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Stella Oscura spinge corpi celesti verso il nostro sistema

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Arecibo.jpg_415368877All’ interno della comunità di astrofisici è noto da tempo che una nana bruna si sta muovendo verso di noi e causerà una serie di cataclismi planetari. Si noti che le informazioni fornite sono scarse, ad esempio, non sono riusciti a determinare il suo periodo orbitale. Il ricercatore Brown Dwarf ha spiegato che un astrofisico suo amico, gli ha detto che Planet X o Nemesis non è un pianeta, perché non ha la massa necessaria per essere chiamato pianeta nonostante le sue dimensioni, ma si tratta di una nana bruna. Le paure tra la comunità degli astrofisici sono molte e riguardano gli effetti catastrofici che si verificheranno nel corso del 2013 -2014 come ad esempio la caduta del meteorite in Russia, nella città Chelyabinsk dove ci sono stati più di 1000 feriti. Ed è questo ciò che mette paura alla comunità di astrofisici, costretti anche a tacere dal sistema di potere che vuole a tutti i costi occultare determinate verià e realtà e soprattutto di ciò a cui il pianeta Terra andrà incontro.

Chiamato 2013 ET, il sasso cosmico ha un diametro di circa 100 metri ed è’ stato scoperto il 3 marzo 2013 dal programma di ricerca dell’università dell’Arizona Catalina Sky Survey. L’asteroide, grande quanto un campo da calcio, transiterà il prossimo 9 marzo ad una distanza dalla Terra pari a 2,5 volte la distanza tra il nostro pianeta e la Luna.
Secondo gli astronomi 2013 ET non rappresenta alcun pericolo per la Terra, ma è inquietante sapere che entrambi gli asteroidi sono stati scoperti solo pochi giorni fa, quindi un preavviso troppo breve se ci fosse stato un eventuale pericolo di impatto. Gli astronomi stimano che i meteoriti che orbitano nei pressi della Terra siano circa un milione, ma solo 9700 sono stati scoperti fino ad oggi. Oggetti non individuati in precedenza potrebbero colpire la Terra senza preavviso, come è avvenuto in Russia qualche settimana fa. Molti scienziati sottolineano l’urgente necessità di ampliare e migliorare le risorse per il rilevamento degli asteroidi.

Gli astronomi hanno conosciuto dal 1771 che le orbite dei pianeti potrebbero essere leggermente disturbate dall’interazione di altri grandi pianeti “vicini “. Così viene rilevato l’effetto prima della causa. È con questo metodo che Urano è stato scoperto, misurando il disturbo causato da essa entro l’orbita di Saturno. Disturbi poi misurati in orbita di Urano che ha permesso di scoprire Nettuno. L’orbita di Nettuno è turbata da un corpo massiccio, non proprio identificato, chiamato Pianeta X. La scoperta di Plutone, per un tempo, suggerisce che si trattava di Planet X, ma dato il suo 60% delle dimensioni rispetto alla nostra Luna, i calcoli non si adattavano. Ci deve essere qualcosa di più grande di massa. Nel 1983, la NASA ha pubblicato una osservazione fatta da uno dei loro satelliti astronomici a infrarossi (IRAS) che mostra un corpo massiccio ai limiti oscuri del nostro sistema solare. Altre notizie fino al 1992, o un’altra osservazione mostra un enorme corpo oscuro, ma sette volte più vicino di quanto lo fosse nel 1983 . L’Orbita ellittica sembra molto lunga, e questa “cosa” viene verso di noi ..

Questo proto-pianeta, sarebbe una nana bruna (una stella mancata) che genera un campo gravitazionale, ma considerevolmente molto superiore a quello di Giove. Questo proto pianeta può alterare in maniera significativa i pianeti e il Sole, attraverso l’influenza della sua potente gravità, con l’effetto delle maree, ci si può quindi aspettare un Sole iperattivo, con tutti i disastri conseguenti relativi all clima che implica, movimenti tettonici più frequenti e più violenti. Consideriamo anche la processione di comete, e altri oggetti che messi al simulatore sono potenzialmente molto pericolosi per noi, e si trovano sulla scia di questo corpo massiccio”.

Ben quattro di queste comete si stanno avvicinando alla Terra e quindi, mancano pochi giorni all’inizio della ‘sfilata’ prevista entro quest’anno. Ad inaugurare la passerella è la cometa Panstarrs, che farà capolino nei nostri cieli fra il 9 e il 10 marzo. Secondo alcuni ricercatori queste comete che stanno arrivandoi, sono l’effetto dell’influenza gravitazionale di Nibiru/Planet X ed e’stato ripreso dall’Osservatorio di Arecibo a Puerto Rico! L’osservatorio di Arecibo è situato circa 15 km a sud-sudovest di Arecibo, nell’isola di Porto Rico. Esso opera attraverso la Cornell University sotto un accordo cooperativo con la National Science Foundation (un’agenzia governativa USA). L’osservatorio è noto come il National Astronomy and Ionosphere Center (NAIC, Centro Nazionale per l’Astronomia e la Ionosfera) anche se entrambi i nomi sono ufficialmente utilizzati per riferirsi ad esso. NAIC si riferisce più propriamente all’organizzazione che dirige sia l’osservatorio che i laboratori associati e gli uffici della Cornell University.

L’osservatorio possiede un radiotelescopio formato da un’antenna di 305 metri ed è il più grande telescopio con singola apertura che sia mai stato costruito. Esso viene utilizzato principalmente per tre grandi aree di ricerca: la radioastronomia, la fisica atmosferica (utilizzando sia il radiotelescopio che la funzione LIDAR dell’osservatorio) e l’osservazione radar di oggetti del sistema solare. Gli astronomi dell’Osservatorio di Porto Rico, nonostante il divieto di trattare l’ argomento e la pubblicazione su riviste specializzate, avevano confermato che un oggetto era appena entrato nel sistema solare a seguito di un esplosione, registrata dal radiotelescopio e dai satelliti IRAS e WISE . Questo corpo sconosciuto, transita vicino a Giove e Marte ogni 3600 anni, qundi a poca distanza dal nostro pianeta e la sua frote attrazione gravitazionale si scontrerà con quella di Giove. Anche Marte subirà lo stesso effetto, se non quello di essere bombardato da eventuali comete. Infatti scienziati russi ed esperti della NASA hanno calcolato che la cometa C/2013 A1 potrebbe colpire il Pianeta Rosso nel mese di ottobre 2014, provocando un’esplosione di 20 milioni di megatoni e aprendo un cratere di 500 km di diametro.
La cometa si avvicinerà al pianeta rosso ad una distanza di 0,00073 unità astronomiche, pari a circa 109,200 km, il giorno 19 ottobre 2014. “L’orbita non meglio definita e attuale non esclude lo scenario di una collisione “, dice il comunicato. Se si avrà una collisione con il pianeta rosso, comunque la cometa avrebbe un impatto contro la sua superficie, ad una velocità di 56 chilometri al secondo, provocando un cratere profondo due miglia e con un diametro di 500 km.

Comunque per il 19 ottobre 2014 la sonda spaziale MRO Orbiter della NASA sarà in grado di catturare immagini in alta risoluzione della cometa C/2013 A1, anche perchè avrà una luminosità della magnitudine di 8, facendola sembrare apparente stella. La Cometa C/2013 A1 è stata scoperto all’inizio di quest’anno dagli astronomi dell’ Australian Observatory Siding Spring. Pubblichiamo di seguito uno schema ipotetico che vede i prossimi eventi dell’avvicinarsi di Nemesis:

28 giugno 2013 = Nibiru si avvicina a Giove con una traiettoria vicino alla collisione.
5 Agosto 2013 = Nibiru interagisce con il campo magnetico di Giove .
20 giugno 2013 = Giove con il suo campo gravitazionale, contrasta e cerca di sfuggire al potere di attrazione di Nibiru.
3 Settembre 2013 = Nibiru è sulla buona strada per portarsi verso il sistema solare esterno.
7 Gennaio 2018 = Nibiru si trova al di fuori del sistema solare.

Fonte: Link

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9 risposte a “Stella Oscura spinge corpi celesti verso il nostro sistema

  1. Daniele marzo 11, 2013 alle 3:40 am

    heeeeee…… qui si parla della apocalisse, esattamente uno di quei scenari ipotizzati che si temevano per il 21/12/12
    non capisco… allora è tutto vero? ce solo meno di un anno di errore?

  2. Dedo marzo 11, 2013 alle 6:12 pm

    …”Il ricercatore Brown Dwarf”…
    Che si occupa di nane brune.
    No, dai: ditemi che e’ un test per vedere se stiamo attenti, vi prego 😀

  3. John Watson marzo 15, 2013 alle 5:58 pm

    Lo vedete che a forza di pubblicare baggianate la gente si spaventa? Il dovere di ogni divulgatore dovrebbe essere quello di controllare sempre le proprie fonti, cosa che voi non avete fatto, ne questa volta ne’ altre volte.

    L’articolo in questione (riportato da segnidalcielo.it) non e’ altro che la versione piu’ aggiornata di un altro articolo che era gia’ stato pubblicato l’anno scorso da segnidalcielo.it (http://www.segnidalcielo.it/2012/10/14/nibiru-e-gia-nel-nostro-sistema-solare-sembra-che-sia-monitorato-dallosservatorio-di-arecibo-a-porto-rico/#respond) e che avevo gia’ provveduto a smantellare (http://whataphysicaltheoryisnot.blogspot.com/2012/10/quando-un-paio-di-post-fa-scrivevo-che.html).

    Nella nuova versione dell’articolo sono magicamente svanite le catastrofi che dovevano essere causate da questo inesistente pianeta alla fine del 2012 (forse perche’ non c’e’ stata nessuna catastrofe?) e sono comparsi riferimenti al recente meteorite russo. A parte questo, tutti gli strafalcioni di fisica gravitazionale sono sempre al loro posto, anzi ne sono comparsi di nuovi. E sono talmente tanti che anche un bambino di 12 anni che avesse guardato le figure di un libro di astronomia avrebbe saputo scrivere di meglio.

    Ah, e naturalmente la chicca del ricercatore che si chiama Brown Dwarf (= Nana Bruna) fa sempre ridere.

    Ora, sentitevi pure liberi di censurare questo articolo da bravi difensori della liberta’ scientifica quali siete. Ma spero quantomeno che in futuro eviterete di riportare fandonie clamorose come questa con il solo scopo di fare sensazionalismo e spaventare la gente che non ha le conoscenze giuste per difendersi dai ciarlatani informatici.

  4. Jojope marzo 16, 2013 alle 6:38 pm

    Il ricercatore Brown Dwarf ????????????e il collega come si chiama stella cadente???
    Non leggete nemmeno le cose che scrivete?
    Brown Dwarf in inglese significa “nana bruna”.
    Il satellite iras ha cessato di essere operativo nel novembre 1983.
    (fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/IRAS)
    E’ vera l’ipotesi della compagna del nostro sole,nel complesso l’articolo e’ un ricettacolo di vecchie strampalate ipotesi previste per il 2012 riciclate con nuove date.
    Da un sito come questo ,con un passato di articoli validissimi e precisi non mi sarei mai aspettato un articolo di questo tipo.

  5. Mik marzo 18, 2013 alle 2:58 pm

    Quoto dall’articolo “Il ricercatore Brown Dwarf …”
    cioe’ tradotto “il ricercatore nana bruna ” ???
    Siamo in ritardo su carnevale o in anticipo sul 1 aprile ?!
    Pazzesco…

  6. cristiano marzo 18, 2013 alle 5:02 pm

    Scusate ma non so se vi siete resi conto che il nome del ricercatore (Brown Dwarf) tradotto è proprio nana bruna….

  7. mario marzo 22, 2013 alle 7:52 pm

    “Il ricercatore Brown Dwarf ha spiegato che un astrofisico suo amico, gli ha detto che Planet X o Nemesis non è un pianeta…”
    il ricercatore BROWN DWARF????????????????
    ma cosa si e’ fumato l’ autore di questo articolo???????
    che coincidenza eh? BROWN DWARF in inglese significa NANA BRUNA !!!!!!!!!!
    e chi sarebbe l’ astrofisico amico di cotale Brown Dwarf??? lasciatemi indovinare…hmmmm…suo cugggino???????????????
    andate a lavorare la terra invece di diffondere bufale!!!!!!!!!

  8. Greg Black marzo 24, 2013 alle 2:52 am

    Mi sa di bufala (ennesima) 😀 Un ricercatore di nome Brown Dwarf che annuncia una nana bruna? 😀 Ormai c’è una marea di gente che campa su queste cavolate.

  9. Luca marzo 26, 2013 alle 2:40 pm

    Io non voglio sembrare troppo scettico, ma quando leggo in un articolo frasi come questa:
    “Il ricercatore Brown Dwarf ha spiegato che un astrofisico suo amico, gli ha detto che Planet X o Nemesis non è un pianeta, perché non ha la massa necessaria per essere chiamato pianeta nonostante le sue dimensioni, ma si tratta di una nana bruna.”
    mi domando come possa essere attendibile l’articolo. Se vi chiedete il perchè, sappiate che Brown Dwarf non è un ricercatore, ma il termine inglese che corrisponde al nostro NANA BRUNA. E prima che qualcuno possa pensarlo, no, le nane brune non hanno preso il nome inglese dal loro omonimo scopritore (come la cometa di Halley ad esempio) perchè il termine Brown Dwarf fu coniato dall’astronoma Jill Tarter nel 1975.
    Io penso che ci sia davvero qualche cosa oltre a noi là fuori, però credo anche che finchè verranno divulgate notizie di questo tipo con superficialità, senza nemmeno prendersi la briga di controllare se le fonti citate nell’articolo sono attendibili o meno, beh,abbiamo poche speranze di convincere l’opinione pubblica. Anche se (e forse questa è la tristezza più grande) un buon numero di persone accettano e credono a tutto quello che gli propinano senza battere ciglio, e soprattutto senza verificare se quanto loro detto è vero o no.

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