CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

ARCHIVIO C.U.T. – Documento n° 6

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ARCHEOLOGIA  PERCHE’  –  “TARANTO CITTA’  DEI  DUE  MARI”

 

Nessun popolo può capire il futuro se non acquisendo elementi di conoscenza della storia dell’umanità. Per questo riteniamo che gli antichi, fin dalla proposizione dell’uomo sulla terra,hanno voluto tramandare ai posteri, la loro storia, e crediamo, verificando tutto questo, di trovare quegli elementi di contatto derivanti dalle loro esperienze. La comunicazione che proviene dal mondo antico ci convince una volta di più che gli avvenimenti “Ufologici” e la realtà di presenze extraterrestri sul nostro pianeta, non sono rappresentate solo da noi contemporanei. Ma erano già esistenti nelle varie epoche di sviluppo dell’uomo. Avvalendosi dell’esperienza pratica della storia e dall’archeologia del proponente di questa documentazione, presentiamo brevemente la storia di Taranto (TARAS-TARENTUM), perla del mediterraneo e della Magna Grecia. Grazie alla sua configurazione territoriale e alle miti condizioni climatiche, Taranto ha favorito sin dai tempi  preistorici, vari insediamenti umani. Si rinvengono infatti nei numerosi scavi archeologici che hanno preso il via verso la metà del XIX secolo, testimonianze e reperti risalenti all’età neolitica. I susseguirono nel tempo insediamenti Italici,Messapi e Japigi, caratterizzati da una vivace attività artistica arricchita da scambi commerciali e culturali con il vicino mondo Egeo. Il notevole materiale portato alla luce, con i vecchi e nuovi scavi, ci parla infatti dell’afflusso continuo di popolazioni trasmarine provenienti soprattutto dall’Egeo. Taranto conobbe il periodo di massimo splendore sotto l’influenza del raffinato mondo Greco. La posizione di supremazia le era riconosciuta anche dai contemporanei : Città come Sibari, Crotone, ed Eraclea (quest’ultima fondata dai tarentini, l’odierna Pollicoro – MT-) celebrarono la sua grandezza e contribuirono ad aumentarne la fama in tutta la Magna Grecia. L’illustre cittadino che  Taranto vantava di avere, fu certamente “ARCHITA”, famoso per le sue spedizioni militari, ma anche per il sui pensiero filosofico e politico e per le sue invenzioni, che erano conosciute e divulgate in tutta la provincia greca.  Mirabili opere scultoree, terracotte, vasellame di meravigliosa fattura fino a giungere alla preziosissima lavorazione dell’oro prodotte da molte officine orafe della città, si possono ancora ammirare nel Museo si Taranto. I reperti qui custoditi evidenziano quanto la perfezione stilistica possa raggiungere il prodigio. Dopo la infelice parentesi greca, iniziò per Taranto la inesorabile decadenza. Per la fuga dei cervelli migliori. L’inbarbari mento dei costumi, il calo demografico ed economico. Questa decadenza mai più arrestatasi, ebbe inizio a seguito dell’invasione Romana che sottomise la città,  punendola per l’atteggiamento di arroganza ed infedeltà che questa assunse nei confronti del dominatore. Si susseguirono, Bizantini, Longobardi, Normanni e Saraceni. Questi ultimi, in particolare, si accanirono con  ferocia aumentandone il decadimento. I successivi occupanti: Angioini, Aragonesi e Borboni, pur realizzando alcune importanti opere edilizie (vedi ad esempio il Castello Aragonese), contribuirono a risollevarla.

Bisognerà attendere il XIX secolo per assistere ad un periodo di relativa ripresa ed importanza della Città. Vengono realizzati i grandi lavori del Canale Navigabile, dell’Arsenale Militare, della Base Navale, con una economia però, ruotante intorno alla Marina Militare, permettendo nel secolo appena trascorso, di avere in modesto sviluppo economico, capace , se non di farlo progredire sostanzialmente, di garantire almeno un tenore di vita dignitoso per gli abitanti. Nel XX  secolo la città conosce una svolta determinante per la realizzazione del “IV Centro Siderurgico”, il più grande dì Europa. Per una popolazione dedita principalmente alla pesca e alla Mticoltura, l’impatto con la realtà dell’industria, presenta il miraggio di una crescita e uno sviluppo generalizzato, che in seguito si rivela in tuta la sua ambiguità. Lo squilibrio che si venne a creare tra industria e territorio, con le conseguenti crisi del settore, il degrado ambientale e sociale, hanno portato la città ad occupare uno degli ultimi posti in termini di vivibilità, il decadimento dal quale solo negli ultimi tempi la città cerca di risollevarsi, lasciano molte incognite e perplessità sul suo futuro. Riteniamo, che solo riequilibrando i veri elementi che c’impongono la realtà cittadina, l’apporto dell’antico al moderno, potranno permettere alla città di progredire e riuscire a guardare verso un futuro lontano.

 

 

Marzo 1999 A  CURA DI : D’ORONZO BRUNO, IN COLLABORAZIONE DI CAZZATO-ZACCARIA

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