere la Terra da impatti di asteroidi , dove attualmente è il Presidente del Consiglio dei ricercatori . Nel Maggio del 2005 Schweickart è intervenuto al Congresso USA , proponendo una missione spaziale per collegare tramite una sonda un dispositivo detto “ trasponder radio “ sull’asteroide 99942 Apophis noto precedentemente con la sigla 2004 MN 4 , vista l’alta priorità del pericolo che tale oggetto cosmico ha di colpire la Terra , che fu stimata in una probabilità su 6000 nel 21° secolo . Gli ultimi studi indicano che le possibilità di impatto sono di una su 45.000 nel 2036 . Nel 2010 lo stesso Schweickart è stato nominato co-Presidente della task force del Consiglio consultivo Nasa sulla difesa planetaria , e precedentemente nel 1984 aveva fondato l’Associazione degli Esploratori spaziali insieme ai cosmonauti russi Leonov , Sevastyanov e Grechko , con iscrizioni aperte a tutti quelli che hanno volato nello spazio , per scambiarsi studi ed esperienze al di fuori del nostro pianeta . Come si vede quindi sono sorti determinati progetti di ricerca per monitorare le orbite di questi corpi celesti , ed eventualmente trovare delle soluzioni per deviarli o distruggerli nel caso in cui dovessero trovarsi in rotta di collisione con il nostro pianeta . Gli asteroidi sono oggetti composti di materia solida che riflettono la luce solare , quindi non sono molto luminosi e in effetti i più lontani molte volte sono stati scoperti con i radiotelescopi . Sono ovviamente molto più piccoli dei pianeti e percorrono l’orbita intorno al Sole in 2 o 3 anni . Si trovano per lo più nello spazio compreso tra Marte e Giove e hanno anche un movimento di rotazione . Oltre al già citato Icaro , i più conosciuti sono Cerere , scoperto nel 1801 dall’astronomo italiano Giuseppe Piazzi , Pallade , Hidalgo , Giunone , Vesta e Astrea . Gli ultimi dati degli astrofisici dicono che a tutt’oggi ne sono stati scoperti e classificati circa 50.000 . Le meteore invece sono corpi celesti di materia solida o incandescente che vagano nello spazio cosmico. Sicuramente sono frammenti che si sono staccati da qualche corpo più grande e ogni tanto intersecano il nostro pianeta . Entrando nell’atmosfera si disintegrano a contatto con l’aria , generando un lampo di luce e relativa scia luminosa , che ha fatto coniare il termine stella cadente . Se sono di dimensioni più considerevoli però non si disintegrano , cadendo sulla superficie terrestre e formando dei crateri , in tal caso vengono definite meteoriti . Le comete , che pare arrivino dalla cosiddetta cintura di Kuiper , un serbatoio di comete situato oltre l’orbita di Nettuno , orbitano intorno al Sole e sono innumerevoli . Quelle che orbitano più distanti sono formate da ghiaccio e roccia , mentre le più vicine al Sole si vaporizzano e formano le classiche code cometarie che possono essere lunghe anche centinaia di chilometri . Forse la cometa più famosa è quella di Halley , che orbita intorno alla nostra stella in 76 anni . Da quando è stato paventato il pericolo di collisioni tra questi corpi celesti e la Terra , tali oggetti sono stati denominati NEO ( Near – Earth Obiects ) , la cui orbita può intersecare quella del nostro pianeta . L’interesse per questo tipo di ricerca è aumentato dagli anni 80 , e lo studio scientifico del problema ha dimostrato che Stati Uniti e Cina sono le nazioni più vulnerabili all’impatto con un meteoroide . Quando viene rilevato un NEO , si trasmettono i dati al Minor Planet Center per essere catalogato . Sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea stanno monitorando questi oggetti in un project chiamato Spaceguard . Per tutti quelli grandi almeno un chilometro , il cui impatto produrrebbe effetti catastrofici , la Nasa ha una delega del Congresso per catalogarli . Fino a Ottobre 2008 ne sono stati scoperti 982 , e si sta pensando di utilizzare i telescopi australiani per osservare il 30 % di spazio non scandagliato . Fino a quella data sopra menzionata solo due di questi corpi celesti sono stati visitati dalle nostre sonde : 433 Eros da parte della sonda Near della Nasa e 25143 Itokawa da parte della sonda Hayabusa dell’ente spaziale giapponese Jaxa . Secondo gli scienziati , l’origine di tali oggetti è dovuta all’effetto gravitazionale del pianeta Giove sulla cintura di asteroidi , dove ci sono alcuni vuoti conosciuti come Lacune di Kirkwood , e i nuovi asteroidi che si formano tramite collisioni vengono spinti all’interno del Sistema Solare tramite l’effetto Yarkovsky che contribuisce ad alimentare il loro transito . Il 6 Giugno del 2002 un oggetto di una decina di metri entrò in collisione con la Terra sul Mar Mediterraneo tra Grecia e Libia , esplodendo a mezz’aria come una bomba nucleare di 26 chilotoni . Il 5 Ottobre 2008 gli scienziati calcolarono l’impatto di un piccolo asteroide che avrebbe colpito il Sudan il giorno dopo , e la cosa puntualmente si verificò . Era la prima volta che un simile evento veniva previsto così accuratamente . Anche recentemente il 22 Aprile di quest’anno un meteorite di 3-4 metri ha attraversato il cielo tra il Nevada e la California negli USA esplodendo e facendo sentire i suoi effetti in un’area di 600 miglia . Bill Cooke , capo del Meteoroid Environments Office della Nasa sito a Huntsville in Alabama , ha stimato il suo peso in 70 tonnellate cubiche , con una energia pari a 3,8 kilotoni , pari a un quarto della potenza dell’ordigno di Hiroshima . Tra le ipotesi formulate c’è quella dei detriti cometari . Ma forse l’evento più conosciuto come sappiamo è quello che si riferisce a Tunguska , una località che si trova nella regione di Krasnojarsk nella Siberia centrale , dove il 30 Giugno 1908 un grosso meteoroide o piccola cometa ( ma fu ipotizzato qualche anno fa che la causa della deflagrazione era stata l’antimateria o un piccolo buco nero , e qualcuno addirittura azzardò l’ipotesi dell’esplosione di un ordigno artificiale extraterrestre ) esplose in una zona boscosa , abbattendo 60 milioni di alberi in un’area di 2150 chilometri quadrati . Il rumore dell’esplosione fu udito a mille chilometri di distanza e l’onda d’urto fece quasi deragliare alcuni convogli della linea Transiberiana a 600 chilometri dall’epicentro dell’esplosione . In base ai dati raccolti si stimò che la potenza dell’ordigno fu compresa tra 10 e 15 megatoni . A Londra a mezzanotte il cielo fu così chiaro e illuminato che si poteva leggere un giornale senza l’aiuto della luce artificiale . La spiegazione “ scientifica “ accreditata fu quella dell’asteroide sassoso di quasi 30 metri di diametro che viaggiava alla velocità di 15 km. al secondo esploso ad una altitudine di 8 km. , che nell’impatto con la resistenza atmosferica , frantumandosi , trasformò l’energia cinetica in energia termica , con la conseguente vaporizzazione della massa rocciosa , che provocò un’immane onda d’urto che colpì il suolo . Alcuni scienziati della Nasa e dell’Università del Wisconsin : Christopher Chyba e Kevin Zanhle con Paul J. Thomas escludono l’origine ferrosa o carbonacea dell’oggetto , perché nel primo caso esso non si sarebbe frantumato , nel secondo caso l’esplosione troppo in alta quota non avrebbe distrutto una zona così vasta della taiga . Essi ritengono improbabile anche l’ipotesi cometaria . La scienziata russa N.A. Artemieva in uno studio condotto per conto dell’Istituto per la Dinamica della Geosfera di Mosca ha confermato la vaporizzazione dell’ordigno 5-10 km. sopra Tunguska , mentre nel 2007 Mark Boslough per conto del Sandia National Laboratories ( quando si dice il caso , vedi il mio precedente articolo sugli enigmi di Sandia ) ha calcolato in 3-5 megatoni l’intensità dell’esplosione . Secondo gli studi scientifici , oggetti simili a quello di Tunguska impattano sulla Terra ogni 600 anni . Il minerologo russo Leonid Alekseevic Kulik tra il 1927 e il 1939 organizzò 4 spedizioni in quell’ area , ma pare che non ne fu trovato il cratere o altri segni dell’impatto . Dal 1991 il dipartimento di fisica dell’Università di Bologna ha organizzato varie spedizioni in Siberia , per studiare l’evento in zona e per poter raccogliere campioni di vario tipo da analizzare in laboratorio . Delle spedizioni hanno fatto parte ricercatori di discipline diverse come : geodinamica , scienze marine , geofisica , geochimica , paleobotanica , provenienti da università italiane e russe . Questi studi avrebbero localizzato nel lago Cheko il cratere dell’impatto , a 8 km. dall’epicentro dell’esplosione del presunto meteorite . Nel terreno sono stati trovati sedimenti minerali non coerenti con quel territorio , e un piccolo batiscafo che si è immerso nel lago ha trovato sul fondale numerosi alberi distrutti dall’esplosione . Si cercherà in futuro di recuperare i presunti frammenti dell’asteroide , perché pare che il lago si sia formato in seguito all’evento in questione . L’anomalia però sta nel fatto che nell’area non è stato trovato nulla che si può ricollegare all’esplosione di una meteora o di una cometa . Certamente se qualcuno azzardasse l’ipotesi di un ordigno artificiale extraterrestre , ipotesi forse quasi impossibile ma non tanto campata in aria , anche se qualcuno potrebbe scandalizzarsi , verrebbe additato come non sano di mente , ma tant’è , ci si è abituati , le cosiddette teorie eretiche sono sempre avversate . Ma tornando ai Projects di prevenzione , il Project Spacewatch per esempio si serve di un telescopio di 90 cm. nell’Osservatorio di Kitt Peak in Arizona con sistema di puntamento automatico e attrezzatura fotografica per monitorare corpi celesti in avvicinamento alla Terra . Per precisione di ricerca e per dimostrare come il Project Icarus ha fatto scuola e il problema è molto sentito negli ambienti scientifici , citiamo per conoscenza varie organizzazioni che studiano i possibili impatti di corpi celesti con il nostro pianeta ( senza stare a scomodare le inflazionate teorie sul 2012 ). Esse sono : il NEAT ( Near Earth Asteroid Tracking ) , il LONEOS ( Lowell Observatory Near Earth Obiect Search ) , il CSS ( Catalina Sky Survey ) , l’ADAS
( Asiago DLR Asteroid Survey ) , l’INAS ( International Near Earth Asteroid Survey)l’ODAS ( Oca DLR Asteroid Survey ) , il PCAS ( Palomar Planet Crossing Asteroid Survey ) , lo UESAC ( Upssala Eso Survey of Asteroid an Comets ) , il CINEOS ( Campo Imperatore Near Earth Obiect Survey ) , il NEOSSAT ( un microsatellite costruito dal CSA Canada che cercherà i NEO dallo spazio ) e l’Agenzia spaziale giapponese JAXA . Come si vede il monitoraggio è globale , e si usano come misurazioni del potenziale pericolo di tali asteroidi , la scala Torino e la scala Palermo , cioè dai 2 ai 10 megatoni di potenza distruttiva . Probabilmente fu uno di questi corpi celesti a formare il famoso Meteor Crater in Arizona , situato su un altipiano di circa 1740 metri sul livello del mare , a 55 km. dalla città di Flagstaff e tra l’altro usato come location del film Starman . Si presume che l’impatto del meteorite che formò il cratere ha sviluppato una potenza pari a 4 volte la bomba di Hiroshima , formando un cratere di 1200 metri di diametro , con una profondità di 170 metri , che potrebbe contenere un edificio di 60 piani . L’età del cratere è stata stimata in 49.000 anni risalente al Pleistocene , dove anticamente nel cratere si era formato un lago poi essiccatosi . Attualmente meta di visitatori , si fregia nelle vicinanze di un piccolo museo delle meteoriti . Come sappiamo poi anche l’estinzione dei dinosauri viene attribuita alla caduta 65 milioni di anni fa di un gigantesco asteroide nel Golfo del Messico ( che tra l’altro , secondo uno studio dei ricercatori dell’Università di Yale , pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle Scienze , provocò anche l’estinzione degli uccelli primitivi vissuti nel Cretaceo), dove sono stati trovati minerali rari sulla Terra . In effetti anche il nostro pianeta come la Luna fu soggetto a una raffica di bombardamenti di meteore tra 3800 e 2500 milioni di anni fa , secondo uno studio coordinato da William Bottke del Centro per l’origine e l’evoluzione lunare della Nasa . Secondo Amy Mainzer del Jet Propulsion Laboratory sempre della Nasa , sono 4700 gli asteroidi potenzialmente pericolosi , i cosiddetti P.H.A. ( Potentially Hazardous Asteroids ) , che potrebbero colpire il pianeta causando seri danni . Questi centri di ricerca associati ai Projects che abbiamo prima citato , tengono sotto controllo anche i cosiddetti Gamma Ray Burst o lampi di raggi gamma , che possono durare da pochi millisecondi a diverse decine di minuti , e che costituiscono il fenomeno di energia più potente dell’Universo finora conosciuto , che si manifestano in galassie esterne alla Via Lattea . Il lampo gamma più lontano finora osservato si è verificato a 13 miliardi di anni luce dalla Terra . I primi furono scoperti nel 1973 e possono essere osservati solo dallo spazio mediante satelliti artificiali o telescopi spaziali , perché l’atmosfera ne impedisce l’intercettazione . Non si sa ancora quali meccanismi causano i lampi di raggi gamma , anche perché se si trovano distanti nell’Universo e riescono ad essere osservati , evidentemente devono produrre una quantità immane di energia . Fra le teorie esplicative formulate ci sono : evaporazione di buchi neri , brillamenti magnetici su stelle nane bianche , accrescimento di stelle di neutroni , accrescimento di antimateria , tipi esotici di supernove , rapida dissipazione dell’energia di rotazione di un buco nero . Secondo gli astrofisici contemporanei , potrebbero essere esplosioni di stelle massicce in un tipo particolare di supernove note come collapsar , stelle collassate . Trasformatesi in buchi neri rilascerebbero una immane energia lungo l’asse di rotazione , generando un lampo di raggi gamma . Vengono monitorati perché questa energia sconfinata potrebbe investire il nostro pianeta ? Che danni potrebbe provocare ? Non lo sappiamo certamente , ma fatto sta che sono sotto controllo come tutti i fenomeni estremi dell’Universo e potenzialmente pericolosi . Questo ci fa capire ancora una volta come il nostro pianeta sia un minuscolo granello di polvere stellare nell’immensità del Cosmo , esposto ai voleri delle energie presenti in esso , e dovrebbe tale cosa insegnare a certi arroganti e potenti vertici e soloni del nostro pianeta , arroccati nei loro pulpiti , come siamo inermi di fronte a tali energie . Ma tornando all’argomento meteoriti e asteroidi , ancora recentemente il 22 Maggio di quest’anno un grosso meteorite di circa 30 metri di diametro esploso in vari frammenti , ha danneggiato alcune case nella regione di Katol in India . Alcuni di questi frammenti sono stati raccolti dal Geological Survey of India , dove saranno analizzati e studiati , e lo stesso centro di ricerca si recherà sul posto per controllare tutta la zona in questione . I frammenti recuperati pare siano di colore nero , con componenti di silicio , ferro e nichel . Coincidenza poi , quando stavo effettuando ricerche di archivio per la stesura di questo articolo , un giorno dulcis in fundo ci hanno omaggiato di 4 vecchi numeri originali della storica Domenica del Corriere , in condizioni più che discrete , che vanno dal 1935 al 1936 , facenti parte dell’archivio personale di un vecchio avvocato passato a miglior vita . Il donatore che non menzioniamo per rispetto della privacy , ci ha fatto un grosso complimento , dicendoci che il materiale non poteva capitare in mani migliori . Tra l’altro in uno di questi numeri datato 1936 , in un trafiletto si cita Roswell nel Nuovo Messico , la ben nota città di ufologica memoria , ma ancora sconosciuta ai più a quell’epoca , come sede di esperimenti missilistici effettuati dallo scienziato statunitense Robert F. Goddard , uno dei padri dell’astronautica . Quando si dice il destino . Ma a proposito di asteroidi , in uno di questi numeri della Domenica del Corriere datato 10 Novembre 1935 – anno 14° – n. 45 , c’è un interessantissimo articolo scientifico collegato manco a farlo apposta ai temi di questo scritto , a firma di un certo T. Alippi, intitolato : Massicci messaggeri degli spazi celesti . In questo articolo si parla di una fotografia ripresa in un numero precedente della stessa rivista , che raffigurava una pietra di 315 kg. caduta dal cielo in Arizona forse 5 o 6 mila anni prima ( forse quella che ha formato il Meteor Crater ) , secondo la leggenda tramandata dagli abitanti del luogo . Commentandone il rispettabile peso , si fa notare che il bolide più gigantesco di cui si ha notizia pesava un milione di tonnellate . C’è poi una frase un po’ ambigua che dice testualmente : “ la sua origine extraterrestre è sicura per varie ragioni , su cui sorvoliamo “ . Si afferma poi che per gli Indiani del luogo quella meteora fu l’apparizione spaventosa del Dio del Fuoco , mentre per gli astronomi dell’epoca fu un blocco enorme che scavò in quella zona pianeggiante un cratere di 1 km. e mezzo di diametro con una profondità di 200 metri . I frammenti erano composti principalmente di nichel e i nativi si guardavano bene dal toccarli per la loro presunta origine divina . Una società mineraria dell’epoca , costituitasi nel 1920 per sfruttare le risorse di tale meteora , spese una cifra enorme a quei tempi per il presunto valore di quella miniera extraterrestre , che stimò contenesse 92 milioni di quintali di ferro nativo , 6 milioni di nichel , e altri 2 milioni tra cobalto , rame , platino e iridio , quest’ultimo molto raro sulla Terra , ( Stranamente con una sorta di preveggenza , ma molto comune nei suoi romanzi , il grande Jules Verne anticipò nell’Ottocento una storia similare nel suo libro : Caccia alla meteora ) . Nell’articolo in questione si cita anche l’evento di Tunguska , senza definirne il nome , ma accennando solo la vicinanza del luogo dell’esplosione dalla città di Ienisseisk , e le esplorazioni di un certo Koulik , specificando la data dell’evento del 30 Giugno 1908. Si accenna poi alle meteoriti conservate nei musei , come quello caduto nella Somalia Italiana 80 o 90 anni prima del peso di 252 kg. esposto nel Museo Mineralogico dell’Università di Roma , o come quello che si poteva ammirare a Nuova York , arrivato dalla baia di Melville in Groenlandia , dove fu scoperto dall’esploratore Peary , pesante 36,5 tonnellate . L’articolo si conclude con una interessante considerazione finale dell’autore , che dice testualmente : “ Innanzi ad un masso meteorico , sia esso infossato sul luogo ove precipitò , o faccia bella mostra di sé entro una tersa vetrina , o occupi , come i più voluminosi , quasi tutta la sala di un museo , si resta meditabondi . Non è una roccia qualunque innanzi agli occhi del visitatore , una delle tante e svariate rocce del globo . Quel blocco nerastro , informe , scabro , con tracce di fusione superficiale , niente affatto bello , rappresenta per noi l’unico attacco materiale con l’Universo . Qualunque sia la sua origine è un piccolo frammento di un mondo ignoto , lontano , sperduto tra i tanti , o uscito in una eruzione vulcanica da uno dei nostri maggiori pianeti , è un messaggero il quale ha valicato spazi , che a noi forse saranno sempre preclusi “ . Aggiungiamo noi : se non ci sarà un drastico cambio di mentalità . Passiamo ora ad una ipotesi meramente speculativa . Visto che abbiamo scritto dei possibili pericoli dallo spazio , e se gli sciami meteorici servissero anche ai cosiddetti UFO per occultare il loro arrivo sulla Terra in una sorta di mimesi celeste ? L’arrivo di sonde extraterrestri inviate da civiltà intelligenti evolute fu definito altamente probabile da un testo dei convegni della IAU ( International Astronomical Union ) dal titolo : Bioastronomy 2002 : Life Among the Stars , nel capitolo : Searching for Extraterrestrial Technologies Whitin our Solar System , che fu scritto nel 2004 da Allen Tough della University of Toronto e Guillermo A. Lemarchand dell’Istituto Argentino de Radioastronomia Conicet . Detto da due astronomi …. e recentemente confermato da Eamonn Ansbro Presidente del SETV , ramificazione avanzata del SETI , è tutto dire . Del resto anche la fiction , che tante volte si basa su fatti scientificamente plausibili , sul finire degli anni 60 nella serie televisiva : UFO minaccia dallo spazio , della mitica organizzazione S.H.A.D.O. e del mitico per la nostra generazione , Comandante Straker , nell’episodio : Bonifica spaziale , si ipotizzò l’occultamento di tali sonde dietro i nostri satelliti artificiali , in una sorta di preveggenza o di fatti scientificamente occultati . E visto che ci troviamo in argomento , citiamo in conclusione alcune pellicole che hanno illustrato in modo egregio i paventati pericoli cosmici , limitandoci a quelli più noti e significativi . Cominciamo da un vecchio film del 1951: When Worlds Collide , in Italia : Quando i mondi si scontrano , prodotto da George Pal con la regia di Rudolph Matè , film interpretato dagli attori Richard Derr nella parte del pilota David Randall e l’attrice Barbara Rush nella parte di Joyce Hendron . In questa pellicola si narra dell’arrivo verso la Terra di una stella rossa ( di chiara allusione sovietica ) chiamata Bellus , che entrando nella nostra orbita causerà secondo le stime degli scienziati , la scomparsa del genere umano oltre che la distruzione del pianeta . Calcolando in un periodo di 8 mesi la distruzione della Terra, l’unico modo per salvare qualche superstite del nostro mondo è inviare delle navi spaziali verso un pianeta chiamato Zyra , pianeta scoperto da poco e adatto alla vita come noi la conosciamo , che fa venire alla mente le teorie su Nibiru , in una sorta di esodo biblico . Il film si conclude con lo sbarco dei superstiti sul nuovo mondo per un nuovo inizio . In tempi più recenti dopo Meteor del 1979 con cui abbiamo aperto l’articolo , un altro film che ha lasciato il segno è stato Armageddon – giudizio finale, anno 1998 del regista Michael Bay con attori del calibro di Bruce Willis nella parte di Harry Stamper , oltre a Ben Affleck , Will Patton , Steve Buscemi , Liv Tyler ecc. . L’introduzione del film fa vedere la ricostruzione dell’impatto dell’asteroide che secondo le ipotesi 65 milioni di anni fa causò l’estinzione dei dinosauri . La trama si snoda poi col fatto che un gigantesco asteroide della grandezza dello Stato del Texas si dirige verso la Terra , che sarà colpita entro 18 giorni causando immani distruzioni, se non l’estinzione dell’umanità . L’unica soluzione per distruggere il corpo celeste è trivellarlo inserendovi un ordigno nucleare al suo interno . Per questo viene reclutato il miglior esperto di trivellazioni petrolifere Stamper – Willis con il suo gruppo . La rischiosa missione si serve degli Shuttle Independence e Freedom ( Indipendenza e Libertà ) con gli astronauti della Nasa per raggiungere l’asteroide e piazzare la bomba, aiutati anche dal cosmonauta russo della Stazione Spaziale Lev Andropov . Quando però alcune esplosioni di idrogeno sull’asteroide fanno rimbalzare dei grossi frammenti , si scopre che il timer della bomba è stato danneggiato da uno di questi e qualcuno dovrà sacrificarsi per farla esplodere manualmente . Stamper si sacrifica per tutti e la Terra è salva . Un altro film indicativo è stato Deep Impact , anche questo del 1998 , regista Mimi Leder , con attori come Robert Duvall ,Tea Leoni , Elijah Wood , Vanessa Redgrave , Maximilian Schell e Morgan Freeman nella parte del Presidente degli Stati Uniti . Il film narra i fatti che precedono l’impatto di una cometa col pianeta Terra , spunto che fu originato dalla caduta della cometa Shoemaker – Levy su Giove . Le nazioni del mondo uniscono i loro sforzi allo scopo di realizzare una missione spaziale per mezzo di un vettore chiamato “ Il Messia “ , che atterrerà sulla cometa e la farà esplodere con delle testate nucleari . Il Presidente USA annuncia il pericolo alla popolazione rivelando che nel Missouri il governo ha fatto costruire dei rifugi sotterranei , dove si potranno salvare 1 milione di persone selezionate da un computer per la loro utilità . La missione del Messia fallisce perché il tentativo serve solo a spaccare la cometa in due parti , ma l’equipaggio della navicella nota che nella parte più grande del corpo celeste l’esplosione ha creato una cavità dove essi stessi sacrificheranno la propria vita per distruggerlo . La cometa più piccola precipita nell’Oceano Atlantico vicino alle isole Bermude , dove si crea un enorme megatsunami che distrugge ogni cosa sul suo cammino , ma quando le acque si ritirano nella loro sede naturale e nonostante l’incalcolabile numero di vittime , il Presidente USA lancia un messaggio di speranza a tutto il mondo , invitando le popolazioni superstiti a ricominciare . Un ultimo film che voglio menzionare , visto che tra i possibili pericoli spaziali citati e oltre ai lampi di raggi gamma c’è anche la nostra stella che ci dà la vita , ma che potrebbe essere anche fonte di guai seri , tema affrontato nel recente film Knowing , in Italia : Segnali dal futuro , di produzione americana e australiana del 2009 , con la regia di Alex Proyas , interpretato da Nicolas Cage nella parte dell’astrofisico del MIT John Koestler , oltre a Chandler Canterbury , Rose Byrne e Lara Robinson . La trama , partendo dal 1959 narra che Lucinda Embry , un’alunna della scuola elementare di Lexington in Massachusetts , partecipa ad un concorso dove si deve disegnare ciò che si immagina succederà nel futuro , e i disegni degli alunni verranno in seguito conservati in una capsula che verrà aperta dopo 50 anni . Ai giorni nostri nel 2009 gli studenti dell’anno scolastico in corso aprono la capsula , e a ognuno di loro viene dato uno dei disegni degli alunni di 50 anni prima . Il disegno di Lucinda Embry viene assegnato a Caleb Koestler figlio dell’astrofisico del MIT e questi esaminando il foglio nota che al posto del disegno vi sono una serie di numeri senza apparente significato , che si capisce in seguito essere collegati alla visione biblica del tetramorfo da parte del profeta Ezechiele , copia dell’incisione di Matthaus Merian , che i protagonisti del film interpretano come annuncio della fine del mondo .L’astrofisico Koestler esaminando la sequenza dei numeri , decifra un messaggio codificato che predice data , luogo e numero delle vittime di catastrofi degli ultimi 50 anni e di altre 3 che devono succedere . Koestler assiste di persona al primo evento in cui perdono la vita 81 vittime e non può evitare il secondo evento , con la terza profezia che prevede la distruzione globale del pianeta a causa di flare ( brillamento ) solare . Il film si conclude con la salvezza di Caleb figlio dell’astrofisico e della figlia di Lucinda Embry ormai adulta , salvati da angeli o alieni che dir si voglia , che a bordo di ordigni di luce trasportano i due bambini su di un altro mondo come novelli Adamo ed Eva per ricominciare , in una sorta di nuovo creazionismo , con altre navi che trasportano altri bambini in mondi diversi , ultimi superstiti del nostro pianeta ormai in fase di distruzione a causa del brillamento solare . Menzionati questi film , fra i più noti sull’argomento , e senza per questo voler intimorire nessuno , è ormai una ventina di anni che si monitorizzano con più attenzione corpi celesti o fenomeni cosmici che potrebbero creare seri problemi al nostro pianeta , senza stare a scomodare come abbiamo già detto , il troppo inflazionato evento del 2012 . Del resto ci si dimentica facilmente che la Terra è immersa nelle profondità dello spazio , ed è quindi soggetta ai suoi misteriosi eventi . Per questo oltre al sistematico monitoraggio effettuato , bisognerebbe per esempio studiare un modo sicuro per distruggere eventuali meteore o comete in rotta di collisione con il nostro pianeta , non solo con ordigni nucleari , ma rifacendosi magari a nuove tecnologie di retroingegneria forse esogene , testate in segrete basi , ma temo che ci sarebbe ben poco da fare contro i capricci della nostra stella , Ci auguriamo che questo accada in tempi remoti , quando il nostro Sole si spegnerà e diventerà una stella gigante rossa tra 5 miliardi di anni e noi probabilmente non ci saremo più . Certo se si riflette sul fatto che comete e meteore , secondo certe teorie come la panspermia , potrebbero essere seminatrici di vita nell’Universo ( vedi anche il romanzo : Il seme tra le stelle , di James Blish ) o fonte di immani catastrofi , la cosa è alquanto inusuale , ma che dimostra le due essenze , vita e morte dello stesso Universo . Del resto cosa sappiamo effettivamente del Cosmo per poter fare previsioni certe ? E non c’era certo bisogno di aspettare il 2012 per predire eventuali catastrofi ; non c’è quindi motivo di stare a preoccuparsi più di tanto , perché gli enigmi e i sentieri della natura sono imperscrutabili . Una frase illuminante di Kant riportata nel libro : L’energia interatomica , scritto dal fisico sperimentale Tito Franzini nel 1946 per l’Editore Bompiani di Milano , dice testualmente con infinita saggezza : La nostra concezione della natura dipende più dalle forme invariabili del nostro pensiero , caratterizzate dalla essenza del nostro spirito , che dalla osservazione che facciamo della natura attraverso l’imperfetto strumento dei nostri sensi . Parole appropriate , e sperando di non aver troppo allarmato i nostri lettori , non era questo certamente il nostro intento recondito , ci siamo solo limitati a riportare i fatti desunti dalle nostre ricerche , quindi alla prossima .

POST SCRIPTUM

Il numero del 20 Giugno del settimanale Tuttoscienze de La Stampa di Torino , ha riportato un trafiletto che afferma testualmente che a ricordarci le minacce spaziali ci penserà il 15 Febbraio 2013 , l’asteroide 2012 D 14 , che transiterà a 28 mila km. da noi , al di sotto della quota a cui si trovano i satelliti geostazionari e all’incirca alla stessa altezza dei satelliti GPS Galileo . Ha un diametro di 45 m. e se impattasse sulla Terra svilupperebbe un’energia di 2,5 megatoni , 170 volte quella di Hiroshima , ma forse una “ mano santa “ ci proteggerà anche stavolta .

FONTI BIBLIOGRAFICHE UTILIZZATE

Domenica del Corriere , anno 14° n. 45 , 10 Novembre 1935
L’energia interatomica – Tito Franzini 1946 – Bompiani Milano
Tuttoscienze – La Stampa – Torino – 20 Giugno 2012
Project Icarus MIT – Wikipedia
Narrativa – John Christopher – Una ruga sulla Terra – Urania Mondadori
Narrativa – James Blish – Il seme tra le stelle – Urania Mondadori
Wikipedia – Louis Russell Schweickart – astronauta Nasa
La Stampa – Torino – 24 Aprile 2012-09-02
Wikipedia – Evento di Tunguska
CNR , svelato il mistero di Tunguska , trovato il cratere del meteorite – in La Repubblica It del 4 Gennaio 2010
Wikipedia – Oggetto Near Earth
Wikipedia – Meteor Crater
Cretaceo , dinosauri non si estinsero a causa dell’asteroide , Baptistina : giallo sulla loro estinzione – in Tiscali notizie scienza
Tuttoscienze – La Stampa – Torino – 9 Maggio 2012
Nasa , 4700 asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra – in La Stampa It Scienza
Wikipedia – Gamma Ray Burst – Lampi di raggi gamma
Geological Survey of India – Maggio 2012
International Astronomical Union – Notizia CUT del 31 Luglio 2009
Film – Quando i mondi si scontrano – 1951 – Rudolph Matè
Film – Meteor – 1979 – Ronald Neame
Film – Armageddon giudizio finale – 1998 – Michael Bay
Film – Deep Impact – 1998 – Mimi Leder
Film – Segnali dal futuro – 2009 – Alex Proyas

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Una risposta a “Project Icarus e altri progetti di ricerca sui pericoli dallo spazio

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