CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Ufologia: Una Storia Antica!

Articolo scritto da Eugenio Palese – eugeniopalese@gmail.com

centroufologicotaranto@gmail.com – Il CUT su facebook!

Plato-raphaelUfficialmente l’Ufologia è lo studio degli o.v.n.i. e di tutto ciò ad essi connesso. In realtà è molto di più: è un “pretesto” per conoscere noi stessi. Questo perché si presuppone che dietro questo fenomeno vi sia la presenza di civiltà extraterrestri molto più evolute di noi che accompagna la nostra esistenza sin dalle nostre origini e che potrebbero, nel caso di un contatto, dare risposte alle molte domande sul perché della nostra esistenza, così come un bambino fa domande ai propri genitori o al fratello maggiore sui tanti perché che si presentano nel corso della propria crescita.
Rappresenta, in un certo senso, una sorta di “scorciatoia” dell’evoluzione: invece di aspettare un nostro sviluppo “naturale” dal punto di vista intellettuale che ci porti, tramite lo studio, la ricerca e la sperimentazione, ad un livello evolutivo tale da poter comprendere le ragioni della nostra esistenza, i nostri “fratelli maggiori”(=alieni) potrebbero indicarci la strada maestra da intraprendere affinché conoscere e raggiungere il vero scopo della vita che attualmente viene solamente “ipotizzato” da speculazioni filosofiche e fedi religiose.
Ma per affrontare questa vera e propria ricerca occorre approcciarsi ad essa con delle caratteristiche particolari: innanzitutto bisogna avere, naturalmente, la cosiddetta “mente aperta” che non vuol dire essere creduloni e pensare che gli asini possano veramente volare (a meno che non vengano caricati su un aereo da trasporto!), bensì non avere preconcetti di sorta pensando che alcune cose siano possibili ed altre no (cosa assolutamente “impossibile” da stabilire a priori!), ma al tempo stesso bisogna affrontare ogni singolo caso con “una buona dose di scetticismo” intendendo il termine “scettico” alla lettera ossia dal greco skepticos=incline al dubbio, che non vuol dire, quindi, “non credere” ma affrontare una qualsiasi questione con dei “dubbi leciti” fino a prova contraria! Del resto se non avessimo dubbi ma certezze non saremmo ricercatori ma “seguaci
di una setta chiamata Ufologia”!
Per un approccio serio all’argomento ufologico, infine, non basta solo avere passione per il “mistero”, il cui fascino potrebbe il più delle volte sviarci dalla realtà dei fatti, ma occorre avere una certa “infarinatura” di conoscenze storiche e scientifiche (non necessariamente da professori!) tali che ci permettano di riconoscere il “reale” dal “presunto”, la differenza tra il dato “storico” e quello “mitologico” affinché stabilire fino a che punto le “antiche leggende” siano frutto di invenzioni letterarie o possano avere qualche fondamento reale, storico e oggettivo, abilmente celato dietro una visione fantastica del racconto tramandatoci, ma sopratutto serve a stabilire se ciò che oggi noi riteniamo presuntuosamente “impossibile” fosse stato invece “possibile” in un lontano passato, o lo sarà in futuro o, addirittura, lo è già oggi ma rigorosamente celato ai più da chi gestisce il potere reale nel mondo!
Per cercare di fare luce sui primordi del genere umano l’unico modo possibile consiste nel ricostruirne la storia attraverso la ricerca archeologica adattandola il più verosimilmente possibile alla storia della religioni che ci vengono tramandate il più delle volte per tradizioni orali, ma anche da testi sacri che in modo più o meno allegorico ci presentano un periodo leggendario governato da “divinità provenienti dal cielo” che influenzarono in maniera pressoché totale l’esistenza iniziale dell’uomo. Lo studio della storia così costruita ci permetterebbe, inoltre, di ipotizzare l’esistenza di eventuali antiche civiltà preesistenti a quelle storicamente conosciute (p.e. : Iperborea, Atlantide, Mu, Lemuria).
Due dati fondamentali emergono dallo studio delle antiche civiltà classiche (Sumeri, Babilonesi, Assiri, Egizi, Cinesi, etc.), tutte indistintamente fanno riferimento a: 1) conoscenze ancestrali di civiltà preesistenti; 2) conoscenze e civiltà portati da “dei venuti dalle stelle”!
Orbene, si tratta di capire (restando, purtroppo, nell’effimero campo delle ipotesi) se queste ipotetiche civiltà fossero originarie della Terra o provenissero dal cosmo e, in definitiva, se noi siamo i “ figli dei sopravvissuti” di queste antiche civiltà terrestri o “figli dei visitatori spaziali” che avrebbero stabilito una loro base o la loro nuova residenza sulla Terra dopo che immani cataclismi, riportatici dal filosofo greco Platone nei suoi Dialoghi “Timeo” ed il successivo, ed incompiuto, “Crizia” e dagli storici (probabilmente i più antichi conosciuti) Manetone (sacerdote egizio) attraverso le sue Cronache, e Beroso (sacerdote caldeo-babilonese) nei suoi tre libri sulla Storia di Babilonia, ne avevano decimato la popolazione.
Forse lo scopriremo tra moltissimo tempo, o non lo scopriremo mai, ma ciò che possiamo dire è che qualcosa nel nostro remoto passato è realmente accaduto: tutte le antiche civiltà (nessuna esclusa), infatti, ci riportano la descrizione del famoso “Diluvio Universale”, menzionato anche nella Bibbia, come causa della scomparsa di ogni traccia di ciò che era preesistente sulla faccia della Terra, e tutto ciò non può essere un caso o semplice frutto di immaginazione di “antichi cronisti”.

PLATONE

Nel 360 a.c. nei suoi Dialoghi (platonici=astratti, immaginari, non realmente avvenuti) affrontati con Socrate, Timeo di Locri il pitagorico, Ermocrate e Crizia, dopo aver discusso sulla Repubblica e sulla “città ideale, quest’ultimo interviene raccontando una storia che aveva appreso da suo nonno:
come l’antica Atene di ben 9000 anni prima fosse riuscita ad opporsi all’espansionismo della grande potenza di Atlantide. Lo stesso Timeo ricorda che quand’era ancora un ragazzo suo zio Solone (filosofo e matematico greco) gli accennò che aveva appreso dal sacerdote egizio Sanchis di Sais dell’esistenza di Atlantide durante il suo viaggio in Egitto (era consuetudine degli studiosi ateniesi, infatti, recarsi nella Terra dei Faraoni per ricevere insegnamenti sull’”Antica Scienza”).
Da questi accenni si è quindi sviluppato il “Mito di Atlantide” con tutto l’alone di mistero che andò montando di volta in volta nel corso dei secoli.
Non venne meno, nei secoli a venire, neanche la grandezza dell’opera di Platone che merita, comunque, un breve accenno. Nei Dialoghi vengono approfonditi essenzialmente tre problemi: 1) quello “cosmologico” dell’origine dell’Universo avvenuta ad opera del Demiurgo (=divino artefice, figura paragonata successivamente al Dio cristiano) che aveva il compito di “plasmare ed ordinare la materia” trasformando l’”Idea” in un “atto concreto”; 2) quello “fisico” nel quale si descrive il Cosmo come formato essenzialmente di quattro elementi: fuoco, acqua, terra ed aria più un quinto definito “etere” o “quintessenza” non visibile all’occhio umano; 3) ed infine quello “escatologico”(=dal greco éskatos=ultimo, inteso come scopo) della “natura umana”, ossia il suo Destino Finale, la morte del corpo e la successiva sorte dell’Anima che se non “curata” in vita tende a reincarnarsi!

MANETONE

Era un sacerdote egizio del culto di Serapide (=dio greco-egizio simile a Zeus) durante il regno del Faraone Tolomeo I°, nel III° secolo a.c..Ma prima di parlare delle sue cronache storiche occorre fare una breve premessa di natura astronomica: durante la prima Era Glaciale (circa 340.000 anni fa) avvenne l’esplosione della supernova Geminga (così coniata nel 1976 dall’astronomo italiano Giovanni Bignami), a circa 560 anni luce dalla Terra, che si trasformò in una stella di neutroni, scoperta dal satellite S.A.S.della N.A.S.A. Negli anni ’70. Questa avrebbe fatto sentire i suoi catastrofici effetti centinaia di migliaia di anni più avanti causando immani cataclismi e, forse, l’estinzione di civiltà preesistenti oppure l’abbandono di queste del pianeta Terra.
Le varie glaciazioni che si susseguirono modificarono sistematicamente la geologia e la morfologia terrestre, fino ad arrivare all’ultima, approssimativamente 36.525 anni prima di Cristo, e da qui Manetone inizia le sue cronache con il “Governo degli Dei” durato circa 13.900 anni. Successivamente, per altri 11.025 anni, il mondo fu governato da “Semidei e Spiriti della morte seguaci di Horus”, dopodiché arrivò quello degli “Uomini”. Sommando gli anni dei primi due periodi abbiamo un totale di 24.925 anni, prossimo al periodo di 25.920 anni corrispondente ad un ciclo totale di precessione degli equinozi e di tempo impiegato da un raggio di luce per giungere dal Centro della Galassia al nostro Sole!
Prima di questo periodo (durato complessivamente ed all’incirca 35.000 anni), vi era stato un periodo di 95.000anni (pari ad un ciclo di variazione dell’eccentricità dell’orbita della Terra) in cui il clima era stato il più mite dalla fine della precedente era glaciale, condizione ideale per fer sviluppare intellettualmente e tecnologicamente una civiltà (forse la mitica Iperborea o le stesse Atlantide, Mu, Lemuria?). Probabilmente fu questo il periodo in cui furono disegnate le famose “Carte di Piri Reis”.
Fino ad oggi, purtroppo, nessuna prova significativa che possa testimoniare l’esistenza di tali civiltà è giunta sino a noi. Solo nel periodo relativo all’ultima Era Glaciale, che va da 35.000 a 12.000 anni fa (fino, cioè, alla grande catastrofe del 10.600 a.c., avvenuta a causa dell’esplosione di un’altra supernova, Vela X), reperti ( i cosiddetti O.O.Part= out of place arctifact) che ancora oggi sono oggetto di diatriba tra archeologi “ortodossi” e “non”, possono, se non altro per dei fattori coincidenti, farci ipotizzare civiltà dalle strutture organizzative, sociali e tecnologiche molto evolute: è il caso delle Piramidi che vengono ormai scoperte in ogni angolo della Terra, da quelle meno note della Cina, del Mar del Giappone, del Mar Nero, della Bosnia, ecc. tutte risalenti ad almeno 12.000 anni fa, a testimonianza che questa, o queste, civiltà non era localizzata in limiti territoriali, ma era distribuita su tutto il pianeta, il che fa presupporre anche ad un avanzato sistema di comunicazione globale.

BEROSO

300px-Timaeus_trans_calcidius_med_manuscriptBeroso, o Berossus, (=dal greco bell-ra’ushu= il Signore è il mio pastore), era un sacerdote e storico babilonese dedito all’astrologia, vissuto tra il 350 a.c. ed il 270 a.c., e probabile contemporaneo di Alessandro Magno i cui successori gli affidarono l’incarico di compilare un riassunto dei testi sumeri-accadici che parlavano dell’arrivo sulla Terra degli Annunaki e degli eventi successivi fino alla caduta di Babilonia e dell’Assiria raccolti nei tre volumi della “Storia di Babilonia”, testi andati irrimediabilmente perduti tranne che per alcuni frammenti.
Il primo di questi tre volumi tratta argomenti cosmologici: l’arrivo degli Annunaki sulla Terra 432.000 anni (=120 sars o saroi secondo la loro unità di misura temporale) prima del Diluvio Universale, Dei portatori di conoscenza nelle arti e nelle scienze, e la loro storia mitologica dei fratelli Enki (o Ea) ed Enlil, del loro cugini Kingu e della madre di questi Tiamat, sconfitta in seguito dal dio Marduk. Il secondo volume narra della storia umana nella quale il Diluvio Universale fa da “spartiacque” tra due epoche ben distinte: la prima caratterizzata dal Regno dei Dieci Sovrani antidiluviani che avevano regnato in tempi lunghissimi misurati in sars, o saroi, (1 sars=3.600 anni) e contraddistinta da esseri definiti “uomini pesci”, ma con teste e piedi umani, perché usciti dal mare (forse indossando tute da sub?), che insegnarono agli uomini la civiltà assumendo il ruolo di consiglieri di tali sovrani (il più famoso di questi uomini-pesci fu Oannes, e riportato nelle sue ricerche dal noto ricercatore russo Zacharia Sitchin). Dopo il Diluvio la durata dei regni diminuisce e vengono calcolati in neroi (1 neroi=600 anni). Il terzo volume narra dei personaggi storici e dei sovrani che si sono succeduti fino alla caduta del Regno di Babilonia ed in particolare di quello più famoso: Nabucodonosor.
Per questa sua grandiosa opera Beroso sosteneva di essersi basato su documenti ufficiali che coprivano un’enorme estensione temporale, e le decifrazioni di alcune tavolette con incise dei testi cuneiformi decifrate nel XX° secolo confermano quanto descritto nei suoi testi. Altre conferme di quanto riportato da Beroso, sopratutto per quanto riguarda gli eventi di grande portata, le troviamo nella Bibbia: la creazione dell’uomo, il diluvio universale (con il protagonista Noé che prende il nome greco di Sisistro o sumerico di Utnapishtim), la confusione delle lingue (come quello narrato nell’episodio della torre di Babele), la longevità di molti personaggi antidiluviani; ciò fa pensare ad una forte influenza da parte delle “credenze” sumerico-babilonesi verso la religione cristiana e non solo (un esempio per tutte: la morte e la resurrezione di Gesù Cristo ricorderebbe quelle del mesopotamico dio Marduk e, in quella egizia, di quella del dio Osiride!)
Ma Beroso non era solo uno storico: le sue conoscenze dell’astronomia e dell’astrologia erano strumenti essenziali per la conoscenza dell’uomo, del suo passato e del suo futuro, questo grazie al fatto che egli poteva consultare della tavolette astronomiche vecchie di 500.000 anni, a testimonianza delle antiche conoscenze mesopotamiche, che hanno contribuito a mitizzare quelle antiche civiltà. Grazie a queste conoscenze poté affermare che la luna avesse un emisfero luminoso ed uno oscuro, spiegando così le fasi lunari, che la vita umana avesse, ai suoi tempi, una durata massima di 116 anni, che quando i pianeti del nostro sistema solare erano allineati nel segno del Capricorno il mondo subisce un’”inondazione” e che se sono allineati nel segno del Cancro subisce gli effetti deleteri del Sole! Questa periodicità dei cataclismi che egli metteva in relazione alle ere zodiacali è alla base del concetto di ciclicità della storia umana: una serie di ere comuni a tutte le civiltà antiche porta al concetto che “la storia si ripete”. ( Non fu un caso che un personaggio famoso del passato che dedicò gran parte dei suoi studi a Beroso ed alle sue ricerche fu Nostradamus!). Questa nozione è anche legata alla concezione biblica della storia come Principio e come Fine, ma l’una conseguente dell’altra; ne sono un esempio le sacre scritture qui riportate:”Io, il Signore, sono il Primo ed Io stesso sono l’Ultimo”- disse il Signore al profeta Isaia-; “Io sono l’Alpha e l’Omega, dice il Signore”-il Primo e l’Ultimo secondo il Libro dell’Apocalisse-, ed essendo, quindi, eterno in quanto la fine è un nuovo principio, tutto è previsto e programmato, così come rivelò sempre al profeta Isaia:”Io dal Principio annuncio la Fine, e molto prima, quando non è ancora stato compiuto”. Da questo principio se ne deduce un altro (affermato anche dal noto ricercatore Zacharia Sitchin): tutti i calendari lineari, come quello Maya per esempio, stabiliscono la Fine dei Tempi solo in termini ciclici, come le ere zodiacali ed astronomiche, per poi ripartire con una nuova era!

PROLOGO

Un ulteriore indizio di quanto è stato fino ad ora affermato ci viene da questo brano tratto dal libro di Stel Pavlou “Il Codice di Atlantide” (edito dalla Newton Compton Editori – Londra 2001), nel quale l’autore, in questo suo romanzo, attinge molto da fatti reali e da documentazioni come la seguente:”Nel 1984 Thomas A. Sebeok ebbe l’incarico dall’Office of Nuclear Waste Isolation di rispondere a una domanda posta dalla commissione regolatrice del nucleare degli Stati Uniti. Erano state selezionate diverse aree chiave nel deserto per seppellimento delle scorie nucleari che sarebbero rimaste attive per i prossimi 10.000 anni. La stessa scala temporale di cui parliamo qui, visto che Platone disse che Atlantide era stata distrutta 9.500 anni prima dell’era volgare. Quindi il problema era, nell’eventualità che il mondo tornasse alla barbarie, come avvisare i nostri discendenti, o dei visitatori alieni, della zona pericolosa? Sebeok scartò immediatamente i nastri di registrazione e comunicazioni verbali. Qualunque cosa richiedesse dell’energia per funzionare. Respinse anche qualsiasi forma di ideogramma basato sulle convenzioni di oggi. Sapete, come quando vediamo un omino o una donnina su una porta e sappiamo che è un bagno. Ma tra 10.000 anni è possibile che si capisca che è una persona ma che non si sappia cosa diavolo stia facendo. Allora escogitò un linguaggio migliore ? Neanche lontanamente! Il linguaggio cambia nel corso del tempo e un enorme disastro potrebbe distruggere la società attuale, quindi optò per l’adozione del Mito e Tabù da introdurre nella civiltà umana: la Religione! Il linguaggio è inutile da solo ma i tabù sociali funzioneranno anche in uno stato futuro di barbarie, La soluzione era creare una sorta di Clero di scienziati, antropologi, linguisti e psicologi che mantenesse viva la nozione del pericolo creando miti e leggende, e che si sarebbe perpetuato cooptando nuovi membri nel corso del tempo. Le più antiche civiltà note che hanno creato il linguaggio, hanno inventato alcune delle più complicate lingue mai conosciute, ed ogni lingua era controllata dal Clero. I Cinesi, i Maya, i Babilonesi, gli Egiziani: il loro Clero ha sempre controllato la parola scritta”.
Da tutto ciò deriva un’ulteriore domanda: se effettivamente in tempi antichissimi la vita media dell’uomo fosse stata quella dei personaggi millenari elencati nei testi sacri della varie religioni vorrebbe dire che l’Umanità si porta dietro il “cancro” di una guerra, o comunque di un disastro nucleare che ci “costringe ad un’aspettativa di vita così breve?

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